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LEARNING CIRCLES 2026/ VERSO UNA MENTALITÁ POETICA
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LEARNING CIRCLES 2026/ VERSO UNA MENTALITÁ POETICA
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LA POETICA DEL FRAMMENTO
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La poetica del frammento
ne svela e recupera
la fragilità e la forza,
che sono poi le nostre,
riconducendo ad unità
ciò che rischia dispersione.
Non solo per ritrovare una visione armonica,
ma per sottolineare la dignità
di ogni singolo elemento.
E ripensarlo In un nuovo contesto.
Frammento è ciò che resta
dopo rottura, deflagrazione, abbandono o passaggio del tempo.
È lacerto emotivo, dettaglio evocativo,
muta testimonianza, eco pacata e silenziosa
o strappo, soffocato urlo che merita ascolto.
Suscita riflessioni, ipotesi
frutto di un’archeologia della memoria,
di uno scavo intimo tra vissuti e desideri.
Nel frammento percepiamo, in nuce,
anche la forza di una potenzialità inespressa,
una domanda di nuovo senso.
É il nostro sguardo interiore
a ricomporre quell’unità perduta
verso inedite visioni.
Frammenti…
come passi di un cammino
che apre a possibili, mutevoli
altri orizzonti.
MARTA BRESCIANI
(scritto in attesa di frequentare II corso di Collage con Maria Panzuto, intitolato “La poetica del frammento”)
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VORREI
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Vorrei essere un lago e il suo mistero:
vibrante, ma quieto
vitale nella sua immobilità;
azzurro occhio dove si specchia il cielo,
rinnovato da profonde sorgive segrete.
Accogliere apparenti contrasti,
come segni di unità:
essere conca ed acqua insieme,
materia ed energia.
Sentirmi viandante ed il suo cammino,
nel mutare delle stagioni,
emissario di pace generato dal mondo,
nuova fonte per terre inaridite.
Abbandonarmi al pulsare senza fine, vorrei
entrare nella danza della vita,
nell’armonia dei suoi silenzi,
del nascere, del morire.
E dopo acqua, essere soffio,
un respiro nel cielo.
Marta BRESCIANI ALVAREZ
18/10/2009
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NELLA RETE DEL SILENZIO
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Ecco l’onda di marea-
leggera, pulsante, vitale.
Chiama a raccolta pensieri dispersi,
ci consegna frammenti di memoria.
Impigliati nella rete del Silenzio,
sospesi nella trama dell’Invisibile,
stanno i tesori sommersi
restituiti da un mare benevolo,
decisi a brillare per rinnovati sguardi.
Pescatori del Silenzio,
nel grande oceano di seppia,
spìnti solo dalla fame di scoperta,
affrontiamo a mani nude questo blu.
Lavoriamo senza sosta nella notte,
rientriamo quando il buio si dirada.
L’attesa ci sfianca, a volte anneghiamo.
Acqua! Le sue profondità ci attraggono
come sirene dall’antico canto.
E come alghe cullate dal vento,
da un grembo caldo, da correnti lontane,
andiamo e veniamo al ritmo del Tempo
saziati d’acqua, di luce, di blu.
Marta BRESCIANI
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