1/ La poesia: parola-sostanza

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LA PORTA DELLA POESIA: CHIAVI DI PAROLE

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VERSO UNA MENTALITÁ POETICA. Laboratorio virtuale a cura di Paola PAMPALONI 

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Che gli scritti rimangano e le parole volino ce lo suggerisce una nota locuzione latina. Essa si riferisce al rischio di prestare fede ad un accordo stipulato verbalmente piuttosto che per iscritto, ovvero all’opportunità di annotare informazioni importanti per evitarne l’oblio. Ci ricorda, altresì, la velocità con cui le parole si diffondono passando di bocca in bocca e, viceversa, il loro languire quando, una volta impresse nero su bianco, vengono archiviate e dimenticate.

Senza dubbio tali assunti fungono da validi suggerimenti anche se, al giorno d’oggi, dell’istantaneità della comunicazione digitale godono tutte le forme di trasmissione delle informazioni. Queste considerazioni riguardano, tuttavia, l’uso che si fa della parola, non la sua  natura. Lungi dall’essere evanescente essa è semmai corpo del pensiero.

Benché astratta, è infatti capace di dare concretezza di sostanza a cose, persone, immagini, emozioni, sentimenti, stati mentali, idee, presenti, assenti o non tangibili se non nelle loro cause e manifestazioni, replicandole. Ma il potere della parola è soprattuto quello di dare luogo al pensiero, lo stesso da cui scaturisce.

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LA POTENZA CREATIVA DELLA PAROLA

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Senza la parola, tramite la quale il pensiero rappresenta la realtà e nel contempo si attesta, non sarebbero possibili né il pensiero stesso né la conoscenza. Entrambi necessitano infatti di uno segno che ne renda possibili le operazioni e la partecipazione.

A ciò si aggiunge la magica proprietà che la parola detiene di modificare il pensiero.

Nell’attimo in cui viene formulata ed espressa, infatti, essa è in grado di innescare meccanismi associativi che aprono a intuizioni e percorsi inattesi.

Questa potenza creativa non è data, tuttavia, solo dalla sua valenza di significante. La parola vive anche come entità autonoma rispetto al proprio significato; è insomma un oggetto in sé e per sé dotato di:

  1. FORMA E DIMENSIONI che percepiamo visivamente quando si presenta in forma scritta
  2. SUONO che percuote con le sue onde il nostro udito, suscitando reazioni soggettive di gradimento o disturbo
  3. IMPATTO FISICO sugli organi della fonazione che ce ne forniscono una percezione più o meno intensa e piacevole
  4. COLORE dato dalla suggestione e dagli effetti, talvolta dirompenti, che può sortire su noi stessi come sui suoi eventuali destinatari (parole lesive, parole carezzevoli)
  5. FUNZIONI individuate dalla linguistica; una di esse, quella poetica, pare realizzare compiutamente, anche grazie alla sua dimensione ludica, la matericità della parola.

Insomma la parola, che scaturisce dalla corteccia cerebrale ed agisce nel e tramite il nostro corpo, attinge alla carne viva della nostra corporeità conservandone le caratteristiche. Tra queste la particolare disposizione ad avvertire il richiamo dei nostri bisogni immateriali, non meno di quelli materiali, da cui sgorgano risposte quali la poesia.

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Paola Pampaloni, PALLAPAROLA (Progetto “La porta della Poesia”2025)

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Mi piace immaginare la parola come una palla: densa, solida, levigata, elegante, capace di scarti imprevedibili, di urtare, anche solo per inerzia, altri corpi, modificandone posizione e traiettoria, di demolire edifici fatiscenti, di farsi immaginazione e gioco di rimbalzo per farci volare alto.

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