Nello Caddeo: “Impara l’arte e mettila da parte”…

TEORIE IN PRATICA/ QUESTIONE DI FEELING ... CON LE STORIE DELLE PERSONE E DELLE COMUNITÁ

“Ognuno di noi ha una storia del proprio vissuto, un racconto interiore, la cui continuità il cui senso è la nostra vita. Si potrebbe dire che ognuno di noi costruisce e vive un racconto, e che questo racconto è noi stessi, la nostra identità. Per essere noi stessi, dobbiamo avere noi stessi, possedere se necessario ripossedere, la storia del nostro vissuto. Dobbiamo ripetere noi stessi, nel senso etimologico del termine,  rievocare il dramma interiore, il racconto di noi stessi. L’uomo ha bisogno di questo racconto,  di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé”. (O. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Milano, Adelphi)

Il senso della nostra identità è legato alla narrazione di noi stessi.  É un conoscersi, un comprendere se stessi e il proprio progetto di vita. Questo processo è al tempo stesso capacità/possibilità di autoricostruzione, autorigenerazione, itinerario di metamorfosi e trasformazione che si realizza lungo tutto l’arco della vita. Scrive Jerome  Bruner “Esiste una patologia neurologica chiamata dysnarrativia, che è una grave lesione della capacità di raccontare o comprendere storie. È associata a neuropatie come la sindrome di Korsakov o a quella di Alzheimer. Ma è più di una perdita della memoria del passato. Uno dei sintomi più caratteristici di tali casi è la perdita quasi totale della capacità di leggere il pensiero altrui, di capire ciò che gli altri potrebbero pensare, sentire, perfino vedere…”.  La costruzione dell’identità perciò, sembra, non possa più proseguire senza la capacità di narrare.

La rubrica “Teorie in pratica” si propone di esplorare, approfondire e sperimentare lo stretto connubio tra autobiografia e autoformazione in età adulta. Particolare spazio sarà dato al metodo autobiografico e alla possibilità perciò di sperimentare un modello di lavoro orientato alla “costruzione del significato”, all’attribuzione di senso partendo dalle proprie esperienze di vita. Il  contributo di Leonello Caddeo inaugura una serie di testimonianze autobiografiche che vanno in questa direzione.

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Leonello Caddeo (per gli amici Nello), scultore del legno e maestro d’ascia, vive a Lecco. Fino a quattro anni fa svolgeva la sua attività di produzione e vendita nel suo laboratorio a Pasturo (LC). Oggi si impegna a trasmettere ai giovani  le sue competenze e la sua esperienza professionale e di vita. Appassionato di fotografia, partecipa alle attività di due foto club ed è componente di giuria in concorsi fotografici, di pittura e di audiovisivi. Originario di  Ghilarza, in provincia di Oristano, conserva un legame viscerale con la Sardegna. Sarà Nello a raccontarci la sua storia…

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Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza.Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo.
Albert Camus

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“ …La cultura è fatta di realtà, di vita che scorre, di diversità… La cultura che mi sono costruito  non si è mai chiusa in sé;  l’ho costruita muovendo dai problemi di tutti con le mie attitudini, con la mia curiosità. Non l’ho costruita per accumulazione, ma grazie alla diversità e alla pluralità di approcci… non sommando ma mettendo a nudo i nodi conoscitivi strategici…”

Edgar Morin 

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