Firmina Story… da dove veniamo. Intersezioni 1/

Circolo di studio Virtuale DONNE & COMUNITÁ-  Intersezioni

FIRMINA STORY. Cultura & Società: da dove veniamo. Intersezioni 1/ a cura di Marisa Peruzzo

“…la casa era tutta una novità…frigorifero, lampadario a tre luci, la tazza del water e un’altra tazza e… MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE UNA LAVATRICE! QUELLO CHE È MEGLIO È MEGLIO,FIDATI!”

Nel corso della lettura di queste poche righe nella mia mente hanno iniziato ad affluire, come in un fiume in piena, numerose considerazioni, riflessioni, perplessità; tutti pensieri tra loro contrastanti al punto tale da trovarmi spiazzata rispetto alla mia quotidianità.

Come tutte le persone che si occupano della pulizia della biancheria e degli indumenti ,in genere, non potrei rinunciare a quell’elettrodomestico che metto frequentemente in funzione e che mi crea non poca ansia e preoccupazione ogni qualvolta, ma per mia fortuna di rado, si blocca a causa di qualche guasto. Allora freneticamente cerco di correre ai ripari per avere quanto prima l’apporto risolutivo dall’assistenza tecnica.

È innegabile che la lavatrice sia annoverata tra gli strumenti utili e indispensabili che permettono di risparmiare una grande quantità di tempo e di energie. Non solo; ci sentiamo tutti più tranquilli quando sappiamo che c’è un qualcosa che lavora in nostra vece. Infatti, spesso si sente dire: “ Nessuna preoccupazione, tanto, c’è la lavatrice che funziona !” È pur vero che possiamo impiegare il tempo così economizzato in occupazioni piacevoli, che ci permettono un arricchimento personale.

Proprio io, nonostante quanto sopra esposto nutro dei dubbi in merito alla frase “QUELLO CHE È MEGLIO È MEGLIO,FIDATI!” Mi chiedo se è assolutamente vero.

Da alcuni ricordi che risalgono all’infanzia e dai racconti della mamma, ora novantenne, ho contezza di come veniva fatto il bucato  prima dell’avvento della lavatrice.

Si utilizzavano prodotti esclusivamente naturali quali la cenere per produrre la lisciva e il sapone fatto in casa. Indubbiamente servivano tempi lunghi, sforzi fisici ed era un lavoro gravoso  soprattutto  quando veniva affrontato nella rigida stagione.

Non dimentico, tuttavia, alcuni caratteristici momenti piacevoli. Erano gli anni della famiglia patriarcale quando le donne facevano gruppo per lavare i panni.

Nella frenesia del lavoro cooperativo trapelavano atteggiamenti sereni, piacevoli conversazioni e momenti di allegria: non di rado si sentivano intonare delle canzoni. A lavoro ultimato, la soddisfazione di vedere i panni stesi ad asciugare appesi a lunghe corde sostenute da pali, compensava ogni fatica.

Quando le lavandaie si recavano alla fonte o lungo un corso d’acqua era una festa anche per i più piccoli poter scorrazzare per i prati, lungo i viottoli, su e giù per i fossati.

Sentimenti di nostalgia e di rimpianto scaturiscono dai racconti della mamma, che apportano certamente una connotazione positiva al vissuto passato.

Ciò detto mi corre l’obbligo di una considerazione: LA MECCANICA HA SOPPIANTATO L’ASPETTO UMANO, nelle sue espressioni più spontanee ed in particolare nella socialità e nelle emozioni. “FIDATI!”

C’è poco da fidarsi! Quel che è vero è che ogni lavaggio a macchina produce INQUINAMENTO: INQUINAMENTO AMBIENTALE. I capi, una volta lavati, profumano, ostentano un brillante candore, che “ PIÙ BIANCO NON SI PUÒ!”, ma a che prezzo? Abbiamo a disposizione un’ampia gamma di prodotti, ma su ogni confezione compaiono delle indicazioni di pericolo del tipo:

  • Può provocare una reazione allergica;
  • Provoca grave irritazione oculare;
  • Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata;
  • Può inquinare fiumi e laghi;
  • Provoca impatto ambientale.

Ogni prodotto contiene derivati chimici responsabili  dell’inquinamento e dell’aumentare di diverse forme allergiche negli individui, che mettono a repentaglio la salute del genere umano.

Senza ombra di dubbio la lavatrice è una comodità, ma fino a che punto è davvero conveniente se prendiamo in considerazione i costi dell’inquinamento? È assai difficile formulare una risposta: Mi sono chiesta cosa ne penserebbe la Firmina del giorno d’oggi.

1950/’60 Curtarolo, immagini di una Storia. Qui, sulla riva del fiume Brenta, dalle acque cristalline e pulite, mia mamma portava a sciacquare i panni, in particolare i più delicati, quelli si lana.

LA 'LISSIA'

LA ‘LISSIA’ O LISCIVIA. Avevamo un grande recipiente da mettere sul fuoco per riscaldare l’acqua nella quale veniva messa della cenere e fatta bollire. Poi con un ‘bugaroeo’, cioè un telo di canapa vecchio, ma senza buchi, a volte anche messo doppio sopra un grande mastello, si filtrava l’acqua per trattenere la cenere. La ‘lissia’ così ottenuta risultava così viscida al tatto, al punto da essere quasi corrosiva della pelle. Nella ‘lissia’ si mettevano in ammollo, per una notte intera, i panni da lavare la mattina seguente. Quella destinata al bucato era la ‘lissia viva’, invece si usava la ‘lissia smorta’ per lavare i capelli. In quest’ultimo caso la cenere non veniva fatta bollire, ma l’acqua bollente passava attraverso la cenere contenuta in uno straccio. (“A balzelli tra nuvole e ricordi” di Aldina Pasquetto con la collaborazione della figlia Marisa Peruzzo)

nella foto Aldina Pasquetto

In piena emergenza Covid, Marisa Peruzzo ha rinunciato ad organizzare la festa di compleanno della mamma Aldina Pasquetto. Per lei  un regalo davvero speciale: la raccolta dei ricordi dei suoi novant’anni compiuti il 12 ottobre 2020, trascritti  in un libro intenso, ricco di storia e di vita vissuta. Come recita la copertina del libro: “A balzelli tra nuvole e ricordi” di Aldina Pasquetto con la collaborazione della figlia Marisa Peruzzo.

Sarebbe interessante conoscere il parere e/o la convinzione di più persone. Pertanto oso permettermi di avviare un confronto tramite Web lanciando la domanda:

  • È meglio la pratica del lavaggio praticato un tempo al paese di Firmina oppure quello in lavatrice?
  • Quali e quanti vantaggi?
  • Quali e quanti gli inconvenienti?

Personalmente, se dovessi scegliere la mia opzione sarebbe:

  • Lavaggio a mano
  • Lavaggio in lavatrice
  • Incerto
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