Al Musma di Matera “Le porte chiuse di Sanna”

FIVE SENSES ART GALLERY – CIRCOLO DI STUDIO VIRTUALE

Le porte erano aperte per il caldo. Io guardavo passando, e vedevo l’interno delle grotte, che non prendono altra luce e aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette. Dentro quei buchi neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. `{`…`}` . Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza. (Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli)

“LA PORTA DELLA SAGGEZZA” e “LA PORTA DELL’ARTE”, quest’ultima dedicata al Maestro Paternesi  recentemente scomparso, sono i titoli delle due importanti sculture in bronzo della serie “Le porte chiuse di Sanna”,  donate dal Maestro Riccardo Sanna al MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea Matera).

“Un avvenimento che supera la realtà! Difficile esprimere  l’effetto dirompente che ho provato dentro di me nel vivere la concretezza di un sogno. Il mio sogno! Devo tutto al prof. Gianni Maragno conosciuto grazie alla signora Giovanna Carlino Pirandello e al prof. Andrea Iezzi, da li è partito il cammino per il MUSMA”. Così l’artista all’indomani della cerimonia ufficiale di donazione che sì è svolta alle ore 18 dell’8 settembre 2023 nel cinquecentesco Palazzo Pomarici, e che lo ha visto coinvolto insieme all’Avvocato Raffaello De Ruggieri, fondatore e Presidente del MUSMA, allo storico Gianni Maragno e alla presidente di Syncronos, Simona Spinella.

Unico Museo in grotta al mondo, il MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea Matera) può considerarsi  il più importate museo italiano interamente dedicato alla scultura.  Con il suo percorso espositivo, propone una lettura della storia della scultura italiana e internazionale con testimonianze che spaziano dalla fine dell’Ottocento a oggi. Le collezioni,  collocate anche negli ampi spazi ipogei,  sottostanti al Palazzo, oltre che nelle sue aree edificate,  permettono  di godere di una interessante integrazione tra la geometria degli ambienti scavati naturalmente e le opere scultoree. Per saperne di più … https://www.musma.it/

In questo suggestivo scenario si è inserito l’incontro con l’artista Riccardo Sanna, che ha deciso di donare al Musma di Matera due importanti sculture, perché possano colloquiare con i visitatori.
Sono due “creature” in bronzo della serie “Le porte chiuse di Sanna”.

La porta, nell’immaginario collettivo, è associata a significati e simboli molto vari e complessi, secondo l’epoca e il luogo di riferimento, perlopiù legate all’idea di passaggio (anche nel senso iniziatico di “rito di passaggio”), chiusura e apertura,  collegamento tra due mondi, piani, stati d’animo, epoche, o ancora uno spazio segreto. “Nelle PORTE surrealmente dipinte o realisticamente modellate dell’Amico, Maestro e collega Riccardo Sanna… Il TEMPO si è FERMATO. L’artista procede molto lentamente, nella complessità di una scelta tra precisione del disegno e armonia del colore. L’atto immaginifico del “VARCARE UNA PORTA”, rappresenta: la SEPARAZIONE o la COMUNICAZIONE, il NOTO e l’IGNOTO, il SACRO o il PROFANO, ma … Il Maestro lo fa sempre e comunque nell’intimità di un atto creativo che UNISCE EMOZIONALMENTE AUTORE e OSSERVATORE” (Luigi Fondi)

Durante la cerimonia di donazione svoltasi a  Palazzo Pomarici, l’artista ha introdotto il significato polisemico della sua intensa produzione artistica, che continua la tradizione creativa del suo maestro Alessio Paternesi, recentemente scomparso.

Sulla soglia… Risonanze

Si aprano le porte - ci dice Sanna - nessuno sia messo alla porta.

La Porta, una porta che il peso e l’usura del tempo con sé porta, ancorata ai pioli di un’epoca piena di fascino e romantica nostalgia.

Il Maestro Riccardo Sanna, o-sanna le porte, angeli custodi, senza tempo, pregne di storie, di vissuto che, pur impenetrabili alla vista, perforano i sentieri dell’anima e vi risiedono per sempre. Oltre il diaframma della Porta, intimità domestica e socialità convergono e divergono, nel pieno rispetto dei propri ruoli e della propria identità

La vita è per Sanna una Porta, nei cui solchi sono scavate storie individuali e storie collettive. Aperta, chiusa, sobria, elegante, sgangherata, sempre carica di vita, tradisce anche l’esatta fotografia dell’animo dell’artista in rapporto al fluire del tempo e alla circostanza. La Porta al civico 25 ri-porta al tempo della nascita, al Natale, al tempo della nuova vita e della speranza. È la festa. La Porta di Chia, di pasoliniana memoria, rivela la perdita di civiltà e di umanità, nel succedersi di un tempo corrotto e indifferente, attento alla cosa, al bene, più che all’uomo.

La cura estrema dei particolari, dei materiali, l’utilizzo del bronzo conferiscono spessore e affidabile solidità alle Porte, simbolo di sicurezza, amore, intimità, fratellanza. Si aprano le porte – ci dice Sanna – nessuno sia messo alla porta.

Gianni MARAGNO 

Con Riccardo Sanna Passaggi Possibili

Con sguardo aperto e profondo, Riccardo Sanna riesce a cogliere, attualizzare e trasformare l’esperienza della memoria. […]Attraverso le opere dell’artista, siamo accompagnati a sostare o a varcare porte, surrealmente dipinte o realisticamente modellate. Esse delimitano lo spazio fisico e interiore, aperte o sbarrate davanti a quei passaggi possibili tra separazione e comunicazione, tra noto e ignoto, sacro e profano.

“Un andar per porte, un percorso fatto di attese, di intuizioni, di rivelazioni”…. un continuo e costante gioco di commistioni, rimandi, correlazioni tra luoghi, paesaggi dell’anima e ricerca interiore, luminose trasparenze, labirintiche opacità, oniriche o simboliche aperture, fredde e irreversibili chiusure. Metafora efficace di attraversamenti, cambiamenti, trasformazioni, ogni porta dà accesso a qualcosa, di mentale o di fisico. Ogni porta attraversata lascia dietro di sé il ricordo di ciò che è stato, ma, inevitabilmente, ci proietta in un futuro possibile, dove il piacere della scoperta si accompagna al rimpianto per ciò che si è lasciato alle spalle.  Porte come cerniere del tempo, che si fanno passaggi tra antico e moderno, tra vecchio e nuovo: continuamente varcare la soglia… una dopo l’altra; una dietro l’altra; una dentro l’altra per aprirsi a dimore e paesaggi di cui lo sguardo interiore di Riccardo Sanna sa coglierne l’essenziale, quel filo sottile che lega il presente al passato, la memoria dei luoghi restituita attraverso la lirica del colore e la poesia dell’immagine, che si fa coinvolgimento estetico ed etico nell’attenzione al territorio, alla sua storia e al suo divenire nel tempo.  Riccardo Sanna ci attrae, ci invita ad una sorta di complicità empatica con le sue opere. Ci stimola ad immergerci nella realtà ri-figurata che rimanda ad una realtà interiore, capace di donare radici e ali per ri-significare la storia, l’Altro e l’Oltre. Ci provoca ad accogliere la sfida di incontrare il nostro tempo, intercettando i passaggi possibili per volare, tornare, rimanere, divenire, con la creatività e la libertà interiore che sgorgano, attraverso l’Arte, come al suono della campanella della ri-creazione.

Antonella CESARI 

Per saperne di più