Pubblicato il 18 dicembre 2018
Pubblicato il 18 dicembre 2018

Sansepolcro, Chiesa di Santa Chiara (Monastero delle Clarisse) 8 maggio 2012 – Cerimonia di donazione della tovaglia del Millennio

Tra gli eventi più importanti del Millenario della Città e del Duomo, ha suscitato un particolare interesse la cerimonia di donazione alla Cattedrale di Sansepolcro della tovaglia per l’altare maggiore corredata con 5 pezzi in lino necessari per la celebrazione della santa messa. Una vera e propria opera d’arte progettata e realizzata dalle merlettaie dell’associazione culturale il merletto nella città di Piero della Francesca con la collaborazione delle Suore Clarisse. Un’opera d’arte che ha permesso “una comunicazione” tutta speciale tra le merlettaie di Sansepolcro e le Suore Clarisse che si sono occupate in particolare del gigliuccio della tovaglia, oltre a curare l’accoglienza di papa Benedetto XVI (13 maggio 2012) per il quale hanno realizzato un camice.”





ASSOCIAZIONE CULTURALE IL MERLETTO NELLA CITTÁ DI PIERO DELLA FRANCESCA



APPROFONDIMENTI… LE TOVAGLIE D’ALTARE
Le tovaglie sono l’ornamento prescritto per l’altare. Nelle rubriche generali del messale viene prescritto che la mensa dell’altare sia coperta da tre tovaglie di puro lino. Una delle tre tovaglie deve essere di lunghezza tale da coprire i due lati fino alla predella. Le tovaglie inferiori possono essere dì lino più ruvido. Nella prassi può avvenire che, invece di due tovaglie, ve ne possa essere sia una sola raddoppiata, ma tale da ricoprire l’intera mensa. La tovaglia generalmente si lascia sporgere sul fronte dell’altare e si usa ornare con ricami e pizzi. Per la decorazione sì richiede molta sobrietà e buon gusto. Si preferisca l’ornamentazione a ricamo, anche a colori, con motivi semplici: fiori, foglie, ricami simbolici a facile intreccio, iscrizioni. Le tovaglie vanno benedette e devono poggiare libere sopra l’altare: quindi niente cornici che girino intorno allo spigolo della mensa. La tradizione vuole che debbano confezionarsi col lino, in mancanza di questo è tollerata la canapa. Devono essere bianche, in tessuto unito o damascato.
Nei libri di liturgia, inventari, scrittori ecclesiastici del Medio Evo, le tovaglie da altare portano vari nomi: linteamina altaris, velum, pannus altaris, mantile, sub-stratorium, mappa, palla, mensale, tunica altaris, tobalea, ecc., nomi però sovente usati anche per indicare altri paramenti, così che, specie negli inventari è difficile stabilire a che cosa precisamente vogliano riferirsi.
La tovaglia in ogni modo sì può senz’altro annoverare tra i più antichi paramenti.
L’uso di coprire con una tovaglia la tavola sulla quale si prende cibo risale a un’epoca anteriore all’era cristiana. Essa non mancava certamente sulla tavola dell’Ultima Cena di Gesù.

Dopo Costantino la tovaglia viene a far parte essenziale del corredo dell’altare. Ce ne fanno testimonianza molti passi di scrittori ecclesiastici e anche opere d’arte come i mosaici di S. Vitale e S. Apollinare in Classe a Ravenna del IV e VI secolo. Esse ci mostrano altari coperti di ampia tovaglia che scende da tutti i lati. Per un buon tratto di tempo dopo Costantino ci si accontenta di una sola tovaglia, poi qua e là spuntano notizie sull’uso di quattro tovaglie di cui una aveva funzione di corporale. Il motivo di questo moltiplicarsi di tovaglie è da ricercarsi nella grande venerazione per il Sacrificio della Messa e nel timore che versandosi il calice, il Sangue del Signore potesse spargersi ed essere assorbito dal legno dell’altare.
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