IL SENSO E LA DIREZIONE DEL “DIVENIRE ADULTO”...

... VERSO L’AUTONOMIA PERSONALE

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[…] Il senso dell’uomo e del mondo è nel silenzio che non è vuoto, ma la condizione per un lungo viaggio dentro il proprio esistere e la propria angoscia di esistere, avendo un senso e una coerenza. Il silenzio genera anche la parola che è però pensiero, è intuizione non spot, è colloquio con sé o con il mistero, non un quiz né un quizzone. […]

Vittorino Andreoli

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LE DETERMINANTI DEL BENESSERE NELL’ARCO DELLA VITA

Numerose ricerche attestano che stabilità e cambiamento  caratterizzano il divenire della vita. La stabilità è cruciale per mantenere e consegnare agli altri un’immagine consistente di sé. Il cambiamento  è cruciale per interagire efficacemente  con ambienti plurimi e costantemente mutevoli.                            

Fondamentale per una crescita positiva é

  • l’instaurare relazioni improntate all’autenticità  (essere se stessi riconoscendo sentimenti e emozioni)
  • l’empatia (sentire come se si fosse l’altro)
  • l’accettazione (accettare l’altro nel valore che rappresenta come individuo).

Il desiderio di benessere, oggi  così diffuso, rimanda ad desiderio di “essere nella vita” e di “esserci bene” …

Il “non so” fa crescere,

 il “so” blocca la crescita oltre a essere un’affermazione priva  di qualsiasi logica del sapere.

 È, quindi, proprio l’umiltà, non la superbia

 ad aiutare gli uomini a migliorare le cose e a migliorarsi.

Carlo Maria Martini

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Le riflessioni e gli approfondimenti proposti accompagnano all’esercizio del “pensare bene” che non equivale al “ben pensare” del “benpensante”, spesso conformista, inerte ripetitore di luoghi comuni.

  • Il primo passo è quello di individuare e  togliere dal “nostro sguardo interiore” l”accumulo di pensieri vani, di modelli banali, oltre a renderlo più acuto attraverso letture autentiche, con meno chiacchiera e più riflessione.
  • Il secondo passo è quello di sviluppare la capacità di giudizio, il saper criticare argomentando, la capacità di  farsi un”opinione autonoma in modo ponderato e serio.

Sospettare di tutto e bere tutto sono due estremi da evitare, entro i quali però si deve esercitare la propria valutazione con discernimento e pacatezza.

VERSO UNO STILE PENSOSO ...

Ciascuno di noi, a prescindere dall’età e dal proprio ruolo sociale, ha sperimentato la soddisfazione di sentirsi migliori dopo aver vissuto esperienze che ci hanno  creato tensione o fatto correre dei rischi, ma, al tempo stesso, ci hanno permesso di fare o creare qualcosa di buono e di importante per la nostra vita. Tali sentimenti esprimono  il modo di essere naturale e istintivo della persona. É “la persona”  e la sua intelligenza che  emana da questo tipo di gioia!  La vita però è fatta di luci e di ombre, di semplice gioia di vivere e tentazioni che mettono a rischio tale stato di pienezza.

  • Quali sono gli eventi che mettono a rischio la capacità critica e l’agire equilibrato?
  • Quali sono le esche e le trappole nelle quali cadiamo facilmente?

Ennio De Santis, Pensieri

Essi si annidano soprattutto nell’ambito delle relazioni interpersonali o in alcune scelte e/o esperienze a prima vista seducenti e invitanti, che tuttavia hanno dentro qualcosa di  persuasivo che cattura e limita la propria consapevolezza e la capacità critica.

È nei momenti di difficoltà che capita di cadere in trappola. Per evitare trappole e insidie occorre imparare a vederle in tempo. Occorre sviluppare di nuovo introspezione e prudenza. Occorre imparare a virare. Per essere in grado di vedere le svolte giuste, dobbiamo saper vedere quelle sbagliate.

LE ESCHE E LE TRAPPOLE NELLE QUALI CADIAMO FACILMENTE

Trappola 1.

LO SCORAGGIAMENTO  CHE BLOCCA  IL PENSIERO E L’AGIRE 

La vita svalutata … Nessuno mi considera…Tanta fatica per niente… clicca qui 

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Trappola 2.

L’APATIA: SE LA CONOSCI LA EVITI 

Il rischio dell’irrequietezza senza nome  clicca qui 

 

Trappola 3.

IL SENTIMENTO DI SOLITUDINE: TALENTI BRUCIATI & INTERIORITÁ  ARIDA … 

la fame di una vita profonda… (link attivo prossimamente)

foto by Gioacchino Bordo 

CUORE

Cuore,

saltelli di cavalletta

nell’occhio della rondine,

tremare è tuo esistere

sul filo di due lame:

paura di vivere

paura di morire

 

Ennio De Santis – 1978

NEL PROFONDO DELL’UMANO ... LE DOMANDE DI GIACOMO

Elettra De Maria

Stese in terra il tabarro come coperta in cui avvolgersi per la notte, ma poi ci ripensò e rimase lì, seduto, inerte, senza pensiero. La sera ormai era scesa, il gregge riposava, il cane, che durante il giorno aveva fatto il suo dovere, era accoccolato lì accanto. Lui tirò fuori dalla sacca pane e formaggio e cominciò a sbocconcellare. Qualche nuvola in cielo non riusciva a coprire del tutto il chiarore della luce della luna, unica compagna del suo interminabile camminare, e il cielo era vuoto di stelle.

APPROFONDIMENTI

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IL SILENZIO COME LUOGO DELLA CONOSCENZA DI SÉ  clicca qui 

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