Piazzola sul Brenta, Loco delle Vergini.

Piazzola sul Brenta, Loco delle Vergini.
Piazzola sul Brenta, Loco delle Vergini. Realizzato da Marco Contarini nel XVII, ideato come un orfanotrofio dove si insegnavano il canto, la musica strumentale, le bambine orfane accolte venivano educate anche al ricamo. Si presenta come chiostro secentesco. Un cambiamento significativo avviene nella seconda metà del XVIII secolo quando nelle vicinanze del filatoio nasce una Filanda destinata ad accentrare la fase di trattura, fino ad allora probabilmente dispersa nelle varie case contadine dell’area circostante. Nel 1770 Paolina II Contarini decide di convertire l’obbligo del mantenimento perpetuo del Conservatorio musicale, contratto dal suo avo Marco in una sua disposizione testamentaria (codicillo del 1684), in quello di una mansioneria, facendo costruire da Tomaso Temanza [1705-89], come contropartita, il tempietto ancor oggi esistente subito dietro i portici della piazza e consacrato a S. Marco. Alcuni anni dopo, e precisamente nel 1777, un documento attesta che la stessa Paolina affitta un “edifizio vecchio a setta [….]” con accanto una Filanda, collocata nei locali, o in parte di essi, di quello che era l’orfanotrofio femminile dei tempi di Marco Contarini, alla ditta Lago e Fontanelle di Vicenza, che li gestisce fino agli anni ’20 dell’Ottocento.

Il Chiostro delle vergini poi trasformato in cortile della filanda. Abbastanza conservato il portico a piano terra; completamente trasformate le sequenze delle finestre al primo e secondo piano.

Vista esterna del fabbricato a suo tempo parte della filanda.
Piazzola sul Brenta, tranquillo paese situato qualche chilometro a nord di Padova, è noto ai nostri giorni soprattutto per l’immensa villa che lo domina e lo caratterizza, facendone una privilegiata destinazione turistica. Meno noto il ruolo avuto in campo manifatturiero. La storia del paese si incrocia con quella della roggia Contarini che lo attraversa dagli inizi del Seicento, scavata a cura dell’omonima famiglia veneziana, proprietaria di gran parte dei terreni della zona. Sulla roggia, al fianco della villa della famiglia patrizia, sorge, per tappe successive, una serie di opifici a forza idraulica che va a formare un nucleo proto industriale di tutto rispetto per l’epoca, la cui attività continua per lungo tempo, malgrado i passaggi proprietari dai Contarini ai Giovanelli e Correr e quindi ai Camerini.

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L’industria della seta è già presente in Piazzola allorquando Marco Contarini, nel 1671, inoltra con successo una supplica alla Magistratura sopra Beni Inculti, l’autorità veneziana preposta alla gestione delle acque pubbliche, per ottenere un incremento di portata della roggia che porta il nome della sua famiglia, allo scopo di alimentare “un edifitio da Orsoglio alla Bolognese contiguo ad’una sua Porta de’ Molini in Villa di Piazzola”. È questa, tra le varie iniziative intraprese dal Contarini a Piazzola, quella probabilmente più significativa ed economicamente rilevante, poiché si innesta nel ricco filone di produzione dei tessuti in seta, allora fiorente in tutti gli stati veneziani. Il XVI secolo ha visto una netta supremazia di Venezia nella creazione di drappi serici di qualità, molto richiesti in tutta Europa e fonte di lauti guadagni.

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La memoria di Fiorenza Bergamin è lucida, poliedrica e precisa. A proposito di nonna Maria Marchetto, la mamma di suo papà Luigi Bergamin, conserva una quantità di ricordi che fluiscono dalla sua voce come un fiume in piena. “Avevo quattro anni e mezzo quando nacque Daniela, l’ultima delle sorelle. Fino allora io dormivo in un sofà, nella camera dei miei genitori. […] Sul letto di ferro, sempre in ordine, faceva bella mostra la candida biancheria tutta ricamata a mano: il copriletto di broccato, tessuto di colore su colore, in modo da formare dei decori, le lenzuola e le federe di canapa ( canego) bianchissime. La cugina Anna conserva ancora un lenzuolo a tre teli uniti dello stesso tessuto grezzo con la scritta ricamata: “ BUON RIPOSO”. Questo è un capo che era appartenuto al corredo della nostra congiunta.

La pubblicazione curata da Alberto Susa, STORIA DI UN BORGO A VOCAZIONE MANIFATTURIERA Piazzola sul Brenta, ha costituito lo sfondo storico sul quale le storie di vita Marisa Peruzzo hanno trovato ancoraggio e significato. La pubblicazione in formato pdf che viene proposta come suggerimento di lettura e di approfondimento è stata reperita sul web. Viene qui riproposta ad esclusivi fini di divulgazione culturale a corredo dei contributi di Marisa Peruzzo.
Alberto Susa, STORIA DI UN BORGO A VOCAZIONE MANIFATTURIERA Piazzola sul Brenta.
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Alberto Susa, STORIA DI UN BORGO A VOCAZIONE MANIFATTURIERA Piazzola sul Brenta.
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