Conversazione con Elettra De Maria/ Theremin… echi & nostalgie dell’amore

a cura di Antonella Cesari

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E ora mi chiedo chi io sia. Che cosa è veramente ciò che chiamiamo realtà? Ho vissuto tutto questo o l’ho solo sognato? O forse la mia vita me la sono reinventata narrandomela così? Sono stata io la vera artefice del mio destino o sono vittima di un alieno burattinaio che muove fili umani e fa di ciascuno ciò che lo diverte e al mondo non siamo altro che poveri ologrammi per la nostra immaginazione solo futuribili?

Elettra de Maria, tratto da Theremin

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Gli amici di Geapolis hanno già imparato a conoscere Elettra De Maria. L’attitudine all’ascolto della propria interiorità, la pratica del pensiero riflessivo, nel divenire delle varie età della vita, caratterizzano la sua scrittura narrativa e autobiografica. Ogni libro di Elettra De Maria diventa un’occasione preziosa per lasciarsi accompagnare attraverso un percorso che stimola a “ri-prende  il filo interiore”  della propria storia personale, ritrovarne la forma e i contorni, scoprirne  le lacerazioni ma anche “i ricami più belli”, nel disegno e nell’intreccio della propria storia personale con il senso di appartenenza ad un luogo e ad una comunità.  Nel febbraio scorso Elettra  ha presentato il suo nuovo libro. Lasciamo a lei la parola…

Quando, come e perché è nata l’idea di scrivere il tuo ultimo libro “Theremin”? Theremin è nato assolutamente per caso. Un giorno su internet mi sono imbattuta in questo stranissimo strumento dai suoni inquietanti in cui, a un primo impatto, si vedono solo mani che danzano nell’aria traendone suoni, come di fantasmi, alieni…

Quando, come e perché è nata l’idea di scrivere il tuo ultimo libro “Theremin”? Theremin è nato assolutamente per caso. Un giorno su internet mi sono imbattuta in questo stranissimo strumento dai suoni inquietanti in cui a un primo impatto si vedono solo mani che danzano nell’aria traendone suoni inquietanti, come di fantasmi, alieni…

Quanto tempo hai impiegato a scriverlo? Come per gli altri libri, in genere impiego più o meno un anno. Mi spiego: mi viene una vaga idea e la lascio lì a cullarsi nella mente per un bel po’ e poi, quando comincio a scrivere, accade che la storia stessa si costruisce da sola. In questo caso il Theremin: dunque l’idea è di una donna che si è sentita male mentre lo ascoltava. Perché si è trovata ad ascoltarlo? Perché si è sentita male? Forse il suono le ha riportato alla mente alcune cose? Quali? E così via. In questo modo si va avanti.

Il tempo che dedichi alla scrittura è un impegno quotidiano?  Non posso dire che la scrittura sia un impegno quotidiano, ma la lettura certamente lo è. Accade, sì, che io possa scrivere alcuni giorni di seguito, tuttavia la vita impone sempre diverse priorità.

Come è nata l’idea del titolo? Quali i temi che affronti nel libro? Il titolo non poteva essere diverso, visto che il suono accompagna tutti i ricordi della protagonista, ricordi che racconta in prima persona allo psicologo in ospedale. Per quanto riguarda i temi credo che siano riassunti nell’esergo che precede la narrazione e che è ripetuto nella citazione finale: “Ci sono più cose in cielo e sulla terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”. In effetti quello che sembra accadere non ha una spiegazione razionale e infatti si può continuare a chiedere invano anche agli scienziati di fisica quantistica cosa sia davvero il tempo, in quante dimensioni noi davvero viviamo, se davvero la realtà esiste… 

Ripercorrendo il tuo percorso di scrittrice e la sequenza dei tuoi libri riesci a trovare un filo conduttore che li lega e che in qualche modo accompagna il divenire della tua vita e delle tue esperienze umane personali e interpersonali? In qualche modo in Theremin, come negli altri miei scritti, c’è l’eco della mia farfalla di Pechino (“Il volo della farfalla”, il mio primo romanzo), l’idea che anche il più piccolo insignificante evento si porti dietro effetti imponderabili. 

Ogni cosa che noi facciamo o diciamo è detta o fatta per sempre ed è affidato al destino quello che comporterà: per questo nel nostro relazionarci con gli altri sono sempre necessari rispetto, sensibilità e poi sperare (solo sperare possiamo) che il battito delle nostre ali non faccia troppi danni!

Scrivere un libro… dall’idea iniziale al divenire della storia fino al “punto finale”… Quali emozioni, pensieri , paure,  desideri accompagnano il percorso? Mentre scrivo mi lascio prendere per mano dai miei personaggi, cerco di comprenderli, di entrare nelle loro teste, di partecipare ai loro stati d’animo, in qualche modo mi ci affeziono e alla fine mi sembra di dover assolvere anche quelli che ‘buoni’ non sono.

In che modo la scrittura aiuta la tua crescita personale?  In che cosa si continua a crescere  quando si è adulti e si è usciti dal mondo del lavoro? Ho cominciato a scrivere solo da pochi anni (dal 2013), quando l’età ti pone sulla vetta dopo che, come tutti, ho passato la vita a scalare una montagna. Io credo che questo sia un momento privilegiato perché da quassù puoi avere un’idea del panorama. Mi spiego meglio: se hai avuto la fortuna di arrivare in cima hai un’idea più chiara di tutto quello che hai dovuto attraversare, di quanto hai dovuto faticare e ti sei costruita una visione del mondo che forse è l’autentica ricchezza che ti rimane. In questa visione ti rendi conto che ciò che è veramente importante sono gli affetti, i sentimenti, le piccole cose e guardi con indulgenza tutto quello che hai lasciato a valle. Io, arrivata a questo punto, mi sento di ringraziare chi mi ha voluto bene perché mi ha reso felice e chi non me ne ha voluto perché mi ha reso più saggia. 

In questo senso la scrittura mi aiuta a elaborare e chiarire i pensieri dando anche una motivazione alle mie giornate solitarie.

Perché hai deciso di scrivere e regalare  “con molta discrezione” il tuo ultimo libro agli amici? Ho amici carissimi che hanno condiviso i miei precedenti romanzi. 

Regalare loro  ‘Theremin’ è stato il mio modo di dir loro ‘grazie’, grazie che ci siete, grazie che mi state vicino, grazie che mi volete bene (ma qui sorge un dubbio: imporgli una nuova lettura non sarà stata per caso invece una punizione?)!

Come madre e come nonna quali sono i punti di forza e i valori irrinunciabili  che dovrebbero orientare la vita delle nuove generazioni? Una parola è sufficiente: l’amore e proprio in Theremin faccio dire a un personaggio che il verbo amare dovrebbe essere inteso in senso intransitivo.

Quali sono le insidie e i rischi che minacciano la libertà, l’equilibrio e la realizzazione come “persone” delle nuove generazioni? La tecnologia sta forse trasformando i nostri giovani in ‘mutanti’, ma sono certa che prima o poi ritroveranno l’essere umano profondo che c’è in ciascuno di loro.

Hai mai pensato che i tuoi libri possano essere per le persone che ti vogliono bene uno stimolo e un incoraggiamento a  immaginare, pensare e vivere la vita in modo profondo e autentico anche nelle sue ombre ma anche nella sua verità? A dire il vero non ci ho mai pensato molto, ma in ogni caso la vita è fatta di rapporti, relazioni e ognuno di noi diventa quello che nasce dal confronto con gli altri.

Theremin ... Letto tra noi

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“Accompagnato dalla musica di questo strumento, il racconto della vita di una donna e di quanto di imperscrutabile ci circonda”

Elettra de Maria 

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Il theremin è uno strumento/non strumento musicale. Inventato nel 1919; pochissimo conosciuto Si basa su oscillatori: emana un suono che sa di soprannaturale e nello stesso tempo assolutamente impastato di natura (alberi, foglie, fiori, uccelli,vento) ……. e non mi dilungo perché voglio parlare del libro che Elettra ha scritto con questo titolo. Nelle prime pagine di questa storia si parla di un personaggio che in una banalissima mattina sente il suono del theremin; non ne aveva mai saputo nulla. Elettra ci descrive questo momento nel suo modo dolce e delicato. La protagonista lasciandosi ammaliare da questo suono inizia a dipanare la sua vita. I personaggi sono donne ma non è un libro “al femminile”; storie che si intrecciano, si slegano; ci si tradisce e poi si prova ad espiare gli atti compiuti. Non voglio raccontarlo affatto, nessuna sottile allusione agli avvenimenti, perché desidero che lo leggiate. Non è la Elettra che conosciamo e nello stesso tempo, per certe descrizioni, lo è ancora di più.

Ho paragonato il libro alla sinfonia n.3 di Brahms, non sembri snob la definizione, chi la conosce mi capirà, chi no provi ad ascoltarla. Concludo citando un passo del libro: “Perché nella vita è stato come se avessi perennemente ballato il ballo di un’altra musica, come se avessi voluto interpretare un tango mentre suonava semplicemente un valzer………..” La storia forse è più lineare di questa mia presunta recensione, ma è così che l’ho sentita.

Mariolina Scavera Malvagna (Membro attivo di  “Lettura tra noi” )

Dicono di lei....

ELETTRA... UNA CLASSICISTA DOC

“Elettra è la figlia di Agamennone e Clitemnestra. Un personaggio del mito greco molto intelligente e tenace, che ha affascinato scrittori e registi di tutte le epoche. Non poteva esistere nome più azzeccato per una classicista doc come Elettra De Maria, professoressa ormai in pensione di italiano e latino, laureata in Filologia Micenea e abile traduttrice delle lingue antiche. Elettra coniuga alla passione per il greco e il latino un profondo amore per la narrativa contemporanea, sia come autrice che come lettrice. Cresciuta e attualmente residente a Montefiascone, nei suoi libri, al momento 6, la componente territoriale non manca mai. Montefiascone è ambientazione e teatro nelle sue opere, ma anche protagonista, personaggio silente ma determinante. L’amore per il borgo falisco è viscerale, intenso. Per questo motivo, quando viene convocata in biblioteca comunale e le viene chiesto di trascrivere e tradurre gli “Antichi Statuti della città di Montefiascone” accetta subito. I documenti in questione, uno del 1471 e l’altro del 1584, sono volumi molto sostanziosi e complessi da interpretare, poiché scritti in latino settecentesco e copie di copie ormai lontane dalla purezza degli originali. Ma Elettra non si perde d’animo, completa il lavoro nel 2012 e vi allega anche un opuscolo critico. 

Due anni dopo, nel 2014, Elettra scrive il suo primo libro che si intitola “Il volo della farfalla” ed è un’autobiografia. È questo il primo prodotto di quella che Elettra definisce “l’urgenza di scrivere, l’anelito alla liberazione, l’esigenza di lasciare qualcosa di me stessa”. Seguono poi nello stesso anno le “Favole da Montefiascone”, storie e filastrocche scritte da Elettra e illustrate da Rossana Mari, ambientate a Montefiascone. Montefiascone è anche la culla de “Il volo dell’aquila”, un romanzo d’amore pieno di colpi di scena e capovolgimenti di plot. Esce poi “Il Natale con gli olmi” e “A spasso con Defuk”, una guida alla scoperta di Montefiascone, dei suoi misteri e delle sue bellezze più nascoste.

Elettra arriva anche sul web, con i “Racconti di Castro”, reperibili sul sito di Geapolis www.geapolis.eu, “storie di silenzio cui sono molto affezionata, forse perché rispecchiano la mia anima” dice Elettra. L’ultimo libro, presentato pochi giorni fa con La Piccola Galleria presso la biblioteca comunale di Montefiascone, si intitola “Theremin”. A ispirare Elettra è stato proprio “il suono inquietante di questo strumento, la sua capacità di evocare sensazioni terribili e presenze”. Insomma, un’autrice prolifica e poliedrica, che si muove sempre guidata dall’amore per l’interpretazione. Dichiara: “Mi piace essere filologa non solo dei testi, ma anche delle persone, dei rapporti. Siamo fatti di relazione, confronto. 

Scrivere, ma soprattutto leggere, ci mette in contatto con l’altro, ci fa scoprire nuovi mondi”. Elettra non si sbottona sulle prossime opere, ma si lascia scappare che forse qualcosa bolle in pentola. E noi siamo in attesa.

Chiara Mezzetti – 26 anni (Membro attivo di “Lettura tra noi “ per La piccola Galleria)  clicca qui 

ELETTRA ... UNA DONNA CHE NON SMETTE DI ESSERE CURIOSA

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“Elettra è una persona profondamente legata alla cultura classica, cui ha dedicato la vita. Ma (cosa, questa, affatto scontata) è anche una donna che non smette di essere curiosa, di voler scoprire nuovi modi di espressione letteraria e non solo. Per un giovane uomo come me, ciò non può che rappresentare una forte e preziosa ispirazione. ”

 Giacomo Piciollo -26 anni

(Direttore Artistico di “Lettura tra noi “ per La piccola Galleria)  clicca qui 

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ELETTRA ... BISOGNA CONOSCERLA E VEDRETE QUALE POSTO FINIRÁ PER OCCUPARE IN VOI

Parlare di Elettra. Scatta subito l’entusiasmo per l’occasione di esprimere l’affetto ma poi ci si blocca: come è possibile descrivere Elettra. E’ un caleidoscopio di interessi, cultura, dolcezza, disponibilità a “trasmettere” tutto questo. E’ lei che ci offre non solo il suo sapere (che non è mnemonico) entrando e facendovi entrare nell’argomento. L’ho conosciuta circa dieci anni fa, in un momento difficile per me; alla presentazione del suo primo libro, quando ho capito l’argomento pur volendo salutarla di persona mi ero detta che avrei aspettato del tempo per leggerlo. L’ho affrontato invece abbastanza presto e mi sono sentita leggere dentro. Non l’ ho più persa di vista, presente ad ogni sua “comparsa in pubblico”.

Persona apparentemente semplice, viso dolce illuminato spesso da un sereno sorriso, sorriso che da qualche mese frequenta il nostro Circolo di Lettura; presentandoci qualche sua opera oppure introducendoci in altri percorsi. Dire altro sarebbe stucchevole, bisogna conoscerla e vedrete che posto finirà per occupare in voi; che amiate o meno leggere non importa. E’ lei Elettra.

Mariolina Scavera Malvagna- 73 anni ( Membro attivo un “Lettura tra noi”) clicca qui 

DIALOGO INTERGENERAZIONALE? CON ELETTRA DE MARIA UNA SFIDA POSSIBILE

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BANDO di CONCORSO Workshop di scrittura “OUR STORY”

(racconti da Montefiascone e dalla Tuscia)

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I LUOGHI DEL SILENZIO … I RACCONTI DI ELETTRA DE MARIA clicca qui 

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