“GIANNI QUARANTA. VISIONS”. L’ECCELLENZA ITALIANA NEL MONDO
“GIANNI QUARANTA. VISIONS”. L’ECCELLENZA ITALIANA NEL MONDO

Buongiorno Maestro. Come è andata la Sua permanenza negli Stati Uniti?
Faticosamente bene. E’ stato un soggiorno breve ma intenso. Ho rivisto amici e conoscenti, a me cari, che operano nel mondo dello spettacolo e ho trascorso con loro momenti fantastici.
Che significato ha per Lei questa mostra che Le è stata dedicata?
Innanzitutto sono onorato dal fatto che l’Istituto Italiano di Cultura abbia inteso rendermi questo onore e per questo lo ringrazio, particolarmente il direttore, Prof. Fabio Finotti, una persona di incredibile cultura.

Da sinistra, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Prof. Fabio Finotti, il Maestro Gianni Quaranta, il Console Generale a New York Min. Plen. Fabrizio Di Michele (Photo credit: Vito Catalano)
Tuttavia quello che mi rende veramente orgoglioso è la possibilità di mostrare agli altri, in particolare mi riferisco ai giovanissimi, che una professione come la mia non ha confini e può liberamente spaziare in vari ambiti. Ciascuno di essi risentirà inevitabilmente del background derivante dagli altri settori, creando delle interconnessioni e delle contaminazioni che renderanno il risultato interessante ed originale. Un esempio? Dando un’impostazione cinematografica ad un lavoro teatrale, o viceversa. Ma sono molteplici gli esempi che potrei citare.
La mostra stessa, con circa cinquecento immagini oltre numerosi video, è una espressione di creatività. Essa è infatti articolata in sei sezioni, ovvero delle distinzioni ideali tra vari campi dell’arte, dal cinema al teatro, alla pubblicità, all’architettura e via dicendo ma pur se, ogni singola immagine rappresenta di per sé uno specifico lavoro, allo stesso tempo, tutte insieme hanno l’effetto di una sorta di puzzle, o di collage, dove l’unicum che ne risulta è qualcosa di ulteriore e di evoluto rispetto alle singole componenti.

(Photo credit: Vito Catalano)
Che sensazioni ha provato ripercorrendo, attraverso la mostra, la Sua vita artistica?
La sensazione che ho provato è stata quella di aver percorso una strada fantastica che ancora intendo percorrere a lungo. Ho troppa passione per ciò che faccio per poter dire basta. Il mio lavoro è parte di me.
Questa è stata anche l’occasione per rivedere i Suoi amici americani.
Si, come dicevo, ho trascorso momenti piacevoli con John Turturro, attore e regista, Brandon Cole, scrittore e sceneggiatore, Michael di Jacomo, il regista con il quale, proprio a New York, pochi anni fa, ho messo in scena Imperfect Love… solo per citarne alcuni. Io li definisco “gli intellettuali di Brooklyn”, con essi mi trovo a mio agio a discutere di teatro, cinema, autori, di mostre ma anche di attualità. E poi, sono stato felice di rivedere la mia amica, la grandissima ballerina Alessandra Ferri. Allo stesso tempo sono nati i semi per tante nuove amicizie con persone intellettualmente molto stimolanti.

Il maestro Gianni Quaranta e, da sinistra, il Console Generale Italiano a New York Min. Plen. Fabrizio Di Michele, lo scrittore Brandon Cole, l’attore John Turturro, la curatrice della mostra Giuliana Poleggi Quaranta (Foto credit: Vito Catalano)
Maestro, Lei è considerato un “artista rinascimentale”, si riconosce in tale definizione?
Sì, mi ci riconosco. Io dico che noi italiani l’arte ce l’abbiamo nel DNA. Io vivo per l’Arte e, come un artista rinascimentale, non posso non guardare l’Arte in tutte le sue forme di espressione perché sono assolutamente convinto che l’una completi e arricchisca l’altra. Il Rinascimento Italiano è stato un periodo fantastico e io, pur proiettato costantemente verso il futuro, traggo ispirazione dai maestri che ci hanno preceduto. Dobbiamo riconoscere loro di avere fatto scuola e imparare da essi… La scenografia dei miei films è stata spesso influenzata dalla pittura di grandi autori o da interi movimenti pittorici. Sono convinto che dalla connessione del classico con il moderno si può giungere a nuove e singolari espressioni artistiche. L’Arte non teme il trascorrere del tempo. Essa è sempre attuale. La bellezza, quella vera, è oggettiva: un’opera di Raffaello, di Leonardo, o di Michelangelo, non può essere messa in discussione. E’ Arte. Un quadro come “San Francesco nel deserto” di Giovanni Bellini, ti lascia senza respiro.
Per esempio, riferendomi a quanto esposto sopra, gli esperimenti sulla prospettiva e l’illusione spaziale di Andrea Mantegna che hanno fortemente influenzato il Rinascimento Italiano, sono tutt’ora punto di riferimento ed oggetto di studio. Per me è molto importante. Le parlo del Mantegna perché io ritengo questo artista decisamente innovativo nelle sue idee ma fortemente riferito ai classici. Come Lei sa, nella mia casa, il dipinto sul soffitto del salone è chiaramente ispirato al celeberrimo oculus della sua Camera Picta.

L’attore Michael Badalucco (Photo credit: Brenda & Michael Badalucco)
Ho visto, nella Sua casa, tesi di laurea sulla Sua attività. Che sensazione Le ha dato essere oggetto di tesi di laurea?
Mi ha gratificato essere oggetto di studio. Allo stesso tempo, ho pensato che, forse, qualcosa che valga la pena di esser approfondita io l’abbia fatta.
Sappiamo che Lei, con grande generosità, si avvale spesso della collaborazione di giovani che si affacciano per la prima volta al mondo teatrale, lirico e cinematografico. Quale è il Suo rapporto con essi?
Quello naturale da maestro ad allievo. Cerco di insegnare loro un metodo di approccio alle cose, e questo è molto importante… e non solo nella professione.
Pensa che venga fatto abbastanza affinché le nuove generazioni orientate verso il futuro, non dimentichino allo stesso tempo le loro radici? Ha delle proposte al riguardo?
Non so se il nostro passato venga insegnato abbastanza. Certo è che il futuro ha le basi proprio in qualcosa che è già accaduto e che, per quanto riguarda l’Italia, tutto il mondo ci riconosce. L’innovazione fine a sé stessa, non ha senso. Essa trova invece un significato laddove applicata a qualcosa. Ecco, quel qualcosa è il nostro vissuto, quello che già è stato realizzato.

da sinistra, la ballerina Alessandra Ferri, la curatrice della mostra Giuliana Poleggi, il direttore dell’Istituto della cultura Prof. Fabio Finotti e il coreografo Marco Pelle (Foto credit: Vito Catalano)
I più grandi artisti hanno avuto, da sempre, una donna al loro fianco. Per Lei, quanto è importante la collaborazione di Sua moglie Giuliana che Le è sempre accanto?
La collaborazione di mia moglie è fondamentale. Ella mi supporta in tutto e per tutto e quando ho dei dubbi, delle difficoltà di scelta, è a lei che mi rivolgo per un consiglio ed è sempre lei che lucidamente mi aiuta nel decidere la strada giusta da percorrere.

Il maestro Gianni Quaranta insieme alla moglie Giuliana Poleggi curatrice della mostra (Foto credit: Vito Catalano)
So che Lei è una persona instancabile e che ha sempre progetti da realizzare in corso. Di cosa si occuperà dopo la mostra?
Ho in programma la realizzazione di un film internazionale su una storia realmente accaduta durante la Seconda Guerra Mondiale e di un altro film sulla psicoanalisi, ma non posso aggiungere altro: tutto è ancora assolutamente riservato.
Quando si prenderà un periodo di riposo?
Mai. Io mi annoio in quello che comunemente viene chiamato riposo. Ho sempre il desiderio di fare, di pensare, di creare qualcosa… è nella mia natura… quindi, in fondo, per me, lavorare non è affatto gravoso, seppure molto impegnativo.
A nome di Geapolis, faccio al Maestro i più sentiti complimenti per il successo newyorkese e mi faccio portavoce per ringraziarlo della generosa disponibilità e per esprimergli, ancora una volta, tutta la nostra stima per la Sua prestigiosa carriera.
Roma, 28 Giugno 2024
Ida Renzicchi

(Foto credit: Vito Catalano)

(Foto credit: Vito Catalano)

Il Maestro Gianni Quaranta insieme alla ballerina Alessandra Ferri (Foto credit: Vito Catalano)

Il Maestro Gianni Quaranta con il regista Michael Di Jacomo (Foto credit: Vito Catalano)

Il Maestro Gianni Quaranta con John Turturro, in primo piano (Foto credit: Vito Catalano)

Il responsabile dell’ufficio di corrispondenza RAI negli Stati Uniti Claudio Pagliara (Foto credit: Vito Catalano)

Il Maestro Gianni Quaranta con l’attore John Turturro (Foto credit: Vito Catalano)

Lo scrittore Brandon Cole e il Maestro Gianni Quaranta (Foto credit: Vito Catalano)

Il Maestro Gianni Quaranta ed il Console Generale a New York Min. Plen. Fabrizio Di Michele (Foto credit: Vito Catalano)
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