.
Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita,
e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi…
Henry David Thoreau
.
.
Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita,
e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi…
Henry David Thoreau
.

Situata a pochi chilometri dal lago di Bolsena e dall’ antico borgo etrusco di Tuscania, tra le colline a 385 metri slm, l’Azienda Agricola “La Piantata” si trova nel cuore della Tuscia viterbese (tra i comuni di Arlena di Castro e Piansano). Chi e che cosa hanno trasformato questo lembo di terra in un giardino? Lo abbiamo chiesto a Renzo Stucchi protagonista, insieme alla moglie Rosella, di un progetto imprenditoriale di successo, dove la capacità di armonizzare cultura e natura, tradizione e innovazione, bene-essere e bell-essere ne caratterizzano la visione strategica. Tuttavia, il successo de La Piantata non si comprende utilizzando esclusivamente le categorie del project management. Lasciamo a Renzo Stucchi la parola …
a cura di Antonella Cesari
Quando e in che modo ha preso forma l’idea di acquistare e riqualificare l’azienda agricola La Piantata? È iniziato tutto per caso… Nel marzo del 1992 mi trovavo a Tuscania. Avevo accompagnato un amico interessato ad acquistare un immobile. In quella circostanza conobbi uno degli eredi della famiglia Pasqualetti, proprietaria dell’azienda La Piantata. Mi disse che era in vendita e mi invitò a visitarla.
Si trattava di un angolo sperduto delle loro ricche proprietà sul territorio di Arlena di Castro. Da oltre sessant’anni l’azienda era stata abbandonata a se stessa, tranne per la discreta presenza della famiglia Brizi di Piansano che aveva affittato il fondo ad uso pascolo. Cosa mi ha convinto ad acquistare? Non certo la presenza degli ulivi, ormai sommersi dai rovi e nemmeno il casale, andato quasi in rovina. Fui affascinato dalla vista del mare, che si poteva scorgere all’orizzonte e dalla presenza di una quercia spettacolare! Pensai subito che quella sarebbe stata la location perfetta per poter costruire una casa sull’albero, proprio come quelle che avevo visto in giro per l’Europa.

Alla fine del 1999, insieme a mia moglie Rosella, abbiamo deciso di accogliere questa sfida: acquistare La Piantata e recuperare il centro aziendale, trasformandolo in un’oasi di ben-essere e bell-essere.
Chi è Renzo Stucchi? Sono nato e cresciuto a Milano. Dopo una formazione scolastica e professionale nel settore della gastronomia e della pasticceria, da giovanissimo, ho iniziato a lavorare nei caffè storici di Milano.
Per alcuni anni sono stato responsabile del forno della pasticceria del Caffè Taveggia. A metà degli anni sessanta la casa di moda francese Cacharel decideva di aprire il primo showroom a Milano, proprio nei pressi del locale dove io lavoravo. Fu un evento per il mondo della moda. Così ho conosciuto la donna che è diventata mia moglie e non solo. I nostri destini si sono intrecciati nel lavoro e nella vita privata, facendo la spola tra Milano, Parigi e la Provenza. Originaria di Spoleto ed emigrata con i suoi genitori a Parigi all’età di cinque anni, Rosella, negli anni sessanta, era studentessa universitaria e contemporaneamente lavorava alla Cacharel. Proprio in quegli anni l’azienda decideva di aprire uno showroom a Milano. Essendo l’unica che parlava anche italiano, a mia moglie venne chiesto di trasferirsi in Italia come responsabile delle attività di segreteria. Cosi ci siamo conosciuti. Una serie di circostanze favorevoli e in breve mi sono ritrovato anch’io nel mondo della moda. La mia vita è completamente cambiata. Non ancora trentenne ero già amministratore per la Cacharel (colosso francese della moda) in Italia e dividevo la mia vita tra Milano, Parigi e Nimes (centro della Camargue e sede storica della Cacharel). Dopo ventisette anni di lavoro intenso e ricco di successi e soddisfazioni sentivo che era arrivato il momento di cambiare… Il viaggio a Tuscania è stato l’inizio della mia nuova vita…
Sono passati giusto venti anni dall’inizio di questa nuova sfida professionale ed imprenditoriale. Quali bilanci e quali prospettive per il futuro? I primi anni sono stati impegnativi e entusiasmanti. Ho cercato di approfondire la conoscenza storica del territorio e delle vicende legate all’ azienda. La denominazione “La Piantata” è comune a molti appezzamenti di terreno intorno al lago di Bolsena e destinati alla coltivazione di ulivi. Per questo abbiamo deciso di inserire nel nostro marchio la data storica di fondazione dell’azienda: La Piantata 1822.
Fin dall’inizio, non essendo un contadino, arrivando dal mondo della moda e da altre esperienze lavorative ho visto subito la campagna in modo manageriale, in modo completamente diverso rispetto alle prospettive con cui veniva percepito in loco: “Qui è possibile coltivare soltanto olivi, grano e pascolo…”, “Qui è impossibile realizzare un agriturismo di qualità!”. Che cosa ho fatto allora? Per prima cosa ho fatto recintare i 39,40 ettari di terreno. Poi ho iniziato a modificare i percorsi delle strade all’interno dell’appezzamento. Le persone che lavoravano con me non capivano il motivo di tali cambiamenti. Io spiegavo loro che se la bellezza di questo territorio deriva dal suo movimento ondulato dovevamo pur riuscire a valorizzarlo e soprattutto percorrerlo più agevolmente. Poi ho iniziato a fare un planning dettagliato riguardante le attività di gestione del terreno e delle parti abitative. Al posto delle coltivazioni a grano abbiamo messo a dimora 150 mila piante di lavanda. La decisione più difficile ha riguardato la destinazione dell’uliveto. All’inizio volevo espiantare gli alberi. Venne da me il Rettore dell’Università Agraria di Viterbo insieme alla moglie. Era preoccupato che io effettivamente prendessi questa decisione. Ricordo ancora le sue parole: “Prima di espiantare gli ulivi provi a camminarci accanto tutte le mattine per una quindicina di giorni. Vedrà che probabilmente cambierà idea”. Faceva riferimento ad alcune categorie e principi relativi alla silvoterapia. Lui non sapeva che io nel frattempo avevo frequentato per sei mesi l’Università agraria di Monza. Ci capimmo al volo.
.
Nei primi decenni del ‘800, questo lembo di terreno in territorio arlenese, fu prescelto dalla facoltosa famiglia Fabrizi (proprietaria dell’intera castellanìa di Arlena ed affittuaria di quella di Piansano), per costruirvi uno strategico centro aziendale. Erano gli anni ‘30 del 1800 quando Luigi Fabrizi realizzò il bel casale a pianta quadrata completamente autosufficiente e circondato da una esemplare piantagione di ulivi e gelsimori. Per saperne di più 3.-Il-Signore-del-palazzo-da-Loggetta-n.-84-lug-set-10.pdf (108 download )
.
Decisi di affrontare i costi per la potatura di quelle piante, esattamente 1800 ulivi. Furono spese ingenti ma la decisione fu lungimirante. La Piantata poco a poco si stava trasformando in un giardino. Poi abbiamo iniziato ad occuparci del casale storico. Era stato costruito utilizzando soltanto cinque elementi: tufo, cotto, legno (castagno), ferro e vetro. Sia per la ristrutturazione del casale che per la costruzione delle quattro dependance adibite a Bed & Breakfast abbiamo utilizzato gli stessi identici materiali. In ottemperanza alle disposizioni normative in materia di prevenzione sismica, abbiamo dovuto introdurre alcuni elementi di lamellare. Ci siamo dedicato anche alla realizzazione di un interessante percorso sensoriale.
Abbiamo difficoltà ad immaginare Renzo Stucchi senza più sogni da realizzare…. Non accadrà! Abbiamo in cantiere un progetto ambizioso che partirà a settembre. Realizzeremo una Spa sugli alberi, un progetto innovativo, il primo in Italia. L’uliveto verrà attrezzato con una pedana della lunghezza di duecento metri dove, ad intervalli regolari (ogni quaranta metri), verranno costruite, su palafitta, cinque piccole strutture adibite a Spa. Ciascuna, al suo interno, proporrà spazi benessere attrezzati con sauna, idromassaggio, hammam e ambienti a tema… Un progetto che realizzeremo con l’azienda Iacuzzi. Un investimento importante anche dal punto di vista economico che siamo riusciti a gestire grazie ai fondi europei. Questo perché nel PSR 2015-2020 é stata prevista, tra le voci di finanziamento anche quella riguardante la creazione di centri benessere negli agriturismi.



L’azienda agricola La Piantata può essere definita come il giardino dove è possibile percepire le risonanze (colori, profumi, sapori …) di tutte le esperienze professionali di Renzo Stucchi? Assolutamente si. E sa perché? Perché sono una persona estremamente curiosa. Inoltre sono convinto che è fondamentale non rinunciare mai alla qualità, sia nelle cose che si cercano che in quelle si fanno. Ho sempre amato imparare, crescere, migliorarmi. Lo faccio ancora oggi che ho più di settanta anni. Sono profondamente convinto che è il lavoro ben fatto che paga, quello che fai con passione e coinvolgimento. Questa è stata da sempre la mia filosofia di vita. Passare dal mondo della pasticceria al settore della moda per me ha significato mettermi in gioco, imparare una nuova lingua, imparare a gestire le relazioni interpersonali, imparare le tecniche di marketing, di comunicazione e di vendita. Che cosa ho fatto, all’inizio, per “farmi le ossa”? Decisi di frequentare un corso organizzato dalla casa editrice Garzanti per la vendita dei libri porta a porta. Volevo mettermi alla prova. Per alcuni mesi mi esercitai nella vendita diretta imparando a promuovere e vendere libri. Il feedback positivo dell’esperienza mi permise di affrontare con più sicurezza tutti gli ostacoli e i passaggi necessari per entrare a far parte dell’azienda Cacharel.
La curiosità nel lavoro, la ricerca del dettaglio e la spinta a cercare nuove idee e nuove soluzioni mi hanno consentito di lavorare per 27 anni in direzione e aprire 140 negozi Cacharel. Ho imparato da tutte le persone che ho incontrato e con cui ho avuto il privilegio di lavorare. Devo molto al mio ex presidente che mi diede fiducia e mi permise di crescere e maturare in azienda. Mi notò a Milano. Ero giovanissimo e portavo il caffè ai responsabili dello showroom. Fu colpito dalla mia determinazione e dall’entusiasmo con cui facevo le cose. Questo per lui era ciò che serviva per iniziare… Per ventisette anni la mia vita è trascorsa facendo la spola tra Milano, Parigi e la Provenza. Da giovane pensavo che dopo aver lavorato in Cacharel la Provenza sarebbe diventata la mia casa. Il destino ha voluto che io portassi un po’ di Provenza nella Tuscia… clicca qui È importante avere una capacità di visione e anche le competenze giuste per fare un planning coerente e razionale. Ma prima ancora occorre avere le disposizioni mentali giuste, l’umiltà di saper ascoltare e imparare da tutti e fare le cose con passione.
JEAN BOUSQUET, Fondateur de Cacharel: “Il faut réinvestir le Centre-Ville” clicca qui
Questo è ciò che non mi stanco di ripetere e trasmettere anche alle mie figlie. Non è l’arroganza fondata solo sui soldi che paga. Le persone capaci le vedi subito. Un progetto imprenditoriale di successo nasce dalla capacità di analisi ma prima ancora nasce da un sogno. Ho avuto la fortuna di lavorare in un contesto internazionale e di girare il mondo. Ho conosciuto architetti importanti. Tra le amicizie più care quelle con Gae Aulenti, Norman Foster, Jean-Michel Wilmotte, solo per citarne alcuni. Ognuno di loro mi ha trasmesso il proprio savoir-faire. Tuttavia non ho mai cercato di emulare ma sempre cogliere il meglio da ciascuno e farlo risuonare nella mia personalità. Diciamo che La Piantata è una sorta di “prestazione autentica”, il disvelarsi e il divenire di ciò che ho appreso negli incontri e nelle esperienze personali e professionali della mia vita.



Dal 1999 La Piantata è cresciuta gradualmente, grazie alle idee e alla visione imprenditoriale che si è rivelata giusta e soprattutto grazie al consenso delle persone che apprezzano ciò che proponiamo e facciamo, continuando a darci fiducia. Il mio background professionale mi spinge a cercare il valore aggiunto che deve emergere dalla scelta e dalla cura del dettaglio. Ad esempio, siamo in una zona etrusca e perciò abbiamo scelto di inserire nella piscina alcuni dettagli in bucchero. Come pure, trovandoci su un territorio vulcanico, tutte le costruzioni sono rigorosamente realizzate in tufo. Questa è la qualità che ci piace proporre e che sicuramente è efficace anche in termini di comunicazione culturale e marketing. Basta semplicemente proporre l’autenticità e la verità delle cose. L’azienda sicuramente contribuisce a creare lavoro e un certo indotto sul territorio. Tuttavia può contare anche su una rete di architetti e artigiani altamente qualificati a livello nazionale ed internazionale. Molte televisioni italiane e straniere (francesi, inglesi, arabe e svizzere) sono passate da noi. Questo ci ha aiutato a farci conoscere e apprezzare.
Quante persone collaborano alle varie attività dell’azienda? All’interno dell’azienda siamo in nove. Per quanto riguarda tutti i lavori stagionali di potatura e raccolta delle olive e della lavanda, collabora con noi il personale di una cooperativa locale.
Quali sono le proposte e le soluzioni per chi vuole soggiornare da voi? Qual è il target principale della vostra struttura?
Il target è costituito prevalentemente dal professionista e da coloro che cercano un ambiente discreto e riservato. Con sorpresa, negli ultimi anni si sta consolidando un trend inaspettato. Molti studenti italiani, tra i venti e i trenta anni prenotano per soggiornare da noi. Spesso sono le ragazze a contattarci per avere informazioni riguardanti il soggiorno nelle due case sull’albero che abbiamo a disposizione. Arrivano anche molti stranieri, fascia di età tra i 25-40 anni, prevalentemente inglesi, francesi e svizzeri.
Quello che tutti apprezzano è la tranquillità del luogo, una vera oasi naturalistica lontana dal ritmo frenetico della città e del lavoro. Per il momento possiamo mettere a disposizione dei nostri ospiti tre appartamenti, quattro camere e due case sugli alberi. Quando siamo al completo arriviamo ad ospitare 22/24 persone. I numeri che gestiamo ci permettono uno stile discreto ma anche cordiale e familiare.
La persona che viene a soggiornare da noi, spesso ha prenotato già sei-otto mesi prima. Quando arriva, perciò, ha molte aspettative. Ha immaginato a lungo questo momento. Quindi devi fare del tuo meglio e metterci tutta la passione affinché l’accoglienza sia all’altezza dei desideri degli ospiti.


Il suo, oltre ad un ingente investimento di carattere economico, è stato un investimento di carattere professionale e personale sul nostro territorio. Dal suo punto di vista, cosa si potrebbe fare a livello istituzionale e non solo, per moltiplicare le buone pratiche di gestione territoriale? Il cambiamento e la novità possono spaventare e disorientare. Quando sono arrivato da queste parti, venti anni fa, alcuni erano scettici su “quel milanese” che arrivava con chissà quali idee in testa. In questi venti anni abbiamo cercato di dimostrare con i fatti che non ci si può limitare a dire “sul nostro territorio abbiamo cose meravigliose” ma occorre recuperare, conservare e valorizzare in modo competente e creativo il territorio. È necessario accettare anche il rischio “responsabile” di innovare, promuovere cultura; investire su una promozione turistica di qualità, non ripiegata esclusivamente su eventi di carattere popolare ma che sappia puntare su processi di sviluppo turistico culturale di medio e lungo periodo. Penso per esempio ai programmi europei che potrebbero permettere ai giovani laureati del territorio di farsi protagonisti del recupero dei numerosi immobili di rilevanza culturale e artistica in stato di semi-abbandono. È necessario conoscere, sapere e saper fare, serve vivacità operativa pianificata, monitorata e verificata nel tempo.



Per concludere proviamo a presentare Renzo Stucchi con tre aggettivi … Sicuramente posso dire di me che non potrei rimanere fermo senza fare niente. Renzo è operativo, osservatore e … sognatore. Vorrei far scoprire agli altri le sfumature della bellezza. Tanti anni nel mondo della moda mi hanno insegnato che la bellezza non è solo belle donne e bellezza esteriore. La bellezza è uno stato d’animo. Essa si coglie nella semplicità e nell’ordinario delle cose. É la capacità di saper percepire, vedere, apprezzare, godere del piacere che puoi ricevere dall’annusare un fiore che rimane sulla pianta, dallo stupore nel vedere l’agilità di un grillo che salta, l’operosità organizzata delle api e la perfetta l’eleganza delle farfalle in mezzo ai campi di lavanda… Nella vita, fin da bambini ci veniva posta quella classica domanda: cosa vuoi fare da grande? Da bambini ci era permesso sognare. Poi andando avanti, nella vita si perde il gusto di sognare. A volte ci viene impedito. All’entrata della nostra azienda gli ospiti vengono accolti da una frase: “Vietato calpestare i sogni”. Sono un sognatore e mi piace realizzare i sogni. La Piantata è il luogo dove si possono condividere con gli altri…



.Nessun vento è favorevole per chi non sa dove sta andando
Seneca
.
.
Per saperne di più sulle attività, le iniziative e gli eventi organizzati presso La Piantata vai sul sito ufficiale https://www.lapiantata.it/
Per informazioni e contatti clicca qui
Prenota la visita guidata al PERCORSO SENSORIALE clicca qui
.
torna alla pagina iniziale clicca qui
ENTRA NEL PERCORSO SENSORIALE clicca qui
La PIANTATA 1822 (Fotogallery) clicca qui