Cantiere Eure.K/ Con Alessandra Polleggioni e Daniela Labardi… Uncinetto & Modano

CANTIERE EURE.K: APPRENDERE AD APPRENDERE ... L’ARTE DEL MERLETTO & NON SOLO

Il cantiere italiano di EURE.K, che vede impegnate Geapolis e Bolsena Ricama  con l’Università di Padova, lavora alla progettazione di un dispositivo di identificazione e validazione delle competenze chiave a partire dal lavoro delle merlettaie. Il focus riguarda la competenza apprendere ad apprendere ma il lavoro, in itinere, si sta rivelando particolarmente interessante nelle prospettiva di individuare un profilo di qualificazione della merlettaia che tenga conto sia delle capacità tecnico-esecutive nel creare e realizzare il merletto sia delle competenze personali associate alle azioni tecniche e acquisite a partire dall’esperienza (Abilità, capacità e attitudini).  L’approccio metodologico scelto dal progetto è quello della ricerca-azione che dovrà condurre al riconoscimento, alla validazione e alla certificazione delle competenze attraverso un approccio induttivo. 

La manifestazione Bolsena Biennale, svoltasi nel settembre scorso, si è rivelata particolarmente interessante per la ricerca. È stata un’occasione preziosa per incontrare maestre merlettaie e non solo, provenienti da molte regioni italiane  e da alcuni paesi europei,e  ascoltare le loro storie.

Dopo le esperienze autobiografiche degli ospiti presenti a Bolsena Biennale pubblicate nelle scorse settimane, ALESSANDRA POLLEGGIONI e di DANIELA LABARDI, allieve della prima ora e oggi maestre merlettaie della scuola Bolsena Ricama, condividono con gli amici di Geapolis il loro percorso formativo. Alessandra Polleggioni ha ereditato dalla zia Velia Pollegioni, anch’essa maestra merlettaia, tutti i segreti  della lavorazione  del merletto di Orvieto. Daniela Labardi invece, grazie ai corsi della scuola Bolsena Ricama si é specializzata nella lavorazione del filet a Modano, una tecnica presente soprattutto nei territori lacustri o marini e che richiama la trama e la lavorazione delle reti da pesca. 

Quando nel 1995 la professoressa MARIA VITTORIA OVIDI fondò la scuola aveva un obiettivo ben preciso: “L’idea di aprire una scuola è nata quando ho capito che era necessario avere un anello che unisse il passato al presente. Bisognava trovare il modo di proteggere una storia che non è mai stata scritta perché la tecnica veniva tramandata a voce, da madre a figlia. Oggi noi scriviamo tutto e in questo modo lo scambio delle competenze riesce ad essere più ampio”. 

Nel corso degli anni, il mensile Rakam ha pubblicato e continua a pubblicare le creazioni di Daniela Labardi e Alessandra Polleggioni. Un autorevole riconoscimento del loro lavoro e dell’impegno della Scuola Bolsena Ricama nel diffondere l’identità del territorio attraverso la specificità delle tecniche di lavoro del merletto di Orvieto e del filet a mòdano.

Il merletto di Orvieto e il Filet a Modano raccontano il territorio ...

ALESSANDRA POLLEGGIONI SI RACCONTA ...

A quanti anni e in che modo ti sei  avvicinata al mondo del  merletto? Puoi raccontare brevemente il tuo  percorso? 

Sono cresciuta a Porano e frequentavo la scuola elementare quando ho iniziato a fare piccoli lavori all’uncinetto. Avevo una particolare predisposizione per il filet. Un giorno mia zia, Velia Pollegioni, vedendomi lavorare mi disse: “Se sai lavorare così all’uncinetto vieni da me che ti insegno il merletto di Orvieto”. Mia zia Velia è una delle ultime testimoni dell’ Ars Wetana, dove ha lavorato dal 1952 fino alla sua chiusura nel  1978. A partire da questa data, ad Orvieto ha cominciato una sua attività autonoma e come maestra merlettaia ha tenuto corsi di insegnamento della tecnica del merletto di Orvieto. Da lei ho imparato tutti i segreti di quest’arte antica. Tra i periodi più belli trascorsi ad imparare con lei ci sono sicuramente i due anni e mezzo che abbiamo dedicato al mio abito da sposa, realizzato completamente in merletto di Orvieto. Mia zia mi ha sempre stimolato a migliorare la mia tecnica attraverso l’esperienza e la formazione.

DANIELA LABARDI SI RACCONTA ...

A quanti anni e in che modo ti sei  avvicinata al mondo del  merletto? Puoi raccontare brevemente il tuo  percorso?

Al contrario di molte amiche merlettaie, il mio percorso non si radica nel solco della tradizione familiare.

Ho iniziato a ricamare a scuola. Sono nata in Belgio e ho frequentato le scuole elementari in un piccolo paese della Vallonia. La città più vicina era Liegi.  All’epoca, erano gli anni ’70, in Belgio l’insegnamento del ricamo era un capitolo importante del programma  di educazione domestica. Poco dopo sono ritornata in Italia e con la famiglia ci siamo stabiliti a Bolsena. È stata una religiosa, Suor Vittoria,  a farmi conoscere  Bolsena Ricama, la scuola che lei stessa frequentava. Mi incoraggiò molto dicendomi che sarebbe stata un’esperienza  umana e formativa di qualità. Da subito mi resi conto che avevo una particolare attitudine per il ricamo e la lavorazione del merletto. All’inizio ho provato diverse tecniche. Tuttavia  la tecnica del filet a mòdano è diventata la mia passione e anche la mia specializzazione!

Alessandra Polleggioni 

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Daniela Labardi 

Ricamare il cielo .... Sospesa sul filo ... la Bellezza

La tradizione delle cronache più antiche, tramanda il nome di un sacerdote boemo, Pietro da Praga, che intorno al 1260 si trovava ad Orvieto, colpito da una crisi religiosa che lo portò a mettere in discussione il mistero della transustanziazione, cioè la mutazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo. Nel 1263, mentre stava celebrando la messa sulla tomba di Santa Cristina di Bolsena, Pietro da Praga, vide le ostie consacrate perdere sangue che andò a finire sul Corporale e sul pavimento. Testimone dell’incredibile evento, il sacerdote si recò da Papa Urbano IV che in quel tempo si trovava ad Orvieto. Verificato il miracolo, il pontefice istituì l’anno successivo la festa del “Corpus Domini”  con la Bolla “Transiturus de hoc mundo”, con la quale stabiliva che la festa del Corpo del Signore fosse celebrata ogni anno in tutto il mondo cristiano. Venne anche edificato il Duomo di Orvieto, dove è conservato il reliquiario che contiene l’ostia.

Per i 750 anni da quell’episodio miracoloso che vide protagonista Pietro da Praga é stato celebrato un Giubileo Straordinario che ha avuto inizio nel gennaio del 2013 con l’apertura delle porte sante a Orvieto e Bolsena ed è terminato  a novembre 2014 con la chiusura delle porte.

La Scuola Bolsena Ricama, nell’ambito delle manifestazioni programmate nell’anno giubilare, ha organizzato una mostra di paramenti liturgici. Ideatrice e responsabile della mostra la professoressa Maria Vittoria Ovidi che ne ha curato anche la guida. 

Archivio/ Dall'esperienza ... la competenza – Narrazioni autobiografiche

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