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LA PORTA DELLA POESIA:
CHIAVI DI PAROLE
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LA PORTA DELLA POESIA:
CHIAVI DI PAROLE
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VERSO UNA MENTALITÁ POETICA
Laboratorio virtuale a cura di Paola PAMPALONI

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Quante risorse e quante competenze ci richiedono le sfide della vita quotidiana! Sono così numerose, non di rado gravose e tanto essenziali al mantenimento di una soddisfacente qualità dell’esistenza che le stesse istituzioni sono approdate a formulazioni condivise: veri e propri elenchi di abilità per la vita che si fanno cogenti in virtù del divenire la società attuale sempre più complessa e impegnativa.
Il mondo contemporaneo ha, inoltre, la necessità di avvalersi, per la propria stabilità ed evoluzione positiva, di un’umanità efficiente sul piano individuale e sociale. Quest’efficienza, per essere sostenibile, ha come prerequisito il benessere psicofisico degli individui, dato a sua volta dalla soddisfazione dei loro bisogni primari ma anche di quelli di sicurezza, appartenenza, autorealizzazione.
Come, dunque, non accorgersi di quanto la poesia possa incidere sulla formazione, l’autoformazione, il mantenimento dell’equilibrio interiore, il superamento delle difficoltà in cui si imbatte e dibatte il nostro spirito, popolato da emozioni, sentimenti, pensieri, aspirazioni, insomma sulla nostra salute mentale?
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LA POESIA PER... INDAGARE E ARRICCHIRE LA NOSTRA UMANITÁ PROFONDA
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La cura tramite il lavoro poetico risale, d’altro canto, alla notte dei tempi, dove compare in tutte le culture sotto forma di nenia volta a confortare, propiziare, celebrare, accompagnare i defunti alla loro ultima dimora, potenziare l’efficacia delle cure sciamaniche.
Abbiamo già rilevato, trattando del ritmo, gli effetti che la presenza delle figure proprie del linguaggio poetico è in grado di sortire sui nostri stati d’animo.
Ma la poesia è molto di più che un semplice rimedio. Se, infatti, grazie alle strategie multisensoriali di cui si avvale, contribuisce a riconnettere la mente con il corpo e l’uomo con il cosmo e la natura, essa funge altresì da alimento per la costruzione del sé. Nell’atto introspettivo e narrativo, implicito tanto nella produzione quanto nella fruizione poetica, l’essere umano acquisisce, infatti, consapevolezza, consolida l’identità personale e l’autostima, elabora e padroneggia le proprie esperienze, si rafforza nell’accettazione delle sfide che esse prospettano, appronta una migliore resistenza alle avversità.
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Inoltre LA POESIA É in grado di arricchire la nostra umanità profonda. Nella condivisione con l’altro determina, infatti, l’instaurarsi di relazioni intellettuali ed emotive che prevengono l’isolamento, contribuiscono a validare emozioni, sentimenti, pensieri, modelli etici e valori comuni, in una parola a promuovere il senso di inclusione e a fornire nuove opportunità di espansione del proprio orizzonte culturale.
LA POESIA É, infine, porta d’accesso all’inesprimibile, all’ineffabile, alla spiritualità, osteggiati dal materialismo e dall’efficientismo ma fortemente agognati dall’animo umano. Tramite l’atto poetico la psiche adisce a dimensioni che la elevano verso l’universale e si snodano nel possibile, concilia la realtà cruda con l’ideale e, anche quando svela la dolorosa percezione del loro scarto, può imprimere uno slancio intuitivo e creativo alla prefigurazione di modalità utili a colmarlo, al passaggio cioè dal vagheggiamento all’atto.
Non dimentichiamo, tuttavia, che la poesia è comunque una forma artistica e, come tale, va preservata da ogni strumentalizzazione che ne mini l’autonomia. La sua unica funzione intrinseca è, insomma, quella poetica che, come ci insegna la lingua greca, è quella della creazione, dal non-essere, di una realtà nuova.
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È altrettanto vero, però, che essa può efficacemente soccorrerci nell’interpretazione del significato della condizione umana, nella prevenzione dello smarrimento e del nichilismo, nella cura non intesa, o almeno non solo, come procedura che conduce alla guarigione; questo è, semmai, il punto di vista della poesiaterapia.
Noi pensiamo che l’atto poetico si imponga, infatti, come teste d’una mentalità che riserva la propria attenzione, sollecitudine, accudimento, protezione, considerazione, riguardo, rispetto, in una parola cura verso noi stessi, le cose e gli esseri viventi che ci circondano, in tutta la loro bellezza e fragilità e, ultimi ma non ultimi, verso i nostri simili con cui condividiamo la preziosa umanità.
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