MI DO da FA RE… Musica é

ASCOLTARE & CONDIVIDERE a cura di Mattia Russo

La musica è sicuramente un’importante compagna di vita dell’essere umano, dei giovani in particolare. I primi anni dell’età adulta, spesso, sono quelli con più confusione. Si ha chiaro che cosa si sta lasciando ma non si ha idea del proprio futuro. La vita è come un libro bianco, di cui noi abbiamo la penna in mano, ma spesso, quando bisogna iniziare  a scrivere le pagine più importanti, si può non aver idea di che cosa fare. 

La musica, in certi momenti, può  stimolare ed influenzare lo stato d’animo di chi ascolta. Può aiutare a dare corpo alle voci interiori,  forma  ai pensieri, talvolta, anche indicare la via.

  • Ma è proprio così? Quale posto occupa la musica nella vita di un giovane?  
  • Cosa cercano e cosa trovano attraverso la musica?

Glielo abbiamo domandato. E’ importante specificare, prima di mostrarvi i risultati, che questa indagine è puramente informale.  Essa costituisce unicamente un’ occasione e uno spunto per riflettere. I dati vanno applicati e considerati veri unicamente all’interno del campione preso in esame.

La voce dei giovani

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Musica è
Guardare più lontano e perdersi in se stessi…

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Al questionario hanno partecipato quarantasette ragazzi. Andiamo a tracciare il  loro profilo.

Come si può evincere dal grafico  la ripartizione degli intervistasti è quasi del tutto omogenea tra maschi e femmine, con un’ètà che oscilla tra i diciotto e i ventinove anni, con una concentrazione particolare tra i ventitré e i venticinque.

La musica che ascolto ...

Abbiamo chiesto se e quanto gli piacesse ascoltare la musica, determinando la risposta in una scala da zero (non gli piace per niente) a cinque (gli piace moltissimo).  Come  possiamo osservare, dal grafico a destra, la stragrande maggioranza degli intervistati ha risposto con un “sonoro” si,  indicando i valori massimi della scala. Soltanto una persona ha risposto indicando un valore intermedio.

Abbiamo poi domandato ai giovani se ascoltano musica tutti i giorni e, in caso di risposta affermativa, quanto tempo al giorno  dedicano alla musica. Così hanno risposto. Dal grafico qui a sinistra, il dato interessante che emerge è che la maggioranza dei giovane dichiara di ascoltare musica per oltre due ore al giorno, o comunque  da un ora a due. Soltanto due intervistati su quarantasette hanno dichiarato di non ascoltare la musica tutti i giorni. Emerge il dato che la musica è  una compagnia di vita molto importante per i giovani.

Abbiamo chiesto ai giovani quale genere musicale preferiscono, proponendo loro una griglia a risposta multipla, aggiungendo tramite l’opzione “altro” la possibilità di aggiungere alla propria risposta generi assenti dalla griglia. Andiamo a vedere i dati nel grafico a destra. 

Picchi di risposte rivelanti si hanno in riferimento al genere Pop e a quello Rock. Pare che i generi preferiti dai giovani siano proprio questi due. Interessanti sono anche i generi che sono stati aggiunti alle risposte attraverso il bottone “altro”. Troviamo un po’ di tutto, dalla musica Medievale e Celtica, a quella Indiana, dalla musica religiosa a quella Elettronica – House.

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Se la musica è il linguaggio dell’anima, questa risposta ci mostra quanto, ancora una volta, sia colorato e variegato il nostro pianeta.

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MI DO da FA RE ... la musica mi ispira

Il questionario che abbiamo proposto ai giovani si apre con uno slogan: “MI DO DA FA RE”, ad indicare che crediamo al fatto che la musica abbia il potere di ispirare le persone. Abbiamo chiesto agli intervistati se fossero d’accordo con questa nostra idea ed eventualmente quanto, determinando la risposta sulla solita scala da zero (non sono d’accordo) a cinque ( sono molto d’accordo). Il grafico a sinistra indica le risposte. 

Abbiamo poi domandato ai giovani se gli fosse mai capitato che la musica li abbia aiutati a sentirsi  meglio in un periodo particolare della loro vita. Il grafico a destra evidenzia come una sola persona ha risposto “no”, mentre tutti gli altri hanno risposto  “si”, o addirittura “In più di un momento”.  Ulteriore conferma di come  la musica  abbia sicuramente  un influsso importante sul nostro umore.

La musica che ... amo suonare

Abbiamo chiesto ai giovani intervistati se conoscono  il linguaggio musicale e se studiano e/o sanno suonare uno strumento musicale. Anche in questo caso abbiamo proposto una griglia a risposta multipla.  La maggioranza  afferma di non saper suonare uno strumento, anche se, una parte di chi ha dato la risposta negativa,  dichiara che gli piacerebbe imparare.

La musica é ... linguaggio universale

“La musica è un linguaggio universale. Permette all’essere umano di esprimersi e dare voce al proprio io interiore”. Anche in questo caso abbiamo chiesto ai giovani se fossero d’accordo con questa affermazione, e se sì quanto, sempre determinandolo in un scala da zero a cinque. Nel grafico a destra vediamo le loro risposte che si commentano da sole.  La  musica è sicuramente vista come un importante mezzo per esprimersi.

Abbiamo sottoposto ai giovani un’altra frase: “La musica è un luogo d’incontro.  Aiuta le persone ad avvicinarsi”. Abbiamo chiesto loro se fossero d’accordo con questa affermazione,  esprimendo un giudizio su un scala da zero  a cinque. Dal grafico riportato a sinistra, la situazione che  emerge  è quasi la medesima. Questa volta ci sono più persone che hanno indicato “tre” come valore, ma  non è particolarmente rivelante rispetto al gran numero che ha indicato “cinque”.

È musica da ricordare ... È dentro di me ... Fa parte di me ... Cammina con me...

Abbiamo chiesto ai ragazzi se avessero qualche canzone che gli fosse rimasta particolarmente nel cuore, chiedendogli anche di raccontarci il motivo. Hanno risposto in trentadue su quarantasette. Sarebbe interessante riportare tutte le risposte, ma ci limiteremo, anche in questo caso, a riportare  quelle di coloro che hanno indicato anche la motivazione nella loro risposta.

Marco Mengoni – Hola, mi ha accompagnato quando non ero di buon umore.”

Mose – Ho paura, mi ha aiutato ha capire che ognuno di noi nella propria vita affronta delle esperienze non belle e sentire da uno sconosciuto emozioni analoghe alle mie mi ha aiutato ad affrontare il tutto con più grinta “

Brave – Jennifer Lopez, Dancing Queen – Abba, A Million Dreams – The Greatest Showman, tre di tantissime, tutte quelle che mi ricordano qualcosa sono nel cuore, anche quelle che non ascolto spesso o di cui non ricordo il titolo ma che se le sento la mente parte e mi riporta indietro e luoghi, eventi o persone. “

La distanza di un amore – Alex Baroni perché descriveva il mio stato del momento in cui l’ho scoperta.”

Canzone dalla fine del mondo. Parla di sogni e di amore vero”

A te che verrai di Miss Simpatia. Perché è una canzone che una futura mamma dedica a suo figlio, che porta in grembo. Per me è importante e mi fa sempre un certo effetto sentirla perché mi ricorda un periodo molto doloroso e particolare della mia vita. Però è stato anche per questa canzone che ho trovato la determinazione di andare avanti e lottare”.

Castle of glass” dei Linkin park, perché è tutto così fragile… A questa età noi tutti siamo così fragili, chi più, chi meno, chi lo dimostra e chi lo nasconde, chi lo affronta cercando aiuto e chi invece si sente solo e non ha la forza di affrontarlo…”.

Funky Gallo perché da piccolo la ascoltavo sempre con mio padre”.

Hello- Beyoncé perché non smetterà mai di stufarmi e di emozionarmi”.

Jovanotti – Chiaro di Luna, perché penso sia la “canzone d’amore definitiva”, come lo stesso autore l’ha definita.

You are the reason di Calum Scott. É una canzone molto bella e romantica che mi fa sempre tranquilla”.

Questo dolce arpeggiare ... È musica da ricordare

Il tema della musica è particolarmente sentito dai giovani e, come previsto, essi hanno reagito con entusiasmo alla nostra proposta. Perciò abbiamo dato loro la possibilità di esprimere  osservazione o  raccontarci esperienze significative. Riportiamo tre contributi  singolarmente “sentiti”…

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“Le canzoni dell’infanzia che non le ascolti da quindici anni ma quando qualcuno inizia a suonarle hai subito i lacrimoni. Questo per me è quanto è potente la musica che ti fa sentire odori che non sentivi da anni.”

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“La musica mi accompagna nei momenti in cui mi sento sola e un pò giù. La musica allegra (musica indiana) mi aiuta molto a cambiare umore da triste ad allegro.”

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“Grazie all’ascolto di alcune canzoni e la creazione di una canzone siamo riusciti a far esprimere emotivamente un gruppo di ragazzi autistici”. (Chiara).

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Perché un mondo senza musica ... Non si può neanche immaginare...

Abbiamo poi proposto ai giovani un gioco molto simpatico. Andiamo a leggere insieme l’invito rivolto…

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“Facciamo un gioco: Immagina di essere uno dei giudici di X factor. Hai una squadra da formare, inserendo tre cantanti tra i tuoi preferiti in assoluto (valgono anche i gruppi e le band, e gli artisti che non ci sono più) . Chi ci sarebbe nella tua squadra? Seleziona il team basandoti non solo sui tuoi gusti personali, ma anche immaginando di dover proporre un cantante la cui musica possa piacere o addirittura “aiutare” in momenti particolari i tuoi coetanei. Se te la senti motiva la tua scelta, pubblicheremo alcune risposte. Puoi decidere di restare anonimo o di firmarti (usando anche uno pseudonimo)”.

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Non tutti hanno risposto alla domanda, ma le risposte che sono giunte sono molto interessanti, e per questo, ringraziamo tutti gli intervistati.  Purtroppo non possiamo pubblicare tutti i contributi che ci sono giunti, ma vorremmo comunque proporveli alcuni, che sono quelli di coloro che hanno, in qualche modo, motivato la loro scelta.

Demi Lovato, credo sia un esempio di estrema forza per tutte le cose che le sono capitate oltre ad avere una voce che spacca i muri; Lana del Rey, per il modo in cui riesce a raccontare le cose; Lucio Dalla per la poesia. “

Modena city Ramblers, Banda Bassotti e The gang. Faccio questa scelta perché sono gruppi sottovalutati ma con grandissime capacità musicali, bei testi e grande umiltà”. 

Fabrizio De André, perché i giovani hanno bisogno di più poesia nella loro vita, Dolores O’Riordan perché  nella sua voce vive la magia dell’ Irlanda e i Queen, perché  li considero i “Da Vinci” della musica”.

Bocelli, Linkin Park, Murubutu e Cristina D’ Avena. Sarebbe questa la mia squadra se potessi sceglierla. Sono generi molto diversi e difficili da immaginare insieme, ma credo che possano rappresentare davvero a pieno L’anima di molte persone. Bocelli è artisticità allo stato puro, da emozioni perché oggettivamente è un grandissimo cantante che smuove molto emotivamente chi lo ascolta. I Linkin Park hanno una carica ed una energia meravigliosa… travolgente, che smuove molto la rabbia e molte altre emozioni forti. Murubutu scrive testi meravigliosi, che toccano nel profondo, unito ad una voce forte, roca…molto affascinante (non è molto conosciuto). Cristina D’ Avena fa percepire proprio la felicità, la spensieratezza e la gioia allo stato puro a tutti quanti, dai 0 ai 100 anni di età. É per questo che ho scelto la mia squadra… è proprio L unione di diversi generi che possono essere apprezzati da diversi ragazzi.”

“Linkin Park (I loro testi affrontano temi molto particolari tra cui depressione solitudine ma anche sogni e speranze, amicizia e famiglia ), Modena city rambles parlano degli immigrati, di chi non ha voce in capitolo quando invece è alla base di tutto, delle speranze e degli onori del passato di chi giovane alla nostra età era lontano da casa a lottare per un ideale di vera libertà, non come ora che i giovani non hanno speranze e lottano per i motivi sbagliati nei modi sbagliati o non hanno il coraggio di lottare affatto… E il terzo direi Pino Daniele… Che ama la propria terra e la esalta nella poesia delle sue canzoni, in ogni parola, quando invece tutti non vedono l’ora di andarsene e sono stati portati a odiare le proprie radici… ”  (Michela).

Giorgio Gaber, Edoardo Bennato, Fabrizio De André la loro capacità di leggere e raccontare il mondo e la società fa sentire meno soli quando ci si guarda intorno con occhio critico”.

Imagine Dragons, Demi Lovato e Coldplay. Sono tanto diversi, ma hanno tutti quanti un punto in comune..non siamo soli, non lo saremo mai. Per quando buio possa essere il nostro presente, ci sarà sempre una luce ad illuminarci il futuro”.

Sara Bareilles: trasmette dei messaggi importanti, semplici ma non banali, con una musica vivace che si presta bene a creare un’atmosfera di ottimismo (vedi brave). Dua Lipa: mi ispira una  persona di carattere, solida, con un repertorio molto vario, a tratti dolce, a tratti movimentato, se non addirittura prepotente. Insomma, ce n’è da ascoltare per tutti i mood. Tiziano Ferro o Laura Pausini: sostanzialmente perché le loro canzoni sono un po’ dei must che tutti conoscono, anche persone apparentemente molto diverse che potrebbero trovare nelle loro canzoni un punto di contatto.”

Beyoncé perché la sua musica è energica ma alcuni testi placano anche la mente secondo me. Emma Marrone per la grinta della sua voce ed è facilmente cantabile al karaoke. Baby K perché ti fa ballare e svagare .”

Fabrizio De Andrè (perché dà dignità poetica agli ultimi del mondo) Nina Simone (per la grinta della rivalsa femminile) The Beatles (per la semplicità con cui comunicano messaggi profondi)”.

Risposte varie, che confermano ancora una volta l’eterogeneità degli intervistati.

Con Avalon Ship ... L’ UDITO per accogliere la complessità della vita

Ritorniamo ora all’inizio del nostro viaggio… attraverso la musica  i giovani intervistati  sono stati capaci di ascoltarsi e di ascoltare  l’altro, disponibili  ad accogliere il detto e non detto,  capace di collocarsi nel qui e ora, disponibile ad ascoltare la melodia del presente… Abbiamo  così proposto due frasi sulle quali esprimere il proprio punto di vista.

“Chi vuol udire una persona deve prepararsi con silenzio alla capacità di udire”: abbiamo chiesto loro quanto concordassero con questa affermazione su una scala  da zero a cinque. Nel grafico a destra le risposte. Anche in questo caso il picco massimo si concentra sui valori “quattro” e “cinque”. Solo una  una persona ha dichiarato di non essere d’accordo con questa frase, assegnando “due” come valore.

Abbiamo poi domandato  in quale  contesto i giovani si sentissero più ascoltati, proponendo loro una griglia di opzioni (ne potevano scegliere più di una), aggiungendo anche in questo caso il pulsante “altro”, per  potere inserire nelle loro risposte opzioni non presenti tra quelle proposte. Il  grafico a sinistra evidenzia che la maggior parte dei giovani dichiara di sentirsi più ascoltato dagli amici. Sono interessanti le risposte aggiunte da  due intervistati, che  attraverso il bottone “altro” hanno dichiarato di sentirsi più ascoltati da “se stessa”, e da “un’amica”  in particolare. Sette persone  hanno indicato “nessuno” come risposta.

Avrei bisogno di essere ascoltato quando ...

Per concludere il questionario, abbiamo proposto  ai giovani un’ultima domanda aperta, chiedendo loro di completare questa frase: “Avrei bisogno di essere ascoltato quando…”.  Riporteremo tutte e trentadue le risposte da loro date, perché in una domanda dove si parlava di “bisogno di essere ascoltati” non si poteva ignorare le loro voci.

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“Avrei bisogno di essere ascoltato quando…”

“mi trovo in difficoltà”   “Non trovo più il mio posto”   “Ho un problema”   “Urlo a tutti di andare via e tacere”     “Comunico senza parlare”  “Ho una giornata negativa”    “Ho bisogno di raccontare veramente cosa sento”   “Ho qualcosa dentro”   “Sembra che non mi importi di nulla ma in realtà vorrei solo confessare a qualcuno i miei tormenti” 

“Avrei bisogno di essere ascoltato quando…”

 “Sono arrabbiata”  “Sbaglio”  “Quando soffro”  “Quando sto male per qualche motivo, o semplicemente quando torno a casa dal lavoro… magari vorrei avere un confronto con qualcuno su quello che sento e che mi succede.”  “Esprimo il mio pensiero riguardo un argomento”  “Non dico nulla”  “Va tutto male”  “Bisognerebbe ascoltarsi tutti a vicenda per evitare la decadenza della civiltà” “Quando canto do molta passione”  “Parlo”  “Quando sento il peso delle aspettative degli altri su di me, soprattutto le mie… ” 

“Avrei bisogno di essere ascoltato quando…”

“Quando mi sento a pezzi perché mi ritrovo circondata da mille persone eppure sento di essere sola… Quando tutto mi crolla addosso e non ho nessuno con cui parlarne”  “non voglio ascoltarmi neanche io.”  “Mi sento triste e confusa” “attraverso periodi difficili nella vita” “In qualunque momento”  “Sono preoccupato per qualcosa”  “Ho bisogno di aiuto” – “sono stressato, in quanto insorge uno stato di ansia che non riesco sempre a controllare. Parlare aiuta a scaricare lo stress.” – “Quando ho idee geniali ma sembra che molti mi sottovalutino mi sento solo” — “proprio quando non ho voglia di dire nulla.”- “Faccio la doccia e sto giù” “Sono arrabbiato”

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