LABORATORI DEL RACCONTO. TESSENDO IL FILO DELLA STORIA

Sono spesso le piccole realtà associative a ravvivare la vita culturale dei nostri borghi. Una in particolare ha catturato la nostra attenzione, certamente in sintonia con il nostro LABORATORIO DEL RACCONTO. Si tratta dell’ Associazione Culturale “TEMPO CREATIVO”, che nei giorni 7-8 marzo ha promosso a Blera (VT) l’evento: “Tessere, come arte della quotidianità. Uno sguardo sulle infinite relazioni tra un filo, la natura e le abilità umane”. Due giorni scanditi da workshop, dimostrazioni e conferenze, dove espositori e relatori hanno accompagnato i visitatori in un percorso teorico-pratico alla ri-scoperta della storia delle fibre tessili naturali e delle loro lavorazioni nelle varie tradizioni.
Blera (VT), Sala San Nicolò. “Tessere, come arte della quotidianità. Uno sguardo sulle infinite relazioni tra un filo, la natura e le abilità umane”
Workshop a cura di VELICHKA SIMEONOVA – 8 marzo 2025
Tra gli ospiti: BILJANA LJUBISAVLJEVIC che ha approfondito il tema della coltivazione delle piante antiche, e l’utilizzo delle piante tintorie da cui estrarre i pigmenti con varie tecniche; SERENA D’ALBERTO, esperta di tinture naturali ed ecoprint (stampa botanica su tessuto); MARGHERITA PICA, tessitrice di fibre di lino, che ha condiviso la sua esperienza di tessitrice dandone dimostrazione col suo telaio; SIMONA DESIDERI ha presentato invece una dimostrazione col suo telaio nella tessitura della canapa.
MARIO MORELLINI, scrittore, artista senese e guida ambientale, che ha raccontato la storia delle fibre tessili e delle loro lavorazioni nelle varie tradizioni dalla preistoria alla rivoluzione industriale, con relativi esperimenti e laboratorio Naturalista.
VELICHKA SIMEONOVA, restauratrice di testi antichi e ricercatrice delle tradizioni dei simboli antichi, come rappresentazioni universali dello spazio e del tempo.
Oltre che della cultura bulgara si occupa anche di quella dell’Armenia.
Originaria di Varna, Bulgaria, da più di un anno vive a Pisciotta in Cilento.
Ultima allieva del Maestro di tessitura al telaio artigianale Vesselin Feschiev, con il suo telaio orizzontale artigianale, custodisce, valorizza e trasmette alle nuove generazione la tradizione di un’arte antica.
VELICHKA SIMEONOVA ha accolto la proposta di
condividere la sua storia con GEAPOLIS COMMUNITY
all’interno del LABORATORIO DEL RACCONTO.
Dove e in che modo ti sei avvicinata all’arte della tessitura?
Tessere è scrivere se stessi. E prima bisogna “vedersi”. Nella mia esperienza personale, avvicinarmi all’arte della tessitura ha significato, innanzitutto, un esercizio di ascolto interiore e sensoriale. Esso, infatti, aiuta a definire e ad esprime attraverso le parole – solo se necessarie- i pensieri e le emozioni. Prima della parola si percepiscono i colori, la visione, il ritmo. Tessere significa unire tutto questo. L’ordito, arpeggiando, scandisce il ritmo del tempo; la trama raccoglie la Vita nella sua integrità del passato-presente-futuro – mio e dell’umanità.
Mi son avvicinata all’arte del tessere attingendo ai vissuti della mia infanzia, ascoltando il canto di mia nonna. Osservavo le sue mani e i fili che scorrevano tra le sue mani, come fiumi colorati. Era come se versassero la Vita sul telaio e facevano sognare le mie mani.
Ecco dove e in che modo mi son avvicinata all’arte del tessere.
Quali sono le persone e/o i maestri che ti hanno ispirato, incoraggiato e accompagnato nell’intraprendere lo studio e l’approfondimento delle tecniche di lavoro?
“Bàba”. Così nella mia lingua bulgara si chiama la Nonna. La Nonna è quella forza saggia e chiara, che insegna e trasmette, grazie all’esperienza della Vita e all’amore dedicato alle persone a lei care. È la nonna che sa come far entrare le persone a lei affidate nel mistero dei riti, dei cicli, delle conoscenze, della saggezza della Vita. Con l’accompagnamento silenzioso dello sguardo e delle mani. Mia nonna è stata all’altezza del “titolo”.
È stata lei ad aprirmi la porta verso il sentiero della tessitura in un piccolo paese della Bulgaria, nelle terre dell’antico popolo tracio- Gheti. Ho un ricordo vivo che è rimasto impresso in me. Lasciandomi a contemplare l’intreccio dei raggi del Sole e dei fili variopinti, mi chiese:
“ Cosa vedi?”. “Farfalle, Nonna, vedo farfalle!”- ho risposto io. E lei ha continuato: “Qui, su questo grembiule che ho tessuto è scritto il numero dei miei fratelli e delle mie sorelle; da dove vengo, e la data della mia nascita. È tutta la mia storia che ho tessuto per poter raccontarvi.”
Quando mia Nonna e il suo telaio ci ha lasciati, ho cercato e incontrato donne e nonne di regioni diverse del mio paese, cercando la loro forza chiara e saggia. Non è stato facile trovare maestri per proseguire lo studio e la pratica. Il filo della tessitura tradizionale, nel tempo è diventato sottile e ha rischiato di spezzarsi, lasciando nell’oblio un prezioso bagaglio di tecniche artistiche, oltre alla memoria di noi stessi e della storia.
Dalla tessitura tradizionale ai telai a schede perforate Jacquard (Ungheria)
Finalmente ho avuto il dono di incontrare Vesselin Feschiev, Maestro di tessitura al telaio artigianale orizzontale. Come un “piccolo stormo”, insieme agli altri suoi allievi, cerchiamo di custodire dentro di noi quel preziosissimo seme di dedizione e passione con cui il nostro Maestro ci ha “intrecciato” con la seduzione del tessere insieme. Si tratta di apprendere innanzitutto da una esperienza millenaria, fatta di sapienze, pazienza, purezza, sacralità, silenzio, ascolto, mistero che il Maestro Vesselin Feschiev ha ereditato da suo nonno, che aveva fondato due scuole di tessitura in Bulgaria e in Turchia, tramandata oggi a noi allievi.
Vesselin Feschiev, Maestro di tessitura al telaio artigianale orizzontale
Da quanti anni vivi in Italia? Quale è il luogo dove hai trovato l’ambiente e le persone giuste per vivere ed esercitare la tua attività? Cosa puoi dirci a riguardo?
L’Italia la vivo dentro di me. È la mia seconda casa: l’ho abitata la prima volta mentre studiavo, poi per lavoro. Prima – per lo studio, poi- per lavorare, ma sempre seguendo il mio cuore! Sono venuta per la prima volta in Italia nel 2001. E da quel momento, ogni volta, quando vengo, è come se apro la porta di una casa senza pareti e senza soffitto in cui tutti parliamo una sola lingua. E questa sensazione aumenta sempre di più ovunque io vada. Sia per il mio lavoro, sia per la mia passione- “Tessere simboli”.
Il Cilento è il posto che ha accolto il mio telaio per la prima volta e mi ha fatto conoscere persone la cui dedizione mi ha colpito e mi ispira ogni giorno. MARIA di “SALAURA” e le sue creazioni di ginestra, MARGHERITA PICA e la sua arte di creare tessuti di lino più di 35 anni, CARMELA CASUCCIO e le sue mani sapienti che trasformano la lana, SERENA D’ALBERTO con la sua rigogliosa e fine forza di scoprire ed interpretare la bellezza dei colori, dei fili, delle stoffe…
La passione ha una lingua. La dedizione come modo di esistere. Suprema libertà.
In che modo quello che hai imparato nei luoghi della tua infanzia e quello che vivi in Italia sono diventate “trama e ordito” della tua attività di tessitrice?…
Sia la Fata delle fiabe, ritornando alla mia infanzia, sia le Dee della mitologia, Le Moire della mitologia greca o Le Parche, della mitologia romana, che allungano o riducono la lunghezza del filo della vita, e tutte le altre narrazione delle tradizioni delle culture di tutte le epoche, descrivono la tessitura come un atto di mistero. I movimenti delle mani e di tutto il corpo, è come se seguissero un ritmo che plasma lo spazio e muove l’aria in un altro modo. Si percepisce la Sacralità dei gesti della tessitrice, ispirata dal canto, dalle immagini, dal colore e dall’intreccio dei fili. Ogni piccolissimo pezzetto di filo, anche quello più insignificante, anche quello ultimo sa raccontare tutta la storia dell’umanità! Dalla Natura all’Uomo e al mio telaio. L’ordito è il foglio bianco su cui la trama racconta il Tempo e l’Uomo.
Questo è l’Ordito della tessitura. La base di ogni creazione. La base delle relazioni.
E questa è la narrazione della Trama da sempre. Sia della mia infanzia, sia del territorio del mio paese o di qualsiasi altro paese. Sia con la Luce dei fili di lino o di canapa, o di lana, o di seta. Questo è il senso profondo che poi le tecniche da realizzare cercano di esprimere. E la lavorazione con le mani, che sono l’ultimo tocco di una catena di attività, in cui sempre si esprime e presenta l’anima umana. Dal seminare il seme di lino o di canapa, o di cotone, o dal prendere la lana dalla pecora fino al telaio.
Personalmente sono una tessitrice di filo di lana. Filo nobile. Che scalda nell’inverno e tiene fresco nell’estate. Che non brucia. Che copriva gli accampamenti nomadi, i pavimenti, i letti, o avvolgeva i corpi, con i capi di abbigliamenti animati dai colori dell’anima della tessitrice. Che brilla di Luce di dentro. Ariosa e eterea. Il mio telaio sapiente, grazie alla possibilità che mi dona, attraverso svariate tecniche di lavoro, mi accompagna e incoraggia a narrare storie, simboli, memoria, attraverso la trama e l’ordito.
C’è un ritorno di interesse e di impegno verso questa tradizione, che vanta una memoria millenaria e una tecnica artigianale di alto pregio. Il Cilento è un territorio ricco di opportunità per coloro che vogliono avvicinarsi e condividere esperienze legate al mondo della tessitura.
Come uno strumento musicale, il mio telaio, costruito in Bulgaria con tanta cura e delicatezza dal mio Maestro Todor Tsolov, che può essere definito l’unico Maestro dei telai, “canta il mio mondo interiore” attraverso la produzione dei miei manufatti.
Non per caso il nome del telaio in bulgaro è “stan”. “Stan” ha anche il significato del posto dove una famiglia o una comunità si ferma, dopo averlo scelto con cura, per radicarsi. Mettere le radici non era collegato solamente con la possibilità di sopravvivere, ma anche con il desiderio di identificarsi nella sostanza del suo essere e custodire la sua identità. Il telaio è stato lo strumento perfetto per esprimere queste esigenze del mondo materiale e del mondo spirituale. Pensando al verbo italiano “stanziare” mi sembra di trovare tanta vicinanza nell’essenza del significato…
Noi diciamo “ entrare nel telaio”. Come entrare a casa. A Casa.
In che modo la cultura, la teoria e la pratica si integrano nel tuo lavoro?
Nel lavoro della tessitura la teoria e la pratica non sono assolutamente distinte, sono un tutt’uno. Un semplice esempio: nella pratica della tessitura non si puó sbagliare (mi affascina questo mondo di pura perfezione a cui aspira l’Arte della tessitura!) L’errore subito ferma il lavoro. La tessitura è Arte della veritá. Per poter fare, prima bisogna sapere. Lo stesso possiamo dire per i simboli. Per poterli vedere bisogna conoscerli. Altrimenti rimane il godimento degli occhi. Conoscere le tecniche e conoscere il significato dei simboli ti porta ad un livello di percepire l’eterna armonia, cercata e ricercata in tutti i tempi. Sfiorando questa armonia, si arriva ai principi così puri e, nello stesso tempo, così semplici che sanno raccontare la perfezione.
Si tratta di educarci a vedere una creazione artistica non soltanto con i sensi e con la conoscenza ma accogliere l’invito ad elevarsi al livello dove parla lo spirito. È questo è il Punto di incontro dei tempi, della Natura e l’Uomo, delle culture, tradizioni, territori e popoli, e anche d’incontro con noi stessi.
La lingua, attraverso i suoni è uno strumento del creare. E così, come dietro il creare un alfabeto o una parola sta la genialità di un popolo o cultura, o è frutto di tantissima esperienza a volte di mille e mille anni, lo stesso è con un simbolo.
Restaurare testi antichi è viaggiare nella memoria collettiva dell’anima umana. Tessere un simbolo è lo specchio dello stesso processo. Attraverso il mio lavoro, cerco di saziare la mia ricerca e di unire epoche-territori-popoli e l’Uomo con se stesso.
Perchè la Lingua è Una.
Da quando i primi simboli si disegnavano sulla pelle delle creature umane e poi- sulla ceramica, sui pareti dei tempi, sui tessuti, sui ricami, sui pani per i riti sacri…- essi esprimono la Lingua che è scritta dentro di noi. Per la quale parole non esistono. Esiste silenzio. Più ricco delle parole.
Il silenzio- il regno del creare.
Il silenzio- la musica più perfetta in cui si ascoltano le sfumature dei colori e intrecci dei fili.

Chi sono le tessitrici con le quali collabori e i maestri/-e che consideri fonte di ispirazione?
Ho già raccontato di alcune di loro. Le ispirazioni sono come l’aria che si respira. Innenarrabile è la fonte. Un museo, una chiesa, uno scritto, un disegno, sulla strada…
I simboli sono dappertutto. Come la sacra geometria- loro raccontano il mondo visibile. Essi costituiscono la base, il fondamento, la colonna sonora della creazione. Mi attirano i tessuti rimasti negli scrigni delle case dei nostri nonni, rimasti lunghissimi anni non sfogliati…Mi attira la loro autenticità.
Mi aiuta tanto anche il confronto con gli esperti di paesi diversi, con le loro tradizioni ricchissime nell’Arte della tessitura.
Ti dedichi regolarmente alla tessitura? Quante ore al giorno? Quanto tempo impegni per realizzare un manufatto? Cosa pensi mentre lavori? Il silenzio nel tuo lavoro è importante?
Il tempo non esiste quando si tesse. Come sa dirlo ogni passione. E non esiste giorno e notte. È un’affondare completo. In silenzio. E seguire. Filo dopo filo.
A volte preparando lo schema di un simbolo, rimango a lungo stupita davanti alla genialità e armonia…
Organizzi anche corsi base o di perfezionamento rivolti a coloro che intendono avvicinarsi all’arte della tessitura?
Si, sempre rispettando prima di tutto l’interesse individuale. In genere in corsi vengono attivati a richiesta.
Ci racconti un anedotto che possa trasmetterci il senso del tuo lavoro…?
Sembra che il mio sguardo sia rivolto all’indietro, verso il passato.
Sembra.
Ripropongo le parole che mi ripeteva mia Nonna.
“ Tu, figlia mia, guarda così tanto lontano che quando ti girerai indietro vedrai il futuro.”
A me mi sembra di parlare e di vivere solamente per il futuro. Con parole o con il mia tessitura, perchè la fame e la sete degli uomini di tutti i tempi è di conoscersi. E, come il filosofo antico ha proposto il metodo universale di Conoscere- Ricordando,- così il racconto-tessitura dei simboli antichi ri-propone il icordo di noi, di noi stessi.
Ricordi Chi siamo..
E Noi Siamo.
Dai primi disegni dalle grotte di Francia e Spagna, etc. con le impronte rosse delle mani umane…fino ad oggi.
E dopo noi.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Di imparare sempre di più ad ascoltare l’ispirazione e la mia motivazione profonda per poter proseguire la “Mia Strada”, il mio percorso professionale che sento e vivo pienamente come un dono e un privilegio.
Testi e documentazione fotografica di VELICHKA SIMEONOVA
a cura di Antonella Cesari
PER ANDARE OLTRE...