Erasmus staff mobility EDA. Finalmente si parte…

El Rompido/Siviglia/Huelva – diario di bordo (04-10 luglio 2021)

 testi di  Chiara Mezzetti e Giacomo Piciollo 

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Vestiti check

computer check

check-in check

Diario di viaggio… audiolettura

a cura di Chiara Mezzetti e Giacomo Piciollo 

 

GIORNO 1

Vestiti check, computer check, check-in check. Il cervello suona come passi veloci su un sentiero. Check check check. Arriviamo all’aeroporto di Fiumicino e le valigie scorrono sul pavimento. Siamo sull’aereo e la voce del pilota annuncia il decollo in spagnolo e inglese. Sorvoliamo la Spagna, sopra le case, sopra gli alberi, sopra le nuvole, sopra la paura e le limitazioni. Chiusi tra i sedili e le mascherine siamo già liberi.

Scesi in aeroporto a Madrid è solo l’inizio. Si respira aria nuova, ma è subito ora di ripartire e salire su un autobus. Dopo un breve giro panoramico della città arriviamo alla stazione, dove ci aspetta un treno destinazione Sevilla. Il suono delle valigie stavolta è diverso, più sordo. Un suono che passa veloce sulla storia e tra i monumenti. Con i piedi stanchi e le teste in su a guardare, respirare l’Andalusia. È già sera, ma ancora giorno. Tempo di tapas e sangria, tempo di sedersi e organizzare, riflettere, strutturare. Domani ci aspetta una giornata lunga, per esplorare, fotografare e perderci dentro Sevilla.

GIORNO 2

Dopo esserci ripresi dalle fatiche dei vari spostamenti, questo secondo giorno si è aperto in maniera più tranquilla: il programma prevede una visita all’Alcazar, seguita nel pomeriggio dal definitivo trasferimento a El Rompido. Il caldo e l’umidità della Spagna del sud sanno farsi sentire fin dalle prime ore del mattino: ogni passo è come appesantito, il semplice respirare è operazione più faticosa del solito. Ma il pensiero di ciò che ci attende sembra infondere forze aggiuntive nei nostri corpi. Ed eccolo, il palazzo reale di Siviglia, che si apre come uno scrigno di fronte ai nostri occhi: le mura interne sembrano fatte di pizzi e merletti, i colori dei mosaici sono sgargianti, le fontane del giardino creano meravigliosi giochi di luce. Uno dei luoghi più affascinanti del capoluogo andaluso non ha dunque deluso le nostre aspettative.

Dopo un pranzo veloce, di nuovo zaini in spalla: El Rompido ci aspetta. Fuggiamo la calura estiva di Siviglia per ritrovarci in un luogo che per noi è come un lungo respiro ristoratore: i venti freschi che attraversano le sterminate distese d’acqua dell’Atlantico giungono fin nei nostri polmoni, donandoci un vero ristoro. Siamo a El Rompido, la vera avventura sta per cominciare.

GIORNO 3

Ci svegliamo di buon mattino: il solito zaino in spalla, una rapida colazione e siamo già pronti ed operativi per il primo giorno di corso di collaborative tools for teamwork presso la Inercia Digital. La scuola si trova a due passi dalla spiaggia, su una piazzetta baciata dal sole in cui troviamo ad accoglierci le due insegnanti che terranno il corso, Cristina e Laura. Il loro caldo benvenuto ci fa sentire subito a casa.

Appena entrati in aula, ad attenderci troviamo postazioni informatiche e badge con i nostri nomi: si comincia. La prima giornata si focalizza sull’utilizzo delle piattaforme Moodle e Slack, pensate per il lavoro cooperativo digitale. Tra una spiegazione teorica e un gioco che ci ha incoraggiati ad utilizzare le skills appena acquisite, la mattinata è trascorsa con leggerezza: Cristina e Laura ci hanno guidati con sapienza e un approccio informale alla scoperta di questi nuovi mezzi informatici, che si sono rivelati intuitivi e di grande utilità.

Ma le bellezze di El Rompido, che ammiccavano dalla finestra socchiusa, non potevano aspettare ulteriormente: e così questo primo giorno ha trovato una meravigliosa conclusione in un breve tour della cittadina andalusa, alla scoperta delle sue spiagge, della sua riserva naturale e della sua storia.

GIORNO 4

Rinfrancanti dal fresco che dalla notte di El Rompido si è fatto strada nelle nostre camere, ci dirigiamo verso la scuola di Inercìa Digital dopo una veloce colazione. Questa seconda mattinata sarà dedicata a strumenti un po’ più familiari per alcuni di noi, ovvero quelli del gruppo di Google: Drive, Keep, Sheets e così via. Le cose da fare scorrono ancora una volta rapide e leggere, ma la nostra familiarità con questi tools ne risulta decisamente arricchita. Il nostro pranzo, poi, è un trionfo di tipicità: tra jamón ibérico, tortillitas de camarones e albóndigas de choco, ci sentiamo davvero avvolti dalla cultura gastronomica locale. E, c’è da dirlo, apprezziamo moltissimo.

Il pomeriggio scorre tranquillo: alcuni di noi si dedicano ad una passeggiata nella vicina riserva naturale, altri prediligono un po’ di riposo nell’attesa del grande evento sportivo della serata. Gustarsi Italia-Spagna in terra iberica è un’esperienza dal sapore particolare: il risultato finale la rende indimenticabile.

GIORNO 5 / Chissà dove sarebbe finito Colombo con un programma Erasmus +?

L’aria della mattina a El Rompido ha un profumo tutto suo. È avvolgente, rinfrescante, ti fa l’effetto di un caffè bello denso ma con un cucchiaino di zucchero sul fondo. È un’aria difficile a cui rinunciare, ma il bus è già arrivato per portarci dritti a Huelva. Dopo un’oretta eccoci pronti a scoprire la città che nel 2017 fu eletta capitale gastronomica dell’Andalusia. E, in effetti, il cibo è tutto particolare, ma a questo penseremo più avanti. Laura ci guida alla scoperta delle fontane e delle piazze di Huelva, ci porta ad ammirare la statua di Cristoforo Colombo e a respirare un po’ di quella voglia di scoperta dei grandi esploratori. Un pezzo di storia fatto di coraggio e curiosità, avventura e resistenza alle avversità. Chissà dove sarebbe finito Colombo con un programma Erasmus +?

Il museo di Huelva è un insieme di quadri, sculture, reperti e fossili. I periodi storici si concentrano su due piani, dove un minuto prima stai ammirando gli idoli preistorici e il minuto dopo stai già fotografando un quadro di arte contemporanea. Un piccolo gioiellino nel cuore della città. Ci allunghiamo verso l’Università di Huelva, decorata con un murales coloratissimo. È pieno di facoltà e l’atmosfera è quella di un college tranquillo dove tutto è a portata di mano. Con i piedi un po’ doloranti arriviamo alla sede della giunta dell’Andalusia, dove ci accolgono con calore e professionalità. Seduti ad una tavola rotonda, ci spiegano le potenzialità delle scuole digitali, i corsi di Inercia Digital e tutte le nuove frontiere di formazione per e sul web per famiglie e gruppi di adulti. Un panorama di idee innovative e buone pratiche che mettiamo subito in valigia per riportarle a casa e farle nostre.

Ma avevamo parlato di cibo…A pranzo ci sistemiamo in un locale carino tipico di Huelva e nel nostro menù non possono mancare proprio quei piatti tradizionali che le sono valsi il titolo di capitale gastronomica dell’Andalusia. Tra salmorejo, tapas, jamon iberico e pulpo sembra di mangiare a morsi l’Andalusia e la sua natura romantica, caliente e marittima. Sul bus del ritorno c’è un umore un po’ elettrico a metà tra la nostalgia precoce per la città e la voglia di tornare a El Rompido per godersi il tramonto.

GIORNO 6

Il senso di un’esperienza di mobilità come questa si ritrova anche nell’entrare a contatto con le realtà del luogo, con quei posti magici che puoi trovare solo nei paesi lontani dal tuo, in cui perdersi con la mente diventa un attimo di pace inedita. E così, dopo una lezione dedicata ad alcuni dei tool più divertenti e intuitivi da usare (come Canva, Multimeter e Genially, quest’ultimo nato da una start-up con sede a Cordoba), il nostro pomeriggio è dedicato alla scoperta della spiaggia dal suggestivo nome di Playa la Flecha, affacciata sull’Oceano Atlantico.

Il vento, prima di arrivare da noi, percorre migliaia di chilometri accumulando tantissime correnti diverse: e queste le sentiamo tutte sulla nostra pelle. È impossibile, mettendo piede sul bagnasciuga, non pensare a quanti mondi diversi affaccino su questo stesso oceano. A tutte le persone lontanissime da noi che in questo stesso momento stanno guardando la stessa superficie blu. A tutte le storie che la hanno attraversata. L’acqua gelida, poi, ha un effetto al contempo rilassante e rinvigorente. Ecco, se sui nostri corpi e nelle nostre menti si era accumulata un poco di stanchezza, questo contatto con l’oceano l’ha del tutto spazzata via: ci sentiamo nuovi, per certi versi migliori, di sicuro pronti ad affrontare l’ultimo giorno qui a El Rompido.

GIORNO 7

Ultimo giorno di corso. La strada per la scuola oggi sembra troppo corta. È già passata una settimana, portata via da un soffio di vento come una spuma di mare troppo leggera. Siamo in postazione. Laura e Cristina ci illustrano le potenzialità di Trello e H5P, due tool dalle mille funzioni che permettono non solo il lavoro cooperativo ma anche di creare quiz, domande, sondaggi, schede, appunti, insomma tutto ciò che può servire. Noi andiamo avanti nella sperimentazione mettendoci in gioco nel laboratorio, fino a creare delle vere e proprie reti digitali. A metà mattinata, con sorpresa (e, lo ammetto, un po’ di commozione da parte della festeggiata) entra una tortina di compleanno con le candeline.

Per una persona che fa il compleanno d’estate, festeggiare in classe è davvero un’esperienza irripetibile. È un momento di commozione e addio, festeggiamenti e gioia, insomma un insieme di tante, troppe cose. In pochi giorni si è creato un rapporto unico e raro, un clima collaborativo, quasi familiare. E quindi eccoci come vecchi amici a soffiare le candeline insieme e a cantare in spagnolo. Ma è subito il momento di rimettersi a lavoro, perché il tempo stringe. Dopo un breve ripasso dobbiamo di tirare le somme. Parte l’esame di verifica che abbraccia tutti gli argomenti toccati nel corso. Passiamo tutti a pieni voti. Dopo il rilascio dell’attestato, foto di rito e finalmente pranzo conclusivo, ovviamente a base di camarones e jamon.

Un’ultima passeggiata per i paesaggi e la riserva di El Rompido ed è già il momento di preparare la valigia e compilare il check-in. Domani ci aspetta il viaggio verso Siviglia.

GIORNO 8/ HASTA LUEGO SIVIGLIA 

Che esistesse El Rompido, prima di questa mobilità nemmeno lo sapevamo. È un posticino marittimo sulla costa meridionale della Spagna, una conchiglia cesellata dalle onde e dalle brezze. E adesso, questo luogo di cui non conoscevamo l'esistenza fino a poco fa, è così difficile da lasciare che ogni minuto in più sembra un regalo prezioso per godere del clima fresco e rilassante, dei silenzi e della natura, di quello spirito di piccola comunità che ti avvolge e rassicura. Un passo sul bus, lo sguardo fuori dal finestrino e la promessa silenziosa di tornare.

Il pomeriggio siamo a Siviglia. La città che ci aveva dato il benvenuto in Spagna una settimana fa. Eppure, dopo il soggiorno a El Rompido, Siviglia sembra un luogo diverso, ancora più vivo più esplosivo. L’altra faccia di un’Andalusia che è tanto e tutto, commistione, sapore, rumore e silenzio, insomma, un’Andalusia che è un mondo a parte e che aspetta solo di essere esplorata e ammirata.

Siviglia è meravigliosa e romantica, araba e cristiana, moderna e tradizionale, è la nazione e la regione, è colorata e bianchissima. Sui termometri si legge a numeri infuocati “44°”. Un clima folle. Ogni cosa è rovente e sembra di camminare dentro un forno acceso. Non sono clementi nemmeno i muretti, o le panchine. Nel pomeriggio ci siamo solo noi turisti in giro per la città, gli abitanti, sapienti, fanno la siesta o corrono al riparo sotto un ventilatore o l’aria condizionata. Ma è troppo l’entusiasmo della scoperta e soprattutto è troppa l’impazienza di regolare i conti e riuscire a scoprire tutto ciò che avevamo lasciato in sospeso una settimana prima.

Insieme, con mascherina, piedi doloranti e macchinetta fotografica alla mano, entriamo nella Cattedrale di Siviglia. La struttura è mastodontica, ti fa sentire immediatamente minuscolo. Lo sguardo volta all’impazzata in ogni direzione. C’è troppo da vedere. Troppo da sentire. È la terza cattedrale al mondo dopo San Pietro di Roma e Saint Paul di Londra, con le sue volte altissime, da vertigini, e i suoi accumuli di decorazioni e figure. Sembra di camminare dentro un romanzo densissimo, il romanzo della fede e della storia dell’umanità. Si sale su fino in cima, 35 rampe per osservare la vista di Siviglia dall’alto. Un panorama mozzafiato accompagnato dal suono cadenzato delle campane.

Seconda tappa la Plaza de España con i suoi colori e ghirigori. Assistiamo anche a uno spettacolo di Flamenco, trascinante ed emozionante come poco altro. I movimenti vorticosi delle danzatrici, i virtuosismi del chitarrista, le linee vocali graffiate, sentite, quasi urlate: tutto è passione, e insieme comunione tra chi esegue e chi ascolta. Assistiamo completamente rapiti dall’estro di questi professionisti, che sembrano esistere in una bolla totalmente isolata dalla calura della piazza circostante, muovendosi e suonando incuranti del clima torrido. E, segno dei tempi, vediamo il respiro delle ballerine muoversi a tempo all’interno delle loro mascherine FFP2.

Alle 19 ci aspetta Salvatore, la nostra guida italiana, per portarci alla scoperta dei luoghi più significativi e delle chicche di Siviglia. Salvatore è preparato, amichevole e paziente con le nostre soste per fotografare ogni centimetro della città e le nostre domande curiose. Si percepisce il suo amore per Siviglia e per la cultura di cui è intrisa. La casualità vuole che conosca molto bene sia Perugia che Viterbo, dove ha vissuto e lavorato. A volte il mondo è più piccolo di ciò che pensiamo e le connessioni si intrecciano in modi imprevedibili. Il tour, fatto di riferimenti storici e architettonici, ma anche di curiosità sulla cultura araba e spagnola, procede oltre il fiume, fino al quartiere gitano. Quel “fiume grande” che ha cambiato nome dal latino Baetis all’arabo Guadalquivir. È tutto una continua stratificazione di culture, rimaneggiamenti e commistioni tra arabi e cristiani, sacro e profano.

Scopriamo il significato della bandiera di Siviglia, con la scritta “no8do”, scopriamo il museo della ceramica, i popoli e le dominazioni, la gara tra i quartieri, le battaglie e le evoluzioni, le rivendicazioni su Rodrigo de Triana che per primo gridò “Terra!” e che per questo sarebbe lo scopritore delle Americhe, il senso e l’identità di una città che è da sempre molto accogliente, ma allo stesso tempo fiera di se stessa e attaccata alla propria identità.

Un boccone veloce per cena, un attimo per riposare i piedi stanchi e per riprendere fiato. Hasta luego Siviglia.

GIORNO 9/ RITORNO A CASA …