Con Riccardo Sanna PASSAGGI POSSIBILI

La Community di Geapolis è lieta di dare il benvenuto al maestro Riccardo Sanna.  Insieme a Bruna Riacci Genovese  propongono e condividono un dialogo a due voci  che nasce dalla reciprocità dell’ascolto.

La scrittura e la metafora nell’arte intendono offrire risonanze, suggestioni e un metodo di lavoro a tutti coloro che  desiderano avvicinarsi  alla scrittura autobiografica.

Nato a Soriano nel Cimino (VT), il maestro Ricccardo Sanna si è diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte di Terni sotto la guida dei prof. Capetti e Pantaleoni. Ha frequentato per un periodo i corsi liberi di pittura all’Accademia “Lorenzo da Viterbo” e all’Accademia Sevres di Parigi sotto la guida del prof. Christian Zeimert. Ha esposto fin dal 1979 in numerose mostre personali e collettive in Italia e nel mondo. Per saperne di più clicca qui

 CON L’ARTE IN TESTA … 

“I sogni di Bruna: si tratta di una recente opera realizzata da Riccardo Sanna, un mio amico artista di Soriano del Cimino (VT), che me l’ha gentilmente dedicata. Una sorpresa veramente speciale e inaspettata! In essa è racchiuso tutto e l’artista ha dato questa interpretazione: – La vecchia porta simbolica rappresenta l’Italia ed è rimasta aperta, affacciandosi sul mare, a mo’ di invito, abbraccio e collegamento al mondo. Non si intravedono limiti all’orizzonte per la realizzazione dei miei racconti e sogni di una vita. ” (Bruna Riacci)

I sogni di Bruna (Olio su tela)- Riccardo Sanna 

DI PORTA IN PORTA…  Con Riccardo Sanna PASSAGGI POSSIBILI

Sull’idea di attraversamento, cambiamento, trasformazione in età adulta

Porte e finestre, paesaggi che si fanno passaggi tra antico e moderno, tra vecchio e nuovo: continuamente varcare la soglia… una dopo l’altra; una dietro l’altra; una dentro l’altra.

Ogni porta dà accesso a qualcosa, di mentale o di fisico; ogni porta attraversata lascia dietro di sé il ricordo di ciò che è stato, ma, inevitabilmente, ci proietta  in un futuro possibile, dove il piacere della scoperta si accompagna al rimpianto per ciò che si è lasciato alle spalle.

Lo sguardo di Riccardo Sanna sa cogliere l’essenziale e soprattutto è in grado di fornire mappa e bussola  oltre ad un bagaglio leggero  per intraprendere percorsi inediti nello spazio e nel tempo, fuori e dentro di noi.  La scrittura autobiografica di Bruna Riacci Genovese è “un andar per porte, un percorso fatto di attese, di intuizioni, di rivelazioni”.

È un dialogo autentico, sincero quello tra il maestro Riccardo Sanna e Bruna!

Un dialogo a due voci, un continuo e costante gioco di commistioni, rimandi, correlazioni tra luoghi, paesaggi dell’anima e ricerca interiore.

Un dialogo  che si rivolge e parla direttamente agli amici della Community web invitandoli a riflettere su sé stessi, su ciò che li circonda e a costruirsi il proprio percorso di lettura, di rilettura e… auto-lettura.

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DIALOGO 1 / Sguardi Oltre …(Agosto 2021)

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 Opere di Riccardo Sanna- Commenti e testi di Bruna Riacci Genovese 

Riccardo Sanna, I sogni di Bruna

La vecchia porta simbolica rappresenta l’Italia ed è rimasta aperta, affacciandosi sul mare, a mo’ di invito, abbraccio e collegamento al mondo. Non si intravedono limiti all’orizzonte per la realizzazione dei miei racconti e sogni di una vita.

L’ARTE DI ESPATRIARE. Anche questa è un Arte, che richiede equilibrio e coscienza di sapersi guardare avanti e indietro, mantenendo la stabilità del proprio io. Ma perché le storie che si ascoltano sembrano quasi sempre percorsi di successo e non viene raccontata la difficoltà di vivere all’estero?Il Paese perfetto non esiste. A non esistere è l’Expat perfetto o l’Esperienza Expat perfetta. Ogni “Pellegrino” vive il suo essere fuori dalla propria patria in maniera diversa, a seconda del momento storico e del passato più o meno burrascoso dell’età o magari decide di tornare alle proprie origini con un bagaglio ricco, perché in fondo, se si è nati dove si è nati, ci sarà pure una ragione. Secondo me un aspetto sottovalutato è quanto le scelte di un Expat siano talvolta “romanticizzate”, mentre quelle ugualmente difficili, sofferte e complesse di chi resta siano date per scontate, come se l’entusiasmo e la sfida di un Expat fossero più degni di essere raccontati.

Chi rimane costruisce allo stesso modo qualcosa di importante per sé, la propria famiglia e la comunità in cui vive. Si tratta di sfide diverse, per navigare acque non sempre calme, dentro o fuori patria.

Essere italiani non è solo un nome su un passaporto, è un modo particolare di porsi al mondo e noi ce l’abbiamo scritto dentro, perché le nostre strade ci parlano di una cultura millenaria e di una storia incredibile e non ci rendiamo conto di avere delle caratteristiche fantastiche…

L’italiano è generalmente solare, socievole ed espansivo. Pur lamentandosi è ben disposto a costruire relazioni e interagire. Ama passar tempo ad ascoltare, parlare fino a litigare, ma sa accogliere piuttosto che respingere e il cuore è sempre aperto, pure se a sbagliare.

Le valigie degli Expats al giorno d’oggi contengono ben più di un mucchio di vestiti…ci sono racchiusi sogni, esperienze e competenze, incertezze e nostalgia.

Io, dal canto mio, ho visto tutto allontanarsi…gli amici, la scuola, il “fatto in casa”, l’Italia delle piccole cose, ventate di allegria, risate pazze e folli amori di gioventù…così mi sono “romanticizzata” e “impatriottita” più di quello che io possa immaginarmi.

Il mio cuore è diviso a metà e rifletto su ciò che mi porto dietro. La mia Identità è multipla e la devo tenere a bada, ché nulla mi si estingua. I luoghi comuni non mi piacciono e aspiro a una “Visione” limpida e incontaminata.

Cosa sensata sarebbe non farsi troppe domande sulla propria appartenenza. In fondo dovrei solo preoccuparmi di lasciare una piccola traccia della mia unicità. A volte mi sento come un’Ambasciatrice di Italianità, come dote di gusto e saper vivere, ma forse sono Zingara di mente, una Nomade senza idea di fissa dimora, che però vuol sempre mettere radici dappertutto. Niente è chiaro.

Guardare avanti e indietro…ma se invece di usare quella lente sapessi protendermi verso l’alto, verso la vastità del cielo, a coglierne l’Arte e ad ascoltare la sua Voce…forse sarebbe quella, dopotutto, la mia sfida più eccitante per una vita degna d’essere vissuta!

(Bruna Riacci Genovese- Agosto 2021)

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DIALOGO 2/ “Anima Sperduta”? (Agosto 2021)

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Riccardo Sanna, Anima Sperduta 

Quando il disagio valica i confini e lo smarrimento ci rende invisibili

SUMMER VIBES… WHO AM I?  Sensazione d’estate…Chi son Io?

Non voglio perdere la voglia di essere Io.

Se non posso cambiare gli altri, allora mi accetto anch’io! Per quella che sono, io stessa per prima!

Sono cercatrice di bellezza e la vado bramando con ardore.

Non mi illudo di cambiare la realtà, ma provo ad infondere un certo incanto per invitare a sognare.

Faccio circolare belle parole. Tendo ad abbellire e questo non è poi tanto male, ma se alla fine la bellezza non la trovo, allora me la invento e quella non delude mai.

Quando scrivo scovo bellezza ed ogni luogo o personaggio da me trattato diventa veicolo di emozioni e sensazioni trasmesse.

Non volto pagina, a meno che non abbia capito qualcosa di qualcuno.

Ho imparato a prendermela di meno, o almeno così mi piace credere.

Lo so che non c’è solo il bianco e nero, ma a me il grigio non è mai garbato.

Vorrei piacere a tutti, per poter attingere da ognuno, senza mai smettere di imparare.

Il mio essere cerimoniosa talvolta può dar noia, ma il mio stile non dev’essere scambiato per falsità.

Col tempo non mi sono sbiadita, semmai temperata.

Non ho più la forza di combattere inutili battaglie. Preferisco i sogni.

Quando qualcuno mi fa sentire inadeguata o in difetto, avverto sofferenza e disagio.

A poco a poco mi allontano e costruisco un muro di rabbia, che poi si tramuta in indifferenza e silenzio.

Il silenzio non è neutro.

Mi trasferisco in un mondo separato e diverso.

There is no way back.

Provo compassione per tutti i sottomessi, i sofferenti e gli sfruttati.

Ho coscienza delle mie radici, ma sono universalista, nel senso che credo idealmente nella convivenza multiculturale.

Penso talvolta che bisognerebbe inventare un vaccino contro la rabbia e la malvagità tipicamente umane.

Non posso cambiare ciò che mi attende in futuro, ma posso anestetizzare il presente.

Nella mia “giovinezza avanzata” vorrei mantenere in me la curiosità dell’infanzia e sapermi stupire e interrogare, per sentirmi viva e disintossicata.

Il dono più bello per me è se qualcuno mi regalasse un pacchetto di sogni!

O meglio ancora, preferirei essere povera ed avere amici più di sempre, che mi apprezzano così come sono, con le mie imperfezioni, difetti ed ossessioni.

Sceglierei di essere povera, ma vera e viva nella mia semplicità.

Non so perché certe cose mi succedono, ma mi fido della vita.

Ci dev’essere un senso superiore, che ora non riesco a vedere.

(Bruna Riacci Genovese – Agosto 2021)

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DIALOGO 3/ La Vita e la Morte (Agosto 2021)

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TODO POR AMOR.  Siamo veramente tutti uguali, sotto un unico cielo di stelle?

Sembra proprio di no, almeno in questa vita… Tale privilegio non è concesso a tutti. Dipende dalla fortuna, da come, dove e quando nasciamo. Dicono che per ogni giorno che ci è offerto di vivere possiamo inseguire sogni di Pace e apprezzare forme di Bellezza negli alberi, nel vento, nell’incontro di un amico, nella calma delle soste e nelle domande di Amore.

Ma se c’è caos, come si può raggiungere quest’armonia?

Dicono che siamo tutti accompagnati da una luce che non ha fine.

Siamo tutti unici, preziosi e irripetibili in questa famiglia umana di diversità che ci unisce fra terra e cielo.

Ognuno di noi conta ed è un “Essere Essenziale”, non per gonfiarsi del proprio ego, ma per tornare umile.

È bello avere questo tesoro ed appropriarsene.

Ma per tanti l’attesa di Pace è uno stato di vivere, sotto un buio ed orribile regime di controllo, credenze e difesa.

Afghanistan, un popolo antico, affascinante e meraviglioso, una nazione di mezzo, dilaniata da una storia ostile di abusi e soprusi, che ha perso la speranza di salvare se stesso.

Un teatro di lunghe guerre che si trascina dietro un destino inesorabile, in queste ore cariche di morte.

Dicono che c’è un Dio clemente e misericordioso che rimette i peccati e salva al momento della tribolazione, un “Essere Supremo” che ascolta e libera da tutte le angosce.

La distanza che ci separa dal dolore non diminuisce l’importanza della causa.

Ma noi intanto, spettatori afflitti e inorriditi, cosa dobbiamo fare?

Quando e come si condurrà la battaglia più difficile, quella per la Pace?

Che Dio ci perdoni per quello che non abbiamo fatto e non sappiamo fare.

 (Bruna Riacci Genovese – Agosto 2021)

Riccardo Sanna, La Vita e la Morte

Ingresso libero o lauto pedaggio di tribolazioni per entrare e uscire?

Il detto “quando si chiude una porta se ne apre un’altra”, (nella versione italiana: si apre un portone) è una citazione dell’inventore Alexander Grahm Bell. Non tutti sanno che ha un continuo che sarebbe “ma così spesso noi guardiamo a lungo e con rimpianto alla porta chiusa, da non riuscire a vedere quella che si apre per noi”