


Jean-Pierre GODEFROY, Au plus près des senteurs

Jean-Pierre GODEFROY, Jonquilles en liberté
GIALLO, IL PIÚ PARADOSSALE DEI COLORI
Nella maggior parte delle culture, il sole è associato al giallo, che richiama il suo splendore e il suo calore.
Il colore giallo è il colore dell’abbondanza. Luminoso, ricorda il colore dei fiori che sbocciano in primavera, il colore del grano e il colore dell’oro.
È legato alla profusione persino nelle sostanze che permettono di tradurlo: la terra produce innumerevoli pigmenti gialli e le piante ne sono piene.
Il giallo però, è anche il più paradossale dei colori. Se è leggermente più spento, diventa il simbolo dell’aridità dei deserti, della secchezza dell’autunno, dello zolfo demoniaco e della bile amara.
A seconda dei popoli e delle epoche, il colore giallo è stato un attributo degli dei o un segno di esclusione.

Jean-Pierre GODEFROY, Le jaune éparpillé

Jean-Pierre GODEFROY, Il serpente au jardin
Michel Pastoureau, spécialiste de la symbolique des couleurs. Enseignant, historien, chercheur né le 17 juin 1947à Paris.
I RAGGI GIALLI
Le domeniche d’estate, la sera, verso le sei,
Quando la gente impaziente lascia le proprie case
E va a divertirsi nei campi,
La mia persiana è chiusa, io seduto alla mia finestra,
Osservo dall’alto passare e sparire
Borghesi allegri, mercanti,
Lavoratori in abiti da festa, con il cuore pieno di gioia;
Un libro socchiuso vicino a me, sulla mia sedia:
Leggo o faccio finta di leggere;
E i raggi gialli che portano il tramonto,
Più gialli quella sera che durante la settimana,
Tingono la mia tenda bianca.
Mi piace vederli bucare le finestre e le persiane;
Ogni solco obliquo traccia la mia fantasia
Un flusso di atomi d’oro;
Poi, arrivando nella mia anima attraverso la pupilla,
Restituiscono anche a lei mille pensieri,
Altri mille atomi.
Sono giorni confusi la cui trama riappare,
Dei ricordi d’infanzia, dolci per la nostra anima
Come un sogno del futuro:
Era in un’ora simile (oh! Me lo ricordo)
Quando dopo i vespri, i bambini, nel coro della cappella,
Ci chiamarono a raccolta.
La lampada ardeva di giallo, e gialle erano anche le candele;
E il bagliore sulle fronti velate delle vergini
Ingialliva il loro candore;
E il sacerdote nella sua stola bianca
Chinava la fronte ingiallita, come una spiga che si piega
Sotto la falce del mietitore.

Jean-Pierre GODEFROY, Jonquilles en liberté
Oh! Chi in una chiesa, inginocchiato sulla pietra,
Non ha spesso, la sera, deposto la sua preghiera;
Come un puro granello di sale?
Chi non ha mai baciato l’avorio giallo del crocifisso?
Chi non ha letto la sublime storia dell’Uomo-Dio
In un messale giallo?
Ma dove ritrovarla quando è andata perduta?
Questa umile fede del cuore, che un angelo ha appeso
Alle nostre culle;
Che una madre ha nutrito in noi con immenso zelo;
Il cui seme un sacerdote ha annaffiato ogni giorno
Sulle rive dei ruscelli sacri?
Può rifiorire di nuovo quando soffia la tempesta
E quando nei nostri cuori l’orgoglio con la sua rabbia
Ha messo piede sull’altare?
Si è piuttosto deboli quando la sfortuna colpisce
E la morte… deve sopravvivere all’idea
Al desiderio di essere immortale! […]
Così va il mio pensiero, e la notte è arrivata;
Scendo, e presto nella folla sconosciuta
Ho annegato il mio rancore:
Più di un braccio mi sfiora; entriamo nella guinguette,
Usciamo dal cabaret; l’invalido brillo
canta un allegro ritornello.
Sono solo canzoni, clamori, risse tra ubriachi,
O amore all’aria aperta e baci senza vergogna,
E favori pubblici;
Torno a casa: sulla mia strada si affrettano, si precipitano;
Tutta la notte sento nella mia strada gli schiamazzi
E le urla dei bevitori.
Charles SAINTE BEUVE (23.12.1804/ 13.10.1869)

Marc Chagall, Le Vitrail de la Création à la cathédrale de Metz