documentazione fotografica e testi di Irene LOVINO
info: filintessuti.it

`{`...`}` rivolgiamo ai lettori un invito a affacciarsi su questa arte antica e poliedrica, toccare i fili, apprezzare le differenza tra loro per quanto riguarda i materiali – ad esempio tra canapa e cotone - osservare l’intreccio dei fili per dare vita al tessuto, con le sue diverse caratteristiche `{`...`}` Irene LOVINO
Mi chiamo IRENE LOVINO, vivo a San Martino al Cimino (VT), sono appassionata di tessitura tradizionale a mano e del suo mondo articolato e variopinto di cui sono alla scoperta da qualche anno.
L’interesse per questa antica arte ha messo radici in me, a partire dai racconti ambientati in un piccolo paese di montagna che sentivo narrare nella mia famiglia di origine di tessuti fatti dalla stessa persona che li usava.
“Che mondo diverso dal mio!” mi ricordo che pensavo da bambina, sentendo questi racconti! Allora dicevo tra me e me: “Le zie parlano di unire i fili per avere un pezzo di stoffa con tanta fatica, e tanto duro lavoro ancora prima per trasformare le piante in fili” e sì, era per me un mondo lontano perché io vivevo in città e la stoffa che conoscevo io era solo quella comprata al negozio. Mi trovavo immersa nei miei studi e poi nella mia attività professionale nell’ambito della contabilità nazionale. Eppure questi racconti, pur se estranei alle occupazioni della mia giornata, hanno conservato il loro spazio nei miei ricordi, e col tempo si sono arricchiti del confronto con attività simili, svolte in luoghi lontani del mondo, da cui derivano manufatti diversi nell’aspetto e nei materiali da quelli tradizionali italiani.

In particolare ho apprezzato la tessitura del Perù, attraverso i racconti di amici che vivevano in piccole comunità del posto e attraverso alcuni colorati tessuti peruviani – ovviamente fatti a mano – che tenevo nella mia camera e ancora ammiro in quanto legame con una cultura lontana ma in fondo simile alla nostra in quanto alle tecniche di tessitura.

Arazzo peruviano manufatto a telaio
Non descriviamo in questa sede le basi della tessitura tradizionale a mano, piuttosto rivolgiamo ai lettori un invito a affacciarsi su questa arte antica e poliedrica, toccare i fili, apprezzare le differenza tra loro per quanto riguarda i materiali – ad esempio tra canapa e cotone – osservare l’intreccio dei fili per dare vita al tessuto, con le sue diverse caratteristiche. Così la tessitura entra piano piano nella nostra vita e altrettanto lentamente e gradualmente porta novità nell’approccio quotidiano con ciò che ci circonda, ad esempio una pianta diventa anche la fonte di un filato.
Nella mia esperienza il mondo intorno diventa più ricco, i tessuti raccontano di quale fibra sono fatti, come sono intrecciati i fili: conoscendo la tessitura che ci fa passare dal filato al tessuto possiamo percorre anche il percorso inverso e partendo dal tessuto configurare – con maggiore o minore precisione – come questo è stato ottenuto a partire dal filato.

Museo delle tradizioni popolari di Canepina. Mostra “Manufatti di canapa. Arte e Passione”.
Irene Lovino espone due eleganti scialli di canapa tessuti con telaio artigianale.
Una ultima essenziale notazione è d’obbligo, sul carattere tradizionalmente condiviso della tessitura a mano. In genere la tessitura tradizionale a mano si tramandava a voce direttamente da una persona all’altra. Inoltre, si svolgeva spesso in modo condiviso tra più persone o, si potrebbe anche dire, in ambito di comunitario. Nonostante non mancano racconti di disegni originali che venivano considerati, in alcuni ambiti familiari, come una sorta di segreto da conservare gelosamente, in quanto elemento distintivo del gruppo stesso, di solito la tessitura tradizionale a mano era indirizzata a funzioni pratiche per ottenere manufatti utili alla vita di tutti i giorni e veniva realizzata in collaborazione tra varie persone.
Con questo spirito di diffusione delle informazioni e confronto abbiamo realizzato il sito internet che invitiamo a visitare