Fotografia e poesia 3/ Sfumature di giallo

 Fotografia Arte Poesia … I linguaggi della cultura.   Circolo di studio virtuale 

GHILDE DES PHOTOGRAPHES- EUROPE ECHANGE

Foto e testi: Jean-Pierre GODEFROY

Letizia Scaramuccia (Traduzione dal francese)

L’arte è comprensione delle emozioni, ascolto dell’altro. La fotografia, forma di espressione artistica, apporta la propria visione e il proprio linguaggio. Attraverso il colore, il fotografo lascia una traccia visiva dei luoghi, testimonia un evento, rivela l’importanza di un momento, rivela l’impronta di un momento della vita; può esprimere e percepire le sensazioni e rispondere all’emozione dell’altro.

Jean-Pierre GODEFROY,  Au plus près des senteurs

Jean-Pierre GODEFROY, Jonquilles en liberté

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che trasformano una macchia gialla in sole. (Pablo Picasso)

GIALLO, IL PIÚ PARADOSSALE DEI COLORI

Nella maggior parte delle culture, il sole è associato al giallo, che richiama il suo splendore e il suo calore.

Il colore giallo è il colore dell’abbondanza. Luminoso, ricorda il colore dei fiori che sbocciano in primavera, il colore del grano e il colore dell’oro.

È legato alla profusione persino nelle sostanze che permettono di tradurlo: la terra produce innumerevoli pigmenti gialli e le piante ne sono piene.

Il giallo però, è anche il più paradossale dei colori. Se è leggermente più spento, diventa il simbolo dell’aridità dei deserti, della secchezza dell’autunno, dello zolfo demoniaco e della bile amara.

A seconda dei popoli e delle epoche, il colore giallo è stato un attributo degli dei o un segno di esclusione.

Jean-Pierre GODEFROY, Le jaune éparpillé

Jean-Pierre GODEFROY, Il serpente au jardin

`{`…`}` Nell’antichità il GIALLO era apprezzato. Ai romani, per esempio, piaceva indossare indumenti di questo colore durante le cerimonie e i matrimoni. `{`…`}`È però vero che in Occidente il giallo è il colore meno apprezzato `{`...`}` Risalendo al Medioevo, il motivo princi¬pale di questo disamore è dovuto alla concor¬renza sleale dell’ORO: nel corso del tempo, infatti è stato il colore aureo ad accentrare i simboli positivi del giallo, tutto ciò che evoca il sole, la luce, il calore e, per estensione, la vita, l'ener-gia, la gioia, la potenza. L’oro è visto come il colore che splende, brilla, illumina, riscalda. Quanto al giallo, privato della sua parte positiva, è diventato un colore spento, opaco, triste, quello che ricorda l'autunno, il declino, la malattia `{`…`}` (Michel Pastoureau, Le petit livre des couleurs)

Michel Pastoureau, spécialiste de la symbolique des couleurs. Enseignant, historien, chercheur né le 17 juin 1947à Paris.

I RAGGI GIALLI

Le domeniche d’estate, la sera, verso le sei,
Quando la gente impaziente lascia le proprie case
E va a divertirsi nei campi,
La mia persiana è chiusa, io seduto alla mia finestra,

Osservo dall’alto passare e sparire
Borghesi allegri, mercanti,

Lavoratori in abiti da festa, con il cuore pieno di gioia;
Un libro socchiuso vicino a me, sulla mia sedia:
Leggo o faccio finta di leggere;
E i raggi gialli che portano il tramonto,
Più gialli quella sera che durante la settimana,
Tingono la mia tenda bianca.

Mi piace vederli bucare le finestre e le persiane;
Ogni solco obliquo traccia la mia fantasia
Un flusso di atomi d’oro;
Poi, arrivando nella mia anima attraverso la pupilla,
Restituiscono anche a lei mille pensieri,
Altri mille atomi.

Sono giorni confusi la cui trama riappare,
Dei ricordi d’infanzia, dolci per la nostra anima
Come un sogno del futuro:
Era in un’ora simile (oh! Me lo ricordo)
Quando dopo i vespri, i bambini, nel coro della cappella,
Ci chiamarono a raccolta.

La lampada ardeva di giallo, e gialle erano anche le candele;
E il bagliore sulle fronti velate delle vergini
Ingialliva il loro candore;
E il sacerdote nella sua stola bianca
Chinava la fronte ingiallita, come una spiga che si piega
Sotto la falce del mietitore.

Jean-Pierre GODEFROY, Jonquilles en liberté

Oh! Chi in una chiesa, inginocchiato sulla pietra,
Non ha spesso, la sera, deposto la sua preghiera;
Come un puro granello di sale?
Chi non ha mai baciato l’avorio giallo del crocifisso?
Chi non ha letto la sublime storia dell’Uomo-Dio
In un messale giallo?

Ma dove ritrovarla quando è andata perduta?
Questa umile fede del cuore, che un angelo ha appeso
Alle nostre culle;
Che una madre ha nutrito in noi con immenso zelo;
Il cui seme un sacerdote ha annaffiato ogni giorno
Sulle rive dei ruscelli sacri?

Può rifiorire di nuovo quando soffia la tempesta
E quando nei nostri cuori l’orgoglio con la sua rabbia

Ha messo piede sull’altare?
Si è piuttosto deboli quando la sfortuna colpisce
E la morte… deve sopravvivere all’idea
Al desiderio di essere immortale! […]

Così va il mio pensiero, e la notte è arrivata;
Scendo, e presto nella folla sconosciuta
Ho annegato il mio rancore:
Più di un braccio mi sfiora; entriamo nella guinguette,
Usciamo dal cabaret; l’invalido brillo
canta un allegro ritornello.

Sono solo canzoni, clamori, risse tra ubriachi,
O amore all’aria aperta e baci senza vergogna,
E favori pubblici;
Torno a casa: sulla mia strada si affrettano, si precipitano;

Tutta la notte sento nella mia strada gli schiamazzi
E le urla dei bevitori.

 

Charles SAINTE BEUVE  (23.12.1804/ 13.10.1869)

Marc Chagall,  Le Vitrail de la Création à la cathédrale de Metz

È la società che “fa” il colore, che gli dà la sua definizione e il suo significato, che costruisce i suoi codici ei suoi valori, che ne organizza l’utilizzo e ne definisce il linguaggio simbolico. (Michel Pastoureau, spécialiste de la symbolique des couleurs)