Avevo 38 anni quando mi sono sposata con Domenico, dopo un fidanzamento durato 1 anno e mezzo. Il mio futuro sposo venne nel mio paese per lavoro ed essendo scapolo si unì alla nostra comitiva senza alcun interesse specifico. Ricoprendo la carica di funzionario delle imposte dirette mi mandò a chiamare per chiarire la mia denuncia dei redditi che, a suo parere, non era esatta. E tutto cominciò da lì. Ci fidanzammo: io avevo 36 anni e mezzo e lui era più giovane di me di un anno. Il fidanzamento ufficiale vero e proprio non c’è stato. Fu in quel periodo che io e mia madre ci trasferimmo nella casa che sarebbe diventata la nostra dimora da sposi e cominciammo ad arredarla. Il fidanzato mi regalò l’ anello di fidanzamento, conobbe mia sorella e la sua famiglia e, rispettando le tradizioni, ogni tanto ci scambiavamo piccoli pensieri. Ai miei tempi non era permesso, alla fidanzata, uscire la sera con il proprio fidanzato ma neanche mia madre l’avrebbe consentito né tantomeno io, di idee molto all’antica.
Il nostro fidanzamento fu scandito da una serie di concerti a teatro per ascoltare un parente del mio promesso sposo che era un flautista di fama internazionale, Severino Gazzelloni di Roccasecca, il paese natale del mio fidanzato.
Non ricordo fatti ed avvenimenti importanti di quel periodo tranne un ricordo negativo accaduto a noi. Quando ci recammo dall’orefice a ritirare gli anelli nuziali già pagati iniziò, per qualcosa che non ricordo esattamente, una lite. Non ritirammo gli anelli se non dopo qualche giorno quando capimmo che era un banale litigio.
Mi sono sposata sabato 8 ottobre 1977 alle ore 11,30. nella chiesa di San Andrea a Montefiascone. In chiesa piccoli vasi di tuberose e piante verdi completavano l’addobbo.
Mi sono sposata a Montefiascone nella chiesa di San Flaviano sabato 2 settembre 1972, in una mattina piena di sole. Ho scelto di sposarmi nella chiesa più antica e più bella del paese e non nella mia parrocchia perché conoscevo molto bene il parroco e la chiesa, con la sua antica eleganza, avrebbe reso la cerimonia più raccolta e particolare. La chiesa di San Flaviano fu un antichissimo tempio pagano ai tempi dell’imperatore Costantino. Venne ricostruita e consacrata alla vergine Maria e successivamente ad un martire, appunto Flaviano, le cui reliquie sono conservate nella teca dell’altare maggiore. Questa chiesa è famosa per il matroneo, per gli affreschi, i capitelli e la ricca architettura che la distingue.
Lo scambio degli anelli è il ricordo più bello ed emozionante della cerimonia mentre l’organo diffondeva sommessamente le note dell’”Ave Maria” di Schubert.
Il mio abito da sposa?
Mia madre e mia sorella sono state le persone a me più vicine nella scelta del mio abito da sposa perché le stimavo sotto ogni punto di vista e quindi scegliere il modello e la stoffa è stato facilissimo. Felice è stata l’idea di affidarmi, per la confezione, alla sarta più brava del luogo. L’organza bianca con dei “puntoni” rosa si adattava molto bene al mio fisico di m 1,57 e di appena 42 kg di peso. Così potei indossare con disinvoltura un abitino semplice: lungo, vitino di vespa, scollatura discreta bordata di bianco come le mezze maniche. Una piccola acconciatura bianca sui capelli raccolti in “chignon”, guanti bianchi, roselline bianche e rosa avorio formavano il bouquet, scarpe rigorosamente bianche con un piccolo tacco. La biancheria intima era accuratamente bianca e semplice. Il tutto amalgamato da tanta gioia come se avessi avuto 18 anni perché il matrimonio era il mio sogno fin da bambina.
Mia madre, mia sorella e mia nipote, molto brave nei lavori artigianali, confezionarono le bomboniere all’uncinetto con il cotone bianco finissimo … più di 40 anni fa, erano una novità e riscossero grande apprezzamento. Le fedi nuziali sono state acquistate in una oreficeria del posto da entrambi. Dell’episodio legato agli anelli ho già parlato prima….
