Evasioni tossiche & profumi dell’istante… La voce dei giovani

ASCOLTARE & CONDIVIDERE ... a cura di Mattia Russo

Quando di un antico passato non sussiste niente, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più fragili ma più intensi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore restano ancora a lungo, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sulla rovina di tutto il resto, a reggere, senza piegarsi, sulla loro gocciolina quasi impalpabile, l’immenso edificio del ricordo.

Marcel Proust

Il desiderio di evadere dalla realtà e immaginare un mondo migliore è un richiamo che fa intrinsecamente parte dell’essere umano, sin dalla notte dei tempi. La musica, la lettura, il viaggio, sono solo alcuni  dei linguaggi  che si ricollegano al desiderio delle persone di “evadere” e “immaginare”…  Il nostro contesto storico, purtroppo, vede la diffusione e il consumo di  sostanze stupefacenti, di  alcool  e di quei “profumi proibiti”, che portano allo sballo, al viaggio e alla fuga dalla realtà (oltretutto certe sostanze vengono proprio inalate  attraverso il naso). Un argomento non facile da affrontare, impalpabile e al tempo stesso dalle conseguenze concrete devastanti.  

Per questo  abbiamo cercato  di approfondire, di  riflettere,  di coinvolgere e saperne di più…

  • Alcool  e  sostanze stupefacenti (da inalare e iniettare)…quale è la percezione dei giovani a riguardo?
  • Il desiderio di evadere  dalla realtà può essere, secondo i giovani,  una delle motivazioni che spingono all’abuso di queste sostanze?
  • Inoltre,  perché evadere dalla realtà?
  • In che modo l’olfatto  può trasformarsi da canale per l’evasione “tossica” in linguaggio invisibile che  aiuta a “cogliere il profumo dell’istante”?

E’ importante specificare, prima di mostrarvi i risultati, che questa indagine è puramente informale.   Essa costituisce unicamente un’ occasione e uno spunto per riflettere sulla percezione dei giovani a riguardo, e non sull’effettiva diffusione del fenomeno. Il questionario è anonimo e i  dati vanno applicati e considerati veri unicamente all’interno del campione preso in esame.

Come emerge dall’osservazione dei grafici, le ragazze che  hanno preso parte al sondaggio sono in numero maggiore rispetto ai ragazzi.   L’età oscilla dai diciotto ai ventinove anni, ma la maggior degli intervistati ne ha tra i ventiquattro e i ventisette.

Interessati a saperne di più?

Abbiamo poi domandato loro quanto gli argomenti “dipendenza da alcool” e “dipendenza da sostanze stupefacenti” destassero il loro interesse, indicandolo con  un valore  in una scala che andava da zero (per niente) a cinque ( moltissimo). Così hanno risposto:

... sulla dipendenza da alcol

... sulla dipendenza da sostanze stupefacenti

In entrambi i grafici il picco massimo di risposte ricade sul numero”tre”, quindi un valore  intermedio. Il secondo valore che in entrambi i grafici ha avuto un alto picco di risposte è il quattro. Sebbene diversi ragazzi abbiano indicato i valori da zero a due, possiamo dire la maggior parte dei giovani non siano insensibili ai due argomenti.

Quanto é diffuso il fenomeno della dipendenza?

Abbiamo, poi, chiesto loro quanto, secondo la loro opinione, l’eccessivo utilizzo di queste sostanze sia diffuso tra i  coetanei, sempre indicando la risposta su una scala che oscillava tra zero e cinque. Così hanno risposto:

eccessivo consumo di alcol

eccessivo consumo di sostanze stupefacenti

Per quel che riguarda l’alcool  picchi alti di risposte sono riscontrabili  sui valori massimi, mentre per le sostanze stupefacenti sui  valori  “tre” e “quattro”. Questo dato fa riflettere. I giovani percepiscono l’alcool e le sostanze stupefacenti come  una realtà non così distante da loro. Da un lato è preoccupante, perché  indica la vicinanza del fenomeno alla loro esperienza di vita, dall’altro è indicativo di un sufficiente grado di consapevolezza dei giovani a riguardo.

Perché un giovane arriva ad usare e ad abusare di alcol e droga?

Poi abbiamo domandato le motivazioni che spingono un giovane ad iniziare a provare  sostanze stupefacenti oppure ad abusare dell’alcol. Abbiamo  proposto alcune opzioni  a scelta multipla. Le risposte nel grafico a destra…  Emerge su  tutte  il “senso di appartenenza ad un gruppo, seguito dal “desiderio di evadere dalla realtà”.  Occorre perciò domandarsi:  Perché, per sentirsi parte di un gruppo, bisogna ricorre all’utilizzo di  queste sostanze? Quali dinamiche sociali  e culturali  stanno alla base di questo fenomeno? 

Evadere dalla realtà... una tentazione tossica

Abbiamo proposto  ai ragazzi una frase: “Chi pratica un eccessivo utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti, in realtà, mira ad evadere dalla realtà”.  Gli abbiamo poi domandato, sempre determinandolo in una scala da zero a cinque, quanto fossero d’accordo con questa frase. Nel grafico a destra le risposte… Il picco massimo di risposte  si  ha  sui valori più alti della scala. I ragazzi quindi sono concordi  sul fatto che  il desiderio di evasione influisca sull’utilizzo di queste sostanze.

Avere fiuto e annusare la vita ...

L’assunzione di queste sostanze, tuttavia, non può costituire una soluzione. Ci sono tantissime altre strategie  per “evadere” qualche  istante dal mondo che ci circonda, magari per ritrovare l’energia e la spinta giusta per riprendere la fatica del quotidiano.

Abbiamo domandato ai ragazzi se e quali “vie di evasione” percorrono abitualmente…  Il grafico a destra mostra come la maggioranza dei giovani abbia risposto in modo affermativo …

EVADERE OVVERO... RITORNARE IN SÉ/ "ANDARE FUORI" DALLA FATICA DEGLI IMPEGNI QUOTIDIANI PER...

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Guardare le stelle o il tramonto. Mi permette di fare grandi viaggi interiori. Anche leggere, vedere serie televisive o film mi aiuta tanto. Insomma, sentire storie in generale/

Vivere appassionatamente, che sia passione verso lo sport, o verso una ragazza/

Guardare video sulla piattaforma Youtube/

Correre e fare sport,  leggere/

Vedere un film,  dialogare con gli amici, occuparmi degli altri/Dormire, rimanere da sola/

Guardare un’opera d’arte/Scrivere, Ascoltare la musica e colorare/

Giocare con mia figlia e quando riesco guardare un bel film/

Leggere libri, fare passeggiate, creandomi un spazio tutto mio per riuscire a stare bene con me stessa/

Correre, andare in palestra /

Suonare il pianoforte, andare a correre, uscire in compagnia/

Pregare e suonare la chitarra/

Ascoltare la musica/

Il mio modo di evadere dalla realtà, è leggere un libro mentre ascolto della musica/

Viaggiare/

Scrivere poesie, guardare film, serie TV, leggere/

Andare in montagna

Non serve evadere dalla realtà, serve di apprezzarla per quello che è

Sono un musicista e la musica per me è un vero e proprio universo parallelo. Suonare mi fa entrare in un mondo nuovo, un luogo di relax, che ho plasmato con anni di ascolti e studi, creando così un mio personale spazio, dove potermi liberare dallo stress.

Evadere dalla realtà è accettabile e desiderabile solo se praticato nella giusta misura, per trovare forza e nuovi modi per affrontarla, mai per rimanerne completamente fuori…

Per me evadere dalla realtà significa più che altro cercare di capirla meglio… Non sto tranquilla se non ho tutto chiaro e il modo per farlo è parlare a fondo, confrontarmi e chiedere aiuto

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Il numero e la qualità delle risposte dimostrano come questo argomento abbia stuzzicato l’interesse dei ragazzi, facendo emergere diverse risposte interessanti. Molti indicano la  visione di film o serie televisive, e soprattutto la lettura (dato molto interessante) come “buone strategie  di evasione”. In più,  un giovane ha fatto una riflessione, anticipando l’argomento della domanda successiva, sul corretto utilizzo dell’evasione, mentre una ragazza parla di  evasione per comprendere  meglio le realtà.  L’ evasione in questo caso si arricchisce di un significato in più.

Del corretto uso dell’evasione.... ritornare in sé

Abbiamo domandato ai ragazzi se secondo loro questa “evasione” per ritornare in sé  fosse effettivamente utile. Abbiamo proposto  loro tre opzione di risposta ” si”, “no”, “si, se praticata nella giusta misura”, lasciando la possibilità loro di aggiungere una risposta tramite il pulsante “altro”. Nel grafico a destra i dati emersi. La metà dei ragazzi, quindi rispetto alle percentuali delle altre risposte, la maggior parte, risponde “si se praticato nella giusta misura”, il secondo numero di risposte più alto, invece, viene dato in riferimento al “si”. Un giovane addirittura, utilizza il pulsante “altro”  per proporre una riflessione.

Odori che raccontano la mia storia...

Certi profumi e certi odori possono innescare in noi sensazione e ricordi, che ci permettono di “viaggiare con la mente” nello spazio e nel tempo, riportandoci immagini di luoghi, persone e cose… Abbiamo domandato ai giovani se ci fosse un profumo o un odore “guida” per un ipotetico viaggio  attraverso la memoria olfattiva. Il 60% degli intervisti ha risposto positivamente. Abbiamo raccolto le loro suggestioni…

Quali odori raccontano la mia storia?

L’ olfatto è un vista strana. Evoca paesaggi sentimentali attraverso un disegno improvviso del subcosciente (..)

Fernando Pessoa

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L’Odore di una persona particolare /

Quando sento il profumo della casa di mia nonna, ricordo la mia infanzia/

Il profumo di salsedine. Mi ricorda la mia infanzia al mare. Ma anche  il profumo di foglie che viene dal bosco, dopo le prime pioggerelline autunnali / 

Il profumo del mio ragazzo mi dà conforto/

Il  profumo della terra dopo pioggia/

Il profumo del ciambellone fatto in casa scaldato al microonde o tostato dopo essere stato surgelato

La naftalina che mi fa tornare in mente l’ odore dell’ armadio di mia nonna, prima che scoprisse che c’ era un altro modo per salvare i vestiti. Mi fa ricordare tantissimi momenti passati con lei, vederla preparare per andare a qualche cena….ci metteva sempre una vita per scegliere che cosa mettere. Oppure l’odore di ciambellone al latte o di crostata….non era molto brava a fare i dolci. La ciambella gli veniva sempre un po’ secca e sulla crostata ci metteva sempre un filo sottile di marmellata….non ho mai capito perché. Prima non ci facevo molto caso, ma adesso che l’ ho persa, mi tornano in mente tante cose…è come se li sentissi ancora in certi momenti. Quando accade parto per lunghi viaggi pieni di ricordi bellissimi.

L’odore del pino di mattina accompagnato dall ‘odore del caffè appena fatto/

L’ odore dei gelsomini mi ricorda delle mie passeggiate estive con la mia famiglia nella parte alta della città dove vivevo in Sicilia. Ogni sera uscivamo a prendere il fresco e si sentiva questo fortissimo odore di gelsomini./

Quando sento un particolare profumo torno bambina a casa di mia zia, al mare/

Il  profumo del mare

L’odore di carta stampata e inchiostro quando apro un libro. Specialmente nel caso dei fumetti, mi ricorda che le immagini sono “incarnate” in un oggetto fisico, che dietro all’illusione del racconto c’è un lavoro concreto, ci sono strumenti e tecniche che tramite le mani di un artista hanno portato la fantasia a farsi realtà tangibile (insomma, per lo meno sulla pagina) . È uno stimolo alla mia stessa creatività, quindi per forza di cose ha il potere di condurmi “lontana dalla realtà” in un batter d’occhio. È inebriante. Come del resto l’odore dei colori a olio, degli acrilici, anche quello della semplice grafite… Sono promesse di uno spazio completamente mio. Parlando in generale, poi, basta qualsiasi odore che io possa ricollegare alla mia infanzia. E ovviamente quelli che si incontrano passeggiando nella natura sono sempre un toccasana per lo spirito!

La Cannella mi riporta in mente il periodo natalizio, la mia famiglia riunita ad un tavolo, il fuoco del camino. Mi ricorda felicità e tranquillità./

Alcuni odori portano alla mente bei ricordi… In particolare io ho notato che l’odore del cloro mi ricorda l’estate e i bei momenti di spensieratezza. Anche quello attraverso i ricordi può essere definito “viaggio”/

L’ odore della pasta in cottura mi ricorda molto casa/

É successo varie volte, con profumi “indossati” da altre persone. Mi ricordano una persona, un amico o una ex ragazza, i quali avevano lo stesso identico profumo. Certamente mi ricordano anche il momento in cui sentii questo profumo, magari una cena di classe o un appuntamento ecc ecc..Lo stesso avviene con il cibo ovviamente (odore nell’aria di grigliata di carne in una estiva). Il tutto però dura solo alcuni secondi./

L’odore del pesce mi ricorda quando ero piccolo, perché mia nonna aveva casa in un paesino di pescatori/

Il profumo del latte e dei vestiti appena lavati e stirati mi fa ricordare l’infanzia e i momenti trascorsi dai nonni. Il profumo dei vecchi libri mi fa viaggiare nel passato e pensare a tutte le persone che li hanno letti prima di me…/

Mi piacciono i profumi orientali che mi riportano a terre lontane

 

Per concludere abbiamo lasciato ai ragazzi uno spazio libero, dove potevano scrivere eventuali ulteriori riflessioni sugli argomenti trattati. Riportiamo  alcune delle risposte pervenute:

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A volte l’obiettivo di chi abusa di certe sostanze, mi pare, è anche quello di ottenere il massimo possibile dalla realtà. Quindi non scappare, ma approfittarne oltre le loro normali possibilità.

L’abuso di sostanze stupefacenti è una cosa ben diversa dall’assunzione occasionale. Capita questa differenza si può procedere alla lotta contro l’abuso di tali sostanze.

Secondo me l’evasione dalla realtà in campo artistico può essere un buono strumento, anche per concentrarsi di più su di sé e su ciò che si vuole realizzare, allontanando determinate distrazioni. È ovvio anche che bisogna saperlo fare. Non penso che l’alcool e le droghe permettano di avere un’evasione sana, credo invece che facciano allontanare una persona anche da sé stessa.

Questa è una tematica importante. Purtroppo il problema parte da una cattiva influenza che i ragazzi ricevono fin da piccoli. È veramente  dura cambiare qualcosa  nel presente ma si potrà cambiare educando gli adolescenti del futuro ( i bambini di adesso). Oltre all’alcool ci sarebbero tante altre sostanza sbagliate, non saprei da dove iniziare…Però non sono troppo pessimista riguarda al futuro.

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