A bordo di Avalon Ship … La voce dei giovani

ASCOLTARE & CONDIVERE ... a cura di Mattia Russo

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“Primo amore” di Matteo Garrone è sicuramente una film provocatorio, caratterizzato da  uno stile crudo e incalzante  che può piacere o non piacere. Tuttavia le tematiche trattate e gli spunti che propone meritano attenzione e approfondimento. In particolare il problema dell’anoressia, la magrezza come codice di bellezza al quale conformarsi,  l’esigenza di cambiare il proprio aspetto per piacere a qualcuno.

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Dopo aver visto il film ci siamo domandati se le tematiche trattate si limitano ad offrire gli spunti per una narrazione cinematografica oppure appartengono anche alla sensibilità e al vissuto dei giovani e dei giovani adulti di oggi…

Abbiamo pensato che la  soluzione migliore per scoprirlo fosse quella di coinvolgerli attraverso la somministrazione di un breve questionario, rivolto principalmente  a ragazzi e ragazze di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni, del tutto anonimo e informale.

Il questionario non ha nessuna pretesa di indagine e studio di carattere scientifico. Per quanto ci riguarda, il nostro obiettivo è quello di conoscere più da vicino le fragilità e le problematiche delle relazioni interpersonali che coinvolgono il mondo giovanile e non solo…. e provare a condividere e mettere a confronto  le nostre opinioni ed esperienze in merito.

Ecco cosa è emerso…

La voce dei giovani ...

In totale sono stati raccolti cinquantatre  questionari. Il campione, essendo ripartito quasi perfettamente tra maschi e femmine, e accogliendo ragazzi di diverse età, può considerarsi abbastanza rappresentativo. Tuttavia  è importante specificare che tutti i dati sotto riportati, le percentuali analizzate,  e le riflessioni  effettuate  sono da ritenersi vere e attendibili solo all’interno del campione trattato. Andiamo a scoprire l’identikit dei ragazzi che hanno risposto al questionario:

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Come si può vedere dai grafici riportarti qui a sinistra, gli intervistati sono quasi  perfettamente ripartiti tra metà maschi e metà femmine (ventisei ragazzi e ventisette ragazze). L’età degli intervistati oscilla dai diciotto ai trent’anni ma è possibile registrare un picco interessante di ventiquattrenni.

Sommando questi ai giovani di ventitreenni e di venticinque anni, possiamo dire che la fascia ventitre – venticinque rappresenta quasi la metà degli intervistati.

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Ci siamo domandati a questo punto quanto i giovani conoscessero l’anoressia e la bulimia, per averne fatto esperienza diretta o attraverso l’esperienza di amici o conoscenti. Questi sono i dati emersi:

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Quasi la totalità degli intervistati rivela di conoscere queste due patologie, mentre solo una piccola parte confessa di non essere sicuro  a riguardo.

Quasi  3/4 dei giovani dicono di aver  affrontato, o almeno di conoscere qualcuno che lo abbia fatto, una di queste due patologie.

Si può  quindi dedurre che queste condizioni siano ampiamente conosciute dai giovani, anche se bisognerebbe andare a verificare, probabilmente, se la loro conoscenza in merito sia effettivamente corretta.

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Quanto conta apparire per avere la sensazione di esserci? Apparenza, bellezza, interiorità sono  le altre  tematiche  affrontate nel questionario. Così i giovani hanno risposto:

Emergono dati molto interessanti. Stando alla loro opinione, i giovani ci rivelano che nella nostra società apparire conta molto. Nessuno ha risposto “zero” o “uno”. Appena cinque di loro hanno risposto “due”. Giusto undici hanno risposto “tre”, dando alla bellezza nella nostra società un valore medio.  La grande maggioranza assegna  all’importanza dell’apparire i valori massimi, “quattro” e “cinque”. Appare evidente che i giovani  percepiscono il loro contesto storico come un mondo dove l’esteriorità giochi un ruolo fondamentale.

Diversa è la situazione su quanto gli intervistati stessi ritengano importante l’apparire. Il picco massimo di risposte si registra nel valore “tre”, seguito dal “due”, mentre  meno giovani rispondo “quattro”, o  i due valori estremi “zero ” e “cinque”. Appena due intervistati rispondo “uno”.

Appare evidente lo squilibrio. Nella prima domanda si delinea  la percezione di una società superficiale, mentre nella seconda  si manifesta  un gruppo di giovani che dà all’apparenza un valore medio, tendente,  dato l’interessante numero di persone che hanno risposto ” due”, al basso. C’è da domandarsi perciò se veramente  i  giovani  sono così tanto interessati all’aspetto esteriore come vengono presentati abitualmente!

Le risposte alla terza domanda indicano inoltre che lo stereotipo di bellezza cardine del nostro secolo, “magro e muscoloso è bello, grasso è brutto”, è del tutto infondato, poiché la grande maggioranza dei ragazzi assegna a questa affermazione i valori minimi della scala.

Accettazione dell’aspetto fisico, altro elemento che questa indagine si è proposta di indagare. Ti sei mai sentito escluso da un gruppo a causa del tuo aspetto fisico? Hai mai desiderato cambiare aspetto per piacere a qualcuno? Hai mai desiderato cambiare aspetto per piacere a te stesso? Così i giovani hanno risposto…

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Emerge che poco più della metà dei ragazzi almeno una volta si è sentita esclusa da un gruppo a  causa del proprio aspetto fisico,   molti di loro, almeno una volta hanno desiderato cambiarlo per piacere a qualcuno e che quasi tutti hanno desiderato farlo almeno per  piacere a se stessi.

Dai dati esposti emerge una generale mancata totale accettazione del proprio aspetto fisico,  influenzata dalla percezione di  fattori esterni e da fattori psicologici propri dei ragazzi.

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Ci siamo domandanti cosa effettivamente i ragazzi cambierebbero del loro aspetto fisico, e queste sono le risposte emerse:

Un picco interessante si  registra  a livello della”massa muscolare”  e del “peso”, quindi una spiccata sensibilità dei giovani a tal riguardo.

E’ interessante compare questo dato con una delle domande precedenti. I giovani hanno detto di attribuire alla  frase ” Magro  o muscoloso è bello e  grasso è brutto” valori bassi sulla scala di veridicità. Allora perché molti di loro vorrebbero cambiare proprio questi aspetti esteriori? Da dove nasce questo desiderio di cambiamento se sono loro stessi a non attribuire a questi elementi grande importanza?

Ci siamo domandati a questo punto da cosa l’idea di “bello” sia influenzata, e così i  giovani hanno risposto:

Picchi altissimi di risposte si registrano in particolare  nelle risposte “nel mondo della televisione e dello spettacolo” e “dai social network”. Appena cinque persone credono che questo si origini dagli effettivi gusti dell’individuo. I giovani in generale percepiscono quindi una notevole influenza da parte dei media. 

E ora si giunge ad una parte particolarmente interessante del questionario. Parliamo di bellezza interiore  e bellezza esteriore.

“Preferisci essere apprezzato per la tua bellezza interiore o quella esteriore?” “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, quanto sei d’accordo?” “Scoprire la bellezza interiore di una persona può essere une esperienza meravigliosa che ti stimola a vivere relazioni interpersonali più autentiche e assaporare ” il gusto per la vita”. Quanto sei d’accordo con questa affermazione?” Così i giovani hanno risposto:

I dati in questo caso si commentano da soli. I giovani, dovendo  inevitabilmente scegliere tra una delle due bellezze, desiderano essere apprezzati per la bellezza interiore.  La maggior parte di  loro nega l’effettiva esistenza di un criterio di bellezza comune, mentre  tutti  attribuiscono alla frase sopra esposta una grande veridicità, anche quelli che hanno   rivelato di preferire apprezzamenti riguardanti il loro aspetto esteriore.

Che cosa emerge? I giovani, almeno di partenza, sono meno legati all’apparenza di come il mondo cerca di dipingerli.  Non vorrebbero che essere apprezzati per come sono dentro, dando all’aspetto esteriore un’importanza minore.

Abbiamo  inoltre dato ai ragazzi la possibilità di esprimersi un uno spazio libero, dove potessero dar voce a dei pensieri che avessero avuto a riguardo.

Sono emerse delle risposte molto interessanti, eccone alcune:

“Mi è stato detto molte volte che il mio aspetto fisico era sbagliato, che non sarei mai piaciuta a nessuno. (Anche ultimamente, non solo nell’ adolescenza). Sentire quelle parole fa male a qualsiasi età e sono convinta che le persone tocchino l’aspetto fisico di un individuo perché non sanno che altro colpire per ferire. Perciò vorrei dire a tutti ragazzi e ragazze che la cosa importante è piacere a se stessi, ci sarà sicuramente qualcuno che vi troverà bellissimi così come siete.”

” Sono sempre stata fuori dalla massa: perché sono straniera, perché ero la più alta, perché ero un po’ cicciottina. Nell’arco dell’adolescenza il mio aspetto fisico è stato un cruccio per me. Non ho mai avuto “il fidanzatino”, ero l’amica racchia che si porta in giro. Ma tutto questo non mi pesava tanto, ho sofferto molto (e purtroppo ne soffro ancora) quando vado a comprare vestiti e non trovo la mia taglia eppure ho una 48, non sono una “taglia forte”. Mi trovo molto spesso a dover comprare i vestiti online in siti che hanno la sezione “plus size”. Trovo cose molto carine certo, ma non è come uscire di casa e trovare qualcosa. Vorrei che la società lo capisse… Ma penso sia solo un sogno. Prima mi facevo condizionare molto dal parere altrui; ora il mio motto è “se non ti piaccio, non guardare”, me ne frego e vivo felice!”

” La bellezza è negli occhi di chi la contempla”

“Bisogna prima di tutto piacersi per piacere agli altri. La bellezza non è la cosa più importante ma di certo il non curare il proprio corpo e la trasandatezza non è solo sinonimo di non bellezza ma anche di non voler bene a se stessi.”

“Secondo me la cosa principale è lo stare bene con noi stessi e se vogliamo cambiare un qualcosa in noi sia a livello fisico che interiore sta sempre a noi. Le persone negative, marcie, cattive, invidiose tendono sempre a parlar male. Bisogna circondarsi di persone che ci fanno essere ciò che realmente siamo, ovvero persone con un cuore, con una testa, con una vita.”

“L’aspetto esteriore è nulla se non c’è contenuto”

Storie di ragazzi che hanno sofferto davvero a causa del giudizio di altre persone, ma anche pareri di giovani che ci invitano a ricordare quanto sia importante la bellezza interiore,  quanto il concetto di bellezza sia relativo, e di quanto la pace con noi stessi sia importante.

Che cosa emerge da questa  piccola indagine?

I giovani risulterebbero meno legati all’apparenza di quanto la nostra società ci voglia far credere. Il loro disagio con  l’aspetto fisico spesso deriva dalle relazioni con il mondo esterno, che influisce particolarmente su  di loro.

Ma questi stereotipi di bellezza, se sono intrinseci a una così  bassa percentuale di loro coetanei, da dove vengono? Se i  giovani per natura sarebbero portati ad apprezzare maggiormente  il mondo interiore delle persone, da dove nasce questo culto per il mondo esteriore?

Cosa succederebbe se i giovani parlassero tra di loro e dicessero “guarda, del tuo aspetto fisico, se a te non importa del mio, a me non importa del tuo, parliamo,  e vediamo cosa abbiamo veramente dentro”.

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