Anteprima … I giovani adulti di Avalon Ship

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PRATICHE PARTECIPATIVE (TIC) & RISORSE EDUCATIVE APERTE (OER)

GIOVANI ADULTI CHE OSANO ... LA VIA DELLA SCOPERTA E DELLA CONOSCENZA

Quando non sappiamo più cosa fare siamo arrivati al nostro vero lavoro e quando non sappiamo più per quale strada andare abbiamo cominciato il nostro vero viaggio.

La mente che non è sconcertata non è occupata. Il torrente impedito è quello che canta.

Wendel Berry

 

La vostra casa non sarà un’àncora, ma un albero maestro.

Gibran

LE MAPPE DI VIVIANE ...

AUTOCONSAPEVOLEZZA EMPATIA ABILITÁ SOCIALI ...

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È  la  condivisione di un progetto comune e la passione per ciò che si fa  che permette di stare insieme e crescere insieme.  Daniel Goleman (1995) sostiene che gestire l’impulso umano attraverso la costruzione dell’autoconsapevolezza, dell’empatia e delle abilità sociali è la forma d’intelligenza più fondamentale e dovrebbe diventare lo scopo dell’educazione. 

Marian Diamond (Diamond & Hopson 1998) descrive alcuni attributi di un am­biente arricchito per lo sviluppo intellettivo dei ragazzi e dei giovani adulti:

  • Una fonte sicura di positivo sostegno emotivo.
  • La stimolazione di tutti i sensi (ma non necessariamente tutti in una volta).
  • Un’atmosfera priva di pressione e di stress inopportuni, e soffusa di un grado di piacevole intensità.
  • Interazione sociale per una significativa quota di attività.
  • Attiva partecipazione piuttosto che passiva osservazione.
  • Sviluppo di un’ampia gamma di abilità e di interessi: mentale, fisico, estetico, so­ciale ed emotivo.

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I RAGAZZI DELL’AVALON SHIP

SEMPLICEMENTE ... CONDIVIDERE IL VIAGGIO DELLA SCOPERTA

a cura di Mattia Russo

Salve a tutti, noi siamo i ragazzi dell’Avalon Ship…

Nei prossimi mesi prenderemo il largo e già da ora vi invitiamo a salire sulla nostra nave. Salperemo per un viaggio che non sarà di conquista ma di scoperta.

Non saranno oro e gioielli i tesori che scopriremo, ma film, libri, opere teatrali, poesie… oltre i luoghi comuni, la cultura e la conoscenza  possono costituire beni inestimabili.  Attraverso di essi possiamo veramente diventare “ricchi” di umanità e “potenti”… in grado di cambiare molte cose in noi e intorno a noi…

Questa rubrica sarà il nostro ” diario di bordo”, dove annoteremo le nostre “scoperte”.

E’ importante precisare che il nostro scopo non sarà di recensire dal punto di vista professionale le opere che proporremo; per fare questo in maniera adeguata, occorrerebbero anni di  studio ed esperienza, che nessuno di noi possiede.

Siamo solo ragazzi che vogliono proporre e condividere film e libri con altri giovani ( e non solo), magari raccontando con umiltà, quali sono state le nostre impressioni a riguardo, facendo ciò in maniera un po’ “alternativa”…

mettendo al vostro servizio, le nostre piccole abilità e la nostra voglia di crescere…

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MIRIAM BURBI

ELEONORA CECCONI

ELEONORA BRAIDA

M. FRANCESCA CIVETTI

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“Il  mondo è mutato. Un tempo un viaggiatore, se aveva la volontà e conosceva qualche segreto, poteva avventurarsi con la barca nel Mare dell’Estate e giungere non a  Glastonbury dei monaci, ma all’Isola Sacra di Avalon; allora le porte tra i mondi fluttuavano con la nebbia e si aprivano al volere del viaggiatore. Perché questo è il grande segreto noto a tutti gli uomini del nostro tempo: con il  nostro pensiero noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda”

Marion Zimmer Bradley. ” Le nebbie di Avalon”

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PERCHÉ AVALON SHIP

Nessuna  frase sarebbe stata migliore di questa per introdurre la  nostra rubrica…

Avalon era un’isola leggendaria, resa famosa soprattutto per il ciclo delle leggende Arturiane. In questo luogo si racconta che riposi il mitico re Artù, in attesa di tornare in vita, nel momento in cui la gran Bretagna avesse bisogno.

Marion Zimmer Bradley, autrice del libro sopra citato, la descrive come un’ isola avvolta da nebbie magiche, accessibile solamente a poche persone.

Un luogo, quindi, ricco di tesori, avvolto dalla foschia.

OLTRE LE NEBBIE DI AVALON

E’ proprio questo  lo scopo principale della rubrica,  scoprire quelle opere “avvolte dalla nebbia”, non sempre molto conosciute dai giovani, ma che talvolta nascondono e rivelano  insegnamenti e  riflessioni per la vita  assai preziosi. Avalon inoltre era un luogo  dove le credenze arcane abbattevano le barriere dello spazio e del tempo.

Una  sorta di “ponte” quindi, tra il mondo “invisibile” ed il mondo “reale”, tra il mondo del “concreto” ed il mondo del “possibile” … 

È perché crediamo che sia possibile cambiare e migliorare la realtà avvolta dalle  nebbie .. 

È perché crediamo che sia possibile  impegnarci per costruire il nostro futuro…

È perché non temiamo di sbagliare ma crediamo che sia possibile sempre migliorare …

È per questo che non abbiamo paura di inoltrarci e superare le nebbie di Avalon

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.… ho sognato una scuola in cui ogni tema, ogni autore avesse il suo particolare registro nella tastiera delle sensazioni: una luce autunnale sotto grandi alberi spogli per i dialoghi di Gregorio Magno, un odore di resina per le Lettere  Lucilio di Seneca. Per me è la vita stessa che ha messo in scena questo apprendimento gioioso, cangiante, diverso.

Christiane Singer

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CULTURA & CULTURE IN CIRCOLO

Se “Geapolis” (Gea-Terra/Polis-Città) rimanda alla cultura greca, Avalon è l’espressione di quella celtica… culture in dialogo che si incontrano e si riconoscono  non solo nelle differenze… Avalon è un’isola leggendaria, facente parte del ciclo letterario legato al mito di Re Artù, situata nella parte occidentale delle isole britanniche, forse legato alla fertilità di questa terra che secondo alcuni significherebbe isola delle mele.

Il primo documento scritto che ci parla di Avalon dandole il significato di Isola delle Mele si trova nella Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth; questa è la traduzione più probabile, visto che in  bretone e in cornico il termine usato per indicare mela è Aval, mentre in gallese è Afal, pronunciato aval.

Inoltre il concetto di un'”isola dei beati”, posta nell’estremo occidente (il luogo del tramonto) è presente anche altrove nella mitologia indoeuropea, in particolare nel Tír na nÓg e nel mito delle greche Esperidi (anche queste ultime famose per le loro mele). Per saperne di clicca qui

La rappresentazione del “Giardino delle Esperidi”  più conosciuta,  è nella” Primavera” del Botticelli dove, tutta la scena viene rappresentata nel Boschetto delle Esperidi e dove le “Tre Grazie” vengono identificate come le ninfe del Giardino dai pomi d’oro.

Sandro Botticelli, La Primavera, particolare della tre Grazie (1482 ca.)

Vi siete mai soffermati a riflettere sul significato della parola "meraviglia"?

Siamo così giunti  a scoprire il primo film di cui tratteremo…si sollevano le nebbie…

Per il momento però… solo qualche indizio! Vi siete mai  soffermati a riflettere sul significato della parola “meraviglia”?

La meraviglia  è un sentimento di stupore suscitato da un qualcosa di inatteso, ma anche una sensazione di ammirazione scaturita dalla visione  di un qualcosa che riteniamo particolarmente bello. 

Sono molte  le cose che  possono meravigliare i giovani di oggi, tante quante possono essere le meravigliose sfumature della personalità umana.

Ci sono ragazzi affascinati da una nuova moda, da un nuovo programma tv, da un  film, o anche  da un cantante o  persino da un libro. Possono poi esserci ragazzi affascinati da madre natura, dall’arte, dalla storia o anche semplicemente dallo sguardo di una persona speciale.

E voi? Quando provate meraviglia? Noi abbiamo provato a rispondere a questa domanda… Ecco cosa ne è venuto fuori:

Jan Vermeer, La Ragazza col turbante 1665

IL CAPITANO

MATTIA RUSSO - 23 anni

Io provo meraviglia ogni volta che vedo  il sole  tramontare dolcemente dietro le onde del lago Trasimeno, ogni volta che alzo lo sguardo verso la luna ed il cielo stellato (verso una stella in particolare),  quando, dopo un temporale, sento il profumo del bosco discendere dalla collina e raggiungere casa mia, ogni volta che sento un bambino ridere…provo meraviglia per tutte quelle cose che mi fanno ricordare quanto sia bella la vita, malgrado tutti i problemi che essa ci possa riservare.

LA MASTER

ELEONORA CECCONI - 29 anni

Pensando alla parola ” meraviglia” la prima immagine che mi viene in mente è quella di un bimbo appena nato. Senza dubbio è una delle cose  che più di tutte mi innescano questo magico sentimento.

LA FOTOGRAFA

ELEONORA BRAIDA - 22 anni

Provo meraviglia anche io ogni volta che vedo un bambino appena nato, pensando a che sguardo egli abbia potuto avere  la prima volta che abbia aperto gli occhi e abbia visto la luce del sole.

Provo meraviglia  anche guardando i gabbiani volare sul mare,  o una stella cometa attraversare il cielo.

Sento questo magico sentimento anche ogni volta che guardo il tramonto.

LA POETESSA

MIRIAM BURBI - 21 anni

Meraviglia è ciò che provo quando leggo una poesia in grado di catturare  in un modo speciale certe sfumature dell’animo umano.

Provo meraviglia quando conosco le  forme d’arte e di  cultura diverse dalla mia e quando vedo una persona lottare per un ideale in cui credere fortemente.

Provo una forte meraviglia anche quando vedo i bambini piccoli.

L'ARTISTA

MARIA FRANCESCA CIVETTI - 24 anni

Quando  il mio gatto mi fa le fusa mi meraviglio.

Le fa tutti i giorni, davvero spesso, ma continua ad essere straordinario.

Allora ragazzi? indovinato il titolo?

Se la risposta è negativa state tranquilli…lo scoprirete a brevissimo.

Nel frattempo vi salutiamo! Abbiamo una nave da preparare…

La ciurma dell’ “Avalon” Ship

LE MAPPE DI VIVIANE ...

RISPONDERE CON MERAVIGLIA E STUPORE

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Le persone efficaci condividono non solo un atteggiamento di capacità (“Io posso”), ma anche un sentimento di gio­ia (“Sono contento”).

Cercano problemi da risolvere per se stessi e li sottopongono ad altri. Si divertono a inventarne di nuovi da risolvere, e trovano cosi piacevole la sfida da chiedere suggerimenti di enigmi e rompicapi.

Gioiscono nel capire le cose da soli, e continuano ad apprendere nel corso della vita.

Le persone che hanno sviluppato questa disposizione sono curiosi, e traggono  piacere dal pensare. L’ambiente attrae la loro ricerca mentre i sensi afferrano il ritmo, le strutture, le forme, i colori, e le armonie intorno a loro. Rimangono estasiati dalla bellezza di un tramonto, studiano affascinati la geometria della rete di un ragno o restano incantati dallo sbocciare di un fiore in primavera. Non possono fare a  meno di esprimere la loro esuberanza con espressioni come: “Fantastico!”, “Straordinario”, “Meraviglioso!”, “Giusto!”. Le persone che hanno sviluppato questa disposizione mostrano anche un comportamento di comprensione verso altre forme di vita. Sentono il bisogno di proteggere l’ambiente, rispettano i ruoli e i valori degli altri esseri umani, e percepi­scono il pregio, l’unicità e le relazioni di ogni cosa e di ogni persona che incontrano.

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Il segno reale della persona creativa sta tutto nel sentire il problema imprevedibile come una gioia e non come una calamità.

Norman H. Mackworth

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“La meraviglia è forse il momento in cui si esce da un lungo corridoio buio e incertamente si riconoscono le forme della realtà, e si dà un nome a esse…
Ma allora la meraviglia sarebbe lo stupore…
Però la meraviglia è anche disconoscere le cose del mondo troppo viste e troppo dette, e dette in modo sempre uguale, e provare a dirle in modo diverso e meraviglioso… È forse il momento in cui si scollano le etichette che ci impediscono di vedere le cose stesse, e si resta perplessi di fronte a quella cosa che si aveva sotto gli occhi da secoli o da giorni ma che non si conosceva.
Ma allora la meraviglia sarebbe la conoscenza o l’arte…”.

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