Questo, sia ben chiaro, non ha nulla a che vedere con l’uscire e tornare a fare la vita di un anno fa, è piuttosto un esercizio mentale, di spirito. Per chi di noi è rimasto preda della monotonia e si sente come trascinato dalla corrente, in balia degli eventi, con poco o addirittura nessun controllo sulle proprie scelte, per chi ha abbandonato i tentativi di smuovere le giornate e dare loro una qualsivoglia struttura, bene, è tempo di tornare padroni del tempo.
Io ho cominciato ritrovando me stessa – o meglio, ricercando me stessa, perché ancora del tutto non mi sono trovata – per capire che cosa mi fa stare bene e mi rende felice. Quali sono i miei bisogni? Come posso soddisfarli? Provavo, e provo tuttora, per esempio, la forte necessità di sentirmi utile, di fare qualcosa nelle mie giornate che abbia valore e che mi faccia sentire appagata. Ho cominciato a lavorare il legno e a costruire piccoli e semplici mobili. Ho imparato a fare l’uncinetto e ho creato presine e guantini. Per me è stato un modo di nutrire il mio spirito e radicarmi nelle mie passioni. Creare qualcosa con le mie mani mi rende felice e mi aiuta a sentirmi più padrona del mio tempo e delle mie giornate.
Vi invito a porvi la stessa domanda: qual è il mio bisogno? Tutto parte da lì.