Donne & Comunità/ Con Teresa Moschini… il panno tusciano rivive

LA STORIA & LE STORIE DI VITA

.

… uno spazio per  condividere  gli aspetti più inediti ed intimi della vita delle donne che hanno contributo a “tessere la trama” di quel quotidiano che oggi si fa testimonianza viva della storia del territorio locale. 

.

Teresa Moschini é la promotrice di un interessante progetto di recupero e di valorizzazione dell’antico panno tusciano.

Attraverso i suoi laboratori di ricamo, esso torna a rivivere e a caratterizzare l’arredamento delle nostre “modernissime” case… 

Originaria di Capodimonte (VT), fin da piccola, accanto alla mamma, alla nonna e alla zia materna, Teresa è cresciuta circondata da tessuti ricamati, fili colorati e creazioni di pregio. Da loro ha ereditato la passione e anche il “saper fare”, le tecniche e i segreti dell’arte del ricamo.

Oggi vive a Grotte di Castro (VT), dove si è trasferita da giovane dopo il matrimonio.  

Attraverso una inedita e interessante pagina della storia di Grotte di Castro e del territorio limitrofo, la professoressa Moschini ha riportato alla luce i rumori, i gesti, le voci e le capacità imprenditoriali delle donne tessitrici che agli inizi del XVIII secolo divennero protagoniste di una pagina importante della storia locale.

Nell’estate scorsa ci ha accolto nella sua casa, dove attualmente vive con la sua famiglia e dove tutto è iniziato… La ringraziamo per aver voluto condividere con gli amici di Geapolis le sue conoscenze e le sue esperienze che costituiscono un elegante e raffinato biglietto da visita della storia e dell’identità del nostro territorio. Lasciamo a lei la parola…

FOTOGALLERY clicca qui

.

La storia del rotolo di panno si lega strettamente a quella della coltivazione della canapa molto diffusa nel nostro territorio, specialmente nei paesi intorno al lago di Bolsena. Già al tempo dei Farnese coltivare la canapa era uso frequente nel Ducato di Castro. Produrre il panno, era così importante nell’economia familiare di sussistenza di un tempo che un pezzo di terreno era tenuto sempre a disposizione per la coltura della canapa o del lino. Ogni famiglia, per soddisfare il proprio fabbisogno, produceva da sei a dieci fasci di canne (canapa) da cui si potevano ricavare almeno una coppia di lenzuola, una tovaglia, un paio di vestiti, alcuni sacchi e un paia di bisacce.

B. Pacelli (Il Canaparo)

.

DAL WEB/ IL RITORNO DELLA CANAPA ... MODELLI DI SVILUPPO CHE GUARDANO AL FUTURO

.

Parere e non essere è come filare e non tessere

(Proverbio toscano)

.

.

Donne & Comunità clicca qui 

.