.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI
.LE POETICHE VIE DEL DIALOGO INTERGENERAZIONALE… UN ANNO DI VERSI DIVERSI
Ad aprile, ancora in compagnia di DANIELA BABOLIN sulle vie feconde del linguaggio poetico: stupore e profondità dello sguardo sul quotidiano.

DI BRUME E SOLCHI – VIAGGI IN POESIA. «… si tratta di un percorso reale e metaforico insieme: il percorso che fin dall’antichità accompagna l’uomo nel suo andare, dall’infaticabile inquietudine d’Ulisse in cerca di patria e di affetti, al pellegrino medievale ansioso di salvezza e santità, a quello della poesia perennemente avida d’infinito. Ed è un itinerario fisico e interiore che rivive nel tormentato cammino del padre prigioniero, ombra d’uomo sulla strada del ritorno, reduce dall’inferno dei campi nazisti, mosso passo dopo passo dal tenace desiderio di una tregua fra le braccia che finalmente lo chiudono nel sognato ristoro. È un «brulichio di pensieri / instancabili ricercano / granelli zuccherini / per addolcire / passato presente / nel formicaio di vita». Queste poesie sono il viaggio di un’anima alla continua ricerca di senso, di bellezza, un indagare pressante sul limite e il confine di tempo e spazio, fra il detto e il non detto, fra intuizione ed epifania. Sono poesie assetate di infinito». (cfr. Gloria Spessotto, Prefazione al libro)
cfr. D. Babolin, Di brume e solchi. Viaggi in poesia, Proget Edizioni, Padova 2021
Immagine di copertina. Acquerello di Stefania Salvato, Padova
Prefazione ripresa dal sito della casa editrice www.edizioniproget.it
NUOVA VITA
Rapide volute.
Garruli gridi.
Energia vitale.
E prevedo l’affondare instancabile
di becco in gole stridenti
tese mai sazie appagate.
E il dono incessante si fa
carezza di vita
speranza perpetua.
Profetica primavera.
(Daniela Babolin)
cfr. D. Babolin, Di brume e solchi. Viaggi in poesia, Proget Edizioni, Padova 2021

Archivio fotografico Geapolis (foto di Gioacchino Bordo)
FIORI
E si perpetua la vita
Scia odorosa in cammino d’infanzia
l’atteso risveglio di candidi fiori,
trepido tiepido vivo immutato
nel presente-passato.
E mi rivedo bambina stupita,
d’intenso profumo inebriata estasiata,
immersa in sfrangiata nuvola bianca
quasi sospesa su verde d’argento,
carezza di petalo a sfiorare le guance
come leggera carezza di madre.
Scia odorosa in cammino d’infanzia
lo sfavillio di petali altri,
delicati intensi fiori di sposa,
ventre accogliente di mellifere api
avide immerse genitrici di vita
in rinnovarsi di primavera.
E rigogliosi eleganti rametti
spiccavano mani in sguardi gioiosi
fondendo d’arancio il profumo di casa,
tutt’uno invito a intimo asilo.
Scia odorosa in cammino d’infanzia
tremuli teneri penduli calici,
come lacrime eteree su esili steli
nati rinati da atavica terra.
Quasi miracolo il divenire perpetuo.
Culla materna i germogli dischiusi,
aromi ricordi d’affetti mai svaporati,
fusi in giardino in odore di casa
lungo il cammino della mia vita.
E tutto ancora profuma di te, madre.
E di te, mia amorevole nonna.
A mia madre
(Daniela Babolin)
cfr. D. Babolin, Di brume e solchi. Viaggi in poesia, Proget Edizioni, Padova 2021

Stefania Salvato, Profumo di ieri (2021)

Archivio fotografico Geapolis (foto di Gioacchino Bordo)
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Daniela Babolin è nata e vive ad Abano Terme. Ha insegnato per molti anni nella scuola primaria e si è dedicata alla scrittura poetica soprattutto dopo il percorso lavorativo. Ha partecipato nel 2017 al IX Premio internazionale San Sabino con la poesia “Ancòra, àncora”, terza classificata, e nel 2019 al III Premio letterario in memoria di Giorgio Perlasca con la poesia “L’attesa”, prima classificata. DI BRUME E SOLCHI è la sua prima pubblicazione.
Se vuoi saperne di più sul libro proposto e sui suoi interessi di ricerca