1/Bolsena ricama … un merletto per l’UNESCO

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.conversazione con la professoressa Maria Vittoria Ovidi  

a cura di Antonella Cesari

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Tra le priorità e gli obiettivi principali di Geapolis c’è quella di promuovere una cultura della formazione permanente attraverso la pedagogia del patrimonio. Ciò significa accompagnare gli adulti, attraverso momenti informativi e di riflessione, a riscoprire e interpretare, nei contesti attuali,   le radici e i  valori  più autentici della cultura locale. Nell’agosto scorso,  nel blog Il mondo Geapolis,  abbiamo proposto alcune domande  per capire in che modo e fino a che punto il nostro territorio è un territorio autenticamente abitato oppure dobbiamo ancora  apprendere ad apprendere  in che modo “abitarlo” …. http://geapolis.eu/imparare-ad-abitare-il-territorio/Dopo  le interviste a  Maura Orzi, insegnante, esperta in pedagogia del patrimonio, attiva a Montefiascone  con l’Associazione  culturale EstrosIdee  e Bodil Henriksson Johansson, coordinatrice del circolo di studio svedese “Kulturnätverket”/ Cultura in reteincontriamo ora  la professoressa Maria Vittoria Ovidi, presidente dell’Associazione Bolsena ricama.

Ogni luogo ha il proprio spirito, il proprio passato, le proprie aspirazioni.

Jerome Bruner

BOLSENA RICAMA... NUOVI SGUARDI SU ANTICHI MESTIERI

Tutto è iniziato nell’ ottobre scorso durante un incontro tra amiche. Si parlava  di Bolsena Biennale, svoltasi dal 17 al 20 settembre  2015 e del successo della IX edizione  del Concorso Internazionale. Tema: “L’Arte nel Ricamo e nel Merletto… un fazzoletto per la Sposa nelle quattro stagioni”. L’evento,  cresciuto nel corso degli anni  e presieduto da una  giuria internazionale, si colloca in un orizzonte ampio, nell’ambito della Comunità impegnata nel progetto di Candidatura del Merletto Italiano a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

Tre domande sono sorte spontanee:

  1. Perché eventi di questo tipo non godono di canali informativi privilegiati, in grado di trasmetterne l’effettiva portata ed importanza?
  2. Non sarebbe una questione di pragmatica lungimiranza  riconoscere  la qualità e le potenzialità di tali eventi? Se ne potrebbero cogliere sicuramente  le opportunità  propizie a creare sinergie virtuose per   lo  sviluppo culturale e sociale delle comunità locali!
  3. Ma ancor prima: da chi e da dove è partito il Progetto Bolsena Biennale?

LA TESTIMONIANZA DI UNA EX ALUNNA....

Nel 1984, Maria Vittoria Ovidi,  è stata la mia insegnante di francese. All’epoca era una giovane docente di lingua francese  ma, prima ancora, una giovane donna che attraverso il suo lavoro, trasmetteva  se stessa e  la sua visione del mondo. Amore per la vita, rispetto di sé, responsabilità verso gli altri sono i valori che  ci ha trasmesso attraverso le sue lezioni di francese.  Era in grado di mediare il rigore del metodo riuscendo a toccare il cuore e ad affascinare gli studenti con i  classici della letteratura francese….

UN SEME CHE SI SVILUPPA E CRESCE ...

A distanza di tanti anni, l’incontro con Maria Vittoria Ovidi  è  ancora una volta sorprendente e originale!  È l’ occasione per  sfogliare con lei  le pagine del libro della sua vita, pagine scritte con passione e impegno, metodo e cuore, ragione e sentimento. Ripercorrendo la sua storia umana e professionale è come se tutto fosse stato una preparazione a ciò  che oggi è diventato il suo interesse principale: l’associazione Bolsena ricama  e  la scuola di ricamo ad essa collegata, della quale è  fondatrice e presidente. Ma ora sarà lei a raccontarci la sua storia….

foto by Gioacchino Bordo

IN ANTEPRIMA

BOLSENA BIENNALE 2015

L’edizione del concorso Bolsena Biennale 2015 ha ripreso il primo tema del “Fazzoletto della sposa nelle quattro stagioni”, cercando quindi di dare una rappresentazione a seconda che si trattasse della sposa della primavera, dell’estate, dell’autunno o dell’inverno….

ANTICIPAZIONI: BOLSENA BIENNALE 2017

Il  tema del concorso collegato a Bolsena Biennale 2017 è “La farfalla nella storia dell’arte”.  La farfalla è il simbolo dell’ elevazione dell’ anima e del  il senso della rinascita dopo la morte.  Una simbologia che dall’antichità  si sviluppa attraverso  le varie fasi della storia dell’arte fino ad arrivare ai nostri giorni.

UN MERLETTO PER L'UNESCO

Come è nato il progetto Unesco?

Il progetto Unesco è nato per una scommessa. Nel 2013 Bolsena Biennale ha ospitato la scuola di merletto di Alançon. La loro esposizione era corredata dalla menzione Patrimonio immateriale dell’umanità -Unesco. Mi sono incuriosita ed ho cercato  di saperne di più. Ho contattato la presidente del  mobilier National a Parigi,  ovvero la curatrice di tutti quei rapporti  di carattere culturale  e istituzionali che fanno del merletto il punto di riferimento  per quello che è l’arredamento storico dei palazzi del potere in Francia. Nel novembre del 2013 sono andata a Parigi e l’ ho incontrata.

PER SAPERNE DI PIÚ

La conferenza Generale dell’UNESCO, nel 2003 nel corso della sua 32° sessione, ha approvato a Parigi la “Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”. Nell’articolo 2, viene fornita la definizione di Patrimonio culturale immateriale: “Si intendono per “patrimonio culturale immateriale” pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e  saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.

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Il merletto, il ricamo e le trine sono un’arte dolce e armoniosa che esprimono i momenti della storia, del costume e soprattutto sono espressione di sentimento e sensibilità di un lavoro femminile…. Più di ogni altra attività artigianale quella del ricamo, per il fatto stesso che è stata eseguita prevalentemente  da mani femminili, ha racchiuso segreti, aspirazioni, pensieri molto spesso taciuti e inespressi. 

Rossella Barletta “Ricami Pizzi e Merletti” quaderni Bibl. Com. le L. De Simone  Ed. Amaltea 2004  (testi tratti dal sito internet http://www.bolsenaricama.it/)

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