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SVEZIA

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LIBRI D'AUTORE

I ROMANZI DI GÖRAN TUNSTRÖM

Göran Tunström (1937-2000), è stato uno dei romanzieri svedesi più innovativi di fine secolo.  Fin dall’infanzia sogna di diventare scrittore; il padre organizzava serate di lettura collettiva di grandi autori fra cui Selma Lagerlöf (per altro vicina di casa) e Thomas Mann. Quando ha solo 12 anni gli muore il padre, cui è assai legato: questo fatto lo colpisce profondamente; il senso di perdita e di mancanza diverrà un concetto chiave nella sua opera. L’influenza di Selma Lagerlöf  è evidente nei lavori di Tunström. Fulcro centrale dell’opera dello scrittore svedese è proprio la sua città natale: Sunne  rappresenta, infatti, il luogo privilegiato dell’immaginazione dello scrittore, luogo che “è una limitazione che mi dà libertà” come lo definisce lui stesso in occasione del conferimento del premio Selma Lagerlöf nel 1987. “Sunne è l’utero da cui i miei personaggi vengono generati per entrare nel mondo”. Per saperne di più clicca qui

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Sunne è l’utero da cui i miei personaggi vengono generati per entrare nel mondo”

Göran Tunström

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FÖRSLAG 1/ PROPOSTA 1

Det sanna livet

av Tunström, Göran

Göran Tunström (1937-2000) är en av våra allra största författare. Förutom diktsamlingar och en rad stora romaner, skrev han 1991 den här novellsamlingen.  I allt han skrev finns en stor skaparglädje, och som alltid hos Göran Tunström finns här mycket fantasi, svärta och humor. Han berättar mycket ömsint om de människor som befolkar hans litterära värld, och de här åtta novellerna spänner över tid och rum. Vi möter det unga paret vars nyfödda dotter visar sig ha vingar, och vi följer två judiska bröders flykt från Stalins Sovjet till Jerusalem i titelnovellen.  Förutom titelnovellen sticker två andra ut, tycker jag. “Skenäktenskap” skildrar en kärlekshistoria mellan två tågkonduktörer, mitt bland förseningar och korta möten på perrongen i Vara.

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La vita vera  

Göran Tunström, Ed. Iperborea ISBN: 9788870910728

“Da tempo ormai avevo smesso di credere che la vita avesse un senso. Era solo questione di resistere. Nel matrimonio, nel lavoro, nel monotono scorrere di giorni senza gioia. E poi un giorno… La vita s’insinuò dentro di me, aprii gli occhi, osai incontrare il mondo.” Così accade a Sigfrid Blom, correttore di bozze senza ambizioni, che un equivoco spinge ad aprirsi a incontri e avvenimenti, a inseguire un nome, una persona, una storia, fino ad arrivare a quel se stesso che ignorava di avere dentro. E’ il caso che guida il corso dell’esistenza, o ciò che chiamiamo caso è una porta che ci viene aperta per lasciarci intravedere, almeno per un attimo, quella vita vera verso cui vorrebbe condurci il destino? …. Partendo da fatti e persone reali Tunström compie, con l’emozione della sua invenzione, quel “piccolo passo verso l’interno” che sposta l’inclinazione del mondo: il tempo si dilata, i sogni diventano visibili, i prodigi possibili, la musica lascia nell’aria colonne di fumo che modificano l’anima, si illumina la spaventosa profondità e la disarmante fragilità della sostanza umana, cui la sua scrittura porta una carezza.

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la vita vera it

Titolo: Det et sanna livet

Autore: Göran Tunström

Prima Edizione: maggio 1998   / Pp. 246

Nazione: Svezia

Traduzione di: Carmen Giorgetti Cima

Collana: Narrativa (Numero 72)

ISBN: 9788870910728

Con il contributo di: Programma “Cultura” della Commissione europea

 dall’Incipit

…. Abbiamo bisogno di strumenti per poterci avvicinare a tentoni verso ciò che balugina fuori e dentro di noi. Il linguaggio è uno di questi strumenti. Quando ho staccato gli occhi dal telescopio per guardare mia moglie e mio figlio, quando li ho toccati per avere una conferma della mia esistenza, ho capito che, per quanto io possa sentire fin dentro al midollo della lingua la menzogna del riraccontare, non potevo non scrivere questa strana storia, che è la nostra. Il linguaggio ci seduce e ci fuorvia, ma voglio che nostro figlio – se e quando oserà averne la curiosità – possegga una gruccia cui appendere il suo vissuto. Il mio nome è noto. Sigfrid Blom, l’uomo che sta dietro a uno dei pezzi teatrali di cui si è più parlato negli ultimi anni, “Il viaggio di Kowalowski”. Sì, sono “l’uomo che sta dietro” – proprio così! A stento qualche parola è mia, le esperienze sono indirette. Mi è stato solo dato un compito. Fu un piccolo divorzio in una grande città. Non provocò nessuno smottamento nel terreno, né titoli duraturi sul cartellone degli annunci dell’anima. Una fonte coniugale si era inaridita: un giorno, lo sguardo di mia moglie si era spento – si era fatta impersonale come l’appartamento di periferia in cui vivevamo. “Tu non mi hai mai vista”, disse Marie…..

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FÖRSLAG 2 / PROPOSTA 2

Berömda män som varit i Sunne

av Göran Tunström

“Det är en gåva och en nåd att få ta del av Göran Tunströms humor och humör” ÖC

En septembervecka i slutet av sextiotalet får den värmländska köpingen Sunne oväntat besök. Besökaren kommer bokstavligen från månen; till Sunne, där astronauten varit i sin ungdom, anländer han med sin mors aska, som följt honom genom världsrymden. Detta är upptakten till den historia som Stellan Jonsson Lök, autografjägare och ensamstående butiksinnehavare, berättar i Göran Tunströms senaste roman Berömda män som varit i Sunne. Det är en berättelse om världsrymden och människosjälen, det löjliga och det storslagna, heligt och profant, drömmar och tillkortakommanden. Förutom astronauten Ed Oldin och Stellan Jonsson Lök, möter vi hötorgsmålare Pihlgren, prosten Cederblom, den blonda Isabelle, redaktör Gobi Fransson och Lena Vergelius – vägvisare i själens rymder.
Göran Tunström är tillbaka i Sunne, Universum, för att forsätta berättelsen om de människor som vi skymtade redan i Juloratoriet och Tjuven. Berömda män som varit i Sunne är en roman där medkänslan är lika stark som fabuleringsglädjen.

Uomini famosi che sono stati a Sunne

Göran Tunström Ed. Iperborea  2003 ISBN: 9788870911190

I sogni immensi della piccola gente, gli infiniti desideri e nostalgie, gli abissi di inquietudine di ogni anima: Tunström, che ama i suoi simili, ha il dono di raccontarli come nessuno, trasformando ogni destino, anche il più modesto nel più sperduto villaggio della campagna svedese, in una storia che ci fa credere nell’uomo e nella sua grandezza. È per celebrare i seicento (o settecento?) anni della fondazione di Sunne, che Stellan Jonsson, padrone della bottega del paese, è incaricato di scrivere un libro commemorativo sugli uomini famosi che l’hanno visitata. Specialista di quel piccolo “In più” che suscita nella gente un sorriso “di cui si può vivere”, commovente e un po’ risibile nel suo bisogno di conoscenza e di contatto, di tutto ciò che trascende il quotidiano, collezionista di autografi e autore di trafiletti sul giornale locale, è il più competente in proposito. Il progetto tramonta, ma Stellan scriverà ugualmente il suo libro, non più commemorativo, ma il libro della Verità, della memoria, un libro che è una richiesta di perdono, se esiste “una simile combinazione di lettere” che possa riparare l’irreparabile e offrire, se non una giustificazione al vivere, almeno una forma di redenzione. Le celebrità di Sunne diventano le persone importanti della sua vita, protagonisti sulla scena del suo dramma: tutti gli altri alle prese con le tre cose più difficili: “la Vita, l’Amore, Dio”, ognuno con le sue insospettate profondità, le passioni e le illusioni che rendono unico ogni essere umano.

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sunne def it

Titolo: Uomini famosi che sono stati a Sunne

Autore: Göran Tunström

Prima edizione: Novembre 2013

Pp. 344

Collana: Narrativa (Numero 119)

ISBN: 9788870911190

Con il contributo di “Programma “cultura” della Commisione Europea

Dall’Incipit

….Harald era in genere il mio primo cliente, a volte aspettava davanti alla porta anche un quarto d’ora prima che aprissi. Gli infilavo quasi sempre nella borsa due o tre cioccolatini, una crema d’aragosta in scatola, qualche pomodoro, era un po’ come partecipare ai loro pranzi. E a poco a poco imparai le loro giornate: vedevo Isabelle portare fuori una scala e salire a sistemare le tegole. Ha qualche chiodo tra le labbra, il martello nella tasca della tuta. Chiede a Harald di reggerle la scala, già che è lì. Harald posa a terra la sua sporta di plastica. È da un bel po’ che Isabelle parla di quelle tegole, dice che bisogna fare qualcosa e Harald annuisce. Lui non oserebbe mai arrampicarsi su una scala. Soffre di vertigini. Solo a immaginarsi sul terzo gradino, gli si annebbia la vista. Anche prima di addormentarsi, ogni notte, è preso da vertigini: cade in un precipizio, dalla ringhiera di un balcone, da ponti, cade e cade. Ma Isabelle sale e sale. Harald è sotto, ai piedi della scala: “Per favore, Harald, ho dimenticato le tenaglie. Nella legnaia, subito a destra della porta.” Harald va alla legnaia, fruga per un po’ tra gli attrezzi, riemerge: “Non le trovo.” Ed è come se Isabelle si aspettasse quella risposta, è già scesa a terra, gli passa davanti, entra nella rimessa, torna fuori con le tenaglie in mano, Harald deve inventarsi qualcosa che lo renda presente: “Quella scala non terrà per molto, Isabelle.” “Oggi tiene.” Non è piacevole dover essere spettatori di queste cose. So che Harald odia se stesso. Le sue parole non sono dette perché si preoccupa per lei. Sono dette per dimostrare la rovina di tutto, la morte e la sofferenza di tutto. Harald ha un’intera collezione di repliche di questo genere. Col bel tempo prevede la pioggia. Quando gli alberi fioriscono evoca il loro appassire…..

postfazione.pdf (123 download) dal sito di Iperborea clicca qui

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FÖRSLAG 3 / PROPOSTA 3

Tjuven

av Göran Tunström

I Sunne i Värmland möter den tjocka Ida Pripp den late Fredrik Jonson Lök och blir förtrollad, förförd och förnedrad. Tolv barn blir det i det torftiga huset på Torvnäs. Men Tjuven är främst berättelsen om Johan, den trettonde ungen i huset, och hans livsresa till kunskapens och ensamhetens Uppsala och till Ravenna på jakt efter Silverbibelns gåta. Och om den livslånga kärlek till kusinen Hedvig som för honom långt bort, i tiden och rummet, men ändå inte leder honom vilse. Jag har haft en pocketutgåva av Tjuven i min bokhylla sedan 80-talet då jag av någon anledning inte kom igen boken. Det beror sannolikt på min brist på mognad och tycke för god litteratur när det begav sig.  Alltnog! Jag har nu tagit fram boken, dammat av den och läst den med stor aptit. Driven av sin kärlek till kusinen Hedvig utvecklar Johan Jonsson Lök en besatthet efter Silverbibeln, som han tror ska trygga hans och kusinens framtid om den kommer i hans händer.  Utan andra ambitioner än just den att komma över “dyrgripen” börjar han studera vid Uppsala Universitet. Hans studier leder honom också till Ravenna där han finner en handskrift författad av ingen mindre än Silverbibelns skrivare. Man behöver inte sitta i Svenska Akademien för att förstå att detta är stor litteratur. Om man som läsare lägger stor vikt vid språket är Tjuven ett utmärkt val. En välförtjänt femma till den här boken

Il ladro della Bibbia

Göran Tunström Ed. Iperborea 2006 ISBN: 9788870911480

Può la conoscenza essere uno strumento di riscatto, una via per liberarsi dal dolore? Johan, cresciuto nella povertà e nella violenza, è convinto di sì, e in un senso molto letterale: per arricchirsi e realizzare il suo sogno d’amore con la cugina Hedvig, la strada che gli appare più facile è quella di impadronirsi della “Bibbia gotica” conservata nella Biblioteca di Uppsala, il celebre Codex Argenteus, uno dei libri più antichi e preziosi del mondo. Per aver accesso a questo tesoro, Johan deve però diventare un esperto mondiale di gotico e conquistarsi la fiducia del mondo accademico e dei bibliotecari. Ha così inizio la storia bizzarra di un piano criminoso che diventa passione intellettuale, una passione divorante che travolge anche l’amore tenero e malinconico che tutto aveva messo in moto. Con la ricchezza creativa e la partecipazione umana che sono le cifre della sua arte, Tunström, scavando nelle regioni selvagge dell’anima per farne emergere “quel che dentro di noi è capace di volare”, costruisce il suo straordinario universo di personaggi votati ai precipizi e alla grandezza, intessendo un arazzo narrativo complesso e sorprendente. A partire dalla cittadina svedese di Sunne, ritratta sulle soglie del boom economico degli anni Cinquanta, il racconto risale al mondo enigmatico e perduto dell’Italia gotica, tra V e VI secolo, dove Johan, grazie a un manoscritto fortunosamente trafugato, trova un alter ego in Wiljarith, lo scriba di Teodorico il Grande. E nello specchio di questo fratello del passato, riconosce la domanda che segna la sua esistenza: si può perdere se stessi e la propria umanità per raggiungere l’obiettivo di una vita?

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il ladro della bibbia

Titolo: Il ladro della Bibbia

Autore: Göran Tunström

Prima edizione: Novembre 2006  / Pp. 448

Traduzione: Fulvio Ferrari

Collana: Narrativa (Numero 148)

ISBN: 9788870911480

Con il contributo di Programma “cultura” della Commissione Europea

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Dall’Incipit 

Fredrik Jonson Lök non aveva mai fatto niente di disonesto perché non aveva mai fatto niente in vita sua. Riteneva che lavorare gli fosse proibito per nascita. Apparteneva alla nobiltà “Dei Nostri” e si atteneva rigidamente alle tradizioni instaurate dai suoi barbari antenati nei lontani boschi del Nord. Era il più giovane dei quattro figli del General Pattume, e l’unico di loro a essersi fermato a Sunne. Quello che gli era rimasto fisicamente più vicino era Gustaf, rinchiuso nella prigione di Karlstad dove fabbricava grucce per abiti per conto del consiglio provinciale. Gustaf era il padre del piccolo eroe della nostra storia, Johan Jonson Lök che in mancanza di genitori fu gettato come uno straccio bagnato in quella che sarebbe diventata la famiglia di Fredrik in tenera età…..

Fredrik era un conoscitore di tutte le panchine del paese, ma per un certo periodo la sua preferita fu quella all’estremità del Lungolago, proprio dove il Fryken si allarga verso sud e come in un sorriso rivela tutto quanto c’è di bello nel Värmland: prati lungo le rive, colli azzurrini e foreste oscure. E ora è primavera nella valle del Fryken. I ruscelli del disgelo si fanno strada giù verso il fiume Ler e il lago Fryken. Le schegge di ghiaccio scintillano tra le tenere betulle primaverili, una tonalità violetta fa la sua comparsa ai margini del bosco di Gylleby. Gli anemoni sbirciano fuori, con i loro occhi chiari come figli della gioia appena nati.

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