Pensieri assertivi nel quotidiano

PENSIERI ASSERTIVI 

  • “Sono diverso da te per interessi esperienze, aspettative, ma uguale sul piano della dignità personale”
  • “Posso affermare i miei diritti rispettando quelli degli altri”
  • “Se vinco io vinci anche tu” (gioco a somma variabile)
  • “Se sbaglio non significa che io sono una persona sbagliata”
  • “Credo nella mia autonomia ma non nella autosufficienza”

Assertività fa rima con autostima, ascolto  e responsabilità 

dal blog di Mattia Russo

“Un guerriero responsabile non è quello che si prende sulle spalle il peso del mondo. È colui che ha imparato ad affrontare le sfide del momento.”

Paulo Coelho

Ho scelto di iniziare questa riflessione esponendovi questo aforisma di Paulo Coelho perché rappresenta  pienamente quella che è, a mio avviso, l’assertività.

Saper esprimere le proprie emozioni e le proprie idee  in maniera chiara, senza offendere nessuno, a volte può essere una vera sfida. E’  in questi casi che emerge la vera forza, non facendosi carico di tutte le emozioni e le sensazioni altrui,  ma piuttosto nell’ avere il coraggio di guardarsi dentro, di portar fuori e far rispettare le proprie emozioni, nella maniera   più educata e limpida possibile, nel rispetto della sensibilità degli altri.

L’ assertività è una caratteristica che sta alla base della comunicazione tra essere umani. Come insegnanti, chiamati ad essere “buoni comunicatori”,  le abilità assertive sono fondamentali,  soprattutto quando si ha a che fare con bambini e adolescenti,  i quali  si trovano in quella fase della vita particolare, in cui si è in balia di grandi emozioni, che talvolta per gli adulti  sono difficili da  comprendere e un ostacolo alla  relazionare interpersonale.

  • Come si fa a diventare assertivi? Nessuno, purtroppo, ce lo insegna
  • Lo impariamo a diventare con  il tempo. Come?

SINCERITÁ  FIDUCIA  ASSERTIVITÁ

La mia tutor del tirocinio  mi disse una frase che mi ha  fatto riflettere particolarmente “Ogni relazione umana è fatta di un passaggio  in due direzioni. Noi in classe trasmettiamo qualcosa, ma riceviamo anche un qualcosa, sempre”. Con questa frase ho imparato ad ascoltare le persone,  a tentare di capirle, ad empatizzare con loro,  a comunicare con loro rispettando  le loro emozioni, senza mettere da parte le mie.

“Rispetto”  è un’altra parola alla base del concetto dell’assertività. Rispetto per sé stessi  e per gli altri.

LE PAROLE POTENTI

Nell’assertività alcune parole sono veramente efficaci e, usate nel contesto corretto, sono eccezionalmente persuasive. Le parole e le frasi potenti sono:

  • no
  • grazie
  • se
  • quando

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NO 

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“No” è una delle parole più difficili da dire ad un’altra persona. Questo accade abitualmente perché si ha paura di perdere la loro benevolenza o stima. E’ normale desiderare di essere considerate delle persone buone, caritatevoli, premurose. Fa piacere agli altri,ci fa sentire bene, quindi, a breve termine, è più facile dire “sì” che dire “no”. Qui di seguito vi è un elenco di quando si vorrebbe dire di no:

  • Lo desidero veramente o lo faccio per piacere a qualcun altro?
  • Ora devo dire “sì” o “no”; è vantaggioso rimandare la mia decisione?
  •  Come mi fa sentire questa richiesta? Come mi fa sentire emotivamente?
  •  Mi servono più informazioni prima di prendere una decisione?
  •  Desidero un’alternativa?
  •  Qual è il prezzo di dire “no”?

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GRAZIE

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“Grazie” è una parola interessante. Si è portati a dire “per favore” quando si vuole qualcosa. Ma dicendo “per favore”, si chiede qualcosa all’altro. Di conseguenza, gli altri hanno l’iniziativa, perché possono dire “sì” o “no”.

Ci hanno insegnato a dire “grazie” quando ci è stato dato qualcosa che abbiamo richiesto. Ma accade una cosa interessante quando si dice “grazie” dove avremmo normalmente detto “per favore”. Il “grazie” diventa un assunto. In altre parole si assume che ciò che si è chiesto sarà fatto o dato. Utilizzato con un appropriato linguaggio assertivo del corpo, l’uso del “grazie” può essere eccezionalmente efficace.

  • “Vorrei stare tranquillo ora. Grazie”
  • “Vorrei che mi aiutassi. Grazie”
  • “Vorrei che facessi attenzione. Grazie”

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SE

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La congiunzione “se” è eccezionalmente efficace quando si desidera concedere o donare qualcosa. Il “se” agisce come un elastico con il quale ci si può tirare indietro, se non si è ottenuto ciò che si vuole. “Se” diventa condizionale:

  • “Se fai questo allora io farò..”
  • “Se lavori di più io farò …”
  • “Se collabori puoi avere …”

La maggior parte delle nonne lo sanno a causa della “Legge della nonna sulle vitamine per i bambini” che dice: “se mangi le verdure potrai avere la torta”. Si noti come una opzione di minima importanza venga accompagnata da una di alta priorità. Nella vita la maggior parte delle persone danno prima la “torta”, sperando che gli altri facciano poi ciò che si conviene e ci diano ciò che vogliamo. Se solo la vita fosse così semplice!

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QUANDO

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Questa congiunzione nel momento in cui la si rende condizionale è simile al “se”. Ha la stessa efficacia:

  • “quando tu…”
  • “quando il lavoro sarà completato …”
  • “quando la smetterai di accusare …”