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Provengo dal Québec, la regione francofona del Canada. Originario di Québec City, vivo a Montreal dove ho conseguito la laurea di primo livello in storia. Attualmente, presso l’università di Montreal, frequento il master in studi classici, con indirizzo storia romana. Il focus della mia ricerca si concentra sull’organizzazione delle legioni romane ai tempi della costruzione del Vallo di Adriano. Da bambino leggevo anche di notte! Nonostante i rimproveri ricevuti per questo, amo molto leggere. Sono rimasto un nottambulo in tutto e per tutto… a mezzanotte l’olio della mia lampada brucia ancora ad illuminare le mie letture accademiche. Nonostante ciò, la letteratura rimane una delle passioni della mia vita. Condividerò molto volentieri con voi i suggerimenti di lettura sulle tematiche proposte nei prossimi mesi… Crede che l’apertura mentale e la giovinezza del cuore siano fondamentali per ogni vera comprensione e apprezzamento letterario. Click here…

Nel Nord America e in molte altre parti del mondo i cosiddetti “cibi pronti” e lo stile del “pasto veloce” (fast food) si sono diffusi molto rapidamente negli ultimi anni. Di per sé, non voglio giudicare positivamente o negativamente il fenomeno. Ciò che mi colpisce e dove voglio porre l’attenzione è il modo in cui, attraverso la pubblicità, viene presentato questo tipo di cibo, soprattutto ai bambini.
Recentemente ho rivisto “Super Size me” un vecchio documentario del 2004 sull’industria del fast food, in questo caso McDonalds. Focus del documentario gli effetti del fast food sul corpo e come l’obesità in America sia in costante aumento. La correlazione non equivale necessariamente alla causalità. Quando le persone, in America, hanno iniziato ad accusare l’industria “fast food” come responsabile di questa situazione, arrivando addirittura a portarle in tribunale, l’industria ha reagito negando la propria responsabilità diretta rispetto al tasso di obesità anormale rilevato in America.
In North America as I assume is the case in many parts of the worlds fast food restauration has been on an upward trend for many years. In an of itself that is neither a good or a bad thing. But, it becomes one in the way it tries to present itself to the population especially children. I was recently rewatching “Super Size me” an older documentary from 2004 about the fast food industry, in this case McDonalds. Click here
Il direttore del documentario Morgan Spurlock ha poi auto-condotto un esperimento su se stesso per un mese. Mangiava tre pasti al McDonalds ogni giorno e verificava gli effetti sulla propria salute. Alla fine del documentario Spurlock era aumentato 11.1 kg e aveva problemi al fegato. Gli ci sono voluti 14 mesi per tornare al suo peso originale.
Il documentario è certamente interessante e merita di essere visto, se non lo avete fatto. Tuttavia ciò che merita particolare riflessione è interrogarsi su come l’industria del fast food riesca a mantenere la presa sui propri clienti e a fidelizzare, in particolare, i bambini. In effetti, gli adulti dovrebbero sapere che il fast food non è una fonte salutare di cibo e ha effetti negativi sul proprio corpo. Ma i bambini sono un bersaglio costante per la pubblicità. Molti paesi hanno leggi per proteggere la pubblicità sui bambini. Tuttavia, specialmente in America, ci sono molte carenze in questo ambito e l’industria del fast food ne trae beneficio.
L’industria dei fast food ha infatti interesse a far diventare precocemente i bambini dipendenti dal loro prodotto, in modo che possano diventare clienti per tutta la vita. Il breve annuncio pubblicitario rivolto ai bambini può essere particolarmente efficace nel creare un bisogno nella mente del bambino. I bambini sono infatti più suscettibili e più facilmente influenzabili rispetto agli adulti.
Personalmente ritengo che le motivazioni con cui l’industria del fast food rifiuta la responsabilità in merito all’obesità e ai problemi di salute è parallelo al modo con cui l’industria del tabacco ha negato e nega la responsabilità del cancro ai polmoni. È evidente che ci troviamo davanti, essenzialmente, ad un business immenso che vede le persone in termini di costi e profitti. Cercheranno di ottenere il maggior reddito possibile con un totale disprezzo per le conseguenze e gli effetti sulla comunità, purché non danneggino la loro attività. Queste industrie sono all’apice delle società capitaliste in cui viviamo e sono una conseguenza del modello economico che noi come società adottiamo.

Questo è il motivo per cui producono, su larga scala, cibo spazzatura a basso prezzo, mentre pagano i loro dipendenti il meno possibile per ottenere il massimo profitto possibile. Pertanto, credo che sia nostra, come comunità, la responsabilità di ricordare a tutti l’aspetto negativo dell’industria del fast food e dei suoi effetti sulla salute. Il fast food può creare abitudini malsane per tutta la vita! L’industria promuove un’alimentazione povera per i propri profitti. Al termine del documentario e guardando intorno a me sembra che la lotta contro le industrie di questi giganti sia una battaglia in salita. Miliardi di dollari vengono spesi ogni anno nella pubblicità! Nella nostra vita quotidiana siamo esposti a loro, che ci piaccia o no. I bambini sono ovviamente vulnerabili alla crescente pubblicità rivolta a loro da tutti i giganti dell’industria e sono mal equipaggiati per resistere. Anche gli adulti sono suscettibili a questa quantità di pubblicità che cambia in modo sottile il modo in cui vediamo il mondo e i suoi prodotti.
Quindi, contro abitudini alimentari sane, gli interessi delle grandi corporazioni e delle lobby mirano a rafforzare la presa sulle nostre menti e ad espandere il loro business. Ma, continuo a credere che il denaro, anche l’assurdo ammontare che l’industria alimentare possiede, non possa manipolare completamente ciò che pensiamo e ciò che scegliamo di fare. La mia preoccupazione rimane tutelare i bambini, che non sono ancora abbastanza maturi per realizzare la sottile manipolazione a cui sono esposti Tuttavia, finché noi adulti ne restiamo diffidenti e ci sforziamo di avere abitudini alimentari più sane, possiamo migliorare la nostra qualità di vita.
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