.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI
.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI
Ad aprile, poeticamente orientati dal silenzioso sguardo di ADA VERRI, attraverso le risonanze della meraviglia davanti alla forza della vita.
Ada Verri (1945) è nata e vive a Castrì (LE). Pensionata e con il titolo di studio di licenza media inferiore. Scrive poesie in vernacolo e in lingua dal 1980.

“Mettere a nudo i propri sentimenti, non è facile. È come scoprirsi. È come privare la tartaruga della sua corazza. E come buttare via il mantello, nel gesto del mendicante… I miei sentimenti sono maturati in una famiglia modesta, sotto la guida di genitori – instancabili lavoratori – che, nel tentativo di migliorare e migliorarsi, hanno svolto mille mestieri. Dapprima contadini, poi collaboratori domestici, fino ad approdare al commercio nel settore alimentare, con un’unica grande passione: la famiglia, quel progetto in cui hanno speso le migliori energie all’unisono, al fine di riprodurre valori di armonia e rispetto reciproco. La mia educazione, dunque, si è sviluppata principalmente in famiglia, […] Ero e dovevo restare una ragazza, per di più, di provincia, pronta ad assecondare il destino di una donna che doveva portare in dote la scuola dell’obbligo e l’abilità di una buona casalinga. Quel destino di tante donne a cui la scuola è stata negata. Così, col tempo, dalla famiglia al lavoro, preparavo la strada a quel destino, frequentando il laboratorio della sarta per apprendere i rudimenti del cucito, ritenuti fondamentali per una adolescente che si preparava al ruolo e alle incombenze della casalinga. Ma quella passione per lo studio e per il sapere, non si è mai sopita Ed è così che, a distanza di anni, dopo il matrimonio, con tre figli amorevoli da crescere, ho conseguito la licenza media, frequentando con profitto i corsi serali a Lizzanello. Un’altra passione non mi ha mai abbandonato: quella per la lettura Che si trattasse di un buon libro di narrativa, di poesie o di una rivista impegnata, appena i doveri me lo consentivano, dedicavo : miei ritagli di tempo alla lettura. Al pari della lettura, mi piace la buona musica, la danza, la pittura e tutti quegli spazi dell’arte capaci di arricchire l’animo, con quella linfa che alimenta la sensibilità verso la vita e verso il prossimo.” (L’autore)
IL GIARDINO DELL’ANIMA
C’è un giardino
che vorrei coltivare ogni giorno,
innaffiare
dargli concime
curarlo con amore
è il giardino della mia anima.
Il giardino della mia anima
non segue le stagioni
un giorno è inverno
un giorno è primavera
un giorno è autunno
un giorno è estate.
Il giardino dell’anima
è un giardino che ha sempre sete
non si deve lasciare inaridire
va coltivato, curato, amato.
(Ada Verri)

IL SENSO DELLA VITA
Un giorno mi chiesero:
Che cosa vuoi che diventi tua figlia? –
ed io risposi:
– una persona! ! ! Una persona che possa leggere, che possa scrivere
il suo nome, che uscendo possa leggere le insegne –
Si scandalizzarono… perché loro avevano un programma da seguire.
Io non seguii i loro programmi
percorrendo 60 km al giorno
perché mia figlia imparasse a leggere e scrivere
così diventò una persona…
e oggi quando apre un libro ne gode il senso…
(Ada Verri)


PENSIERI DI UNA CARROZZELLA
Il giorno che luccicante
uscii dalla fabbrica
ero felice al pensiero
della gioia che avrei dato
a chi aveva bisogno di me
gioia di muoversi
gioia di spostarsi
di raggiungere mete
ora il più delle volte
devo restare ferma
chiusa nelle mura di casa
perché se qualche volta mi sposto
quanti gradini
quante barriere.
ma la più grande di tutte è
quella che sta nel cuore degli uomini
che non capiscono che basta così
poco per abbatterle.
Castrì, 1991
(Ada Verri)