TIBER. Il blog di Marco Scataglini/ Weekly

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ABITARE IL TERRITORIO. ESPERIENZE DI PARTECIPAZIONE E CAMBIAMENTO 

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 CO-PROGETTAZIONE E IMPLEMENTAZIONE a cura di KELIDON Edizioni & GEAPOLIS Adult Learning Opportunities 

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La quarta domenica di settembre di ogni anno si celebra, il “WORLD RIVERS DAY”, la GIORNATA MONDIALE DEI FIUMI, istituita nel 2005, in seguito all’iniziativa dell’ambientalista canadese Mark Angelo e in concomitanza con il Decennio dell’acqua per la vita delle Nazioni Unite.  

Scopo della Giornata promuovere, nell’opinione pubblica, la conoscenza dei corsi d’acqua e l’importanza della loro conservazione, anche a beneficio della qualità della vita e della sicurezza idraulica.   

 WORLD RIVERS DAY  vai al sito ufficiale

Domenica  28 settembre 2025  KELIDON Edizioni & GEAPOLIS Adult Learning Opportunities aderiscono al WORLD RIVERS DAY inaugurando uno spazio virtuale di animazione culturale:  TIBER  a cura di Marco SCATAGLINI.

Un approccio interdisciplinare ed esperienziale  per familiarizzare e  approfondire  la conoscenza  di  un luogo simbolo:  IL FIUME TEVERE.

`{`...`}` Mi sembrava importante lanciare l'iniziativa proprio in questo giorno che serve a sensibilizzare le persone sull'importanza dei fiumi per la nostra vita, in un periodo in cui sono il più delle volte visti solo come un ``pericolo`` per le esondazioni o, peggio, come comodo collettore per i nostri scarichi inquinanti `{`...`}` (Marco SCATAGLINI)

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TIBER. IL MIO TEVERE

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      a cura di Marco SCATAGLINI

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`{`...`}` Grazie alla collaborazione con GEApolis terrò un blog che da ottobre racconterà le mie ricerche lungo il Tevere, le mie osservazioni, le mie riflessioni, condivise anche con gli iscritti alla mia Newsletter. In tal modo chi lo desidera potrà essere al mio fianco in queste esplorazioni che rappresentano delle sessioni di riprese fotografiche: cercherò di condividere un post o due al mese. Si tratta di brevi testi scritti e di video realizzati sul campo, a ``lavori in corso``. `{`...`}` Dunque annotalo nella tua agenda: a ottobre si parte. (Marco SCATAGLINI)

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ANTEPRIMA 

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(Settembre 2025)

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Oggi è la Giornata Mondiale dei Fiumi  (World Rivers Day) e dunque vorrei parlarti del mio rapporto con uno dei più importanti fiumi d’Italia, il Tevere.

La mia relazione con il fiume Tevere – debbo dire d’amore e odio al contempo – è di lunga data. Non saprei dire con esattezza cosa mi abbia sempre affascinato di questo corso d’acqua, forse il motivo risiede nel fatto che andando a Roma da bambino, il Tevere è stato il primo vero fiume che abbia mai visto.

E forse proprio il vederlo laggiù, nascosto sotto i muraglioni, distante dalla gente e dunque dalla loro attenzione, ha smosso qualcosa in me. Chissà.

Fatto sta che divenuto adulto ho iniziato a percorrerne le rive in modo quasi ossessivo.    Leggi tutto

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1/ LA STAZIONE DI BASSANO IN TEVERINA

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(ottobre 2025)

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Dopo 21 anni dall’ultima nota scritta, ho ripreso in mano il mio “taccuino del Tevere” e inizio dove avevo finito nel 2004, cioé da Bassano in Teverina.

Allora seguivo il fiume collegando tra loro i luoghi belli e interessanti e di Bassano scrissi: “è un posto proprio singolare.

Il paese è nuovo pur essendo vecchio, cioé antico.

É nuovo perché l’hanno tutto restaurato e se anche le case hanno conservato l’aspetto originario, purtuttavia sembrano condomini di lusso realizzati in qualche quartiere bene di una grande città…

è bella Bassano, ma ha l’aria di un luogo alla moda, svuotato di vita autentica”.

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2/TRA BASSANO IN TEVERINA E GIOVE

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(Ottobre 2025)

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Non ci si pensa mai, ma la verità è che un fiume è anche e soprattutto un confine, o almeno un limite. Divide, per sua natura, due ambiti territoriali e non a caso questa sua attitudine geologica viene spesso utilizzata anche in ambito politico, ad esempio per dividere Regioni o anche Stati. Il Tevere storicamente è a lungo rimasto all’interno dello Stato Pontificio, con l’eccezione delle sorgenti, in tempi molto più antichi ha segnato il confine tra l’Etruria e i territori degli Umbri. In una sorta di ricorso storico oggi segna il confine tra Umbria e Lazio, almeno nel tratto che ho preso in considerazione per il mio progetto.

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3/ IL LAGO VADIMONE

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Ottobre 2025

 

La valle del Tevere segnava il confine orientale dei territori etruschi, dividendoli da quelli degli Umbri e dei Sabini. Ma qui ebbe anche fine la loro civiltà, o almeno la loro autonomia.

Ai piedi del colle di Bassano in Teverina si trova un piccolo laghetto, quasi uno stagno, circondato da folta vegetazione e dunque quasi inaccessibile, sebbene inserito in vaste distese coltivate, a poca distanza dal fiume. Non lontano passa la ferrovia, si trova una cava e poi l’Autostrada del Sole il che significa il solito “suono” di sottofondo, questo tappeto sonoro che non smette mai. 

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4/ AI PIEDI DEL SORATTE

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(Ottobre 2025)

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Il monte Soranus, sacro alla divinità solare dei Falisci nei cui antichi territori si eleva massiccio, è forse la montagna simbolo di questo tratto del Tevere. Sorge solitario e magnifico sulla piana attraversata dal fiume, che qui è costretto a lambirne i primi contrafforti, dov’è collocato il borgo di Ponzano Romano, ben visibile dalle rive. Arrivo a un piccolo scalo fluviale il cui pontile è utilizzato dai canottieri di una locale società sportiva: il luogo è magnifico.

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5/ IL FIASCO DEL TEVERE

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(Novembre 2025)

 

Mentre cammino sullo stradello sterrato provo una strana sensazione. Guardo alla mia destra: dietro un velo di pioppi la cui chioma è smossa delicatamente da una bava di vento, il Tevere brilla sotto il sole ancora caldo di questo autunno acerbo. Le sue acque sono color ocra per il limo trasportato in sospensione, una caratteristica che riesce a perdere solo in prossimità delle sorgenti quando è un giovane, baldanzoso torrente dalle acque limpide.

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6/ I CASALI ABBANDONATI

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(Novembre 2025)

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La valle è immersa in una nebbia fitta, ma non fa freddo. Anzi, l’umidità mi si attacca addosso e mi fa sudare. Strano autunno, con temperature medie ben al di sopra del normale: occorrerà abituarsi a queste anomalie, in un’epoca che accetta i mutamenti climatici come un male inevitabile – e accettabile – per poter condurre le nostre vite al di sopra delle possibilità del pianeta.

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7/ SOTTO CASTIGLIONE IN TEVERINA

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(Novembre 2025)

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Il fiume divaga.

E’ come se non avesse alcuna fretta di andare verso il mare, di ricongiungersi con quei due terzi di pianeta che sono ricoperti dalle vastità oceaniche, di dissolversi in un infinito anonimato dopo esser stato “il biondo Tevere”, “il fiume al ciel prediletto”, che fa “da cintura” a Roma Caput Mundi.

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8/ IL PONTE DI AUGUSTO A ORTE

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(Novembre 2025)

 

Orte è uno dei paesi più prossimi al fiume. Me ne rendo conto mentre cammino su una strada di campagna affiancata – anzi sovrastata – dall’A1. Non ci avevo mai pensato prima, perché in effetti l’antico centro abitato sorge in alto, su uno sperone di tufo che sembra la prua di una nave. Guardando su Maps e misurando la distanza lineare, le case sono a circa cento metri dall’acqua del Tevere.

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9/ CAVE E LAGHETTI DI CAVA

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(Novembre 2025)

 

E’ impossibile, camminando lungo il Tevere specialmente nel tratto sotto Mugnano, non imbattersi in qualche strano laghetto. Sono quel che resta di vecchie cave abbandonate e personalmente li trovo molto affascinanti. Mi sembrano una perfetta raffigurazione di come sia possibile riconciliare le attività dell’uomo con il paesaggio, se solo si lascia fare alla Natura.

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10/ BACKROADS LUNGO IL TEVERE

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(Dicembre 2025)

 

Il problema vero, quando si lavora a un progetto come il mio, dedicato a un contesto che sebbene alterato dall’uomo resta pur sempre naturale, è trovare un adeguato punto di vista. Il fatto è che tendiamo istintivamente a separare l’umano dal naturale e quest’ultimo lo collochiamo su un gradino inferiore. Per questo possiamo impunemente sfruttarlo o anche distruggerlo senza provare (troppi) sensi di colpa. Spesso non siamo in grado di vederlo davvero, il vivente, eppure dovremmo imparare a farlo, come sostiene Estelle Zhong Mengual, autrice di “Imparare a vedere”, libro che sto leggendo proprio in questi giorni.

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11/ LE PILE DI AUGUSTO A GALLESE

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(Dicembre 2025)

“Stiamo parlando solo a noi stessi, non parliamo ai fiumi, non ascoltiamo il vento e le stelle. Abbiamo interrotto la grande conversazione”. Mai come stando sulle rive del Tevere nei pressi di Gallese Scalo queste belle parole di Wendell Berry – poeta, scrittore e ambientalista americano – mi sono sembrate così vere e attuali. Pare che il fiume sia un incomodo, un accidenti, qualcosa che sta qui ma sarebbe meglio non ci fosse, o non si facesse troppo vedere. Da un lato c’è la diga che serve a prelevare l’acqua del fiume e deviarla verso la centrale idroelettrica ad acqua fluente di Ponte Felice; dall’altro lato ci sono le case e le strutture ferroviarie e poi piloni dell’alta tensione, casupole in bandone, rifiuti abbandonati. (Leggi tutto)

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12/ L’ISOLONE

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(Dicembre 2025)

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A differenza dei grandi fiumi del mondo, il Tevere non crea naturalmente delle isole molte ampie. Il più delle volte sono semplici resti di roccia rimasti al centro della corrente. La stessa isola Tiberina, a Roma, è davvero poca cosa anche solo se la confrontiamo con le due isole della Senna a Parigi, su una delle quali sorge tra l’altro la cattedrale di Notre Dame. Leggi tutto

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13/ LA RISERVA NATURALE TEVERE-FARFA A NAZZANO

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(Dicembre 2025)

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Se c’è un luogo – rifletto mentre cammino sulla passerella appena risistemata che percorre la riva del fiume tra folti canneti – che dimostra con chiarezza come uomo e natura non debbano per forza essere nemici e che volendo alla fine è possibile coniugare le necessità del primo con quelle della seconda, questo luogo è di certo la Riserva Naturale Tevere-Farfa. (Leggi tutto)

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14/ LA TOMBA DI ALDO MORO 

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Gennaio 2026

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Il 4 ottobre 1964, quando venne inaugurata l’Autostrada del Sole – completata quell’anno con la realizzazione dell’ultimo tratto tra Baschi e Orvieto – a presenziare la cerimonia fu l’allora Capo del Governo, un democristiano destinato – probabilmente anche suo malgrado – a riscrivere la storia del nostro paese.  Leggi tutto

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15/ LA CONFLEUNZA TRA IL TEVERE E IL NERA

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Gennaio 2026

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Districandomi tra la folta vegetazione per cercare di raggiungere il punto in cui il Nera e il Tevere s’incontrano – c’è tanto fango e molte spine – mi viene da riflettere su cosa sia davvero, in fondo, un fiume. Arrivato sulla sponda ho davanti a me il Tevere e a destra il Nera: chi ha stabilito, però, che non sia il primo l’affluente del secondo? (Leggi tutto) 

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16/ GUADI E AUTOSTRADE 

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Gennaio 2026

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Noi abbiamo sempre fretta, lo sappiamo bene. E’ un dato caratteristico della nostra epoca. Cerchiamo disperatamente il modo più rapido e diretto per andare da A a B e per questo ci siamo inventati le strade asfaltate, le automobili, i treni e gli aerei. Mentre sto esplorando un’area della valle del Tevere non lontano dal lago di Corbara – e cammino fianco a fianco con la A1 – mi rendo conto di quanto, un tempo, le cose andassero diversamente.  Leggi tutto

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17/LA CONFLUENZA TRA IL TEVERE E IL PAGLIA

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Gennaio 2026

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Ogni territorio può essere indagato delimitandone i confini.

D’altra parte i confini sono qualcosa di prettamente umano: non esistono davvero, si tratta solo di convenzioni.

Per il mio progetto sul Tevere ho deciso di prendere in considerazione un tratto di fiume che avesse senso – per me – e fosse possibile raccontare grazie alla fotografia.

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18/LA TORRE MASSEA A ORVIETO

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Gennaio 2026

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Orvieto non sorge sul Tevere ma su uno dei suoi principali affluenti, il Paglia. Tuttavia è a pieno titolo una città tiberina visto che il suo territorio si estende molto a sud, trovandosi a inglobare le colline di fronte a Baschi, sulla riva destra del fiume. Ed è qui che vado a esplorare una delle tante torri che sorgono nella valle, la torre Massea.

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19/ I TRAGHETTI DELLA TRANSUMANZA

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Febbraio 2026

 

Sono oramai tre anni che indago e fotografo la valle del Tevere nel tratto tra Corbara e Roma, anche se solo negli ultimi mesi ho deciso di raccontare questa esplorazione attraverso i post del blog “Tiber” e grazie alla preziosa collaborazione di GEApolis. Oramai il progetto fotografico si avvia alla fine delle riprese (e verso la complessa fase dell’editing e dell’impaginazione, di cui vi parlerò) Leggi tutto

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20/ IL BORGO PIÚ VISTO D’ITALIA

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Febbraio 2026

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L’Italia è il paese dei borghi, questo è indubbio. Ce ne sono migliaia, tra grandi e minuscoli, sparsi un po’ sul tutto il territorio. Alcuni in stato di abbandono, altri in avanzata fase di spopolamento, altri invece “riscoperti” dal turismo di massa e dunque a volte snaturati o almeno resi meno “autentici”. Ce ne sono alcuni trasformati in Alberghi Diffusi, altri che cercano di sopravvivere invitando i govani a trasferirvisi grazie a incentivi o all’offerta di strutture tecnologiche.

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21/ I BOSCHI DEL TEVERE

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Febbraio 2026

 

La mia esplorazione della valle del Tevere per questo blog termina tra i boschi. L’Etruria era ricchissima di fittissime selve, alcune, come quella Cimina, erano considerate quasi impenetrabili. Dopo la conquista romana, tuttavia, si iniziò a tagliare sempre più alberi, sia allo scopo di rendere più agevole il controllo del territorio, sia – e forse soprattutto – per costruire la poderosa flotta dell’Urbe e per soddisfare le esigenze di una città in costante crescita…

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