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Conservare l’infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare

Bruno Munari 

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LA MAMMA CHE SA ASCOLTARE

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  • Non dire semplicemente “non devi fare questo” se puoi aggiungere “ma fai quest’altro”.
  • Non chiamarli “capricci” quando si tratta solo di cose che disturbano.
  • Non interrompere qualsiasi cosa faccia il bambino senza dargli un preavviso.
  • Non “portare” a passeggio il bambino, ma vai a passeggio “con” lui.
  • Non esitare a fare delle eccezioni alle regole.
  • Non prendere in giro il bambino e non fare dei sarcasmi: ridi “con” lui, e non “di” lui.
  • Non fare mostra del bambino agli altri e non farne un giocattolo.
  • Non credere che il bambino capisca ciò che gli dici solo per il fatto che tu lo capisci.
  • Mantieni le tue promesse e non farle quando sai di non poterle mantenere..
  • Non mentire e non sfuggire alle domande.

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Questi sono i dieci consigli che la psicanalista  e pedagogista Susan Sutherland Isaacs suggerisce alle mamme

A commento di questo decalogo, il neuropsichiatra infantile Giovanni Bollea afferma.. “i bambini hanno bisogno non soltanto del nostro affetto e della nostra simpatia, ma anche della nostra intelligenza e dei nostri seri e pazienti sforzi per capire la via del loro  sviluppo mentale: ecco ancora sottolineata la necessità dell’ASCOLTO”.

IL PAPÁ CHE SA ORIENTARE

Giacomo Manzù: Giulia e Mileto in carrozza,1966 ca. (I figli dell’artista, Giulia e Mileto, nati dall’unione con Inge Schabel, sono la fonte d’ispirazione di questa scultura di grande formato: i due bimbi giocano, in equilibrio incerto, sopra una carrozza stilizzata e di fantasia)

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Ecco  i  consigli che il celebre scultore Giacomo Manzù ha  lasciato a Pio, un altro dei suoi figli, in uno scritto del 5 luglio 1960, quando  il ragazzo  stava per «iniziare i primi passi decisivi nella vita».

  • Non temere la solitudine perché è in essa che i nostri propositi si fortificano.
  • Segui solo il difficile, non lasciarti tentare dal facile: il difficile può portare al miracolo, il facile è per i pigri.
  • Fa’ che ogni tua azione sia sollecitata dalla bellezza, dall’onestà e sia sempre avvolta nell’umiltà e nella bontà!
  • La bontà, la chiarezza, la sincerità e il coraggio devono essere i pilastri dei tuoi pensieri, con la bontà si può conquistare tutto e tutti” 
  • Non lasciarti mai affascinare dal denaro; consideralo un mezzo, non un’aspirazione. Non essere mai avaro né con te stesso né con gli altri; è il più terribile dei peccati e porta alla grettezza e alla miseria.
  • Non temere la bella e legittima amicizia della donna, ma tieniti sempre lontano dalla volgarità; questa uccide l’anima.
  • Non essere mai debole, anche se questo ti costa doloroso sacrificio; ma nello stesso tempo sii sempre dolce.
  • Il tuo vivere e la tua concezione della vita sia libera da ogni pregiudizio, ma sostenuta da quella disciplina morale che fa l’uomo libero e coraggioso.

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IL BAMBINO IMPARA CIÓ CHE VIVE

Se vive nel rimprovero, diverrà più intransigente
Se vive nell’ostilità, diverrà più aggressivo 
Se vive nella derisione, diverrà più timido 
Se vive nel rifiuto, diverrà uno sfiduciato 
Se vive nella serenità, diverrà più equilibrato 
Se vive nell’incoraggiamento, diverrà più intraprendente 
Se vive nell’apprezzamento, diverrà più comprensivo 
Se vive nella lealtà’, diverrà più giusto 
Se vive nella chiarezza, diverrà più fiducioso 
Se vive nella stima, diverrà più sicuro di sé 
Se vive nell’amicizia, diverrà veramente amico per il suo mondo. 

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Dorothy L. Nolte

COME EDUCARE ALLA LETTURA

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L’adulto (genitore, insegnante, educatore….) che  intende avvicinare ed educare i bambini alla lettura concentra la sua attenzione su tre aspetti fondamentali:

  • Considera i libri come strumenti di conoscenza e di valori
  • Considera il bambino come protagonista dell’atto del leggere
  • Considera le strategie e le tecniche didattiche come modalità di interazione tra testo e lettore in relazione ad esigenze ed obiettivi  diversi

IL RUOLO DELLA FAMIGLIA

Il ruolo e l’esempio  della famiglia è fondamentale come anche …

  • la presenza in casa di tanti libri come scrigni da aprire, da scoprire
  • la disponibilità di adulti lettori a raccontare o leggere storie a bambini anche piccolissimi. La lettura fatta da altri, l’oralità, hanno infatti una loro seduzione, danno fascino al testo e mantengono “accesa” l’attenzione al libro… 

.. sintetizzo così le mie osservazioni sulla lettura

  • Nella società tecnologica moderna la lettura riveste un alto valore formativo, perciò va favorita sin dalla più tenera età
  • È compito dei genitori educare i figli all’abitudine della lettura, sin dalla scuola materna, dando per primi l’esempio
  • Bisogna abituare i figli ad avere i loro libri, come hanno la loro musica e i loro films
  • Occorre insegnare al figlio il prima possibile a scegliersi i libri da leggere, e consigliarlo con tatto, ricordando che spesso i ragazzi non leggono perché non sanno trovarsi un libro coinvolgente
  • I nonni e gli adulti dovrebbero ricominciare a leggere le fiabe ai nipoti, a raccontare favole lette o inventate con espliciti riferimenti alle loro esperienze di vita, e a regalare loro molti libri.
  • Consiglio ai genitori di leggere i consigli dei mass media e quelli delle case editrici che hanno un settore per l’età infantile e preadolescenza (3-11/12 anni)
  • Consiglio ai genitori di informarsi delle letture dei figli di amici, da conoscenti vari ma, soprattutto, leggere sempre i libri che consigliate ai vostri figli. Capirete meglio i vostri figli, le loro tendenze, i loro sogni, l’identificazione con i vari personaggi, avrete così molti argomenti da discutere insieme e vi manterrete giovani.

Giovanni Bollea, (tratto da Le madri non sbagliano mai Ed. Economica Feltrinelli 1995) 

IL RUOLO DELLA SCUOLA

Nella formazione dei giovani lettori ha dunque un ruolo significativo la scuola, in cui si insegna e si sviluppa l’abilità della lettura, ma che diventa spesso la sede in cui si distrugge la voglia di leggere…. È fondamentale che venga valorizzato il diritto alla lettura come piacere, come bisogno di scoperta e di conoscenza… il diritto di starsene in pace, dopo la lettura di un testo, ad assaporarne in silenzio il retrogusto, la risonanza…

La strada per coltivare e promuovere il piacere di leggere è difficile e complessa, si costruisce e si percorre lentamente, promuovendo un approccio metodologico didattico completamente rinnovato, attraverso interventi strutturati ed attività laboratoriali di animazione, a carattere ludico e fantastico, miranti a motivare i ragazzi alla lettura, a determinare un rapporto positivo con l’oggetto libro, a cogliere  “la seduzione” che un buon libro sa dare.

Una forza trainante per motivare e appassionare al libro è la condivisione del piacere della lettura

  • tra alunni e alunni
  • tra alunni e insegnanti: guardare i libri attraverso i ragazzi, confrontarsi, consigliarsi scambievolmente su cosa e su come leggere.