Di che giardino sei? La Cannara: il giardino dell’armonia

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Il rapporto con il giardino è innanzitutto fisico. Il corpo entra a far parte di questa natura educata, o in educazione, per entrarvi in relazione. Se il  nostro sguardo  è attento, se  sa scrutare nuove sfumature en plein air e nelle penombre, il giardino ci accoglie con i suoi profumi e sapori, con le sue percezioni tattili, con inattese estasi visive.

Entrare nel giardino della Cannara significa ritrovarsi inseriti in un ”sistema” (microecosistema)  che è più della somma delle sue parti: più degli alberi, dei fiori, delle piante, dei sentieri o delle fonti che abitano il suo ordinato e armonioso spazio.

Quel più” è costituito da quanto conferisce al giardino il suo “clima” segreto, arcano, antico, solare, a tratti, enigmatico…

“Quel più” costituisce, oggi, la risonanza di “un incontro”, avvenuto trent’anni fa, tra la Cannara e Mirella Valmaggi, colei che ha immaginato, progettato e curato  quel  “giardino dell’armonia”, cresciuto attraverso il continuo gioco di segnali e di risposte, di accordi e di complicità, di sintonie e di rifiuti tra  “una landa desolata”  e la “visione” di Mirella … 

Mirella Valmaggi (foto archivio Faggiani)

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Maria Irene Fedeli, bibliotecaria  della biblioteca comunale di Marta e amica della famiglia Faggiani ha  conosciuto  Mirella Valmaggi. Ha avuto modo di vedere il giardino della Cannara in vari momenti della sua realizzazione e della sua crescita nel corso degli anni. La ringraziamo  per la sua preziosa testimonianza. Essa ci restituisce un ritratto di Mirella che oggi, dopo la sua scomparsa, continua a riproporsi nell’armonia di un giardino che parla di lei, della sua vitale creatività  e della sua delicata e profonda  sensibilità.

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3/ La Cannara: da “landa desolata” a giardino dell’armonia

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Ho rubato un giardino. Non è mio. Non è di nessuno. Nessuno lo vuole, nessuno lo cura, nessuno ci va mai. Lo lasciano morire, forse è già morto, non lo so. [Mary rivela il suo segreto a Dickon]  

(F. H. Burnett. tratto da Il giardino segreto)

 

C'ERA UNA VOLTA LA CANNARA ...

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Lungo il fiume Marta, emissario naturale del lago di Bolsena, a circa un chilometro dall’incile, sorge un’antica costruzione di epoca medioevale posta a cavallo del fiume stesso. È la Cannara, un complesso unico nel suo genere, realizzato per catturare vivo il pesce in transito tra lago e mare, in particolare le anguille.

In questo edificio, che sorge proprio sopra un piccolo salto del fiume, l’acqua veniva fatta scorrere attraverso grate di ferro dove le stesse anguille restavano prigioniere. Anticamente le grate erano costruite con vere canne, assai abbondanti intorno al fiume, e da qui il nome di Cannara. Dopo la cattura era possibile conservare vivo il pescato in alcune vasche costruite nel letto del fiume e prelevarlo secondo necessità.  

MARIA IRENE FEDELI RICORDA MIRELLA ...

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“Quando siamo entrati per la prima volta alla Cannara io vidi un luogo in totale abbandono. In  alcune sue parti era ridotto quasi a discarica, in alcuni punti incolto. Io  mi limitavo a vedere ciò che c’era,  ovvero la Cannara, la casa-ponte sul fiume Marta.  Ai  due lati vedevo il nulla! Mirella invece si innamorò subito di quel luogo. Io vedevo una  landa desolata, lei vedeva l’acqua, la terra, la casa- ponte. Da subito cominciò a immaginare ciò che quel luogo poteva diventare”. Così Massimo Faggiani ricordava quel lontano 1978, quando, insieme alla moglie Mirella Valmaggi, decisero di acquistare la Cannara.  Sembrava azzardato considerarlo un buon affare, come era necessaria una buona dose di  creatività per immaginare che le due sponde del fiume Marta, in quel punto,  potessero  trasformarsi in un incantevole giardino.  

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..“per diventare musica i suoni devono essere scelti e organizzati e lo stesso vale per i giardini. Comporre significa aggiustare gli equilibri e le tensioni (…) sole e ombra, brezza e calma, suono e silenzio, per creare nuove relazioni con un significato a noi comprensibile”.

( C.W. Moore et alii, a cura di, La poetica dei giardini, 1988, trad. it.: Padova, F. Muzzio 1991)

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