5/ Intorno al lago… il fascino del giardino d’inverno

CIRCOLO DI STUDIO VIRTUALE... “COME UN GIARDINO...”

in collaborazione con FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari)

Referente: Felicita Menghini Di Biagio- Presidente Sezione di Viterbo 

BELLEZZA IN CIRCOLO… DI CHE GIARDINO SEI? clicca qui 

1/L’ISOLA BISENTINA…GIARDINO SACRO & PROFANO clicca qui 

2/I GIARDINI DEL CHIOSTRO … UN GIARDINO PER MEDITARE  clicca qui

3/IL GIARDINO DELLA  CANNARA clicca qui

4/IL GIARDINO DELLA ROCCA DEI PAPI clicca qui 

.

Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione.

Giuseppe Ungaretti

.

… il lago di Bolsena è un lago mutevole, d’umor variato, che sconfigge perciò la malinconia e la monotonia di molti altri specchi d’acqua certamente meno privilegiati. Forse perché è giusto in ogni sua espressione: né troppo grande né troppo piccolo, non geometrico e nemmeno irregolare da impedire la visione più ampia …

Gli scatti  di Oscar Martini accompagnano gli amici di Geapolis a riconoscere tutti quegli elementi che rendono il Lago di Bolsena e il suo paesaggio un “giardino” unico e straordinario: la splendida commistione di alberi e acqua, di terra e cielo, di colori e profumi, silenzio e solitudine.

Vai alla pagina di OSCAR MARTINI clicca qui 

Se un giorno d'inverno

  La macchina fotografica  è come una penna. 

Con uno scatto fissa le mie emozioni

Oscar Martini

.

Hiems, stagione del cattivo tempo, delle tempeste: così i latini chiamavano l’inverno. Stagione fredda ma non sempre grigia, stagione severa e misteriosa che si svela soltanto a chi sa coglierla, di là dalle apparenze, nella sua complessità. E’ un periodo di morte apparente perché la vita continua a pulsare dentro la terra, come i semi sotto la neve, come gli animali immobili nell’apparente morte del letargo. Oscura e silenziosa metamorfosi, l’inverno dopo il solstizio è un graduale passaggio da un anno all’altro, passaggio “notturno”, dissoluzione e contemporaneamente progressivo ribollire di una nuova vita in FORMAZIONE.

Il paesaggio in inverno ci parla con un linguaggio limpido e diretto. Può accadere anche che il paesaggio si faccia giardino,  soprattutto quando si tratta del paesaggio  che caratterizza i luoghi del vivere quotidiano. Capita così che essi  diventino  talmente familiari  da diventare la vera  “scuola” del nostro modo di sentire  e di cercare emozioni.

Oscar Martini vive a Grotte di Castro (VT). La passione per la fotografia, l’ha portato, anno dopo anno, a scoprire alcuni scorci del lago di Bolsena, caratterizzati da una armonia  singolare. Nei suoi scatti, la terra abbraccia il lago. L’acqua diventa lo specchio dove il paesaggio si riflette. Gli elementi della  natura  diventano per lui esperienza estetica. Attraverso lo sguardo fotografico il paesaggio del lago diventa  il suo giardino, inserito  in una cornice assolutamente personale, caratterizzata dai  suoi ricordi, dalle esperienze vissute e dalla sensibilità personale.  

Dei colori  incredibili del lago, sono proprio le foto di Oscar Martini a documentarne la bellezza… Ricordiamo soltanto il blu intenso, striato di merletti candidi delle spume quando il vento del Nord spazza la conca lacustre. Oppure, all’opposto, tutta la gamma dei violetti e dei rosa che l’acqua trasparente sa assumere in certe condizioni d’ora e di sole. Le rive sono ricoperte da una vegetazione lacustre di straordinaria bellezza. Il microclima del lago di Bolsena è molto temperato in una regione che, d’inverno, è piuttosto fredda: questo contribuisce allo splendore della vegetazione rivierasca….

Il lago di Bolsena: sono 114 chilometri quadrati d’acqua chiara, a forma di cerchio quasi regolare (diametro maggiore 13 chilometri, minore 11), circondato da alte colline. Grande abbastanza da avere un clima tutto suo, quasi marino, e quindi tutt’intorno un paesaggio speciale, che fa coesistere l’olivo secolare con i garofani a pieno campo, e le fragole, e i boschi di querce. Ma non tanto grande da far sì che lo sguardo si perda oltre l’orizzonte. Magari lontana ma la terra si vede sempre: e nei tantissimi giorni limpidi, specie quando la tramontana rotola giù dalla Maremma, si vedono ad occhio nudo le finestre delle case di paesi arroccati sulle rive opposte.

Il lago di Bolsena è il quinto d’Italia quanto a superficie (113,6 chilometri quadrati), ha una profondità media di 151 metri, due isole molto belle situate a breve distanza dalle coste Sud e Sud-Ovest.  Benché sia in eccellenti condizioni ecologiche, è tuttavia di “salute delicata” perché il suo ricambio idrico supera il secolo di tempo, contro per esempio i 4,5 anni del lago di Como o i 26 del lago di Garda. Ciò dipende dalla modesta portata del bacino imbrifero e del suo unico emissario, il fiume Marta che comincia (e trae il nome) dal paese rivierasco di Marta. 

.... Il tema della terra e dell’acqua ...

C’è chi ha definito il lago di Bolsena  “lago contadino”: nel senso che acqua e terra (fertilissima) si compenetrano e fanno tutt’uno. Gli orti arrivano ancora quasi dappertutto fino alla riva, così che la barca quasi sfiora eccezionali carciofi o zucchine o insalata o fagioli o fragole, e ancora fiori e frutta. Questa caratteristica, ormai quasi unica per i laghi italiani, spesso troppo “rivestiti” di insediamenti umani, è estremamente gradevole.

La vegetazione lacustre è sposata all’acqua e all’aria. Canne leggere come piumini orlate di inflorescenze, sottili o grosse, fitte o rade da essere impalpabili, inquadrano la superficie del lago entro schemi di bellezza formale difficili da descrivere. E comunque variabili a seconda della luce, del vento, dell’ora del giorno e dello stato del cielo.

Alle porte, può dirsi di Bolsena comincia uno stagno di acque che ha un giro di trenta miglia all’in circa secondo l’opinione generalmente abbracciata. La di lui figura si accosta molto alla circolare e tale rassembra se si riguardi dalle alture delle due isole che vi sorgono, o dalla cima di alcune colline che l’attorniano, e che disposte come in simmetrica corona gli stringono un’ argine  sicuro del pari che piacevole. Ameni boschi di antichi roveri ricoprono la più gran parte di queste adiacenze, ed una verdura graditissima all’occhio sfoggia per ogni parte. I campi discretamente grandi, nel piano che passa tra lo stagno e la pendice, son ben coltivati ed ubertosi quanto mai. Gli ulivi fanno la prima comparsa per la loro bellezza e per la somma vigoria. Gli erbaggi degli orti sono squisiti, e tutto è di una fertilità particolare.

Mentre tutto è ridente in questi dintorni, la superficie del lago bolsenese  rassomiglia un terso cristallo, o più tosto un lucido specchio che dipingendo in sé gli oggetti tutti quali può riunire, presenta una scena magica, che facilmente trasporta ad idee sublimi gli animi accostumati alla contemplazione della natura… Allorché il cielo è sereno e cheta l’atmosfera, questo soave spettacolo non cessa di ricreare; ma quando austro infuria, o borea ingagliardisce, le onde assomigliano quelle del mare vengono furiose ad imbiancar la sponda, e con moto irrequieto e non interrotto vanno, tornano fuggono e minacciano sempre il vicino lido. Scena orribile e bella e meravigliosa che ad ogni istante fa mostra di novi cambiamenti.

Vito Procaccini Ricci, Viaggi ai vulcani spenti d’Italia nello Stato Romano verso il Mediterraneo … Viaggio secondo, da Bolsena ai contorni orvietani ed al lago Ciminio e di lui adiacenze, Firenze, 1821-Tomo primo 

.

Intorno al lago … il paesaggio si fa giardino/ FOTOGALLERY clicca qui

.

Il fascino del giardino d’inverno

.

E un mattino
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d’improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo:
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.

E.Evtusenko

.

SUL LAGO DI BOLSENA

.

Crepuscolo. Nell’indaco diffuso

germogli bianchi di barche.

S’apriranno ventagli di sole

In profili di vento.

E tra le canne

le mie mani d’infanzia

vedrò cogliere

giunchi  ai riflessi

e ricucire foglie.

In cavità remote

mi riemergono lumi;

verdi canoe mi frusciano

nel bruno vivo degli occhi.

Ennio De Santis ( tratto da In un cavo di terra -1977)

.

torna alla pagina iniziale clicca qui 

Con Oscar Martini… il paesaggio si fa giardino/ FOTOGALLERY clicca qui

Saluti dal Lago di Bolsena... le cartoline di Marcello Mari clicca qui  

Con gli amici di Geapolis … Bellezza in circolo clicca qui