La prima testimonianza che proponiamo è quella di due coniugi che, dopo aver lavorato a lungo come insegnanti nelle Scuole Speciali per Ciechi e successivamente nella scuola pubblica, vivono attualmente in un paese della Tuscia e partecipano attivamente alle attività della sezione di Viterbo dell’U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
La loro esperienza umana e professionale vuole essere il primo di una serie di contributi che potranno essere valorizzati e condivisi anche come “buone pratiche”, da tutti coloro che a vario titolo lavorano e/o intendono impegnarsi in contesti educativi inclusivi a supporto e a servizio della disabilità visiva. L’educazione, infatti, è una “scommessa” che, pur non priva d’insidie, va sempre giocata!
La loro testimonianza ci permette di ripercorre e valorizzare la dimensione storica della Pedagogia speciale. Nel 1977 l’approvazione della legge n. 517, ha avviato in Italia il sistema scolastico inclusivo, stabilendo il diritto dei ciechi di poter frequentare le scuole di tutti, determinando la graduale fine delle scuole speciali.
La necessità di partire sempre dai bisogni e dagli interessi del discente, l’attenzione alla “totalità” della persona, l’importanza del gioco, del lavoro educativo, dell’educazione motoria e dell’orientamento, dell’educazione sensoriale, dell’educazione musicale, dell’extrascolastico e della necessità di partire sempre dai bisogni e dagli interessi, questa è stato l’ impegno educativo quotidiano dei due coniugi, entrambi insegnanti, di cui lui vedente e lei non vedente assoluta.













