Testi, foto e immagini di Bruna Riacci Genovese
Testi, foto e immagini di Bruna Riacci Genovese

Sotto il Covid – Dedica Toccacuore (2 ottobre 2020)
Soriano nel Cimino è il mio paese natio, nel cuore della Tuscia medievale, in provincia di Viterbo. È un luogo ricco si storia, cultura, rievocazione, orgoglio e tradizione.
Soriano ottobrino è in abito da festa, ma quest’anno tutto si è fermato per colpa di un Virus. Anche la Sagra delle Castagne, senza bandiere, addobbi, tamburi, agitazione e contradaioli al lavoro per rendere Soriano ancora più bella. Mancano pure i turisti e il loro stupore, nel vedere tanta bellezza. Ma ogni difficoltà può essere un’opportunità per migliorare e ritrovare la forza di sorridere, nella consapevolezza di far parte di una comunità antica, nobile, straordinaria e soprattutto piena di grande dignità!
È il mio amore per Soriano che mi spinge a celebrarne il suo fascino e a scrivere del suo popolo, allietandomi e rivedendomi nella trama del mio passato.
28 maggio 2021/ Dimenticare – Oublier
In generale si dimentica ciò che non si ha il desiderio di ricordare.
Non possiamo ricordare tutto e non possiamo dimenticare tutto.
Si tende a rimuovere inconsapevolmente gli eventi traumatici che ci hanno sconvolto oppure si attua una sorta di “Memoria Selettiva” per opportunismo e convenienza, onde scansare qualcosa che si ritiene irrilevante o addirittura controproducente.
Ciò non esclude che questo qualcosa, mal elaborato, riaffiori all’improvviso, quando uno meno se lo aspetta, perché i ricordi tendono ad essere liberi e invasivi.
La memoria ha bisogno di essere sempre alimentata, quella individuale e quella collettiva e serve una storia dietro, che è fatta di fili e di appigli, altrimenti a poco a poco ogni cosa svanisce.
Tutti noi, più o meno, siamo assediati dai ricordi, che riemergono talvolta prepotenti, però non dobbiamo pensare che il passato è “Cosa vecchia e immutabile”, ma che è invece in gran parte il frutto della nostra personale interpretazione di eventi che furono, drammatici, gioiosi o magari banali.
E noi li ripercorriamo continuamente e li rivalutiamo.

Bruna bambina
Io ci tengo troppo alla memoria, perché è la costruzione della mia identità, nel bene e nel male e stando lontana dalla mia terra ho sempre paura che una parte di me stessa mi sfugga. Anche gli oggetti hanno una storia da raccontare e mi aiutano a tirar avanti, senza farmi scordar del passato.
Persino un viso o un profumo mi conservano un vissuto intatto.
Perché poi la vita, per così dire, tenderebbe a stritolare pure le pietre, come per appiattire tutto al presente, ma questo non lo dobbiamo permettere, perché il passato resta come nostra traccia e sta a noi rievocarlo!
La memoria può essere un tantino pericolosa, perché a volte finisce per costruire dei “Miti”, che in realtà non esistono, ma pure questo è permesso, secondo me, nei limiti della correttezza ed accertabilità.
Collettivamente parlando dobbiamo essere idealisti, pensare che la Storia in generale è “Maestra di Vita” e tener conto degli insegnamenti del passato, ma vedendo sempre come le cose si trasformano, anche se non necessariamente in evoluzione.
Non esistono medicine contro la violenza umana, ma confido nel fatto che se almeno facciamo appello alla memoria, potremo usarla come sprone, ricordare le ingiustizie e denunciarle.
Io mi reputo “Coltivatrice di Emozioni”, che tengo sparpagliate nella mia memoria e mi fido di loro, perché mi informano in continuazione di come sto.
Io le distinguo e mi considero privilegiata.
Talvolta sono costretta a monitorare la loro intensità, ma non le metto mai a tacere, perché sono vitali, mi sono utili, mi proteggono, mi camminano nel cuore, accarezzandomi l’anima ogni giorno e soprattutto mi aiutano a non dimenticare!
Io mi stufo di quelli che non si curano di ricordare, non sono per me…Che le emozioni se le andassero a ripassare!
7. La Via dei Profumi (18 maggio 2021)
Tutti gli odori e fra loro i profumi hanno un fortissimo potere evocativo e possono essere una manosanta per l’umore: aromi dolci e rilassanti, altri energizzanti, alcuni con note fresche come l’acqua e persino quelli che richiamano bellezza ed eleganza! O il profumo di una Faggeta selvaggia, legata a una infinita armonia di gusti del mio prezioso paese! Troppo c’è da ripescare…
Il nostro olfatto è certamente un senso straordinario al quale ci affidiamo costantemente, io perlomeno.
L’odore del pane appena sfornato mi mette appetito, senza manco parlare di quello dei biscotti fatti in casa, il profumo dell’aria marina mi fa scavalcare l’oceano e certi odori nell’aria mi mettono subito in allarme.
Ne uso pure certi altri come effetto calmante e distensivo, per addormentarmi…Non ne posso fare a meno.
La “Magia dei Profumi” è stata sin da piccola un’altra delle mie “Manie”, alla quale mi sono piacevolmente assuefatta. Tutte coccole olfattive dall’effetto buonumore assicurato! I profumi si associano ai ricordi.
La mia prima potente memoria olfattiva risale all’infanzia e riguarda la mia cara maestra delle Elementari…sììì, la famosa signora Vera, il cui segno distintivo era “l’Acqua di Colonia Jean Marie Farine” di Roger&Gallet, agrumata speziata e terapeutica ed io mi ci intossicavo…Avvicinandomi alla cattedra, come mia consueta manovra, cercavo di rubarle la fragranza di dosso, inalando per appropriarmene almeno un tantino e mi lasciavo andare, inebriandomi in un viaggio sensoriale.
Inutile dirvi che da quel momento in poi me ne sono invaghita e l’ho sempre comprata, perché mi fa impazzire e costituisce un ulteriore punto di riferimento al mio passato, al quale non posso rinunciare.
“Andare a naso” è cosa buona, perché suscita le nostre reazioni emotive e si stabilisce un’associazione duratura tra un odore e uno stato d’animo, anche negativo a livello inconscio e allora magari dobbiamo prevedere e premunirci.
Quello che so è che queste memorie non finiscono mai e più antiche sono e più profonde sono le emozioni che risvegliano.
E soprattutto i profumi ci possono raccontare una storia d’amore, rievocare uno sguardo o un appuntamento di cui magari credevamo d’aver capito tutto…Ansie, speranze, illusioni, suggestioni, preoccupazioni…Ché poi da cosa nasce cosa, perché invece di vederla o leggerla, una storia d’amore la possiamo pure annusare!
Odore di pepe rosa, violetta o mimosa?
Non esitate e spruzzatevi di profumi, accogliendo queste note romantiche, se per caso vi fanno innamorare!

19 maggio 2021/Vibrazioni del Cuore (Prima Puntata)
Quello che mi fa vibrare sono le persone con Talento, Empatia, Gentilezza, Finezza, Delicatezza.
Ho sempre pensato che un individuo senza Empatia è vuoto.
L’empatia non si insegna, né si recita.
Io sono costantemente alla ricerca di qualcosa e siccome forse non riuscirò mai a raggiungere la meta, mi sono convinta che per combattere certe malinconie è più interessante continuare a cercare che trovare.
Mi rivolgo alla penna per cristallizzare i miei sentimenti, rendendoli collettivi e mantenendoli intatti.
Dicono che tutto eventualmente passa e mi sembra di aver digerito tanto, ma talvolta avverto di non voler più rispettare la “Grammatica” e sarei tentata di concedermi qualche variazione nella scrittura e nella vita.
Con la personalità già formata oramai, il mio stile lo ritrovo nelle immagini che ho collezionato nel tempo e che sono il mio linguaggio, il mio segno.
Parto sempre dal ricordo e dai suoni di coloro che hanno avuto delle influenze psicologiche durante il mio percorso italiano e li faccio ritornare, colorendo qualche passaggio.
Certi sono protagonisti principali, altri laterali, ma la mia scena non può fare a meno di loro.
La sceneggiatura è la spina dorsale del film e mi serve una direzione unica e ben precisa nel montaggio.
Se non ci sono questi attori, non mi reggo.
Vibrazioni del Cuore (Seconda Puntata)
Ognuno di noi ha un comportamento che ci distingue e ci relaziona naturalmente con l’ambiente circostante.
Il temperamento determina i nostri umori, la nostra tendenza all’attività o passività, specie nei momenti difficili della vita e possiamo risultare di conseguenza più o meno accessibili agli altri.
Una delle figure di notevole rilievo degli anni adolescenziali è stato il mio professore di Matematica Roberto Ciari, nonché Vice Preside della Scuola Media di Soriano nel Cimino.
Lui era veramente un personaggio unico!
Di origine toscana, era diventato veterinario, quindi “Salvatore” e “Soccorritore” e più tardi aveva voluto dedicarsi alla scuola.
Anche se non molto alto, la sua presenza era distinguibile ovunque, grazie all’intelligenza brillante e carattere amabile, simpatico e affabile.
A scuola era un animatore della lezione e lo faceva con tale destrezza e gestualità da infondere coraggio e fiducia ad una classe inesperta di studentesse alle prime armi con l’Algebra.
Ognuno di noi apprende in maniera diversa, specie la Matematica, che per molti risulta territorio ostile, ma lui era accorto ad insegnarla in tanti modi, perché gli stava a cuore che capissimo.
Ci voleva bene e tutto quello che sapeva ce lo dava. Il suo dinamismo era contagioso!
Era sempre pronto ad aiutare, perché dotato di profonda empatia, ovvero la capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, con l’intento di sporgersi.
La maggior parte degli individui si scansano quando sentono odore di problemi che non li riguardano…Lui no, anzi ne faceva quasi una sfida fino alla vittoria.

Soriano del Cimino (VT)
Era uno di quelli che sapeva proporsi senza imporsi e noi studentesse gli eravamo totalmente affezionate.
Godeva di alta stima anche tra i colleghi e si era inserito perfettamente nella realtà sorianese.
Basti dire che per la festa di Carnevale della Terza Media, essendo pure Presidente della Società Sportiva, fece in modo di mettere a nostra disposizione la sala del Cinema Morini, tutta ben addobbata per ballare! Ci sembrava di aver raggiunto la luna!
Serata strepitosa e contagiosa per noi “Ballanti”, ma i particolari audaci di conquista non ve li posso raccontare!
Mai un’anima ha osato proferire mezza parola di traverso nei confronti del Professor Ciari, perché era un “Influencer”, un “Trasformatore” e un “Risolutore”!
Anche successivamente in età adulta, quando sono venuta in vacanza in Italia, mi son curata di andarlo a trovare e Lui mi ha dedicato tempo e attenzione preziosi, accompagnandomi persino in campagna, per mostrarmi la progettazione dei lavori in corso relativi al casolare di famiglia, che poi sarebbe divenuta “Villa Eddarella” nonché sede ufficiale di “Culture Discovery Vacations”!
I love You, Prof!
Una seconda figura di notabile rispetto e dignità era il mio Preside Ennio Sotgiu, di origine sarda. Un altro trapiantato a Soriano e frequentatore del Circolo in piazza.
Dall’apparenza austera, era in verità estremamente colto, per cui riusciva difficile a noi ragazzette decifrare la grandezza della sua umanità.
Aveva l’abitudine di camminare con le mani e le braccia dietro la schiena e questa postura, secondo me, era segno di schiettezza e ragionevolezza, anche perché accoppiata da uno sguardo immancabilmente pensoso e rivolto verso il basso.
Di solito erano in due o tre a camminare…Il Preside Sotgiu, il Professor Ciari e il Direttore della Banca, Signor Caterini.
Tre intellettualoidi a passeggio, le cui conversazioni accese risuonavano per strada!
Dulcis in Fundo, vorrei metter in luce un altro personaggio non meno illustre, dotato di bellezza, nobiltà d’animo e buone maniere…Alberto Fanti…Un vero signore di nome e di fatto, con temperamento artistico per eccellenza, mite, dolce, sognatore.
Con il dovuto il rispetto per tutte le categorie di lavoro, non posso far a meno di pensare che secondo me era certamente sprecato nella Segreteria di una Scuola Media…in effetti non so con sicurezza se gli sia mai piaciuto quello che faceva, ma meno male che ha sempre trovato rifugio e astrazione nell’Arte!