a cura di Ida Renzicchi
La vita della signora Kirillov, nativa di San Pietroburgo, si divide fra gli Stati Uniti d’America, dove risiede abitualmente, e l’Italia dove, da tanti anni, trascorre il periodo estivo. Regina, persona colta ed intelligente, è una donna minuta, ma energica, dai tratti del viso delicatamente esotici, nord-orientali. La sua sobria semplicità ne esalta la grazia e l’eleganza mentre ne sottolinea la signorilità. Amante dell’Arte in generale, la signora Kirillov ha praticamente dedicato la sua esistenza a conoscere e a valorizzare soprattutto le arti visive. Nella loro straordinaria casa-museo, una ulteriore abitazione acquistata ed adibita solo a tale scopo, lei e suo marito hanno raccolto e collezionato opere di numerosi artisti organizzando mostre e convegni e partecipando a loro volta a diverse manifestazioni culturali sia in USA che in Italia. Da tempo, Regina, osservatrice estremamente accorta al dettaglio e al particolare, si dedica alla fotografia riuscendo, con i suoi scatti, a catturare momenti inaspettati e sorprendendo nel saper cogliere raffinate sfumature di luce. Le sue opere fotografiche sono state oggetto di esposizioni in America, specialmente in California, dove l’artista vive.

Conosco la signora Regina Kirillov da tanti anni ed è per me una nuova e gradita occasione poter intrattenermi con lei in una conversazione amichevole che trasmetto agli web-users di Geapolis.
D: Regina, conosco la tua passione per l’Arte ed il tuo amore per l’Italia. Da dove scaturiscono tali sentimenti?
R: L’arte è entrata nella mia vita quando avevo 7 anni appena ho cominciato a studiare danza classica con i migliori teatri. Più tardi nella mia vita, ho seguito tante strade diverse. Poiché mi piacciono gli opposti, sono passata dal balletto alla fisica e ho conseguito il master nel settore. Poi, ho studiato lingua inglese e mi sono diplomata alla Scuola di Lingue per la Traduzione Scientifica. La mia passione per l’arte è persistita e mi ha portato allo studio della storia dell’arte e al mio lavoro in questo settore. Negli Stati Uniti ho lavorato nelle biblioteche accademiche. Trasferirmi nel deserto ha migliorato la mia vita e mi ha portato a praticare la fotografia come forma d’arte. Da allora, ho partecipato a numerose mostre d’arte – personali e con gruppi – in diverse gallerie d’arte californiane. Ritengo che l’interesse per l’Arte sia nei miei geni. Musei, gallerie e libri di arte hanno contribuito a stimolare la mia passione. Il mio punto di inizio è stata l’arte greca e romana. Più tardi ho compreso che la tradizione dell’arte romana era stata fatta rivivere come base dell’arte rinascimentale in Italia che io amo davvero. Mi sono sempre sentita – e mi sento tutt’ora – in soggezione e allo stesso tempo elevata ammirando quadri di artisti rinascimentali. L’Italia è la culla dell’arte occidentale.

Regina Kirillov, Angels who cut your wings

Regina Kirillov, Mirror

Regina Kirillov, Happy and Merry
D: Come nasce questo tuo interesse specifico per la Fotografia?
R: Guidando su strade deserte, ho trovato animali uccisi dalle auto. Ero molto ferita. Dal momento che, in un deserto, ci sono molte strade tranquille, ho pensato che – guidando con attenzione – sarebbe stato possibile migliorare il comportamento scorretto delle persone che porta ad uccidere. Ho deciso di fare una mostra – la mia prima mostra – su questo argomento con il messaggio: non uccidere.
D: Quali emozioni ti dà il fotografare? Consideri la fotografia un mezzo per comunicare le tue esperienze di vita oppure una fuga da esse?
R: Credo che gli artisti in generale, anche se ci provano, non sappiano spiegare il perché della loro arte. O hai questa passione o non ce l’hai. Credo sia un dono che ci viene o non ci viene concesso. Io mi ritengo fortunata ad averlo. In effetti, voglio mostrare agli altri come vedo il mondo. Non voglio cambiare le persone, poiché trovo questo impossibile, anche se credo che le differenze di visione e di punti di vista potrebbero essere interessanti ed istruttive per ognuno di noi.

Regina Kirillov, In obscurity

Regina Kirillov, Reflection

Regina Kirillov, We remember our loved ones
D: Quali sono i soggetti che preferisci riprendere? Perché?
R: Per quanto riguarda i soggetti, non mi limito a questo o a quello. Vedo il mondo come un grande castello con molte, molte stanze. Dietro ogni porta c’è una stanza diversa ma sono tutte nello stesso castello. Quindi – potrei dire – qualunque sia l’argomento che scelgo, la mia principale visione filosofica ed emotiva rimane intatta.
D: Nelle tue foto noto una particolare attenzione alla luce.
R: La luce fa tutto. Ci aiuta a vedere non solo tutte le forme, la bellezza e la bruttezza del Mondo, ma a renderci conto di dove siamo, chi c’è in giro e dove andare. Se ti capita di essere al buio in una sala, dove non sei mai stato prima, inciampi, cadi, rompi qualcosa. Con la luce, già dal primissimo secondo, sai se questa sala è bella o brutta, se è sporca o perfettamente pulita. Inoltre, vedi tutte le porte per entrare o per uscire. Sono anche interessata ai riflessi di luce – come la luce interagisce con l’acqua, il vetro, metallo, foglie verdi, facce….

Regina Kirillov, Light Reflected

Regina Kirillov, Exotic Fruit and Me

Regina Kirillov, New Hardships
D: Ed anche uno studio particolare del dettaglio, della circostanza… E’ una ricerca che parte da un progetto o si tratta semplicemente di saper cogliere l’attimo?
R: Le donne più degli uomini sono interessate ai dettagli. Anche io. Inoltre non vedo come cogliere l’attimo senza mostrare i dettagli di quel momento. Altrimenti, non si sarebbe in grado di catturare il particolare momento. Per me, entrambi vanno di pari passo.
D: A chi o a cosa ti ispiri?
R: Ho iniziato traendo ispirazione da mio marito, Dimitry, che ha stampato la sua prima foto d’arte all’età di 11 anni. Da quando ci siamo conosciuti, lui, la sua macchina fotografica e io lo eravamo sempre insieme. A parte questo, non sono stata particolarmente influenzata da nessuno fotografo. La mia visione era pronta ad esprimersi nella mia arte.
D: Chi è il tuo artista preferito? Perché?
R: I miei fotografi preferiti sono Diana Arbus, Edward Weston, Robert Frank. Ma non ne saprei spiegare il perché. La verità, in generale, è – diciamo – che a un bambino piace il pane bianco mentre a un altro piace il pane nero. Perché? Chi lo sa.
D: La fotografia ha sostituito, a volte in modo magistrale, il disegno e la pittura figurativa, tu cosa ne pensi?
R: Adoro i dipinti. Penso che – in una certa misura – i pittori abbiano più capacità e possibilità di esprimere la propria visione del mondo e della vita. D’altra parte, anche l’arte di ogni fotografo è molto individuale. Non c’è rischio di confondersi, diciamo, Leo Friedlander con Weegee (Arthur Fellig) con Sanders e così via. Prima di aver visto le fotografie di mio marito Dimitry, non prestavo molta attenzione alla fotografia pensando che fosse secondaria rispetto alla pittura. Le immagini sulle foto di Dimitry, soprattutto il modo in cui egli usava la luce nella sua arte, ha cambiato il mio atteggiamento nei confronti della fotografia. Quindi, tratto entrambi con rispetto. Un aspetto della fotografia moderna di cui mi sento preoccupata è l’uso di tutti i nuovi programmi di fotoritocco che possono facilmente cambiare in qualcos’altro ciò che il fotografo ha visto attraverso l’obiettivo.




Regina Kirillov, Caspar Friedrich’s Trees in Morongo
D: Molti dei tuoi scatti sono stati rivolti all’ambiente naturale ed in particolare a quello dello Joshua Tree Desert National Park in California dove tu vivi. Cosa ti colpisce di quel territorio così inusuale?
R: Il cielo, gli orizzonti, le colline lontane, la sensazione dello spazio, le rocce… le strane forme degli Joshua Trees… Si percepisce il potere mistico del luogo. Alcune persone che lo avvertono, tornano. Altre che non lo sentono, non torneranno mai più: l’enigma della Natura.
D: Regina come descriveresti la tua fotografia?
R: Vorrei che attraverso le mie fotografie, gli spettatori aprissero gli occhi. Alle mie mostre, spesso chiedono: dove l’hai visto? La mia risposta è: guardati intorno attentamente, apri i tuoi occhi e vedrai.
D: Quale è la tua foto preferita? E quale il soggetto?
R: La vista di una montagna dalla mia casa nello Joshua Tree Desert. Amo soffermarmi a guardare orizzonti lontani. In questa foto mi immagino sul pianeta Venere. Perché? Solo perché è così che io vedo il pianeta Venere nei miei sogni.
D: C’è qualcosa che vorresti fotografare e che non hai ancora avuto occasione?
R: No, non credo. Io riesco a vedere il mondo intero in una goccia d’acqua. Non ho bisogno di andare molto lontano.
D: Quale è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso la fotografia?
R: Vedo il mondo come una moneta che ha due facce: una buona e una cattiva, una bella e una brutta. Bianco e nero, nascita e morte. Questo è il messaggio della mia fotografia.
D: Spesso si assiste a mostre dove sembra che, volendo stupire a tutti i costi, vengono presentati temi o soggetti al limite del disgusto o della decenza. Qual è secondo te il vero limite tra arte, anche di rottura, e puro sensazionalismo?
R: Sì, percepisco questa propensione. Non sono in grado di cambiare le nuove tendenze, posso solo parlare per me. Io sto alla larga da tutto questo nonostante ritenga che potrebbe essere molto attrattivo per altri. Io non sacrifico le mie convinzioni, la mia filosofia di vita, la mia visione, la mia arte per trarre profitto da ciò che faccio e ciò che mostro… io faccio come piace a me. Devo dire però che nel lungo periodo – o forse presto – queste nuove tendenze distruggeranno il senso della Bellezza nella nostra società e che noi – umani – finiremo con il privare noi stessi del dono della Bellezza che ci è stato donato e con il perdere così tanto nelle nostre vite. Sfortunatamente, sarà quello che avverrà se non cambiamo.

Sunrise in Morongo Valley

Early in the Morning

Planet Venus

Park in New York
D: Tu, da cosa giudichi e in base a cosa valuti uno scatto fotografico?
R: Non giudico né valuto specificamente quando scatto. Il mio occhio vede qualcosa ed esso sa che questa foto sarà in armonia con quello che ho dentro. E fotografo. io non sto parlando dei tecnicismi legati allo scatto che sicuramente seguo.
D: So che condividevi con il tuo amatissimo Dimitry la passione per la Letteratura, l’Arte e la Fotografia e che anche lui aveva fatto diverse mostre negli Stati Uniti. Era la vostra una specie di simbiosi artistica, oppure ognuno di voi amava situazioni e soggetti differenti cui scattare fotografie? Cosa piaceva a Dimitry in particolare?
R: Direi che il modo in cui io e Dimitry vedevamo la vita e il mondo era in qualche modo simile. Avevamo molto in comune nella nostra filosofia, nei nostri interessi, nel nostro generale atteggiamenti verso gli avvenimenti della vita. Esercitando la nostra arte, abbiamo visto diversi aspetti di un evento o di un soggetto: lui – più da un punto di vista generale – mentre io facevo più attenzione ai dettagli. Ci siamo completati molto bene.
D: Sappiamo che tu ami moltissimo l’Italia, soprattutto le sue opere artistiche. Cosa ti ha colpito maggiormente nella nostra nazione? Cosa ritieni debba essere maggiormente valorizzato?
R: Arte e cultura italiana del passato. E la vostra gente – che ha creato quest’Arte nel passato – persone che hanno un grande potenziale per farlo rivivere presto ed essere ricordate nel Futuro. Credo molto nel grande talento e nelle migliori capacità degli Italiani.
D: Ogni anno, oltre che a Viterbo, trascorri un periodo estivo sia a Bologna che a Venezia e a Berlino. Cosa ti attrae di queste località? Perché proprio la scelta di queste città?
R: Dell’Italia amo ogni piccolo villaggio, ogni piccola e ogni grande città. Mentre cammino attraversandole, mi sento come se stessi frequentando e studiando all’Università Mondiale dell’Arte ora, proprio in questo momento, quindi non ho bisogno di essere nell’Antica Roma. È così edificante e contribuisce alla mia felicità. Ancora una volta, rispetto e ammiro veramente gli Italiani che hanno creato questa Arte eccezionale e stupenda per me, per noi. Sono sicura che gli Italiani lo rifaranno. Per quanto riguarda le città, la mia preferita è Bologna. Vorrei poter vivere lì. Potrei parlare e parlare di Bologna. Anche Venezia è molto speciale. Sì, amo Berlino. Penso anche che New York sia unica e una delle più grandi città del mondo. Tutte queste città mi sono così care per la grande cultura in cui posso immergermi, studiare e divertirmi.

Street on Sunday in Italy

Women’s Hair

Medieval Hunting in Viterbo
D: Come trascorri il tuo tempo in America dove vivi?
R: In California, la mia vita ha un ritmo più lento. Nello Joshua Tree Desert, abbiamo una tradizione di tour artistici iniziata molto tempo fa. Più di 150 artisti – locali e di Los Angeles, New York e altri luoghi negli Stati Uniti e all’estero – vi prendono parte. Per quattro fine settimana all’anno, gli artisti aprono le loro case per mostrare la loro arte; molto spesso le loro case sembrano esse stesse mostre d’arte che espongono architetture locali e tendenza locale nel decorare le case. Inoltre, ogni secondo fine settimana del mese, tutte le gallerie d’arte dello Joshua Tree Desert organizzano ricevimenti, passeggiate artistiche ed eventi musicali. Questa tradizione si sta diffondendo in altre città del deserto: Palm Springs, Cathedral City, Palm Desert, Indio – come si chiama. Tutto questo è legato però all’arte contemporanea. Se voglio vedere la vecchia arte europea, devo guidare per più di 200 km e recarmi a Los Angeles, Pasadena o, ancora più lontano, San Francisco o New York.

Regina Kirillov, Night Falls

Regina Kirillov, Night Falls

Regina Kirillov, Leaving my past
D: Quali sono i tuoi progetti?
R: In questo momento, attraverso un periodo di contemplazione e riposo, cercando di riprendere le mie energie dopo lo sfortunato evento del passaggio ad un mondo migliore di Dimitry.
D: Cosa consiglieresti di vedere e in che modo suggeriresti di approcciarsi al mondo dell’esposizione fotografica chi se ne sentisse attratto?
R: Segui la tua aspirazione, sii fedele a te stesso e mostra solo ciò che ti piace, senza preoccuparti e senza prestare molta attenzione a ciò che ti consigliano i mercanti d’arte. Il tuo talento e la tua tenacia sapranno portarti al successo.
Ringrazio Regina Kirillov per la sua cortesia e disponibilità e le auguro ogni bene.
San Francisco, California, USA 2023/02/15 a cura di Ida Renzicchi per GEAPOLIS
