L’UDITO… per accogliere la complessità della vita

PRATICHE PARTECIPATIVE (TIC) & RISORSE EDUCATIVE APERTE

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Opportunities for young adult people to connect together in safe online facilitated dialogue to discuss current issues that matter to them, develop a better understanding of each other, build meaningful relationships across borders and cultures, and practice important employability skills.

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L'udito e l'arte della poesia

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La musica è la poesia dell’aria.
(Jean Paul Richter)

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Miriam Burbi

Oggi ho l’onore di avere io il timone dell’Avalon Ship. Il capitano ha deciso di affidarmene la guida per portarvi nell’affascinante mondo della poesia!

Non utilizzeremo un film né un cortometraggio per parlare di questo senso così importante, l’udito, ma musica e paroleLa POESIA, che appare forse ai più un’Arte marginale, ha lo splendido merito di elevare ogni piccola cosa, caricando di significato le parole. Al momento della nascita, il senso dell’udito è già perfettamente formato.  E’ come se al momento di entrare in contatto con la Vita, avessimo già bisogno di sentirne i suoni. All’alba della civiltà, già esisteva la metrica, che assegnava alle parole un senso disponendole in un ORDINE MUSICALE.

L’UDITO E L'ARTE DELLA POESIA

Proviamo a scoprire  insieme come un grande poeta, Eugenio Montale, ha saputo unire questo senso a ciò che sapeva fare meglio: creare componimenti. Questo è stato il suo primo esperimento poetico.  Ciò che ha permesso poi al poeta di diventare ciò che è diventato. Focalizzarci su questo  serve a  ricordarci che è sempre dai sensi che partiamo, in ogni prodotto artistico che facciamo. Lo scopo di quella che lui chiama “ingenua pretesa”, a mio avviso non poi così ingenua, fu quello di “dar voce” ai sette strumenti musicali che contemporaneamente Debussy utilizzava nelle sue liriche.

La raccolta venne pubblicata nel 1922 ma fu composta attorno al 1917, quindi quando Montale aveva appena vent’anni, come critica al fatto che la cultura poetica e quella musicale viaggiavano in Italia, e viaggiano ancora adesso, su “due binari diversi”. 

Montale decide perciò di calarsi in un’atmosfera simbolista ed onirica per dimostrare quanto questi due mondi siano strettamente necessari l’uno all’altro.

Egli dà voce a violini, violoncelli, ad un contrabbasso, ai flauti, ad un oboe, agli ottoni e ad un corno inglese. Proprio la poesia dedicata a quest’ultimo strumento, ha destato la mia attenzione:

CORNO INGLESE

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Il vento che stasera suona attento

ricorda un forte scotere di lame

gli strumenti dei fitti alberi e spazza

l’orizzonte di rame

dove strisce di luce si protendono

come aquiloni al cielo che rimbomba

(Nuvole in viaggio, chiari / reami di lassù! D’alti Eldoradi

malchiuse porte!) e il mare che scaglia a scaglia,

livido muta colore

lancia a terra una tromba

di schiume intorte;

il vento che nasce e muore

nell’ora lenta s’annera

suonasse te pure stasera

scordalo strumento,

cuore.  (clicca qui)

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Approfondimenti

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Montale confessò di considerare la propria poesia come la più musicale del suo tempo, specificando che un’importante sponda gli era stata offerta da Claude Debussy.

Afferma Montale nell’”Intervista immaginaria” del 1946:

“Quando cominciai a scrivere le prime poesie degli Ossi di seppia avevo certo un’idea della musica nuova e della nuova pittura. Avevo sentito i Minstrels di Debussy..”.

Egli rivendica orgogliosamente apertura culturale e di novità  sulle  tre componenti fondamentali degli interessi del giovane (come poi del maturo e del vecchio)Montale: poesia, musica e pittura. 

Debussy fu tra i primissimi a scardinare il sistema tonale tradizionale, con dissonanze volute che rompevano la scala armonica e dovevano essere recepite e accettate dall’orecchio dell’ascoltatore, che veniva così indirizzato verso la musicalità intrinseca ed autonoma dei suoni. Nella nuova poesia, dissonanza lessicale e parola analogica sono le due categorie critiche che, dopo Friedrich, caratterizzano col massimo vigore  anche gli sviluppi novecenteschi e il loro rapporto con pittura e musica.

Il-vento-di-Debussy-poesia-e-musica-in-Montale.pdf (99 download )

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IL CUORE COME UNO STRUMENTO SCORDATO...

Montale utilizza proprio la musica per esplicare il proprio stato d’animo: il suo cuore è esattamente come uno strumento scordato, non più in armonia con la musica del mondo attorno a lui, trascinata dal vento. Questa poesia fu l’unica che egli scelse di far entrare nella raccolta Ossi di seppia, riconoscendone la paternità nonostante la sua età acerba; al contrario, le altre poesie vennero di fatto rifiutate.

Come un corno inglese, che non è un corno e non è neppure inglese (quest’aggettivo nasce da “anglée”, angolato), allo stesso modo il cuore del poeta è ambiguo dopo la tempesta e suona una musica sbagliata, una musica di cui non si conosce l’origine, una musica frammentata.

Ho immaginato che questi 18 versi siano i 18 anni  che ci portano all’età adulta, pieni di tempeste, di  momenti in cui ci sembra di suonare una musica “scordata”, momenti in cui il vento della vita sembra ignorarci. Quando ancora non sappiamo  cosa fare della nostra vita, quale sia la nostra vocazione, quale la  nostra missione.

La poesia dà sempre voce a qualcosa di personalissimo ed individuale ed allo stesso tempo universale; trovo che ciò che questo esperimento montaliano esprime sia più che mai comune a chiunque sia in cammino nel difficilissimo percorso di formazione e costruzione di Sé.

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Caspar David Friedrich, il viandante nella nebbia, 1818

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Un mondo da ... vedere con l'orecchio e udire con il cuore

M. F. Civetti

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Se volete conoscere un popolo, dovete ascoltare la sua musica.
(Platone)

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by Maria Francesca Civetti

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La tematica proposta, come già detto in precedenza, è l’udito, in particolar modo la musica, una delle più antiche invenzioni dell’uomo, nata quando l’essere umano si accorse di poter produrre dei suoni.
Che fosse una forma di comunicazione, un rito religioso, o un’arte, ha sempre fatto parte della vita delle persone.

Ogni civiltà ha avuto la sua musica, il canto di un popolo unito sotto una stessa identità. È stata anche la voce di un singolo, che desiderava diffondere un messaggio. Essa ha il potere di arrivare ovunque, senza fermarsi davanti a confini o muri, raggiungendo chiunque desideri ascoltarla. 

Con questo disegno ho voluto rappresentare un mondo che, quando si tratta di una melodia, o un semplice motivetto, non ha più paesi, è solo una finestra aperta sulla musica.

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La musica ... un legame misterioso tra natura e immaginazione

MUSIC & MIND

La musica è tra i doni più misteriosi di cui sono dotati gli esseri umani.
(Darwin Charles)

TIK TOK

La musica merita di essere la seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole del mondo. (Paul Carvel)

MI DO da FA RE

La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.
(Johann Sebastian Bach)

Dopo tutto la musica è semplice!

Eleonora Braida

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Una vetrata nella notte è un muro opaco, | scura quanto la pietra | nella quale è incastonata. |È necessaria la luce |per far cantare la SINFONIA dei colori |i cui nessi ne costituiscono la MUSICA..“  (Maurice Zundel)
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Inizio con il parlare di musica usando una delle mie canzoni preferite, creata da un grande artista che dedica meravigliose parole ad una delle cose che ama di più al mondo: la musica.

Diverse persone, me compresa, ascolterebbero la musica che amano tutto il giorno; il rock e il metal ad alto volume, facendosi maledire dai vicini e dai passanti mentre si sfreccia in macchina, la classica mentre si sta a letto a leggere un bel libro, le canzoni di quando si era più piccoli, che nonostante non si ascoltino più molto come prima, cantiamo ancora a squarciagola, ricordandoci arbitrariamente le parole.

MA LA MUSICA È SOLO DIVERTIMENTO O C'È QUALCOSA DI PIÚ?

Ho  scelto un dolce, una torta molto semplice per parlare di musica; una Cheescake alla ricotta e vaniglia, guarnita con frutti rossi. Penso che per parlare di musica non ci sia bisogno di tanti abbellimenti e cose estremamente complicate.
Dopo tutto la musica è semplice!
Sa emozionare senza grandi cose… Spesso ci piacciono canzoni che nemmeno capiamo, ma che, sentendole, ci entrano dentro e ci emozionano nel profondo, facendo partire nella nostra mente immagini, ricordi e pensieri sia belli che brutti, senza bisogno di parole, basta semplicemente l’ascolto della sinfonia.
Ed è per questo che ho chiamato questo mio scatto “Sinfonia”, perché il vero potere della musica non sta tanto nei testi dei cantanti…ma bensì nel lavoro degli strumenti che accompagnano la voce e le parole.

Sinfonia by Eleonora Braida

Possiamo dire con certezza che la musica ha un suo potere comunicativo, che si discosta completamente da qualsiasi altro. Lega tutti i popoli, mettendo da parte tutte le possibili differenze non solo culturali, ma anche sociali.
Credo che sentire musica in una lingua diversa dalla propria, non solo sia molto interessante, ma sia anche un modo per entrare in contatto con una cultura diversa dalla propria; chissà forse potreste scoprire di amare qualche cantante Nordafricano, o qualche gruppo svedese. Provate!
Dopo una lunga giornata passata a correre ed a cercare soluzione per i propri problemi, che siano lavorativi, familiari, amorosi o scolastici, mettersi a letto con le cuffiette nelle orecchie e ascoltare un paio di belle canzoni fa sempre bene all’anima.

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