.

Attraverso il coinvolgimento degli insegnanti e degli educatori impegnati sul territorio, lo spazio virtuale  SCUOLA & TERRITORIO  diventa il luogo della  riflessione e dello  scambio di buone pratiche riguardanti la metodologia di progettazione e le strategie didattiche utilizzate nell’ animazione di percorsi di lettura.   L’obiettivo è quello di offrire strumenti e metodi di lavoro utili a promuovere sinergie tra istituzioni scolastiche, biblioteche pubbliche e realtà di animazione culturale presenti sul territorio.

.

L’IDENTIKIT DELL’INSEGNANTE CHE COLLABORA CON GEAPOLIS ....

.

.

.

.

.

.

.

.

Qual è il compito principale degli insegnanti?

.

Ho sempre avuto passione per l’ignoranza, e ho sempre pensato che fosse un problema intellettualmente stimolante… ma i miei professori non si sono mai appassionati alla mia! Secondo me diventare insegnante vuol dire proprio questo: appassionarsi all’ignoranza, trovare in essa la radice della creatività, della conoscenza, a qualsiasi età.

Mia figlia, quando mi vede maldestro al pc, sa che per insegnarmi a usarlo deve avere molta, moltissima passione pedagogica nei mie confronti.

Daniel Pennac 

L’IDENTIKIT DELL’INSEGNANTE CHE CI CREDE SUL SERIO....

Alcuni principi psico-pedagogici e metodologici sono irrinunciabili…..

  • Programma  con i ragazzi i tempi di lettura per creare un clima di attesa e di abitudine a precise scadenze
  • Favorisce l’ascolto dei libri attraverso la lettura ad altra voce dell’insegnante, in quanto l’oralità determina comunicazione e partecipazione emotiva dell’adulto.
  • Promuove l’effetto sorpresa creando aspettative e curiosità intorno al libro.
  • Promuove  l’effetto tam-tam nel gruppo: per comunicare, confrontare, socializzare pensieri, sensazioni, emozioni
  • Facilita lo scambio intellettuale e affettivo con i coetanei e adulti che amano i libri.
  • Organizza le visite guidate in librerie per ragazzi e mostre di libri.
  • Il rapporto attivo con le biblioteche

L’IDENTIKIT DELL’ INSEGNANTE CONTAGIOSO E CHE NON DICE....

 “Non Ascolta!”, “Non segue le lezioni!”, “Non ha capacità di concentrazione!”, “Non è motivato!”….

L’INSEGNANTE CONTAGIOSO SA CHE …. il termine MOTIVAZIONE  deriva dal latino motivus, cioè “che muove”! Essere motivati  significa dunque  essere mossi, spinti verso qualcosa. La motivazione è una tensione positiva, tanto più autentica e duratura, quanto più coinvolge profondamente la persona tutta, con il corpo, con la mente, con le emozioni. Perché questo coinvolgimento possa avvenire  è necessario innanzitutto che si creino le condizioni favorevoli quali:

  • Ambienti psicologicamente sicuri e protetti: un contesto scarsamente accogliente, che susciti diffidenza o disagio crea rigidità e meccanismi difensivi;
  • Sostegno emotivo da parte di persone significative: l’ascolto, l’incoraggiamento, le attestazioni di stima consentono di “mettersi in gioco”, di accettare le sfide, di rendersi disponibili al nuovo;
  • Relazioni positive con il gruppo: il contesto affettivo-relazionale gioca un ruolo fondamentale nella motivazione; il confronto sereno, l’interazione positiva stimolano gli interessi e arricchiscono le competenze;
  • La proposta di attività che siano direttamente o indirettamente legate a bisogni o interessi personali. È importante dare a ciascuno la possibilità di tendere ad una meta costruendo percorsi personali, che partano dal proprio sé, inteso come intreccio di emotivo e cognitivo.

.

“Non Ascolta!”, “Non segue le lezioni!”, “Non ha capacità di concentrazione!”, “Non è motivato!”…. Queste sono le affermazioni più ricorrenti nella maggior parte delle scuole.

L’INSEGNANTE CONTAGIOSO SA CHE …. il termine MOTIVAZIONE  deriva dal latino motivus, cioè “che muove”! Essere motivati  significa dunque  essere mossi, spinti verso qualcosa. La motivazione è una tensione positiva, tanto più autentica e duratura, quanto più coinvolge profondamente la persona tutta, con il corpo, con la mente, con le emozioni. 

L' AMBIENTE GIUSTO PER .... APPRENDERE AD APPRENDERE

Il contenuto va qui, fai clic sul pulsante modifica per modificare questo testo.

Perché questo coinvolgimento possa avvenire  è necessario innanzitutto che si creino le condizioni favorevoli quali:

  • Ambienti psicologicamente sicuri e protetti: un contesto scarsamente accogliente, che susciti diffidenza o disagio crea rigidità e meccanismi difensivi;
  • Sostegno emotivo da parte di persone significative: l’ascolto, l’incoraggiamento, le attestazioni di stima consentono di “mettersi in gioco”, di accettare le sfide, di rendersi disponibili al nuovo;
  • Relazioni positive con il gruppo: il contesto affettivo-relazionale gioca un ruolo fondamentale nella motivazione; il confronto sereno, l’interazione positiva stimolano gli interessi e arricchiscono le competenze;
  • La proposta di attività che siano direttamente o indirettamente legate a bisogni o interessi personali. È importante dare a ciascuno la possibilità di tendere ad una meta costruendo percorsi personali, che partano dal proprio sé, inteso come intreccio di emotivo e cognitivo.

 

La lettura è in grado di rendere luminosa la nostra solitudine, e per conciliarsi con essa è molto importante la noia: quando insegnavo, prescrivevo ai miei alunni venti minuti di solitudine e di noia al giorno. Dicevo loro di tornarsene a casa, di non parlare con nessuno lungo la strada e di non fermarsi al bar con gli amici. “Entrate in camera”, dicevo “sedetevi sulla sponda sinistra del letto e prendete un orologio. Resistete così per 20 minuti, senza parlare, senza telefonare, senza studiare, senza fare niente. Domani me lo racconterete”.

Daniel Pennac 

ENTRA NELLO SPAZIO SCUOLA & TERRITORIO