
In che modo sensibilizzare gli adulti ai temi della tutela ambientale e della valorizzazione dei territori? Attraverso quali strategie? Da dove partire? Cinzia PROIETTI propone alcuni spunti di riflessione per APPRENDERE AD APPRENDERE come ABITARE IL TERRITORIO attraverso un approccio sensoriale e una pluralità di linguaggi.

Dicembre 2024
In primo piano

Musicista, scrittrice, operatrice culturale e socio-educativa. Diplomata in Canto Lirico presso il Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni, ha completato il corso triennale in “Musica Antica e Tradizioni non Scritte” e conseguito il Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali, indirizzo Interpretativo curriculum Barocco. La sua formazione si arricchisce con specializzazioni in tecniche vocali e musicali, maturate attraverso seminari e masterclass tenuti da maestri di fama internazionale. Ha approfondito le metodologie pedagogiche e didattiche frequentando corsi avanzati sulla ritmica e improvvisazione secondo la metodologia J. Dalcroze, oltre a Metodologia e Pratica dell’Orff-Schulwerk. Membro dell’OSI (Orff-Schulwerk Italiano).
Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione (OEPAC), Facilitatore della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Si specializza nella didattica del sostegno attraverso i master universitari “Metodologie didattiche per l’integrazione degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)”, “Tutor accademico specializzato in Discipline Musicali Inclusive”. Nel suo impegno didattico e sociale, coordina laboratori di sperimentazione musicale presso studi medici e strutture socio-assistenziali. Membro della commissione Rotary Campus Umbria dedicato a giovani con disabilità.
In ambito letterario, ha pubblicato raccolte poetiche tra cui Crome (Bertoni Editore, 2021), diSEGNI diVERSI. Indissolubilità fra segno e parola (Gambini Editore, 2021) e Linee di parole (Eretica Edizioni, 2023). I suoi componimenti poetici figurano in antologie di rilievo nazionale, e il suo impegno artistico le ha valso premi prestigiosi. Nel 2022 ha esordito nella narrativa con il romanzo storico Il sapore delle sorbe. Vissuti di guerra 1917-1945 (Gambini Editore).
Curatrice del romanzo corale sulla violenza di genere (Dalia Edizioni, 2025). Presidente di giuria in concorsi letterari e artistici nazionali e internazionali. Presidente dell’Associazione Artistico-Culturale FŌRMA APS e del Premio Internazionale FŌRMA CULTURA. Direttrice artistica della Biennale Umbria Letteraria.
APPROCCIO SENSORIALE E PLURALITÁ DI LINGUAGGI. CONVERSAZIONE CON CINZIA PROIETTI
“Abitare un territorio” significa riuscire a immergersi totalmente nella sua essenza, respirarne l’aria, ascoltarne i suoni, osservare i dettagli di ciò che ci circonda, sentire le sue vibrazioni e soprattutto assaporarne le tradizioni, le radici culturali. Per una scrittrice-musicista, ogni luogo è una sinfonia unica, una melodia di suggestioni, un’armonia fatta di storie, che si rivelano solo se le vivi attraverso tutti i sensi. È un’esperienza che trasforma lo spazio in ispirazione creativa.”
Quali i punti di forza e le criticità da intercettare, magari “in punta di penna”, per promuovere una maggiore consapevolezza del patrimonio storico-artistico e ambientale sui territori locali?
Il punto di forza di chi scrive risiede nella capacità di raccontare i territori con sguardo attento e con spirito critico. È fondamentale saper osservare minuziosamente non solo la bellezza che si svela ai nostri occhi, ma ciò che l’ambiente stesso vuole raccontarci e attraverso la parola riuscire a toccare il cuore, restituendo un’identità unica e viva. La criticità sta nel combattere l’indifferenza e la frenesia contemporanea, che rischiano di oscurare la bellezza del passato e le urgenze del presente. Scrivere “in punta di penna” significa agire con delicatezza ma con incisività, per far emergere ciò che spesso resta velato o addirittura invisibile.

Cinzia Proietti, Incontro (Astratto ad acrilico su tela 50×70, tecniche miste -2021)

In che modo cerchi di farlo con il tuo lavoro e in particolare attraverso eventi come la Biennale?
Con il mio lavoro di scrittrice e musicista nonché di operatrice culturale e socio-educativa, intreccio parole, suoni ed esperienze, creando narrazioni e progetti che invitano a riscoprire il territorio come spazio di dialogo, inclusione e memoria. Eventi come la Biennale Umbria Letteraria sono un’occasione preziosa per amplificare queste voci, rendendo i luoghi protagonisti di una scena culturale condivisa, in cui arte – e per arte intendo ogni forma di espressione letteraria, musicale, pittorica, scultorea, teatrale – e storia si fondono per parlare al presente. La Biennale è un luogo aperto e funzionale al territorio, è una fucina di idee, un investimento sul valore della persona, della comunità, della cultura intesa come bene accessibile a tutti.
Siamo ancora capaci di perseverare e impegnarci per il bene e lo sviluppo dei territori e delle comunità locali? Perché? Cosa sta cambiando?
Certo che sì, siamo capaci, ma con nuove sfide. Cresce ogni giorno la consapevolezza della fragilità dei nostri luoghi, ma serve per questo un impegno collettivo che superi il mero individualismo. Stiamo imparando, seppur lentamente, a vedere il territorio non più come risorsa da sfruttare, ma come “giardino di comunità”, come patrimonio da custodire per i nostri figli, per le generazioni future. Ciò che sta cambiando e che deve necessariamente cambiare oltre alla consapevolezza è l’agire di ogni singola persona. I cambiamenti avvengono quando tutti gli attori diventeranno protagonisti al centro di questo lungo processo.
Attraverso quali strategie la valorizzazione del territorio locale diventa “promessa di futuro”? In che modo ti impegni a farlo attraverso il linguaggio poetico?
La valorizzazione del territorio diventa promessa di futuro quando si costruiscono ponti tra il passato e il presente, usando anche il linguaggio della poesia per restituire emozione e profondità ai luoghi. Il linguaggio poetico, con la sua forza evocativa, invita a guardare il mondo con occhi nuovi, trasformando il territorio in una trama di storie condivise.

Oltre al tuo impegno con gli eventi della Biennale, attraverso quali iniziative culturali e percorsi formativi è possibile aiutare gli adulti a percepire il proprio territorio e le comunità locali come luoghi intrisi di storia e umanità, non solo da guardare ma da vivere e rendere vivi? In che modo cerchi di farlo attraverso i tuoi libri?
Credo che la chiave sia offrire percorsi educativi multidisciplinari e interculturali, sia proporre esperienze culturali e di integrazione sociale che coinvolgano direttamente le persone, per promuovere una reale partecipazione e pari opportunità. Mi vengono in mente laboratori narrativi, passeggiate letterarie, circle time e incontri tematici legati alla storia e alla memoria dei luoghi, ma ogni sperimentazione, ogni innovazione, ogni arte, con la potenza del proprio linguaggio, può essere un efficace mediatore. Ognuna di queste azioni può aiutare a creare un senso di appartenenza, invitando gli adulti a esplorare il loro territorio con curiosità e consapevolezza.

Attraverso i miei libri, cerco di raccontare il territorio con un approccio emozionale e immersivo, intrecciando storie personali e collettive. Ogni narrazione diventa un ponte tra il lettore e il luogo, un invito a guardare oltre la superficie per riscoprire l’umanità e la bellezza che ogni spazio porta con sé. Scrivere significa anche donare una voce ai territori, affinché tornino a vibrare di vita e significato.


Il linguaggio poetico e il linguaggio fotografico: perché spesso vengono utilizzati insieme? Quali le risonanze rispetto al percorso “FIUMI D’EUROPA”?
La fotografia è poesia visiva. La poesia è il tempo riflesso nei versi. Poesia e fotografia si uniscono, si completano: la prima dà voce alle emozioni, la seconda cattura istanti visivi che parlano oltre le parole. Nel percorso “FIUMI D’EUROPA”, questa combinazione rende sicuramente il viaggio un’esperienza multisensoriale, un dialogo tra immagini e versi che celebra la memoria e il fluire della vita nei territori attraversati.
ITINERARI FLUVIALI – Interazioni tra l’uomo e il suo ambiente
All’incontro delle VARIAZIONI e dei TEMI della cultura europea
Clicca sui titoli e sulle icone