ENNIO DE SANTIS: UN’INFANZIA CON LE MANI “BIANCHE DI LATTE”

foto by Gioacchino Bordo

Sono un autodidatta e fin da bambino  il mio mondo è stato quello dei pastori e dei campi… La mia  è stata un’infanzia  con le mani  “Bianche di latte” …

Bianche di latte/ alzo le mani / come candelabri / e, come ceri appena spenti / le mie dita fumano. / Cosa elevo al cielo: / l’anima del gregge/ o la linfa delle erbe?

Non  ho potuto frequentare la scuola. Senza istruzione, mi sono avvicinato alla poesia ascoltando le ottave e le rime dei  contadini-poeti estemporanei della Tuscia e di Piansano, il paese dove sono nato.  Sentii subito che quei versi  riscaldavano  e nutrivano la mia anima … Avevo trovato  la parola che mi avrebbe insegnato  “ad esprimermi  e a comunicarmi …”.  Nel silenzio dei campi, durante le lunghe e solitarie ore  in insieme alle mie greggi iniziai a leggere  Ariosto e Dante per “ farmi l’orecchio alla musicalità poetica”.  (ENNIO DE SANTIS)   clicca qui 

CARI BAMBINI VI ABBRACCIO ... IL VOSTRO AMICO PIÚ LONTANO NEGLI ANNI MA PIÚ VICINO NEL CUORE ...

RICORDI

“In un cavo di terra”  è stata la mia prima raccolta di poesie,  pubblicata nel 1977 dalla casa editrice APE diretta da Agostino Pensa.  La mia amicizia  con i bambini di  Presina-Piazzola sul Brenta (PD) è iniziata grazie a questo libro … Una giovane insegnante, Marisa Peruzzo si trovava  in vacanza nella Tuscia. Un mio amico le regalò il libro.  La maestra insegnava presso la Scuola Elementare Statale “Luigi Bottazzo”. Ritornata in Veneto e al suo lavoro, decise di  programmare un laboratorio di poesia con gli alunni. L’obiettivo era quello di avvicinare i bambini al mondo della natura attraverso il linguaggio poetico … Alcune mie poesie, contenute nel libro, furono oggetto di studio. Alla fine dell’anno scolastico, con una lettera, i bambini mi invitarono nella loro scuola. Rimasi un po’ perplesso,  risposi che non potevo, che un pastore non può lasciare il suo gregge…  Ma poi decisi di andare e di dedicare loro una poesia… la lettera era troppo “invitante” … 

IL TUO MATTINO MI AVVOLGE  fu il modo per esprimere la mia gratitudine verso quei bambini che con la loro infanzia  … “mi avevano avvolto, con i loro  mattini, srotolando sereni …” . Ho un bellissimo ricordo di quei giorni passati a  Presina-Piazzola sul Brenta, dell’accoglienza  da parte  dei bambini, delle insegnanti e di molte altre persone del posto…  (Ennio De Santis)

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Nel giugno 1979 Ennio De Santis incontrava i bambini della scuola elementare di Presina di Piazzola sul Brenta (Padova). Dopo 37 anni la maestra Marisa Peruzzo ci racconta come è iniziata l’amicizia con Ennio De Santis e come tale incontro abbia contribuito a realizzare un’esperienza didattica di cui ancora oggi è possibile ammirarne i frutti.

Ringraziamo la Dott.ssa Antonella Bianchini, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Luca Belludi” di Piazzola sul Brenta (Pd), che ha permesso di riannodare “un’antica amicizia”…

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COME ERAVAMO ...

Giugno 1979. La classe terza della Scuola Elementare Statale “Luigi Bottazzo” di Presina- Piazzola sul Brenta (PD) con  la Maestra Marisa Peruzzo ed Ennio De Santis 

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IL TUO MATTINO MI AVVOLGE

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 Ad ogni bambino della terza  elementare di Presina-Piazzola sul Brenta (PD)  ringraziandoli per avermi voluto  nella loro scuola.

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Tenero e forte

Il tuo mattino mi avvolge

srotolando sereni.

Di luce nuova inondi gli spazi

occupati dagli anni

che mi spinsero via dai tuoi luoghi,

e taciti origlio

sciogliersi e sloggiare.

E sul biancore  che spargi

rosso di fremiti il mio cuore,

un tamburo, galleggia.

M’è dolcissimo grido

Il tuo sguardo sbocciato nell’alba

che fa crollare ogni peso.

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PER RIANNODARE UN'ANTICA AMICIZIA ...

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TRENTOTTO  ANNI DOPO …

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Ai bambini, donne e uomini ora

della scuola di Presina di Piazzola sul Brenta

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Non visto,

ero parole in pagine

su un tavolo posate.

Mi raccolse Marisa

la vostra  cara maestra,

e sulle vostre mani mi depose.

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Trasfigurato  in silenzio 

con me dialogaste

per una intera stagione,

finché la vostra luce

non dileguò le ombre,

i passi montanari

e illuminò i nostri volti.

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Ed ebbero suono le parole,

e tatto, ignude le braccia

a catena legate in girotondo

su un incrocio a raggiera

di strade, diramate  sul mondo.

Ognuno  poi di noi

 riprese la sua via.

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Io son giunto fin qui,

dove il piede sgretola la roccia

a precipizio degli anni,

dopo trentotto, ormai

dal nostro sciogliersi di mani.

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Ed oggi qui vi rivedo,

dall’ultima sporgenza,

salirmi incontro, fiori

che hanno spinto lo stelo fino all’olmo,

e donne ed uomini vi trovo.

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Però non vi distinguo.

Ma in questo abbraccio che ora ci rilega

unitamente a Marisa,

vi riconosco tutti,

una a uno

dal battere del cuore.

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Ennio De Santis

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COME SIAMO DIVENTATI ...

Classe 1970 con l’insegnante Marisa Peruzzo 

.Ai bambini, donne e uomini ora

della scuola di Presina di Piazzola sul Brenta

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Oggi i bambini di allora sono adulti ultraquarantenni, che, contattati tramite WhatsApp, dimostrano e riferiscono di conservare il dono ricevuto e il piacevole ricordo dell’esperienza vissuta. Ora, come allora, si sentono particolarmente onorati e privilegiati per l’opportunità e per l’arricchimento ricevuto. Alcuni di loro vanno fieri di poterlo raccontare ai propri figli! Sento scaturire in me un profondo ringraziamento per Ennio De Santis, in primis, e per le persone tutte che hanno permesso la realizzazione di un’esperienza così importante e, oserei dire, unica nel suo genere.

Piazzola sul Brenta, 11 Ottobre 2016

Marisa Peruzzo

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LA MAESTRA MARISA PERUZZO RACCONTA ...

UN PO’ DI STORIA

 la maestra Petra Bonita Corradi (la foto risale agli anni ’20)

Nel mese di aprile 1979 mio marito ed io stavamo trascorrendo un breve periodo a Valentano, ospiti della signora PETRA BONITA CORRADI, da noi conosciuta come Zi’ Pierina, cioè la zia dei nostri amici fraterni  Cesare e Vincenzo, mamma della nostra cara amica Isabella e nonna di Anna Petra. L’anziana signora abitava al primo piano di una casa al centro del paese di Valentano e, in compagnia della sua gatta Santippe, trascorreva buona parte del giorno, comodamente seduta su una sedia costruita con uno scopo ben preciso, cioè  con due gambe più corte  che  poggiavano sul gradino antistante una grande finestra affacciata sulla via principale. Da lì osservava, partecipe, il trascorrere della vita del paese.

PIANSANO 1979 ... TUTTO È INIZIATO CON UN CASUALE INCONTRO ...

di Marisa Peruzzo

Ci trovavamo a percorrere la strada, tra le dolci e ridenti colline, che da Tuscania conduce a Piansano, quando il nostro sguardo catturò un’immagine alla quale non fummo in grado di dare una spiegazione: dalle travi di un ricovero costruito di tavole di legno pendevano, ad essiccare, delle strane forme. Di che poteva trattarsi? Non ne avevamo viste mai di quel tipo ed escluso da subito essere foglie di tabacco! Mio marito invertì la direzione di marcia per avvicinarsi e osservare meglio. Per nostra fortuna scorgemmo lì vicino un signore. Sostammo e ci avvicinammo per chiedere spiegazioni. Fu così che iniziammo una piacevole e molto   interessante conversazione con il signor ROSEO DE CARLI detto “LO STARNOTTO” di Piansano – Viterbo. 

Innanzitutto ci spiegò che quelle strane cose che vedevamo appese erano stomachi di agnello messi ad essiccare allo scopo di utilizzare gli enzimi, in essi contenuti, come caglio naturale per la produzione del formaggio. Poi ci fece conoscere delle erbette primaverili spontanee commestibili, i raperonzoli.

Dulcis in fundo ci invitò a recarci in paese, per l’appunto a Piansano, per farci assaggiare il vino di sua produzione. Ci accompagnò all’interno di una grotta naturale costruita nel tufo e lì ci offrì il suo Aleatico.

Sul tavolo notammo una scritta molto originale e interessante ODE AL VINO DI PIANSANO di ENNIO DE SANTIS. Ci disse che l’autore era un amico suo, un pastore, poeta, pittore compaesano, che aveva pure pubblicato un libro di poesie, del quale ce ne volle regalare una copia. La accettammo di buon grado. Quanta cultura, generosità  e sensibilità in una persona così semplice!

ODE AL VINO DI PIANSANO

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ODE AL VINO DI PIANSANO

dedicata a  Roseo De Carli detto ” lo starnotto”

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…… del vino suo ben’è ch’io parli…..

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In questi ameni colli di Piansano,

paese mio nativo tanto amato,

l’etrusca civiltà, tempo lontano

l’orma di sua dimora vi ha lasciato.

In questo suolo, vegetante e sano,

sempre dal contadino lavorato,

vi lasciò tradizioni, opre forbite,

tra le altre cose vi lasciò la vite.

……..

Ringraziamo la maestra Marisa Peruzzo che, dopo quasi quarant’anni, offre alla comunità di Piansano un contributo significativo al paziente e instancabile lavoro di conservazione e trasmissione della cultura locale.