Bolsena Ricama… a scuola di creatività e cultura

LA SFIDA DELLA SCUOLA BOLSENA RICAMA. UNA BUONA PRATICA  

FORMAZIONE DEGLI ADULTI NEI CONTESTI NON FORMALI E INFORMALI

Insieme alla professoressa Maria Vittoria Ovidi, presidente dell’Associazione  Bolsena Ricama e Coordinatrice del progetto UNESCO per il Merletto Italiano proviamo e scoprire in che modo, attraverso le attività promosse dalla scuola, l’arte del merletto  diventa un approccio privilegiato  per educare lo sguardo, le mani, l’intelligenza e  le emozioni al gusto del bello e al suo significato più profondo.

Conversazione  pubblicata l’8 marzo 2017 in occasione della giornata internazionale della donna (a cura di Antonella Cesari)

La parola creatività viene dal latino creare che significa “produrre, generare” qualcosa che prima non c’era. Viene definita come la capacità umana di essere originali, di creare e produrre contenuti mentali di qualunque tipo. Noi creiamo quando inventiamo situazioni originali, riorganizziamo elementi già esistenti in una forma nuova, scopriamo forme in precedenza sconosciute, introduciamo elementi nuovi. Il processo della creatività favorisce la formazione di nuovi collegamenti neurali diversi da quelli già esistenti, stimola l’agilità mentale e sviluppa intelligenza globale. La creatività nasce dalla meravigliosa interazione tra emisfero destro e sinistro, benché sia di preferenza associata all’emisfero destro. Le attività che richiedono capacità creative sono ottime per il cervello, perché liberano dalla tensione, producono soddisfazione e divertimento,  stimolano l’apprendimento, rafforzano la memoria  e potenziano in generale i nostri talenti.

creazioni realizzate dalle allieve merlettaie della Scuola Bolsena Ricama 

La creatività non è limitata dall’età  e benché venga raramente stimolata in età adulta, può venire riattivata in qualsiasi momento, perché è un processo naturale dell’uomo. Ogni persona ha una capacità unica di esprimere i propri talenti e le proprie esperienze individuali. È la scoperta di questa prospettiva personale, e non necessariamente un livello superiore di intelligenza, che consente al nostro spirito creativo di esprimersi. La creatività sta nel tradurre la nostra voce, la nostra essenza, in espressioni tangibili. L’arte del ricamo e del merletto costituiscono una via privilegiata per tutto coloro che desiderano sviluppare e coltivare l’intelligenza creativa…

LA SCUOLA BOLSENA RICAMA SI DOMANDA …
  • Bellezza, creatività, arte del merletto: quali relazioni e quali necessarie interdipendenze per arrivare all’eccellenza del prodotto finale?
  • Perché creare o affrontare l’inedito, quello che prima non c’era, ci attrae ma, a volte, ci blocca, fa paura? (Non sarò mai in grado di realizzare un lavoro a tombolo… non ci riuscirò mai, sono tutte più brave di me…)
  • Quali sono le motivazioni che maggiormente spingono una maestra merlettaia e le stesse allieve ad essere creative?
  • La creatività è la capacità di creare qualcosa di .. “originale,  rilevante, realizzabile, utile” (vero o falso)?
  • Per la merlettaia quali sono i maggiori ostacoli alla creatività?

Rifletto sulla competenza creativa:

  • “Creatività è libertà assoluta priva di regole” (vero o falso)?
  • “Più si è intelligenti più si è creativi” (vero o falso)?
  • “I giovani sono più creativi dei vecchi” (vero o falso)?
  • “La creatività non è per gli adulti o per persone serie” (vero o falso)?
  • “I creativi sono pochi ‘eletti’ che osano assumersi rischi” (vero o falso)?
  • “La creatività è un atto solitario” (vero o falso)?
LA CREATIVITÁ RISIEDE NELLA CURIOSITÁ E DERIVA DALL’AVERE LE ANTENNE MENTALI APERTE AL MONDO… PER QUESTO BISOGNA SEMPRE CONTINUARE A PENSARE… (Rita Levi Montalcini). La parola creatività viene dal latino creare che significa “produrre, generare” qualcosa che prima non c’era. Viene definita come la capacità umana di essere originali, di creare e produrre contenuti mentali di qualunque tipo. NOI CREIAMO QUANDO INVENTIAMO SITUAZIONI ORIGINALI, RIORGANIZZIAMO ELEMENTI GIÁ ESISTENTI IN UNA FORMA NUOVA, SCOPRIAMO FORME IN PRECEDENZA SCONOSCIUTE, INTRODUCIAMO ELEMENTI NUOVI…

Che cosa è per  Maria Vittoria Ovidi la bellezza?

Permettimi di formulare meglio la domanda… come è arrivata Maria Vittoria a ricercare e ad apprezzare la bellezza…

La bellezza è un qualcosa di estremamente soggettivo, è ciò che percepiamo attraverso i sensi, nel rapporto personale che abbiamo con l’ambiente, le persone, gli oggetti.  Riconosciamo una bellezza universale  alle opere d’arte che ci permettono di comprendere meglio “il buono” della nostra umanità. Michelangelo, Leonardo, Raffaello sono solo alcuni tra i più noti artisti che sono riusciti ad esprime  la grandezza dell’uomo. Ma c’è la bellezza della natura dalla quale non possiamo assolutamente distaccarci. Se  già da bambine, siamo state abituate ad osservare la bellezza della natura nel microcosmo e nel macrocosmo il gusto e il senso della  bellezza ti resta… io ricordo quando, da bambina, uscivo con mia nonna che mi insegnava a raccogliere i fiori dei  campi e mi spiegava i nomi e le caratteristiche dei fiori dei campi. Io portavo a casa il mazzolino delle violette selvatiche, delle roselline  selvatiche ed ero felice.  Negli anni ’50 a Bolsena non era così diffusa la cultura dei giardini. Mia nonna, oltre  ad insegnarmi a prendermi cura del giardino di famiglia, mi insegnava a saper vedere, ad apprezzare la bellezza dei fiori del campo, a saper contemplare un tramonto e familiarizzare con il nostro lago per imparare a riconoscerne tutte le sue caratteristiche e i suoi movimenti, i sui colori, la sua calma e la sua furia, soprattutto nei giorni agitati dal vento.

L’amore per la natura e la capacità di meravigliarmi davanti ad essa mi ha gradualmente educato al gusto dell’arte. Per me è molto importante poter valutare, stimare e apprezzare quello che è il bello di un’opera d’arte … Amo molto la pittura en plein air, grandemente utilizzata dalla corrente pittorica degli impressionisti. Uno dei luoghi che amo particolarmente è il museo de l’Orangerie  a Parigi.  Il museo ospita molte opere dei più celebri pittori impressionisti francesi tra cui Renoir, Matisse e Cézanne.  Ma lo spazio più bello è sicuramente  quello pensato per accogliere Les Nymphéas,  la collezione di dipinti  realizzati dal pittore  Monet, raffiguranti le ninfee ed i giardini floreali di Giverny in Normandia. Si rimane avvolti dallo stupore, da un senso  di meraviglia che ti prende i sensi…  la genialità di un pittore che attraverso i colori,  attraverso  una immagine rubata all’esterno  e riprodotta all’interno  di una sala è riuscito a creare un ambiente che ti fa sognare…  Fare una passeggiata in riva ad un lago cosparso di ninfee è quello che Monet voleva per il visitatore. Io credo che ci sia perfettamente riuscito.

Bellezza, creatività e tecnica: quali relazioni e quali necessarie interdipendenze  per arrivare all’eccellenza della lavorazione del merletto ?

Una volta che si è imparato ad apprezzare e contemplare la bellezza della natura e a saper intravedere il bello nell’arte, ciò che hai assimilato lo  traduci e lo personalizzi  nella tua realtà, nel tuo vissuto, diventa parte di te. I temi fondamentali  impiegati nella lavorazione del merletto sono i fiori le foglie. Nel momento in cui scegli, individui  e  realizzi il soggetto a merletto, cerchi di tradurre  le conoscenze che hai accumulato attraverso una tua creazione. Non si tratta di  fare una copia  ma di creare… Secondo me il discorso della traduzione  in merletto  di un soggetto scelto, che siano fiori, foglie o qualsiasi altra cosa  si concretizza nel realizzare  o una fotocopia o  una creazione… la fotocopia è senza anima, la creazione invece ha un’anima, ci sei tu dentro… una creazione con un’anima è la bellezza.

TEORIE IN PRATICA / LA DIMENSIONE TERRITORIALE DELL’AZIONE EDUCATIVA. L’ARTE DEL MERLETTO: UNA SINTESI ARMONIOSA TRA CREATIVITÁ E RIGORE, UNA BUONA PRATICA DI AUTOFORMAZIONE EDUCATIVA.

Attraverso quali iniziative e quali metodologie  Bolsena Ricama educa al gusto del bello le proprie allieve merlettaie?

Credo che sia fondamentale il confronto con  quelle realtà artigianali e produttive  dove l’eccellenza è il tratto distintivo. Nel corso degli anni la Scuola Bolsena Ricama  ha organizzato diversi viaggi sia in Italia che all’estero.  Tra le iniziative  più interessanti la visita al museo del merletto di Honiton, Devon (Gran Bretagna), il corso di  Youghal Lace in Irlanda, la visita alla mostra  dell’ mostra “Aemilia Ars” a Bologna, la visita alla fondazione Lisio a Firenze.

Come vengono accolte queste iniziative  dalle allieve merlettaie?

Vengono vissute innanzitutto come un arricchimento culturale notevole  e sicuramente viene stimolata la motivazione a migliorare il proprio lavoro e le proprie conoscenze. L’anno scorso siamo andati a visitare  le seterie di san Leucio  vicino a Caserta. La mia deformazione professionale di insegnante ha fatto sì che le allieve arrivassero  sul posto fornite di dispense con le notizie storiche del luogo che andavamo a visitare.  Vedere dal vivo azionare i telai, vedere preparare i licci, assistere allo sviluppo  della trama  e dell’ordito,  assistere alla preparazione delle bobine,  approfondire la  conoscenza  del materiale, dei tessuti,   l’ abbinamento dei colori  che stridono o si armonizzano … È una esperienza di conoscenza che avviene attraverso i sensi,  in particolare la vista e il tatto  e anche l’udito, al ritmo del telaio… Si tratta di vedere i tessuti, di toccarli con mano… Così si sviluppa il gusto del bello e l’intelligenza creativa.

L’ARTE DEL MERLETTO … UNA SINTESI ARMONIOSA TRA CREATIVITÁ E RIGORE

Come si concilia la “libertà creativa” con  il rigore delle tecniche della lavorazione  del merletto, l’apprendimento  intergenerazionale e per imitazione  con la creatività di un approccio innovativo? In sintesi, come tenere insieme tradizione e innovazione?

La competenza creativa ha un valore primario. Davanti ad un modello che si propone escono sempre fuori creazioni diverse l’una dall’altra… ciascuna allieva esprime la propria personalità in quello che fa … ma non c’è un lavoro migliore dell’altro… ciascuna ci ha messo dentro tutta la sua competenza, il suo io, ha trasformato il modello in una creazione personale…

 Quale posto ha l’apprendimento per imitazione nella tua scuola?

La prima fase dell’apprendimento del merletto è per imitazione.. Ciò è fondamentale. La maestra merlettaia presenta un disegno e spiega la tecnica:  questo è l’ABC … così l’allieva comincia a camminare da sola. É essenziale che ci sia un  rigoroso apprendimento di base. La creatività e il rigore stanno insieme…

La creatività è senza regole?

Io non accetto il senza  regole per una forma della precisione che è richiesta. Ho verificato  che  quando si lascia libero sfogo alle mani spesso escono fuori dei punti che  poi è necessario eliminare. Le regole vanno rispettate, nel ricamo e nel merletto non si può prescindere ..

I giovani sono più creativi degli anziani?

Gli anziani tendono più a ripetere  quello che hanno accumulato nel corso degli anni. I giovani spaziano un po’ di più. Se trovano le persone capaci di indirizzarli verso una creatività personale loro ci si buttano.  Molte volte i giovani non hanno accesso a queste cose e questo è un gravissimo errore.  Quest’anno la scuola  del merletto di Cantù ha  promosso insieme al liceo artistico della città un concorso. Il tema: “La farfalla nella storia dell’arte”. I ragazzi, lavorando insieme ai professori hanno prodotto 100 progetti. La proposta ha avuto un grande successo. L’iniziativa è nata nell’ambito del Xa edizione del Concorso internazionale 2017 “ Ricamo e Merletto tra Arte e Tradizione…..la farfalla nell’Arte” che avrà il suo culmine  nella manifestazione Bolsena Biennale che si svolgerà dal  21 al 24 settembre 2017.

STUDI E DOCUMENTAZIONE

L’équipe di Geapolis ringrazia la professoressa Maria Vittoria Ovidi per aver concesso la pubblicazione di alcuni capitoli del volume L’arte del ricamo e del Merletto in Europa … un fazzoletto per la sposa. Un contributo prezioso per conoscere meglio la cultura dell’arte del merletto, le sue origini e la sua diffusione. Dal volume sono stati estratti tre contributi di Maria Vittoria Ovidi tradotti in lingua francese da Katarina Cavanna:

  • Merletti, Pizzi, Trine – Dentelles et Guipures
  • Merletti e Ricami: un patrimonio da salvare – Dentelles et Broderies: un patri moine à sauver
  • Tradizione e innovazione – Entre tradition et innovation
Le travail de la dentelle… retrouver son droit fil intérieur: réconcilier l’esprit qui veut et la main qui fait…

La storia dei merletti. come del resto quella di ogni oggetto d’arte e di consumo riflette i tempi e i modi del travagliato processo di trasformazione che l’Europa ha subito nel corso di questi ultimi secoli. Lo straordinario successo attraverso i secoli di questo manufatto è dovuto alla sua duttilità e capacità di evolversi nel corso degli anni. Negli ultimi tempi da fatto prevalentemente economico, legato alla moda, diventa un fenomeno artistico a cui è affidato il rinnovamento di un preciso linguaggio figurativo e la conservazione di un ricchissimo patrimonio culturale.

L’histoire de la dentelle, comme du reste celle de tout objet d’art et de consommation, reflète les temps et les modes du difficile processus de transjormation subi par TEurope au cours de ces derniers siècles. Le succès extraordinaire de ce produit manufacturé à travers les siècles est dû  à sa souplesse et à sa capacité d’évoluer à travers le temps. Dernièrement, au départ d’une réalité purement économique, liée à la mode, il s’est transformé en un phénomène artistique qui englobe le renouvellement d’un langage figuratif précis et la conservation d’un patrimoine culturel purticulièrement riche.

Il merletto di Orvieto e l’Ars Wetana. Cento Anni di Storia

(Marsili 2007)

L’arte del ricamo e del Merletto in Europa … un fazzoletto per la sposa. (Marsili 2004)

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Le travail de la dentelle (et de broderie) est généralement présenté comme quelque chose de beau, d’un goût exceptionnel, imaginatif, d’une patience infinie… Offrir une broderie que l’on a faite des mains, c’est donner un peu de soi, mais aussi quelque chose de totalement immatériel et d’infiniment précieux: son temps…

BOLSENA RICAMA … CANTIERE APERTO 

APPROFONDIMENTI/ INDAGINE SUL MERLETTO… STORIA EVOLUZIONE E SCOMPARSA

Intervista a Doretta Davanzo Poli, Emma Vidal, Alberto Cavalli,Chiara Squarcina, Maria Vittoria Ovidi.

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Le travail de la dentelle (et de broderie)

est généralement présenté comme quelque chose de beau,

d’un goût exceptionnel, imaginatif, d’une patience infinie…

Offrir une broderie que l’on a faite des mains,

c’est donner un peu de soi, mais aussi quelque chose de totalement immatériel et d’infiniment précieux:

son temps…

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