Bruna racconta … mi sono sposata nel Santuario di S. Maria della Quercia il 3 settembre 1973

Testimonianza raccolta nel giugno 2016

IL FIDANZAMENTO

Non avevo ancora compiuto 22 anni quando mi sono sposata con Sante, dopo un fidanzamento durato tre anni.  Ho conosciuto mio marito a Viterbo in un laboratorio di sartoria che io frequentavo per imparare a cucire. Mi è stato presentato dalla titolare (sua parente acquisita).

Dopo alcuni mesi che ci frequentavamo, i miei genitori invitarono a pranzo la sua famiglia. Le nostre famiglie non si conoscevano, essendo io di Viterbo e lui di Piansano (paesino della stessa provincia). La famiglia di Sante ricambiò poco dopo l’invito  e una domenica ci recammo a Piansano per la prima volta. Rimasi piacevolmente stupita di quanto fossero diverse le usanze, perché nello stesso giorno credo di aver conosciuto “quasi tutti i suoi parenti”. In quella circostanza, mi fu regalata una fedina  in oro bianco con dei brillantini. Un anello più importante sarebbe arrivato poi in seguito!!

Durante il fidanzamento, a quei tempi (1970-1973) i miei genitori non furono affatto così permissivi come lo sono quelli di oggi. Tutt’altro! Ricordo le uscite della domenica, insieme al mio fidanzato rigorosamente a piedi, con rientro ad una certa ora. Calato il sole, a prescindere dalla stagione dovevamo  ritrovarci a casa. Per fare un giretto in macchina, dovevamo essere accompagnati. Nel mio caso, il più delle volte da mio fratello. Figuriamoci viaggi, vacanze o quant’altro! (nemmeno sognarselo!)

LA CERIMONIA

Mi sono sposata la mattina del 3 settembre 1973. Era un lunedì, ma giorno di festa per i viterbesi che festeggiano la loro patrona “Santa Rosa”. Il matrimonio è avvenuto nel Santuario di “Santa Maria della Quercia”, a pochi chilometri da Viterbo. All’uscita di casa dei miei genitori ho tagliato il nastro come da tradizione, tenuto da due bambini, un maschietto e una femminuccia, figli di nostri cugini. Ricordo di aver cucito io stessa il vestitino bianco della bambina.

Ricordo diversi momenti di commozione. Anzitutto quando sono arrivata in chiesa, ai piedi della scalina esterna rivolgendo lo sguardo in alto sul sagrato ho visto il mio futuro marito con sua madre, contornati dai parenti. Poi ancora quando accompagnata da mio padre mi sono incamminata verso l’altare. Infine durante la lettura delle promesse matrimoniali e la pronuncia del “Si”, seguita dallo scambio delle fedi.

Dopo la cerimonia, oltre le foto in chiesa ne abbiamo fatte altre anche all’interno del bellissimo Chiostro ed in gruppo sulla gradinata della Chiesa. Il pranzo si è svolto in un ristorante sul lungolago di Bolsena.

I PREPARATIVI

Il mio abito da sposa?

L’ho scelto su Chérie Moda.. Volentieri metto a disposizione del circolo di studio “Matrimonio & dintorni” la rivista e la pagina del modello che ho indicato  alla sarta che ha realizzato il mio abito.  Era un abito “stile impero”, impreziosito dal tessuto di pizzo e organza. La base era in pizzo “Calais”. In rilievo  aveva applicate delle rose in organza. Anche l’acconciatura, dalla quale partiva un lungo velo di tulle è stata confezionata dalla stessa sarta.

Abbiamo acquistato le fedi nuziali presso una gioielleria di Viterbo, accompagnati dalle nostre rispettive mamme. All’interno degli anelli abbiamo fatto incidere la data del nostro matrimonio.

Per quanto riguarda il corredo di biancheria per la casa, ricordo che mia madre aveva iniziato ad acquistarlo già da svariati anni. Un po’ di capi alla volta, possibilmente di buona qualità. Non ricordo esattamente quante fossero le lenzuola, le tovaglie, gli asciugamani ed altro. Sicuramente tanto di tutto, inclusi dei capi ricamati a mano anche da mia madre.

 

IL NOSTRO MATRIMONIO ... AL SANTUARIO S. MARIA DELLA QUERCIA

Perché abbiamo voluto celebrare il nostro matrimonio al  Santuario S. Maria della Quercia?

Ci è piaciuta questa chiesa, dalla grande scalina esterna, il chiostro attiguo, ma soprattutto perché questo santuario racchiude una storia particolare…

Sull’altare maggiore è presente un’immagine della Madonna con il Bambino Gesù dipinto su una tegola, di quelle che si usavano per ricoprire i tetti delle case. Il dipinto risale all’anno 1417. Questa è la data riportata in un libro di memorie scritto nel 1576 da fra’ Vittorio d’Arezzo, sacrestano maggiore del convento di S. Maria della Quercia. Il dipinto fu eseguito da certo “maestro monetto” commissionato da un signore di Viterbo, il quale completata l’opera, ripose la tegola sopra un albero di quercia in un terreno di sua proprietà. Si racconta che la tegola fu rubata più di una volta, ma il giorno successivo miracolosamente si ritrovava sempre al suo posto sulla quercia.

Nell’agosto del 1467 anche l’Etruria meridionale fu colpita dalla peste, ci furono molti morti e la popolazione accorse a supplicare la madonna affinché intervenisse. Il miracolo avvenne, la peste in pochi giorni cessò e una moltitudine di persone ritornò presso l’albero per ringraziare la Vergine Maria.

Sul posto in ottobre dello stesso anno si decise di costruire una piccola cappella di tavole ed un altare. Successivamente, con l’autorizzazione del Papa fu edificata una chiesa, che poi con le offerte dei fedeli, dopo un secolo si presentò edificata così come oggi noi la possiamo ammirare.  Il giorno 8 aprile del 1577 la chiesa venne consacrata dal Cardinale Francesco de Gambara, molto devoto della Madonna della Quercia.

San Giovanni Paolo II, durante la sua visita a Viterbo, si recò al Santuario e proclamò la Madonna della Quercia Patrona della nuova Diocesi di Viterbo, nata dall’accorpamento della diocesi di Viterbo, Tuscania, Montefiascone, Acquapendente e Bagnoregio. La sacra immagine della madonna della Quercia  fu venerata anche  da molti santi e beati tra i quali: Filippo Neri, Paolo della Croce, Giacinta Marescotti, Lucia Filippini, Rosa Venerini, Crispino da Viterbo, Massimiliano Kolbe…