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La cultura viva combina in sé tendenze che si oppongono e insieme si sostengono: conservare ciò che è vecchio e creare ciò che è nuovo, il contatto con l’umanità e una grande flessibilità del proprio approccio alla vita. E solo in presenza di entrambe queste tendenze è  possibile la percezione del nuovo e la benevolenza verso tutto ciò che la merita, sullo sfondo della cultura mondiale e non dal punto di vista di una comprensione casuale, provinciale e limitata. (gennaio 1937, Solovki)

Pavel  Florenskji, tratto da “Non dimenticatemi”

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PATRIMONIO & CULTURA LOCALE

Nell’origine stessa del termine “patrimonio”, come eredità dei “padri”, è  implicito il richiamo ad un senso di responsabilità per l’oggi e l’invito a immaginare e progettare il futuro  attraverso una tensione creativa “tra cose antiche e cose nuove“. Attraverso la pedagogia del patrimonio, Geapolis valorizza  le potenzialità della cultura, dei valori e  dell’identità  del territorio quali elementi distintivi e qualificanti in chiave di sviluppo delle aree rurali e di promozione dell’inclusione sociale.  

SCUOLA & TERRITORIO: IMPARARE CON E DAL NOSTRO PATRIMONIO

Testi: Mario Rigoni Stern

Regia: Ermanno Olmi

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Anche dal filo d’erba imparo:calpestato si solleva e guarda il cielo come una cosa sua.

Anche dalla goccia imparo:racchiude tutti i coloro dell’arcobaleno.

Anche dall’ olivo imparo: ne ha passate tante eppure continua a prodigare oli e bagliori di argento.

Imparo dall’alba che continua a nascere anche se nessuno assiste allo spettacolo.

Imparo dalle piante che sanno morire in piedi.

Osservo e imparo dalla candela:

Ogni luce ha il suo prezzo: consuma chi la offre.

Ogni luce ha la sua gioia: illumina un cammino.

Ogni luce ha il suo futuro, abitua all’eternità

Ermanno Olmi

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PERCHÉ LA PEDAGOGIA DEL PATRIMONIO?

  • ESSERE RESPONSABILI DELLA NOSTRA IDENTITÁ CULTURALE

Il patrimonio lega il presente al passato e al futuro, evidenziando il rapporto tra continuità e cambiamento. Esso sviluppa la coscienza storica. Il patrimonio, per sua natura, offre la possibilità di integrare emozioni e conoscenze; consente il passaggio continuo dall’affettivo al cognitivo e viceversa, facilitando lo sviluppo di capacità e l’acquisizione di conoscenze.

  • PROMUOVERE UNA IDENTITÁ PERSONALE DINAMICA

L’educazione al patrimonio favorisce lo sviluppo dei processi cognitivi, della sfera affettivo-emotiva e dell’immaginario (formazione globale a più livelli); aiuta a promuovere una personalità creativa e flessibile, aperta alla complessità; favorisce, nelle metodologie di approccio, lo sviluppo dell’intelligenza spaziale, musicale, relazionale ma anche l’interazione tra più intelligenze.

  • PROMUOVERE IL BENESSERE E LA QUALITÁ DELLA VITA

Il patrimonio è fattore di educazione “estetica” ed “etica”. Attraverso la pedagogia del patrimonio si esercita la capacità di vedere e di ascoltare; si affina la sensibilità e si sviluppano atteggiamenti e capacità critiche.

  • RINNOVARE LO SLANCIO NELL’IMPEGNO SOCIALE E CIVILE

L’attenzione è posta sulla natura dinamica del patrimonio stesso, che non è certo un’entità fissa, ma in continua evoluzione: un processo dinamico determinato in gran parte da ogni individuo e dalla comunità. La pedagogia del patrimonio sviluppa  perciò la motivazione a coinvolgersi nella vita e nella gestione della propria area territoriale e motiva ad una assunzione di responsabilità sociale e civile.

SCUOLA & TERRITORIO... PER UNA CULTURA VIVA

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OBIETTIVI FORMATIVI: CONTENUTI, COMPETENZE, ABILITÁ

Gli alunni devono

  • essere in grado di rapportare la loro casa, il loro paese, la loro scuola a un contesto più ampio, imparare a riconoscere le tracce del passato e a dotarle di un significato personale
  • essere in grado di dimostrare tramite esempi che una situazione che sanno riconoscere e che è stata influenzata dalla storia era un tempo diversa ed è soggetta al cambiamento nel tempo
  • comprendere che il patrimonio culturale è parte della vita quotidiana
  • essere in grado di ordinare in sequenza cronologica o di specificare il periodo di eventi o esperienze personali particolarmente importanti
  • imparare a riflettere su termini relativi come ‘bello’ e ‘brutto’, utile’ e ‘inutile’
  • acquisire nuove competenze per guardare ad ogni forma di patrimonio e a porre domande in proposito
  • essere in grado di comparare aspetti della vita quotidiana di periodi o luoghi diversi con la propria
  • imparare a osservare il loro ambiente di vita
  • imparare a interagire rispettosamente con gruppi diversi nella nostra società multiculturale
  • comprendere i concetti di monumento e opera d’arte
  • comprendere l’importanza di una lunga e rispettosa interazione con il patrimonio culturale
  • conoscere meglio espressioni culturali come la musica, il teatro, la letteratura, la danza, la pittura e l’architettura, il design, l’arredamento, la moda e gli abiti, gli utensili ecc.
  • conoscere le istituzioni impegnate nella salvaguardia e nella ratifica del patrimonio culturale
  • cominciare a riconoscere i diversi modi in cui il passato è rappresentato nella vita quotidiana.

 

  • COMPETENZE DI INFORMAZIONE
  1. riconoscere, cercare e comparare informazioni sul loro ambiente circostante
  2. strutturare e presentare informazioni sul loro ambiente circostante
  • COMPETENZE DI INDAGINE
  1. usare piantine, mappe, calendari
  2. usare fonti diverse appropriate al loro livello
  3. registrare osservazioni tramite la parola scritta, il disegno, la macchina fotografica, la videocamera ecc.
  4. compiere ricerche efficaci su internet
  5. sviluppare un senso critico nel trasmettere informazioni
  • COMPETENZE SCRITTE E ORALI
  1. comunicare interpretazioni ottenute con il tatto (sensazione tattile) e la vista (sensazione visiva)
  2. esprimersi in una presentazione scritta o orale
  • COMPETENZE SOCIALI
  1. essere in grado di lavorare insieme
  2. imparare, giocando con altri, a rappresentare esperienze, sentimenti, idee e fantasie
  3. fare affidamento sulla loro capacità di espressione creativa e usarla creativamente
  4. crearsi un’identità sociale aperta e tollerante

ATTEGGIAMENTI DA SVILUPPARE NELLA SCUOLA PRIMARIA

  1. rispetto per le testimonianze
  2. impegno nella tutela delle fragili testimonianze del passato
  3. inizio di un sentimento di empatia con persone vissute nel passato, soprattutto bambini
  4. sincerità nel reagire alle fonti

PROVO INCANTO DAVANTI ALLA NATURA... AMO L'OPERA DELL'UOMO

INTERVISTA ALLA MAESTRA MARISA

Per te, Marisa, che significa abitare un territorio?

In questo momento sto osservando la pianta del Ginko biloba che, nel mio giardino, sta facendo bella mostra del suo fogliame giallo oro brillante. La mia esperienza torna utile per esemplificare il significato di territorio: NON IL PICCOLO TERRITORIO DEL MIO GIARDINO! Da questo mio vissuto può inanellarsi una immensa catena che possiamo, nel suo insieme, chiamare TERRITORIO. Io, essere vivente umano traggo beneficio spirituale e fisico dal Ginko biloba ( godo della sua visione, respiro l’ossigeno che produce, utilizzo i suoi elementi quali foglie, rami, chioma, dalla sua immagine traggo ispirazioni. A mia volta, possiedo infinite possibilità per rendere partecipi i miei simili della stessa esperienza e di beneficiarne nei più svariati modi. La pianta, a sua volta, interagisce con tantissime essenze vitali e non, quali animali, piante, aria, acqua, terreno.

SCUOLA VIVA

Lo  spazio Scuola Viva prende in esame alcuni recenti sviluppi nel campo dell’educazione primaria e suggerisce un modello di metodologia didattica, in cui le tracce del passato possano essere elaborate in una solida prospettiva educativa. Docenti ed esperti del settore condividono piani ed esempi di lezioni specifiche su diversi ambiti del nostro patrimonio, tra cui i musei,  i monumenti, il paesaggio, gli aspetti immateriali del patrimonio (può trattarsi di storie, testimonianze, modi pensare, tradizioni, usanze, rituali, danze, canti,  poesie, alimentazione, costumi nazionali, sport, dialetti, tecniche artigianali ecc.)

DIARIO DI BORDO

1/ DIARIO DI UN'INSEGNANTE ... Giuseppina Martinelli

GIOIA, STUPORE, NOSTALGIA... I SENTIMENTI DELL'INFANZIA

“Nessuno è profeta in patria” recita un antico proverbio. Niente di più vero e sperimentabile. La Tuscia è terra ricca di storia, di bellezze paesaggistiche, di cultura. E nell’universo culturale della Tuscia spicca in modo particolare la figura di un originale artista e poeta-pastore autodidatta: Ennio De Santis. E’ la sua una poesia che fa tutt’uno con il sentimento e che parla direttamente al cuore. Ricca di metafore e di onomatopee, parla di infanzia, di paese natio, di amore per la terra e per gli animali che alla terra sono più radicalmente e visceralmente legati: le greggi.

I BAMBINI E LA POESIA

.Si crede, erroneamente, che la poesia sia difficile da capire e che i bambini non la amino…Durante la mia lunga carriera di insegnante, mi sono trovata spesso a parlare di poesia ai miei alunni, ma ricordo in particolare un evento ed una poesia. Insegnavo Lingua italiana in due classi della scuola elementare di Piansano. Nel mio plesso era stato elaborato un progetto didattico che coinvolgeva tutti i docenti e che si poneva come obiettivo la conoscenza del territorio, illustrato e studiato da vari punti di vista (storico, geografico, economico-sociale, culturale…). 

2/ DIARIO DI UN'INSEGNANTE ... Marina Cetrini

Nel corso dell’anno scolastico 2011/12 gli alunni della classe quarta della Scuola Primaria di  Piansano  hanno realizzato  un mediometraggio su “I Promessi Sposi”, con la regia di Samuele e Giacomo Brizi e le coreografie di Annachiara De Vecchis.

La proposta, coordinata dall’insegnante Marina Cetrini,  è stata caratterizzata da una  progettazione integrata, che ha permesso di mettere in sinergia  il territorio, la scuola e la  biblioteca comunale  di Valentano.  I set cinematografici sono stati appositamente allestiti in tre diversi Comuni (Centro storico e Rocca di Piansano, Museo  della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese e Biblioteca comunale  di Valentano, la località  Mergonara a Capodimonte).

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