a cura di Maria Luisa Daniele Toffanin (coordinatrice culturale nell’ambito dell’associazione Levi-Montalcini)

a cura di Maria Luisa Daniele Toffanin (coordinatrice culturale nell’ambito dell’associazione Levi-Montalcini)
Questi due ultimi anni scolastici sono stati profondamente sofferti dagli alunni e dagli insegnanti a causa della presenza del Coronavirus che ha boicottato ogni momento della vita della classe, per il ricorso alla didattica a distanza, l’uso della mascherina, l’attenzione alle distanze, disagi psicologici enormi vissuti dagli alunni di ogni età, dai loro insegnanti e dai genitori stessi.

Eppure di questo tempo oscuro voglio ricordare anche degli episodi di grande bellezza: la partecipazione, nonostante tutto, sia nel 2020 che nel 2021, di molte scuole di Padova e provincia al premio Mia Euganea Terra, indetto dall’Associazione Levi-Montalcini. Noi tutti, organizzatori, docenti della scuola secondaria di primo grado, ragazzi stessi, abbiamo fortemente collaborato per mantenere vivo questo concorso come un atto di speranza, di fede nella poesia, nel disegno, come impegno per esaltare il bello, i sentimenti. E siamo riusciti anche a realizzare il libretto contenente poesie, disegni ed altro, con motivazioni dei premi, a consegnarlo ad ogni alunno ed insegnante con altri cadeaux, purtroppo senza cerimonie di premiazione in presenza.
Definiamo questo concorso atto di coraggio e di fiducia nella vita.
In particolare ci soffermiamo sull’ultimo del 2021, che doveva avere la sua festa con totale partecipazione delle scuole nell’ottobre successivo. Cosa impossibile per la nuova ondata virale. E qui colpisce l’impegno dei genitori dei ragazzi premiati dalla scuola media di Limena per realizzare ciò in modo altro pur di gratificare i tanti giovani neoartisti con i singoli pacchi-dono affidati dall’Associazione ai docenti. E qui è giusto onorare gli sponsor come l’orefice Agostini di Abano Terme e la carissima preziosa Lucia Spinelli di Mineralcenter che con orecchini d’argento, collane e braccialetti con pendenti in quarzo, ametista ed altro, hanno voluto omaggiare la poesia e l’arte.
Ma andiamo direttamente alla voce di Luciana Filippi, valida insegnate di educazione artistica e forza viva del premio Mia Euganea Terra che così racconta della particolare cerimonia di Limena. Leggi tutto http://www.literary.it/occhio/dati/daniele_toffanin/2022/08-mia%20euganea%20terra%2021/cerimonia_di_premiazione_al_conc.html

Ma andando oltre il territorio scolastico seguito dall’Associazione Levi-Montalcini, piace ricordare anche il lavoro effettuato dopo 2 anni di silenzio forzato, nella scuola primaria Vivaldi di Selvazzano dal regista Gioele Peccenini in collaborazione stretta con gli insegnanti stessi nella messinscena dell’opera teatrale “Tresche di una notte di quasi estate” tratta da “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare come risulta da questo articolo riportato nel sito della scuola:
https://icselvazzano2.edu.it/tresche-di-una-notte-di-quasi-estate/
Spettacolo veramente eccezionale per freschezza, per le battute piacevoli, con linguaggio che cattura l’attenzione di tutti noi genitori e nonni e con regia e costumi che ben rendono l’atmosfera della rivisitazione ma anche dell’opera stessa di Shakespeare. Curiosità: anche in altre scuole del Veneto, come a Conegliano, è stato proposto questo lavoro teatrale.
E ricordo che l’ultima rappresentazione risale al 21 febbraio 2020. All’uscita dal teatro, entusiasti dal Cyrano de Bergerac, abbiamo notizia, per radio, del primo caso di Covid a Vo’ Euganeo. Non lo dimenticherò mai e così l’ho fissato in questa mia diretta poetica:
QUEL VENERDÌ SINISTRO
Armoniosa gioia nella recita al teatro
arte bambina quel venerdì sinistro
fra voci squillanti gesti misurati
occhi sfavillanti al battito dei cuori
splendente il naso di Cyrano.
Insieme magistrale alla regia di Gioele
e noi assemblati genitori nonni tanti tanti
negli applausi, la sera ancora morbida
ma d’improvviso l’ultimo azzurro
s’arretra vacilla capovolto
dal pensiero delirante al virus coronato
capovolto precipite in un pozzo nero d’ansia
timore quesito senza risposta
in un vuoto d’incontri umani
rituali del carnevale
nell’aria spenta d’ogni festa.
E l’altra riva là dove dimora
l’attesa del prima, si sfuma lontana
smarrito ormai ogni approdo sicuro.
Dio fatti buona novella anche oggi
ora in un refolo d’aria-luce
che illumini il mistero
che segni rotte sicure alla mente disarmata.
Venerdì 21.02.2020


Altra pagina di recente vita scolastica all’insegna dell’arte, questa volta della musica, è quella vissuta dal liceo Tito Livio di Padova – indirizzo musicale, l’8 giugno 2022 con la presentazione di un brano dei Carmina Burana. Evento costruito con un anno di preparazione: scuola encomiabile per insegnanti e alunni degni di merito. Vedo, ascolto il video. Non ero con voi durante l’esibizione ma ora sono dentro a voi, alle parole, alla musica trascinante, coinvolgente: “o Fortuna vigoroso segno di speranza e di fiducia nella fecondità creativa della vita, oltre la paura e la rassegnazione”, scrive Cesari Antonella. E ha ragione, questo inno alla fortuna è un inno al futuro: voglio crederci anche se intorno avverto un’atmosfera oscura, ma le note, la musica solleticano i ricordi che emergono a cascate come un fiume che attraversa il tempo e ribagna le anse del passato.

Questi Carmina Burana quindi sono anche parte del mio vissuto, delle mie emozioni perché al risentirli avverto nuovamente un grande fuoco, una grande passione insieme ad un senso immenso di amore che coinvolge parole e note oltre l’umano. Risento tutto questo fremito passare nelle tue mani, Giulia, da cui accolgo questa Fortuna come un ringraziamento alla vita, all’esserci ancora, come un incoraggiament oad andare avanti dopo due anni di clausura e di manette al nostro libero procedere. Che siano stati bravi e convincenti lo dice anche il premio ricevuto: https://www.liceotitolivio.edu.it/pagine/1-premio-assoluto-per-il-liceo-tito-livio-al-concorso-nazionale-scuole-in-musica
In questa atmosfera di una scuola protesa al mondo esterno, a novità che possano anche catturare i ragazzi e far conoscere la storia, la vita di Padova nella seconda guerra mondiale per una loro formazione, la professoressa Maria Pia Dimech della VB del liceo Tito Livio li impegna nella lettura di
“La stanza alta dell’attesa tra mito e storia” per un confronto con l’autrice.
Ne nasce questo momento scolastico ricco di umanità:

A proposito di buona scuola voglio ricordare il percorso scelto da Elisabetta Scroccaro, valida insegnante di lettere in un istituto per estetiste a San Donà di Piave ispirandosi al progetto “Nati per la bellezza”. Durante l’anno scolastico quindi propone alle alunne l’esame della bellezza nelle sue diverse sfaccettature: filosofica, matematica, perfino culinaria, poetica, artistica… attraverso degli esperti da lei invitati perché le studentesse potessero scoprire che il loro lavoro un giorno si sarebbe inserito in un ampio contesto culturale e umano. E allora riportiamo le parole vive di Elisabetta Scroccaro:
