Con Antonio Bindi le parole come GOCCE di VITA

.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI 

SETTEMBRE … Nel Silenzio il Sapore delle lacrime, il Profumo della Vita 

“Sono nato a Pisa -non importa quando- Scrivo da un pò di tempo e racconto quello che vedo. La mia famiglia é composta da un figlio “speciale“ –Andrea-, da suo fratello Gianluca e da mia moglie Anna. Da queste parti mi hanno chiamato il “poeta operaio“ per tutti gli anni passati in una fabbrica che produce vetro. Scrivo per raccontare quello che provo e che vedo, ma soprattutto, scrivo dopo aver ascoltato. Sono vicepresidente dell’associazione “Coordinamento Etico dei Caregivers” che si occupa di persone disabili da circa 10 anni. Continuo a lottare per dare un senso alla mia e alla loro vita”. Il Bindi..poeta operaio

ASCOLTO & Empatia… Antonio e Andrea

“Non possiamo aspettarci di raccogliere i fiori che non abbiamo mai piantato” (V. Havel)

 

 

 

A settembre, con “il Bindi…poeta operaio”,

dal SILENZIO nasce con vigore  il dialogo,  la confidenza,  il conforto,  la forza per andare oltre… 

per iniziare… ASCOLTA

I TUOI OCCHI. ANDREA. I tuoi occhi cercano./I tuoi occhi parlano./ I tuoi occhi piangono./I tuoi occhi ridono./ I tuoi occhi dormono./ I tuoi occhi soffrono. I tuoi occhi mi riempiono di gioia.(Antonio Bindi, dalla raccolta Gocce di Vita)

PERCHÉ?…

Sono nati come tutti i bambini e crescendo

sono diventati ragazzi, uomini.

Perché continuiamo a chiamarli diversi,

portatori di handicap, celebrolesi, down, affetti da sindrome di…

Io vorrei chiamarli semplicemente “persone”,

non vorrei

che diventassero  dispersi,

in un mondo che quasi non li vede.

Sono infinite le loro storie di piccole conquiste quotidiane,

di parole  e gesti che devono ignorare per non farsi male.

La loro grande forza è racchiusa nella mente,

il loro è il mondo che si sono faticosamente costruiti,

i loro gesti, i suoni, le espressioni,  il modo di parlare, l’espressione dei loro occhi,

sono proprie di ciascuno.

Nessuno di noi deve in nessun modo alterare la vita di queste “persone”.

Dobbiamo  per la loro vita il massimo rispetto.

Uno sguardo può far male, una parola può ferire.

Un piccolo gesto d’amore

può gratificare oltre  ogni nostra immaginazione,

quella lotta che giornalmente combattono nei confronti dei “normali” .

Parliamo con loro se parlano,

corriamo con loro se corrono,

ridiamo con loro se ridono e

viviamo con loro questa avventura di uomini “uguali’.

 

(Antonio Bindi, dalla raccolta Emozioni oltre le parole)

GOCCE DI VITA. Prefazione. Passato il temporale fisso il vetro della finestra e vedo le gocce che lentamente scendono e spariscono scivolando. Mi piace pensare che ognuna descriva un tratto di vita. La goccia di una lacrima, la goccia di sangue di una ferita, la goccia di sudore di una vita di fatica, la goccia di rugiada che rinfresca una foglia. Una piccola goccia può unirsi ad altre e dar vita ad un ruscello, che diventa fiume, che diventa mare. Gocce di vita nel mare della vita. (Antonio Bindi)

COME UNA “STAR”

Il piccolo sentiero sterrato corre tra l’arsa vegetazione,

 ma io sono la ‘‘star ’’ e lo percorro senza paura.

Inizio a percepire i chiassosi rumori della spiaggia,

a vedere i suoi colori, a sentire i raggi del sole caldi

sopra la pelle, ma ecco che la “star” sta per arrivare!

Entro   in spiaggia ed inizio ad avvertire gli sguardi

verso di me, certo sono io la “star”, sono io quello

che la gente attendeva. Mi guardano come se fossi

apparso dal niente, come se io fossi l’unica vera “star”.

Ne arriveranno altri dopo di me, fate finta che siano come

uno di voi, fingete di non vederli,  io non voglio essere

una “star”, sono uno di voi!

(Antonio Bindi, dalla raccolta Vivi di sensazioni)

PICCOLA GOCCIA. Cupo è il rumore del tuono che annuncia il temporale,/ mentre le gonfie nuvole scure/filano nel cielo spinte dal vento di burrasca./ cade la prima goccia di pioggia sul viso/ rinfrescando i miei pensieri e alzando gli occhi/ verso il cielo mi lascio accarezzare da quelle/fresche e vive gocce. (Antonio Bindi, dalla raccolta Emozioni oltre le parole) ….

ACCOMPAGNANDO I BAMBINI A SCUOLA

Ho visto bambini con in spalla zaini colorati.

Ho visto bambini con sguardi preoccupati.

Ho visto bambini con occhi un po’ assonnati.

 

Ho visto bambini scambiarsi figurine da mettere in cartella.

Ho visto bambini rincorrersi prima del suono della campanella.

 

Ho sentito bambini e bambine ripassar tabelline e bambini

ripassar con frenesia la difficile poesia.

 

Tutti suoni e colori che nelle mattine di frenesia riecheggiano

nell’aria come una lenta poesia.

 

È bello vederli e ascoltarli, sono immagini e suoni che

trasmettono allegria in questa piccola scuola di periferia.

 

(Antonio Bindi, dalla raccolta Emozioni oltre le parole)

L’ATTACCAPANNI DELLA SCUOLA. Sta lì, non so da quanti anni,/lungo la parete, la sua anima è di legno,/i suoi pomelli tondi/ed il suo caratteristico colore marrone./Sta lì, per tutto il giorno, tutti i giorni/ ed i bambini ci appendono i loro abiti/ da molti anni./Se ti fermi ad osservarlo per un attimo/ e immagini di tornare indietro nel tempo/ lui quasi guardandoti potrebbe raccontarti/ di come vestivano i bambini molti anni fa,/ di lunghi cappotti di lana, di chiari impermeabili,/ di colorati giacconi./L’attaccapanni sta lì, con il suo carico di abiti,/ non c’è scuola senza attaccapanni,/ lui colora i corridoi ed i bambini lo salutano/ di prima mattina accarezzandolo/ mentre vi appendono i loro abiti./Al suono della campanella/ tutti corrono verso di lui e/ liberandolo di quel fardello di giacche/ scoprono di nuovo i suoi tondi pomelli./Ciao vecchio attaccapanni/ la tua giornata di lavoro è finita. (Antonio Bindi, dalla raccolta Gocce di Vita)