Il blog di Avalon Ship (clicca qui)

Il blog di Avalon Ship (clicca qui)
.
Miriam Burbi vive a Perugia. Da tre anni collabora con Geapolis. Si tratta di un impegno periodico costante ed originale. I suoi contributi “poetici” e non solo, sono diventati un tassello importante nelle mappe di viaggio del blog di AVALON SHIP. Un linguaggio diretto e autentico per parlare di empatia, interiorità e silenzio. Uno stile che rivela molto della sua personalità e dei suoi progetti professionali. Afferma: “L’empatia è la base di ogni processo relazionale e di ogni processo artistico. L’interiorità, curata e coltivata, permette di avere un’empatia sana; per essere sana, quest’ultima deve essere anche oggetto di un lavoro consapevole di riflessione, che spesso necessita di un po’ di silenzio e raccoglimento.
Collaborare con Geapolis mi aiuta a sviluppare le capacità di team building con i miei amici e colleghi. Mi aspetto, attraverso i progetti in corso, di migliorare ancora di più la capacità di indirizzare le mie potenzialità in maniera più consapevole. Perché un giovane adulto dovrebbe navigare sul sito di Geapolis? Sicuramente per trovare spunti di riflessione e formazione, ad esempio, su come affrontare un colloquio di lavoro, una qualunque sfida personale”.
.
La scuola, e più in generale la cultura, è ciò che nel corso di questi anni mi ha letteralmente tenuto in vita. Quando mi sentivo sola al mondo e quando credevo di non avere più forza, la bellezza dalla cultura, coltivata in classe e a casa, mi ha dato letteralmente forza vitale. Per questo ho deciso di fare l’insegnante.
Miriam Burbi
Chi è MIRIAM oggi? Prova a presentarti descrivendoti attraverso tre aggettivi, tre verbi e tre emozioni. Perché li hai scelti? Parlaci anche della tua esperienza universitaria in Italia e di mobilità all’estero, ripercorrendo il tuo percorso di studi dalle scuole elementari… Quali sono i ricordi più belli e quali più brutti (se ci sono stati)?

La Miriam di oggi è una giovane donna empatica, responsabile e diretta. Una donna che, con dolore e con gioia, ha imparato ogni giorno di più quanto la vita sia fatta di sfide, affrontabili solo con l’amore delle persone a fianco. La scuola, e più in generale la cultura, è ciò che nel corso di questi anni mi ha letteralmente tenuto in vita. Quando mi sentivo sola al mondo e quando credevo di non avere più forza, la bellezza dalla cultura, coltivata in classe e a casa, mi ha dato letteralmente forza vitale. Per questo ho deciso di fare l’insegnante. Sin dalle elementari i compagni e le maestre mi chiamavano “la piccola poetessa” a causa del mio precoce amore per la poesia.
Ho frequentato, a Perugia, il liceo classico. Mi ha aiutata ad abbracciare il concetto di parola a 360°. Successivamente, ho proseguito gli studi, conseguendo una laurea triennale in Lettere a Perugia e la laurea specialistica in Studi Umanistici e Informatica umanistica a Bologna.
Parlaci della tua recente esperienza di mobilità Erasmus traineeship. In che modo ti ha fatto crescere e maturare? Sono partita per il Belgio, con il compito di insegnare italiano a stranieri, alla ventura. Non sapevo che ambiente avrei trovato. Alla fine però, è stato estremamente stimolante e mi ha fatta crescere molto. Ghent, piccola città vicino a Bruxelles, ospita una delle migliori università al mondo. E’ stato un sogno lavorare per loro.
Quali sono stati i luoghi, le città che hai abitato per motivi di studio, lavoro o di vacanza? Ogni luogo ha un “suo fascino”, un suo “carattere”, una sua anima: quali sono i luoghi di cui ti sei innamorata e quelli invece che proprio non sei riuscita ad amare? Perché?
Ho vissuto a Perugia, poi due anni a Bologna e poi sei mesi a Ghent. Perugia è la città a cui sono legata per nascita, nonostante sia quella che offre meno possibilità come qualità di vita. Bologna è una città viva e meravigliosa. Ghent è davvero una città Nordica e particolare, ma una piccolo perla da amare.
Quale consigli daresti a coloro che intendono intraprendere un periodo di studio e /o di lavoro all’estero? Quali le opportunità? Quali i limiti? In base alla tua esperienza qual è la forma mentis da avere per affrontare al meglio queste esperienze?
Io consiglio di essere CORAGGIOSI, non avere paura. Buttarsi nelle sfide. Il limite è sicuramente linguistico. Bisogna conoscere la lingua inglese molto bene, perché nessuno conosce l’italiano all’estero! La forma mentis giusta è: più è difficile, più mi piace!
Sei già coinvolta in qualche esperienza professionale che ti permette di mettere in sinergia e valorizzare il percorso di studi che stai portando avanti? Come vedi il tuo futuro professionale? Progetti per il futuro? In questo momento sto studiando per il concorso insegnanti, al fine di conquistare l’abilitazione all’ insegnamento. Nel frattempo lavoro come insegnante di inglese e faccio ripetizioni.
Come collaboratrice di Geapolis, sappiamo della tua passione per la poesia. Che cos’è per te, esattamente, la poesia? La poesia è “ciò che colma l’assenza”. La poesia è il modo di sublimare gioia e dolore, è ciò che riempe un vuoto prima che ti divori.
Prova a raccontarci brevemente come nasce una tua poesia. Cosa ti ispira, quali momenti sono fonte di ispirazione, quali circostanze, persone speciali.. Che cosa provi dopo aver scritto una poesia? Condividi con noi una poesia che hai scritto, a cui sei particolarmente legata?
La mia poesia nasce sempre dalla malinconia, sembra paradossale ma è così. Da una sensazione di nostalgia mista a una dolce tristezza. Qualcosa che mi manca e che mi farebbe soffrire ma che elaboro con le parole. Dopo mi sento subito meglio, in pace, serena. Questa è l’ultima poesia che ho scritto e ci sono legatissima:
Finisce che ti vedo sfumata come in un sogno,
come se fosse attutita la distanza che ho percorso,
per tornare da te
per scappare da te;
ma forse è solo un giro in tondo
e tornerò da te un giorno
per quanto io vada in lungo e in largo per il mondo.
Che tanto non sei mai mia fino in fondo
Mi riempi e poi esci dal bordo
Che tanto non sono mai tua fino in fondo
Ti riempo e fuggo prima dell’incontro.
Miriam Burbi
Questa poesia è dedicata alla città di Bologna, che è stata la mia casa e da cui sempre tornerò come se fosse una culla, una sicurezza, una gioia.

Segui uno stile poetico e/o poeti che senti particolarmente vicini alla tua sensibilità? Il mio stile si propone di essere sintetico ma ad effetto, senza ornamenti retorici. I miei poeti guida sono sicuramente Maria Luisa Spaziani, Ungaretti e Michele Mari.
Quali sono i tuoi libri e i tuoi scrittori di riferimento (classici e autori moderni)? Per quanto riguarda la letteratura, assolutamente Thomas Mann con “Morte a Venezia”, il mio libro preferito. Un libro controverso e bellissimo che mette in scena il dissidio interiore di un uomo alle soglie della morte. A fianco, una scrittrice femminile come Margaret Mazzantini, che scrive di situazioni dolorose con empatia ed uno stile unico.
Parlaci dei tuoi gusti ed interessi musicali, letterari, film preferiti, hobby … Musicalmente, i miei artisti preferiti sono Chopin (Canon in D major) e Fabrizio De Andrè, in particolare il cd “Non al denaro, non all’amore né al cielo”. Il mio film preferito è il “Grande Gatsby”, adoro quell’atmosfera americana da bélle epoque.
Che cosa pensi dei giovani-adulti di oggi? Quali sono le speranze, i sogni, le disillusioni i problemi che portano dentro? Penso che i giovani-adulti oggi debbano affrontare davvero molte sfide in questo periodo così difficile, come ad esempio coniugare sogni e realtà. Tra i problemi economici e la difficoltà di trovare un lavoro gratificante, è necessaria tanta forza.
Quali sono i valori e i disvalori che, secondo te, prevalgono nei giovani adulti di oggi? I valori sono sicuramente l’amicizia, di cui molti che conosco sono consapevoli dell’importanza e la famiglia. Spesso però, l’onestà pura e spontanea è difficile da trovare.

Quanto è importante l’amicizia? Senza amici tutto risulta ricoperto da una patina grigia che ne oscura la bellezza.
Che cosa significa, per te, autenticità con se stessi e nelle relazioni con gli altri? Significa saper scendere a compromessi ma senza mai compromettersi.



Con Miriam ci siamo conosciute a Bologna. Volentieri mi unisco a voi con il mio contributo fotografico…. Sono una ragazza Svizzera-Colombiana di 23 anni che si è ritrovata per caso a Bologna. Il mio rapporto con la città è ambiguo: Bologna è per molti una città di passaggio e queste amicizie “in transito” mi fanno oscillare tra momenti di amore incondizionato e di tristezza. Non essendo brava a parole, sfrutto la fotografia per esprimere o per esternare le emozioni che provo in questa mia esperienza bolognese.
Valentina Bernasconi Murcia
Che cosa significa apprendere per tutta la vita? Perché è importante? Significa che ci si sa adattare ai cambiamenti della propria vita e del mondo intorno. E’ importante perché chi non si trasforma e non continua ad aggiornarsi è perduto. Verrà inevitabilmente lasciato indietro da questo mondo così veloce.
In che modo la cultura (il cinema, il teatro, i libri, l’arte..) contribuiscono e/o potrebbero contribuire a rendere migliore una persona? Il mondo della cultura è strettamente legato alla riflessione e al “vestire i panni degli altri”, entrambi necessari per essere una persona che sa rapportarsi all’esterno.
In che modo le nuove tecnologie possono aiutare a costruire comunità, fare rete e favorire la formazione e la cultura, anche a partire da l progetto di Avalon Ship? Le nuove tecnologie possono accorciare le distanze, ad esempio avendomi permesso di partecipare ad Avalon Ship nonostante fossi in Belgio.
Perché un giovane adulto dovrebbe navigare sul sito di Geapolis? Per trovare cosa? Per trovare spunti di riflessione e formazione ad esempio su come affrontare un colloquio di lavoro, una qualunque sfida personale.

Quali sono gli aspetti in cui deve migliorare la COMMUNITY di AVALON SHIP? Probabilmente dobbiamo ancora lavorare sull’elaborazione di contenuti a misura di utente medio di Geapolis, per questo lavoreremo per una maggiore interazione con i lettori.
.
“Ho gettato via la mia tazza quando ho visto un bambino che beveva al ruscello dalle proprie mani.”
“Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare.”
Socrate
.

Raffaello, Socrate e Senofonte (dettaglio)- La Scuola di Atene (Musei Vaticani)
torna alla pagina iniziale clicca qui
GIOVANI ADULTI CHE OSANO …. clicca qui