A Sant’Angelo con la testa tra le fiabe

ABITARE IL TERRITORIO. CARTOLINE DALLA TUSCIA

«Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo». (Gianni Rodari, dal discorso pronunciato nel 1970, in occasione del conferimento del prestigioso Premio Andersen)

La fiaba è una metafora dell’esperienza umana. Come nella vita, le fiabe raccontano un percorso di crescita, un processo di individuazione pieno di difficoltà, durante il quale non si ottiene “tutto e subito”. Esse sono la raffigurazione di concetti astratti presenti nella vita, come il bene, il male, il bisogno, la sfortuna, la morte. Le fiabe svelano tutto ciò che non può essere detto altrimenti. L’uso delle fiabe dunque riporta a un apprendimento attivo, in grado di stimolare il senso critico e di aprire la mente all’accoglienza di tutte le discipline. L’uso della fiaba a scuola, inoltre, oltre a permettere una sinergia fra didattica generale e personalizzata, può favorire l’integrazione dei ragazzi con Bisogni educativi speciali.

Se in tal senso, le fiabe, concepite come strutture narrative che danno forma, senso e significato a una ‘realtà’ condivisa, possono essere considerate come ambienti di apprendimento, proponiamo un “luogo singolare” dove apprendere ad apprendere le fiabe. Parliamo di Sant’Angelo di Roccalvecce in provincia di Viterbo…

LE FIABE COME AMBIENTE DI APPRENDIMENTO… L’AMBIENTE PER APPRENDERE LE FIABE

contributi di Gianluca e Alessandro Chiovelli-  foto di Oscar Martini

Pubblicato il 15 ottobre 2019

.. tempi nuovi esigono scelte nuove. Inusuali e mai tentate. Si è deciso di trasformare S. Angelo in un museo a cielo aperto dell’arte popolare... S. Angelo diverrà il centro di un itinerario artistico composto da murales, installazioni e sculture, bassorilievi, edicole, mosaici. E il tema artistico unificante di tale percorso sarà il fantastico, ovvero la favola, il mito e la leggenda. (Gianluca Chiovelli – Presidente Associazione Acas)

SANT’ANGELO, poco più di cento abitanti, è una piccola frazione di Viterbo immersa nella Valle del Tevere, al di fuori dei circuiti turistici, situata fra Roccalvecce, Celleno e la più ben nota Civita di Bagnoregio. Da alcuni anni è balzata agli onori della stampa locale e nazionale  grazie all’ impegno dell’associazione  culturale ACAS (Associazione Culturale Arte e Spettacolo)  nata nel 2016 con l’obiettivo di riqualificare  il piccolo borgo dal punto di vista ambientale, sociale e culturale. Per saperne di più lasciamo la parola al presidente dell’associazione ACAS, Gianluca Chiovelli….

L’associazione ACAS (Associazione Culturale Arte e Spettacolo) è nata nel dicembre 2016. Tra gli obiettivi principali quelli di  ridare dignità al territorio, riqualificando  il piccolo borgo dal punto di vista ambientale, sociale e culturale. Diverse le iniziative in questa direzione, dal recupero dei  siti archeologici e delle memorie del folclore già esistenti al ripristino delle antiche vie medioevali che collegano Sant’Angelo ai centri limitrofi come Celleno, Roccalvecce, Graffignano, Sipicciano.  ACAS  ha raccolto la sfida e il tentativo di contrastare quel terribile processo  di crisi culturale, demografica ed economica che sembra coinvolgere quasi  tutti i piccoli centri della provincia viterbese.

Sant’Angelo, inoltre, sconta il fatto di essere una frazione del capoluogo di Provincia, che assorbe inevitabilmente la quasi totalità delle risorse e l’attenzione generale da parte degli organi di comunicazione. La decadenza  di questi piccoli centri abitati provoca inesorabilmente la rassegnazione degli abitanti e l’abbandono del territorio, fenomeni che alimentano il degrado e il disinteresse civico in un circolo vizioso che pare senza fine.

Da questo punto di vista, nel 2016, quando l’associazione è nata, eravamo in piena emergenza rifiuti. Una discarica a cielo aperto si era, infatti, formata nella parte meridionale del borgo.

Un cumulo di spazzatura alto sei metri accompagnato da materiale di varia natura: elettrodomestici dismessi, calcinacci, frammenti da ristrutturazione, spesso nocivi (eternit), gomme d’automobile et cetera.

L’associazione, come suo primo atto, peraltro di alto valore simbolico, ha cominciato così, proprio dai rifiuti, la sua battaglia. Che un paese fosse divenuto la discarica del circondario (Graffignano, Celleno, Civitella, Roccalvecce) era inaccettabile.

Grazie al coinvolgimento dei media e alla pressione sulle istituzioni competenti, nel giro di un anno, siamo riusciti a normalizzare la situazione.

Sant’Angelo: l’antico lavatoio pubblico

Come associazione ci siamo chiesti quale potesse essere la via d’uscita a tale inaccettabile stato di cose. Abbiamo iniziato a recuperare alcuni luoghi simbolici attorno ai quali la comunità di Sant’Angelo nel corso dei secoli ha scritto la propria storia locale.

LE FONTANE: Abbiamo deciso  di riattivare la fontana storica di Sant’Angelo (fontana della Chiesa di San Michele Arcangelo) che trae acqua da una sorgente prossima ad un cunicolo di captazione etrusco. Le difficoltà, in tal senso, sono state enormi.

La sorgente infatti  è  situata a più di un chilometro  di distanza e funziona “a caduta”: è la pressione stessa dell’acqua a far funzionare il meccanismo. Ogni pur minima perdita d’acqua lungo il tragitto, insomma, diminuendo la pressione, rischia di vanificare ogni sforzo.

Grazie all’autofinanziamento (una raccolta all’interno del paese) e a fondi dei componenti dell’associazione stessa, l’acqua  è tornata a sgorgare. Successivamente, un secondo intervento, più massiccio, ha consentito di normalizzare anche questa situazione, tanto che oggi la fontana ottocentesca (non monumentale, certo, ma di semplice e bell’impianto rurale, manda acqua di pura fonte da più di un anno.

L’EDICOLA MARIANA. Un altro piccolo e simbolico intervento fu il rifacimento della piccola edicola mariana alla sommità del paese.

La Madonnella dei Rufoloni (consacrata a fine Ottocento su impulso di un brigante che operava nella zona, una figura quasi leggendaria dalle nostre parti: il brigante Rufolone), fu ripristinata con cura e dotata di una piccola scritta commemorativa e di un giardinetto antistante.

SANT’ANGELO IL PAESE DELLE FIABE

Nel 2017 è partito il progetto “Sant’Angelo il Paese delle Fiabe”. Tempi nuovi esigono scelte nuove, inusuali e mai tentate. Ci piace immaginare S. Angelo come una sorta di  Bomarzo dell’arte popolare, aperta a tutti, capace di valorizzare il ricchissimo folclore locale ed europeo e, per tale motivo, di aprirsi all’apprezzamento di ogni cittadino del mondo. È stata Egle Rossetti, socia di  Acas ad avere l’idea di caratterizzare il progetto dei murales con il tema della fiaba.

Il linguaggio della fiaba è strutturato secondo archetipi profondi comuni a tutta l’umanità. La sua comprensibilità, quindi, è immediata e non necessita di nessuna spiegazione.

La fiaba dialoga ed entra da subito in relazione con lo spettatore. A livello visivo, poi, il coinvolgimento è totale e trasversale in massimo grado, al di là delle nazionalità, dei gusti e delle culture.

Il progetto murales è iniziato il 27 novembre 2017 con Alice nel paese delle meraviglie di Tina Loiodice. Il piano di lavoro iniziale prevede che l’artista, proprio perché tale, abbia piena libertà di scegliere e interpretare la singola fiaba o leggenda o mito tra un elenco proposto dall’associazione.  Il progetto è ambizioso, ma una prima tranche è stata realizzata in tempo relativamente breve, ricorrendo all’autofinanziamento e al buon cuore degli artisti, nonostante le numerose e comprensibili difficoltà organizzative. Ad oggi sono 22 le opere che si possono ammirare nel borgo.

LE PROPOSTE AGLI ARTISTI
  • Carlo Collodi, Pinocchio (Italia)
  • Fratelli Grimm, Hansel e Gretel (Germania)
  • Antoine de Saint Exupery, Il piccolo principe (Francia)
  • Ciclo di leggende su S. Michele Arcangelo (Italia)
  • L. Stevenson, Dr. Jeckyll and Mr. Hyde (Gran Bretagna)
  • Giambattista Basile, La gatta Cenerentola (Italia)
  • François Rabelais, I giganti Gargantua e Pantagruele (Francia)
  • Mario Monicelli, L’armata Brancaleone (Italia; film girato anche in località Acquarossa)
  • William Shakespeare, Macbeth e le tre streghe (Gran Bretagna)
  • Hans Christian Andersen, Il soldatino di stagno (Danimarca)
  • Oscar Wilde, Il principe felice (Gran Bretagna)
  • Fratelli Grimm, Biancaneve e Rosarossa (Germania)
  • Teseo e il Minotauro (Grecia)
  • Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie (Gran Bretagna)
  • Jean La Fontaine, Il gatto con gli stivali (Francia)
  • Italo Calvino, L’uccello Bel-verde (Italia)
  • Perrault, La bella addormentata nel bosco (Francia)
  • James Barrie, Peter Pan (Stati Uniti)
  • Jonathan Swift, Gulliver a Lilliput (Scozia)
  • Bram Stoker, Dracula (Gran Bretagna)
  • Jean de La Fontaine, La bella e la bestia (Francia)
  • Mary Shelley, Frankenstein (Gran Bretagna)
  • Cappuccetto rosso (Germania)
LE OPERE REALIZZATE AL SETTEMBRE 2019
  1. Pinocchio e il volo di Civita
  2. Il collo dì bottiglia
  3. Pinocchio
  4. Pinocchio irriverente
  5. Le fate di Avalon
  6. Alice nel paese delle meraviglie
  7. C’era una volta
  8. La Spada nella roccia
  9. La bambina e il cantastorie
  10. Il brutto anatroccolo
  11. La fiaba del passato
  12. Gli gnomi dei Grimm
  13. Il piccolo principe
  14. Peter Pan
  15. La piccola fiammiferaia
  16. Don Chisciotte
  17. Hansel e Gretel
  18. Il libro della giungla
  19. I musicanti di Brema
  20. La fabbrica di cioccolato
  21. Il giro del mondo in ottanta giorni
  22. Ali Babà e i 40 ladroni

Tra le prime opere realizzate ricordiamo: 

  • Tina Loiodice, I bambini di S. Angelo scoprono la fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie (piazza Vittorio Emanuele) 
  • Daniela Lai, La fiaba del passato (Largo Don Antonio Garzia; installazione in peperino cotto e ceramica)
  • Tina Loiodice, Il piccolo principe (incrocio tra via Umberto e via della Piazza Nuova) (murale in quarzo plastico)
  • Tina Loiodice, Le fate di Avalon (via di Roccalvecce) (murale in quarzo plastico e tinta lavabile)
  • Tina Loiodice, La piccola fiammiferaia (via Sipicciano) (murale al quarzo plastico)
  • Isabella Modanese-Cecilia Tacconi, Hansel e Gretel (Via Sipicciano) (murale al quarzo plastico e tinta lavabile)

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All’inizio c’è stata un pò di reticenza da parte degli abitanti. Quando ho realizzato Alice ho cercato di farla accettare inserendo i volti di alcuni bambini del paese, dopo questo si sono entusiasmati ed ora fanno a gara ad offrire le loro pareti. La piccola fiammiferaia, per esempio, è stata la richiesta specifica di una signora che ha voluto avesse il volto della propria nipotina. […] Dalla distanza iniziale, ad oggi, è nato un mondo, non sono entrata solo nelle loro case ma anche nei loro cuori. La stessa cosa è accaduta a me, che sono rapita da questo posto e dall’affetto di tutti”

Tina Loiodice street artist

(dal web .. per  leggere l’articolo clicca qui)

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Infine uno sguardo verso il futuro…  Il progetto dei murales ormai è avviato e proseguirà. Intanto stiamo lavorando ad un progetto ancora più ambizioso, ovvero creare le sinergie giuste per l’istituzione di un “Distretto del Fantastico” lungo la Teverina (Bagnoregio, Graffignano, Celleno, Roccalvecce, Sant’Angelo). L’obiettivo è quello di coinvolgere in un progetto condiviso sia  i Comuni (Celleno, Graffignano e Bagnoregio quale capofila dell’innovazione) che le frazioni (Sant’Angelo, Roccalvecce, Sipicciano). Noi ce la metteremo tutta…

Le erano successe tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili (Lewis Carroll)

Per saperne di più

UN VIAGGIO DA FIABA … DESTINAZIONE SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE clicca qui 

CON OSCAR MARTINI… SE UN GIORNO DI SETTEMBRE  clicca qui 

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