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Ci lasciamo ingannare facilmente da quello che amiamo.
(Molière)

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QUINTA TAPPA/ AMMICCARE DESIDERARE BUGIE

Il film “L’ inganno”, scritto e diretto da Sofia Coppola, uscito nelle sale nel 2017, è tratto dal libro di Thomas P. Cullinan “A Painted Devil” –( 1966).

In piena Guerra di Secessione, nel profondo Sud, le donne di diverse età che sono rimaste in un internato per ragazze di buona famiglia danno ricovero ad un soldato ferito. Dopo averlo curato e rifocillato, costui resta confinato nella sua camera attraendo però, in vario modo e misura, l’attenzione di tutte. La tensione aumenterà mutando profondamente i rapporti tra loro e l’ospite.

La regista indaga gli sguardi e le posture di donne che hanno interiorizzato le buone maniere e cercano di trasmetterle alle giovani generazioni mentre sotto la pelle e le crinoline covano pulsioni che la società del tempo non può loro riconoscere. 

Come ombre, noi seguiremo i personaggi del film e vi narreremo le loro vicende.

 

AL MISS MARTHA FARNSWORTH SEMINARY …. MISTERO & SOLITUDINE

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Le donne di questo film devono sopravvivere alla guerra, è vero, ma devono anche rimanere donne … Questo è un film che doveva essere diretto da una donna: Sofia esprime bene l’essenza femminile, anche dal punto di vista estetico, in ogni dettaglio. (Nicole Kidman in occasione della conferenza stampa di presentazione del film al Festival di Cannes 2017)

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La guerra, i caduti, la causa, il coraggio, la codardia, Nord, Sud… Al Miss Martha Farnsworth Seminary for Young Ladies, dove  nessun rapporto tra interno ed esterno é consentito, esiste solo calma, tranquillità, riparo, ubbidienza all’autorità di Miss Martha, alle regole, alle buone maniere, alla carità cristiana. Un universo immobile che solo la materializzazione del reale può rimettere in moto. Nel momento stesso in cui il corpo del caporale John McBurney varca quella soglia è evidente infatti che l’equilibrio dello spazio chiuso della casa sarà per sempre perturbato. Così, ragazze che fino a un attimo prima erano solo amiche e complici, all’improvviso si ritrovano rivali di seduzione. Un film per riflettere sulle pulsioni umane il desiderio, l’invidia, la competizione…

IL CAPITANO

Mattia Russo

... John mi fa pensare molto, oltre che al lupo cattivo, anche  al personaggio di Dorian Gray, un uomo dall’aspetto gradevole, ma capace di diventare un demone all’occorrenza. E allora mi domando: “Questo lato demoniaco di John era insito nella sua natura  o era una deformazione dettata dalla paura e dalla disperazione  provata all’idea di dover tornare a combattere nella guerra? ….

Mattia 

Il film si apre con  alcune  suggestive inquadrature della foresta, accompagnante non solo dal canto degli uccelli, ma da quello di una bambina, Amy (Oona Laurence), che cammina per il bosco con un cestino alla ricerca di funghi, ricordando vagamente la fiaba di cappuccetto Rosso.

Incontrerà nel suo vagare  nel bosco il caporale nordista John McBurney (Colin Farrell), gravemente ferito alla gamba. La  ragazzina si offre di dar lui una mano e lo accompagna nel collegio femminile dove attualmente vive.

La scuola, ormai  spopolata ed in stato di semi abbandono dall’inizio della guerra, ospita la piccola Amy  e solo altre quattro studentesse: Alicia ( Elle Fanning),  Jane (Angourie Rice),  Emily (Emma Howard) , Marie (Addison Riecke), la direttrice  Martha (Nicole Kidman) e la maestra Edwina (Kirsten Dunst).

Appena  la fanciulla conduce  all’interno  delle mura dell’istituto il caporale, le donne riconoscono immediatamente l’uniforme nordista e sono un pò restie ad ospitarlo. Decidono tuttavia di prendersi cura di lui finché non sarebbe stato meglio, con il proposito di consegnarlo, subito dopo, alle autorità. Non appena il soldato comincia a riprendersi,  egli inizia ad esercitare un forte fascino sulla direttrice, sulla maestra e sulle studentesse. Se Amy era Cappuccetto rosso,  si può dire con certezza che nel bosco abbia incontrato il lupo cattivo, poiché il soldato dimostra subito  la sua natura allo spettatore. Inizia a “sedurre” tutte le donne in modi diversi  (conformi all’età della fanciulle), facendosi largo nei loro cuori. Le ragazze iniziano a curare particolarmente il loro aspetto fisico, ad ingioiellarsi spesso (sottraendo addirittura i gioielli alla direttrice) e a vestirsi eleganti.

Il caporale prende particolarmente di mira Edwina che cade quasi subito nella sua rete, innamorandosi di  lui. Le donne gradualmente decidono prima di non consegnarlo all’autorità, lasciandolo andare via libero, fino addirittura a  desiderare di tenerlo con loro per sempre (tranne Martha, che sebbene abbia deciso di non denunciarlo, è decisa fino all’ultimo a mandarlo via). Pare che l’obiettivo di John sia proprio questo. É palese che egli non abbia la minima intenzione di tornare a combattere.

La trama acquista un risvolto inaspettato quando Edwina  sorprende il soldato in atteggiamenti intimi con  Alicia, la studentessa più grande. John cerca di calmarla, ma la donna perde il controllo e lo spinge per sbaglio giù dalle scale. Martha, che s’intende anche delle basi della medicina, capisce subito che l’unico modo per salvare il caporale, in quel momento privo di sensi, sia quello amputargli la gamba, peggiorata  definitivamente con la caduta.

Così  le donne prendono la decisione di tentare di salvare il soldato. Quando egli si sveglia e si rende conto dell’amputazione dell’arto è tutt’altro che grato alle donne. John impazzisce.  Ora fa paura.  É molto minaccioso e cattivo nei confronti delle ragazze. Ora sono tutte d’accordo che egli rappresenti un pericolo e che se ne debba andare via il prima possibile dalla struttura. 

Dopo un tentativo da parte di Emy di segnalare la presenza del nordista alle autorità, legando  un panno blu al cancello, egli esplode, arrivando a  minacciare la bambina e tutte  le altre  donne e ragazze con una pistola. Edwina, tuttavia, è ancora innamorata e malgrado  tutto, cede a lui. La situazione era iniziata con  Emy nel bosco alla ricerca di funghi e terminerà proprio con essa, proprio perché attraverso i funghi raccolti dalla ragazza, le donne riusciranno ad avvelenare il soldato, liberandosi definitivamente di lui.

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E  così le parole chiave dell’isola del mignolo  si concretizzano …

AMMICCARE ...  il militare che seduce di nascosto una ad una le donne presenti in collegio.

DESIDERARE... Il desiderio sessuale e  la forte attrazione erotica provata da tutti i personaggi più maturi.

BUGIE ... le menzogne raccontante dal soldato per  sedurre tutte le donne.

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Il film propone ambientazioni, costumi e riferimenti storici molto interessanti, nonché un cast stellare. La trama, se all’inizio un pò lenta, acquista tutt’altro ritmo e sapore nella seconda parte del film. E’ una pellicola che personalmente consiglieri! Tra le varie motivazioni, riprendendo  il rifermento alla fiaba di cappuccetto rosso,  perché ci invita ad una riflessione profonda in bilico tra il  “non fidarci degli estranei” e il desiderio di esplorare il nuovo e il diverso “, ciò che ci permette di riconoscere noi stessi, i nostri limiti e le nostre fragilità.

John mi fa pensare molto, oltre che al lupo cattivo, anche al personaggio di Dorian Gray, un uomo dall’aspetto gradevole, ma capace di diventare un demone all’occorrenza. E allora mi domando: “Questo lato demoniaco di John era insito nella sua natura  o era una deformazione dettata dalla paura e dalla disperazione  provata all’idea di dover tornare a combattere nella guerra?”. Sicuramente l’anima di John non era così candida come le donne avevano sperato, ma sicuramente la paura ha dato il suo bel contributo.

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LA MASTER

Eleonora Cecconi

Credo che la regista abbia dato il meglio di sé, creando un melodramma vibrante che al tempo stesso conferma la sua bravura e aggiunge nuovi colori alla sua tavolozza creando con il direttore della fotografia un’ atmosfera di bellezza un po’ artefatta, amalgamata con sangue e lussuria, e con il suono della battaglia in lontananza. Ma la battaglia più grande è quella interiore…. “L’inganno” è un giardino che coglie impreparati per la bellezza e l’intimità dei suoi fiori. Non riuscirete a togliervelo di dosso. Film consigliatissimo per TUTTI!!!!!!!!!!!!!!

Eleonora

La sceneggiatrice e regista Sofia Coppola ha ridato vita alla pellicola, basata su un romanzo del 1966 di Thomas Cullinan, trasformandola in un Southern Gothic che ribolle sotto la superficie e sa sfoderare un umorismo nero e sovversivo. Risate? Ci potete giurare, sebbene un paio vi rimarranno soffocate in gola. Coppola, che  è stata premiata come migliore regista a Cannes, ha sostituito il fiero sguardo maschile della versione originale, febbrilmente diretta da Don Siegel, con la sua potente prospettiva femminista.

Le eroine del film, su tutte Nicole Kidman e Kirsten Dunst, non hanno i superpoteri, ma avere a che fare con loro è una sfida per ogni uomo. Il “lui” tra sette “lei” è John McBurney (Colin Farrell), un seduttore irlandese che viene trovato in un bosco da Amy (Oona Laurence), una studentessa della Virginia che lo accompagna, ferito, alla sua scuola.

Una volta tornato in piedi, John cerca di prendere il controllo della struttura, con tutti i benefici del caso. Le ragazze hanno altre idee, che Coppola espone con astuta malizia in un crescendo di suspense.

La direttrice Martha è una donna capace di sfilare la pistola dalla giarrettiera e darti una bella ripassata – in tutti i sensi. Edwina, una ragazza della scuola, ha progetti più romantici, mentre l’impulsiva teenager Alicia vuole solo baciare un uomo. A modo suo.

Credo che la regista abbia dato il meglio di sé, creando un melodramma vibrante che al tempo stesso conferma la sua bravura e aggiunge nuovi colori alla sua tavolozza creando con il direttore della fotografia un’ atmosfera di bellezza un po’ artefatta, amalgamata con sangue e lussuria, e con il suono della battaglia in lontananza.

Ma la battaglia più grande è quella interiore. Kidman e Farrell ingaggiano un incantevole duello di umorismo. Ma è Dunst, con una performance di grande auto-repressione, che colpisce al cuore. Coppola è una virtuosa dell’immagine e del suono, ma non si deve scambiare la sua delicatezza per debolezza. L’inganno è un giardino che coglie impreparati per la bellezza e l’intimità dei suoi fiori. Non riuscirete a togliervelo di dosso. Film consigliatissimo per TUTTI!!!!!!!!!!!!!!

The Beguiled by Don Siegel

The Beguiled by Sofia Coppola

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LA FOTOGRAFA

Eleonora Braida

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“Non si è morti fin quando si desidera sedurre ed essere sedotti.”

Charles Baudelaire

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La prima testimonianza di oggetti d’abbellimento, cioè dei gioielli, risalgono al Paleolitico Superiore (40.000 – 10.000 a.C.). Sin dall’inizio, essi hanno assunto valori e dei significati diversi,  proprio come accade ai nostri giorni.  Vengono usati per far notare il proprio status sociale, per far emergere la bellezza di chi li sfoggia e, in ceti casi, anche per sedurre una persona dell’altro sesso, orientando l’attenzione su alcune parti del corpo come il viso, il seno, le mani e le braccia che possono creare un attrazione sessuale.
Ho dovuto fare questa breve specificazione ma adesso vengo al punto….

Dopo l’arrivo del caporale nordista John Mcburney si iniziano a vedere dei cambiamenti in tutte le donne, da quelle più  a quelle meno giovani. Uno degli aspetti che più si nota è l’aumento della cura del corpo.  Iniziano a sfoggiare abiti più belli, ad acconciarsi i capelli ed ad indossare gioielli che prima non avevano mai messo.
In particolare c’è un osservazione che ho trovato molto rivelante.  Ad un certo punto Martha Farnsworth si rivolge alla giovane educatrice Edwina Morrow, facendole notare che stava indossando una collana molto vistosa (a parer suo), che prima non aveva mai indossato (da qui il nome che ho deciso di attribuire alla foto). Si può notare le medesima situazione, quando Edwina vede che una delle ragazzine, di cui si prende cura, indossa i suoi orecchini di perla.

Osservazione by Eleonora Braida

Il gioiello a mio parere assume un grande significato. Esso  rappresenta un modo per attirare l’attenzione, per sedurre, per essere notati, per affascinare e far cadere lo sguardo su determinati particolari del nostro corpo. Le protagoniste femminili più importanti secondo me sono Martha, Edwina ed Alicia. Sono le tre donne che in modi diversi cercano di attirare verso di loro il “bel caporale” dal quale  sono molto attratte. Mentre le ragazzine più piccole hanno un approccio ovviamente diverso, queste tre donne cercano di giocare al meglio le loro carte, covando interiormente delle gelosie e cercando modi diversi per approcciarsi all’uomo attirandolo fisicamente.
Probabilmente  la guerra ed il periodo difficile le porta a vedere in quest’uomo una grande boccata di aria fresca, facendo provare a tutte e tre delle belle sensazioni, distogliendole per un attimo dalla loro reale situazione e facendole sentire vive e donne.

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L'ARTISTA

M. Francesca Civetti

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.… I funghi possono rappresentare la stessa natura del caporale durante la storia, inizialmente un uomo cordiale, affabile, che conquista la fiducia e l’affetto delle residenti dell’istituto per poi dimostrarsi un uomo pericoloso e senza scrupoli, esattamente come un invitante piatto di funghi che però non sono commestibili…

Maria Francesca 

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Per questo film ho scelto come soggetto i funghi, che hanno casualmente dato il via agli sfortunati eventi vissuti dai personaggi e che poi si sono rivelati l’inaspettata soluzione. Amy, una giovane allieva di un istituto semi-abbandonato, trova un soldato ferito ad una gamba mentre raccoglieva dei funghi. 

Cibo bugiardo by Maria Francesca Civetti

Questo stravolge completamente la vita delle poche residenti rimaste nel collegio, dato che il caporale John appartiene alle schiere nemiche ma, a causa delle sue condizioni, consegnarlo agli alleati sarebbe come condannarlo a morte. Si sceglie di concedergli del tempo per guarire e rimandare la decisione in seguito. Pian piano il caporale si rivela a noi spettatori un ruffiano, che approfittando dello scompiglio e della curiosità che un volto nuovo ha portato all’istituto cerca di entrare nelle grazie di più persone possibili per non doversene andare. La situazione precipita quando, avendo ormai sedotto sia Edwina, l’istitutrice, che la giovane Alicia, viene sorpreso con quest’ultima dall’insegnante.

Dopo una colluttazione il caporale cade dalle scale e la sua gamba, in via di guarigione, peggiora irrimediabilmente. Martha, la direttrice, è costretta ad amputargliela e questo fa cadere completamente la maschera al capitano John. Minacciando Alicia per ottenere la pistola tenuta sottochiave dalla direttrice, l’uomo prende in ostaggio le donne e, fallito il tentativo di chiamare i soccorsi, Martha e le allieve si ritrovano con poche opzioni. Alla fine la scelta cade sui funghi velenosi, offertigli a cena, che pongono fine all’incubo.

I funghi possono rappresentare la stessa natura del caporale durante la storia, inizialmente un uomo cordiale, affabile, che conquista la fiducia e l’affetto delle residenti dell’istituto per poi dimostrarsi un uomo pericoloso e senza scrupoli, esattamente come un invitante piatto di funghi che però non sono commestibili.

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LA POETESSA

Miriam Burbi

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Può la perpetua felicità dell’Eden essere diventata tanto noiosa che mangiare la mela fu un atto giustificato?

(Chuck Palahniuk)

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I processi circolari hanno la particolare caratteristica di ingabbiare in un anello chi li vive e non sfuggono a questa legge nemmeno le sei giovani del Miss Martha Farnsworth Seminary for Young Ladies; nei loro vestiti pallidi percorrono un viaggio senza uscita possibile, delimitate dal confine di un cancello cupo che le separa dalla realtà.

La guerra civile americana è così lontana da non  far arrivare  nemmeno la sua eco.

Ogni donna è donna a modo suo, condizionata da un’età più o meno avanzata e ne risulta una dolce ma non innocente danza delle stagioni. Il desiderio percorre ogni scena del film, come un serpente malato si annida in ogni angolo della vecchia casa, al ritmo di un violino ottocentesco. Nessuna comunicazione è possibile, nascosta ogni emozione sotto il velo petroso di miss Martha. Eppure la solitudine come un lenzuolo steso aleggia  tra quelle stoffe profumate.

Un soldato dischiude quel segreto al femminile, ferito come una cerva sanguinante. Ma il desiderio non basta mai, non basta mai il calore a far restare un coniglio a lungo in una tana.

Eppure, nonostante la fuga del loro oggetto del desiderio, l’aver ceduto alla tentazione, anche se non sempre nel concreto ma sempre nel pensiero, le ha cambiate, ha fatto loro scoprire un mondo, il loro essere donne come una perla in una conchiglia.

Ogni donna è  parte di un’Eva biblica e polifonica che anela a mangiare quella mela che le farà conoscere la differenza tra Bene e Male, senza però la possibilità di fare né l’uno né l’altro. E quando il cancello si chiude, quando l’Eden è solo un ricordo lontano, nessuna ha mai peccato davvero.

Eppure non mi pare peccato imbrogliare colui che spera di vincere barando.
(William Shakespeare)

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