Time management… partire dalle domande

Le domande prima del lockdown….

Riesci a darti autonomamente degli obiettivi da raggiungere?

Sei in grado di programmare una strategia chiara ed efficace per raggiungere gli obiettivi che ti poni?

Sei perseverante oppure ti fermi alle buone intenzioni?

Sei capace di gestire ed organizzare il tempo e gli impegni nel modo migliore?

Cosa é cambiato in questo ultimo anno? In che modo mi sta trasformando la sfida di gestire il tempo nell’incertezza dell’emergenza sanitaria?

Gestire se stessi nel tempo della pandemia… un approccio riflessivo all’esperienza 

dal blog di Giulia Bono

Il coronavirus ha avverato il sogno di molti: avere più tempo libero. Ma proprio come un genio della lampada che per esaudire il desiderio di immensa ricchezza fa apparire davanti allo stolto richiedente una montagna di vecchie (e inutili) lire, così anche il COVID non ha fatto molto caso ai dettagli e, nel regalarci il nostro caro tempo libero, ci ha sottratto la libertà di gestirlo a nostro piacimento. Eccoci dunque, un anno dopo il suo arrivo, a chiederci quand’è che ci farà la cortesia di ripartire e di restituirci le nostre vite indaffarate.

Ovviamente ognuno di noi ha vissuto e convive con la pandemia in maniera differente, ma credo che per molte persone la percezione del tempo sia diventata, da un anno a questa parte, molto più reale e quasi tangibile. In buono spirito italiano abbiamo aggiunto un posto a tavola per lui e l’abbiamo accolto in famiglia. Insieme abbiamo guardato le migliori serie su Netflix e fatto tre volte la maratona del Signore degli Anelli, abbiamo organizzato tornei di Burraco e litigato per la conquista della Kamchatka. Sempre insieme abbiamo imparato una valanga di nuove ricette di cucina, comprato tonnellate di lievito e preso una decina di chili, in conseguenza dei quali è capitato anche di fare qualche squat e addominale. Ci ha accompagnato in lunghe camminate in zone desolate e qualche volta in una corsetta per i campi e ci ha aiutato a portare a spasso il cane e a trasportare le buste della spesa matematicamente calcolata per durare il più possibile. Insieme ci siamo addormentati e svegliati e ogni giorno abbiamo chiacchierato e discusso a lungo e profondamente. Insomma, si può senza dubbio dire che con il tempo abbiamo fatto una buona conoscenza, ma siamo anche diventati amici?

Il tempo non è un concetto assoluto, ma interamente variabile e soggettivo: non a caso percepiamo il suo scorrere il modo diverso a seconda di che cosa stiamo facendo. La monotonia del susseguirsi di giornate sempre uguali, passate a fare più o meno le stesse cose senza mai potersi muovere da casa può rendere il tempo una presenza decisamente ingombrante. E allora, che fare?

Un tempo per… riscoprire  l’esigenza di sentirsi utili a qualcuno

Urge la necessità – almeno per quanto mi riguarda – di riappropriarci dei nostri spazi, di tornare padroni delle nostre giornate. Occorre scacciarlo di casa questo tempo, farlo alzare dal divano, fargli sgomberare la cucina, adiós!

Questo, sia ben chiaro, non ha nulla a che vedere con l’uscire e tornare a fare la vita di un anno fa, è piuttosto un esercizio mentale, di spirito. Per chi di noi è rimasto preda della monotonia e si sente come trascinato dalla corrente, in balia degli eventi, con poco o addirittura nessun controllo sulle proprie scelte, per chi ha abbandonato i tentativi di smuovere le giornate e dare loro una qualsivoglia struttura, bene, è tempo di tornare padroni del tempo.

Io ho cominciato ritrovando me stessa – o meglio, ricercando me stessa, perché ancora del tutto non mi sono trovata – per capire che cosa mi fa stare bene e mi rende felice. Quali sono i miei bisogni? Come posso soddisfarli? Provavo, e provo tuttora, per esempio, la forte necessità di sentirmi utile, di fare qualcosa nelle mie giornate che abbia valore e che mi faccia sentire appagata. Ho cominciato a lavorare il legno e a costruire piccoli e semplici mobili. Ho imparato a fare l’uncinetto e ho creato presine e guantini. Per me è stato un modo di nutrire il mio spirito e radicarmi nelle mie passioni. Creare qualcosa con le mie mani mi rende felice e mi aiuta a sentirmi più padrona del mio tempo e delle mie giornate.

Vi invito a porvi la stessa domanda: qual è il mio bisogno? Tutto parte da lì.